Alison Lurie.
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L'ultima spiaggia.
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Titolo originale: The Last Resort. 1998.
Traduzione di: Hilia Brinis.
1999 La Tartaruga Edizioni, Baldini & Castoldi, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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L'ultima spiaggia, alla lettera e anche metaforicamente,  la famosa Key West, l'isola davanti alla costa della Florida, un lussureggiante paradiso tropicale. Wilkie Walker, un illustre esperto di storia naturale che ha dedicato la sua vita e i suoi studi a salvare preziosi esemplari di animali e piante in via di estinzione, e Jenny, la sua giovane e devota moglie, decidono di passare l'inverno nel caldo clima di quell'esotico eden. Ma nessuno sa che Walker nasconde un terribile segreto:  convinto di avere un male incurabile e, per evitare un lento e doloroso declino, pensa al suicidio. Niente di pi facile che nuotare al largo fino allo sfinimento, inscenando una morte accidentale. Ma la vita a Key West, dove orchidee e frangipani
fioriscono tutto l'anno e il sole splende senza sosta, riserva molte sorprese. Jenny trova un lavoro interessante in una piccola pensione per sole donne, dove l'aspetta un'improvvisa e seducente svolta del destino.
Walker intanto scopre che il suo progetto cos accuratamente pianificato non  poi cos semplice da realizzare, invischiato com' nelle costanti attenzioni di una sua insistente ammiratrice.
Altri personaggi stravaganti e dal futuro precario affollano l'ultima spiaggia che Walker ha scelto per morire, e alla fine la splendida natura e la straordinaria vitalit della specie
umana non ancora in estinzione hanno la meglio sulla sua funesta decisione.
Un romanzo delizioso e solare dove commedia e tragedia si sfiorano e sconfinano con effetto a volte esilarante e a volte melanconico, il tutto mescolato e combinato nel clima eccitante di un luogo di sogno.
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L'AUTRICE.
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Alison Lurie, nata a Chicago nel 1926,  una scrittrice americana molto nota e consacrata da un crescente successo. Ha al suo attivo otto romanzi, due dei quali, Cuori in trasferta, vincitore del prestigioso premio Pulitzer, e La verit su Lorin Jones sono stati pubblicati in Italia.
Vive tra Key West e New York, dove insegna letteratura alla Cornell University.
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L'ultima spiaggia.
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I trichechi sono creature dai movimenti lenti che si nutrono di vegetazione acquatica in acque costiere poco profonde, estuari e fiumi dal corso non molto rapido. Vivono soli o in piccoli gruppi familiari...
I membri di un gruppo comunicano frequentemente per contatto muso a muso e, se in allarme, con versi striduli simili a cinguettii... La popolazione di tutt'e tre le specie va declinando.
La Nuova Enciclopedia Britannica, 15esima edizione.
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Ma c' un albero, tra tanti, e c' un campo su cui il mio sguardo s' posato, e tutti e due mi parlano d'un qualcosa che  passato.
Wordsworth, Ode: Intuizioni di immortalit. Poeti romantici inglesi, traduzione a cura di Franco Buffoni.
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CAPITOLO 1.
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Alle tre del mattino, in una ventosa notte di fine novembre, Jenny
Walker si svegli nella sua storica casa in una storica citt del New
England e avvert, dalla pendenza del materasso e dal gelo delle
lenzuola di percalle a fiori che Wilkie Walker, lo scrittore e naturalista
di fama mondiale, non era nel letto accanto a lei.
Spesso Jenny si svegliava con la percezione di quell'assenza.
La prima volta, dopo essere rimasta sveglia per venti minuti, era
scesa in punta di piedi e aveva trovato il marito seduto in cucina
davanti a una tazza di t. Wilkie aveva accennato un sorriso e alle
domande di lei aveva risposto che naturalmente stava bene, che
tutto andava bene. Tornatene a letto, tesoro, le aveva detto, e
Jenny aveva seguito le istruzioni di lui, proprio come aveva fatto per un quarto di secolo.
Dopo quella notte non era pi andata a cercarlo, ma di tanto
in tanto aveva accennato a quell'assenza il mattino dopo.
Wilkie le diceva d'avere digerito male e d'avere sentito il bisogno
di un bicchiere di acqua minerale, o d'avere voluto annotarsi
un'idea. Non c'era ragione di preoccuparsi per lui, lasciava intendere
il suo tono. In realt quella preoccupazione era poco gradita, forse perfino irritante.
Ma fin dal giorno in cui si erano conosciuti, Jenny si era preoccupata
di Wilkie pi di chiunque o di qualsiasi cosa al mondo. Lui
era entrato nell'Ufficio alloggi dell'Universit di California a Los
Angeles dove lei lavorava dopo la laurea, in attesa di vedere che
cosa le riservasse l'avvenire. Era una giornata estiva torrida e afosa
quando Wilkie era apparso: l'uomo maturo dall'aspetto pi
interessante che Jenny avesse mai visto, con quella statura solida,
quei folti baffi da esploratore; con quella massa arruffata di capelli
castano chiaro, quegli occhi azzurro acciaio, e quel sorriso improvviso
e abbagliante. E lei, abbagliata, lo aveva ascoltato chiedere
di subaffitti sabbatici per l'autunno. Voleva qualcosa di tranquillo
con giardino - amava lavorare all'aperto, se poteva, aveva
spiegato - ma sperava anche di trovarsi a non pi di mezz'ora di
cammino dall'universit. Il che senza dubbio non era possibile,
aveva aggiunto con un altro radioso sorriso.
Jenny era stata in grado di assicurargli che conosceva proprio
il posto adatto. E due giorni dopo, mentre stava ancora fantasticando
sulla visita di Wilkie e domandandosi se poteva ottenere un
permesso per seguirne le conferenze, lui era riapparso per ringraziarla e invitarla a colazione.
Soltanto in seguito Jenny si era resa conto di quanto questo
fosse insolito, perch all'epoca Wilkie Walker era estremamente
guardingo nei confronti di tutte le donne. Era stato sposato due
volte, e tutt'e due in modo breve e disastroso (Vado d'accordo
con la maggior parte dei mammiferi, ma pare che io abbia difficolt
con la nostra specie). Prima con una ragazza dolce e graziosa
ma totalmente priva di senso pratico che lui paragonava a
una gatta persiana di razza (tutta pelo di cashmere, grandi occhi
azzurri e dieta speciale, ma aveva sempre un leggero raffreddore,
non poteva fare pi di un chilometro a piedi senza crollare per la
stanchezza e aveva terrore della maggior parte degli animali).
Poi, quasi per reazione, aveva sposato una giovane donna altrettanto
di bell'aspetto e molto pi efficiente e robusta, (forte e
sana come un husky dell'Alaska), ma che si era rivelata profondamente
ostile nei confronti degli uomini e di Wilkie in particolare.
Per esempio, quando in un momento di crisi lui le aveva chiesto
di ribattere uno dei suoi articoli, l'husky non solo gli aveva ringhiato
contro ma aveva gettato il manoscritto nella pattumiera in
cucina, tra gusci d'uova, umide bucce di pompelmo
e briciole di pane di segale tostato.
Fin da quella prima colazione Jenny aveva capito che Wilkie
Walker era la persona alla quale lei poteva, doveva perfino, dedicare
la sua vita. E via via che arrivava a conoscerlo meglio era
stato quasi uno shock, per lei, scoprire fino a che punto lui avesse
bisogno di quella devozione; quanto della sua stessa vita andasse
sprecato per cose di poca importanza. Quanto spesso gli
toccasse mettere da parte il suo lavoro per incombenze che qualcun
altro (Jenny, per esempio) poteva sbrigare per lui molto pi
rapidamente e facilmente, poich Wilkie non aveva alcuna inclinazione
naturale per fare la spesa o i lavoretti di casa, oppure per
tenere dietro ai conti.
E dopo che si erano sposati aveva provveduto lei a tutte queste
cose e a molte altre: grata, felice di farlo. Ben presto era stata in grado
di aiutare Wilkie in molti altri modi: non soltanto ricopiando i
libri e gli articoli di lui e correggendone le bozze, ma accompagnandolo
sul campo, prendendo appunti e scattando fotografie. A
casa lo aiutava nelle ricerche, nel copiare e faxare, nel trovare illustrazioni
(spesso le sue stesse foto), e nel creare tavole e grafici. Via
via che Wilkie diventava pi impegnato e pi famoso, lei gli teneva
l'elenco di conferenze, interviste e riunioni, prenotava biglietti
d'aereo e alberghi, riceveva telefonate e messaggi e-mail e corrispondeva
a nome di lui con agenti, editori e ammiratori.
Di solito, ora, quando Jenny si svegliava la notte e si ritrovava
sola, si girava dall'altra parte e scivolava di nuovo nel sonno.
Ma quella notte il sonno non voleva venire. Distesa nell'antico
letto a colonne, lei ascoltava il raschiare dei rami spogli spinti dal
vento contro i vetri, impensierita da qualcosa che non andava, e
soprattutto da Wilkie. Da mesi - da quando in primavera era andato
in pensione, in realt - le sue notti erano state insonni, e
sempre pi spesso sembrava irrequieto o stanco durante la giornata.
Per di pi, pareva che nessuna delle cose che un tempo godeva
cos appieno gli procurassero piacere, ormai. Per la prima
volta da quando lo conosceva, Wilkie doveva essere spinto ad
andare a concerti, a conferenze o al cinema. Non leggeva quasi
nessuno dei libri e degli articoli sulla natura e sull'ambiente che
riempivano la cassetta della posta, spesso accompagnati da lettere
di gratitudine o di apprezzamento. Sempre pi spesso declinava
l'invito a fare parte di comitati o di consigli, e rimandava il
ricambiare telefonate, perfino dopo che Jenny glielo aveva gentilmente ricordato diverse volte.
Cosa ancor pi preoccupante, Wilkie non aveva finito il suo
importante nuovo libro, Il faggio rosso. Forse l'opera pi significativa
della sua vita, era il ritratto a tutto tondo di un grande albero
sul campus del College di Convers; avrebbe riunito tutti i
suoi interessi: botanica, climatologia, ecologia, entomologia, geologia,
storia, scienza del suolo e zoologia. Agente ed editore di
Wilkie erano elettrizzati da Il faggio rosso, e il libro era gi stato
annunciato nel programma della casa editrice. Ogni giorno Jenny
si aspettava che il marito le desse il capitolo finale da battere al
computer, e ogni giorno rimaneva delusa.
Oltre a questo, e ancora peggio, sembrava che Wilkie stesse
perdendo interesse per gli amici e per la famiglia. Da pi di un mese
non metteva piede al circolo della facolt, e non le permetteva
di invitare qualcuno a cena. Una settimana prima, quando i figli
erano a casa per il Ringraziamento, aveva avuto ben poco da dire
loro. Aveva sempre meno da dire a lei, Jenny; inoltre, da quasi un
mese non aveva pi accennato a voler fare l'amore.
Era evidente che qualcosa non andava. E, stando cos le cose,
era responsabilit di Jenny correre ai ripari. Forse, aveva pensato
dapprima lei, il marito era ammalato ma non se ne rendeva conto,
perch in vita sua s e no era stato malato un giorno. Si era sempre
rifiutato, per esempio, di ammettere l'esistenza dei raffreddori:
quando dai sintomi sembrava che uno stesse per aggredirlo, lui lo
ignorava finch, sconfitto, quello se la squagliava.
Un mese prima Jenny aveva persuaso Wilkie a fare un check-up:
dapprima invocando un principio generale, poi ricorrendo a
quella che era la sua solita ultima risorsa: l'affermazione che questo
l'avrebbe fatta sentire pi tranquilla. Mugugnando sulla perdita
di tempo, ribadendo la sua convinzione che chi non era malato
dovesse tenersi alla larga dai dottori, Wilkie l'aveva accompagnata
nello studio del dottor Felch ed era stato dichiarato in condizioni
di salute eccellenti per un uomo della sua et. Sollecitato da
Jenny, aveva ammesso che ogni tanto, di notte, si alzava dal letto,
ma dichiarando di non vedere in questo proprio niente di male; rifiutava di accettare il termine insonnia.
Come quasi tutti a Convers, il dottor Felch provava quasi soggezione
di Wilkie Walker, il cittadino pi famoso della citt. Pi
per il bene di Jenny che del paziente, forse, aveva prescritto qualcosa
che definiva un miorilassante, e che Wilkie in seguito si era
rifiutato di prendere. Il guaio, aveva detto alla moglie, era che la
maggior parte della gente, al giorno d'oggi, aveva i muscoli fin
troppo rilassati, per non dire atrofizzati.
Sembrava che Wilkie avesse dimenticato l'intero episodio, ma
una frase detta dal dottor Felch continuava a ronzare nella mente
di Jenny: Un uomo della sua et. Wilkie era arrivato adesso a
settant'anni. Non per la prima volta, lei ripensava alla spiacevole
conversazione che aveva avuto quando lo aveva portato a casa, a
conoscere i suoi. Wilkie, naturalmente, non aveva notato la minima
esitazione nel modo in cui lo avevano accolto, e si sarebbe meravigliato
nell'udire quel che era stato detto quando poco dopo, in
cucina, la sua futura moglie si era trovata a tu per tu con la madre.
Cara, mi piace, s, aveva assicurato la madre di Jenny. E mi
rendo conto che  un uomo brillante.  stato interessantissimo
sentirlo parlare di quei pipistrelli del Sudamerica. E vedo anche
che ti ama davvero. Ma... Aveva aperto il rubinetto del lavello,
sciacquando via il resto della frase, se c'era.
Ma cosa?
Be',  stato sposato gi due volte, il che  sempre... Sotto
lo sguardo addolorato e risentito di Jenny, la voce le era mancata.
E poi... la differenza d'et. Tu hai solo ventun anni, e Wilkie
ne ha quarantasei, quasi l'et mia. Penso sempre a quello che mi
disse una volta mia madre: Se sposi qualcuno molto pi vecchio,
non crescerai mai del tutto. E quando tu ne avrai quarantasei,
Wilkie ne avr settanta. Un vecchio.
Jenny si era rifiutata di ascoltare. Wilkie Walker non era come
gli altri, aveva dichiarato. Aveva pi energia, resistenza ed entusiasmo
lui della maggior parte dei suoi compagni d'universit.
Sua madre, per la quale il tatto era quasi una religione, non era
tornata mai pi su quell'argomento. Ma i suoi commenti continuavano
a nuotare nelle torbide profondit della mente di Jenny,
riaffiorando talvolta come squali. Vedi, ti sbagliavi di grosso, era
stata tentata di dire a sua madre in diverse occasioni, l'ultima delle
quali quando, in primavera, aveva compiuto lei quarantasei anni.
Wilkie non  affatto diventato un vecchio. Il mese scorso, durante
quel giro turistico a piedi che abbiamo fatto in Grecia, nessuno
riusciva a tenergli dietro, a parte la guida. Non l'aveva detto
soltanto perch, sebbene sua madre fosse ancora in salute eccellente,
suo padre, a settantaquattro anni, dopo ben due infarti,
era in modo fin troppo evidente un vecchio: curvo e col respiro
ansante, si muoveva e parlava lentamente.
Jenny, ricordando tutto questo, ascoltava i rami raschiare i vetri
e richiamava alla mente recenti conversazioni con i suoi due figli
ormai adulti, durante le vacanze del Ringraziamento.
Ti dico io cos', mamma, aveva detto Ellen mentre stavano
lavando i piatti. Penso che pap sia in uno stato depressivo.
Dato che sua figlia era adesso una studentessa di medicina, e
come la maggior parte di quegli studenti portata a sparare diagnosi,
Jenny le credeva e non le credeva. Oh, tesoro, aveva temporeggiato, non lo so.
 proprio quello che penso, aveva ripetuto Ellen. Mi meraviglio
che il suo dottore non se ne preoccupi un po' di pi.
Il dottor Felch se ne preoccupa. Ammira molto Wilkie.
Tutti lo ammirano molto, aveva replicato Ellen. Non  questo il punto.
Billy (Wilkie Walker Jr.) era stato come al solito meno preciso,
ma non pi rassicurante. S, sono abbastanza d'accordo con
Ellen, aveva ammesso il giorno seguente in risposta alla domanda
della madre. Qualcosa non va. Sembra che pap abbia meno
voglia di andare in giro, capisci? Come ieri, quando non voleva
uscire a fare due passi perch faceva troppo freddo. Non lo avevo
mai sentito dire niente del genere. Lui, che non faceva che trascinarci
fuori a gelare in piena tempesta di neve. Forse dovreste
andare in qualche posto pi caldo, quest'inverno.
In qualche posto pi caldo?
Come, che so... la Florida, per esempio.
Ma caro! Tuo padre la odierebbe, la Florida. Alla mente di
Jenny si era presentato uno sgargiante panorama di alberghi rosa
sul mare e di condomini tutti neon e zolle di prato artificiale.
Lo so, mamma. Ma potreste provare Key West.  diverso dal
resto della Florida. Un po' come Cape Cod con le palme, come diceva
il mio compagno di camera mentre eravamo l l'anno scorso,
durante la pausa di primavera. E pare che ci bazzichino un sacco
di scrittori e di artisti con i quali pap potrebbe parlare.
Jenny giaceva nel letto riudendo quelle voci, domandandosi se
sarebbe dovuta scendere, temendo che se l'avesse fatto Wilkie non
sarebbe stato contento di vederla. Si distrasse per un poco da
quell'ansia con altre, familiari e meno pressanti, sui suoi due figli,
brillanti e belli. Si raffigur Ellen, che tanto assomigliava a Wilkie:
alta, colorita e larga di spalle... e inoltre, fin dall'infanzia, sempre
cos sicura di s. A volte, ultimamente, Jenny provava quasi un
certo timore di sua figlia. Non mi piacerebbe essere sua paziente,
quando Ellen diventer una dottoressa, pens: sarebbe talmente
sicura di sapere cos' che non va, in me. Poi nel buio arross, vergognandosi
di quella slealt.
Immagin Billy, che era stato un bambino cos bello e affettuoso,
e ora sembrava alquanto sottomesso e incerto. Se la cavavano
bene tutti e due dal lato professionale, ma lei talvolta si
preoccupava che Billy, isolato nel mondo quasi esclusivamente
maschile dell'hardware, non avrebbe mai conosciuto una brava
ragazza, e che Ellen avrebbe fatto scappare qualsiasi simpatico
giovanotto. Cos non si sarebbero mai sposati e lei non avrebbe
avuto nipotini da amare.
Jenny si meravigliava di quelli che desideravano oggetti costosi,
come una piscina al coperto o una Mercedes. Lei gi ne aveva
troppi di oggetti cos di cui avere cura. Quello che invece bramava
non c'era danaro che potesse comprarlo: un nipotino, uno almeno.
E ora, che Wilkie tornasse a essere se stesso.
Da basso, un vento gelido e penetrante faceva tremare gli antichi
vetri a bolle delle finestre e si intrufolava nel soggiorno, ma
Wilkie Walker non regolava il termostato. Rimaneva rannicchiato
nel suo bell'accappatoio verde pino in un angolo del sof, fissando
lo schermo sintonizzato sul canale che trasmetteva bollettini
meteorologici, con l'audio spento, e pensando alla morte.
Era alla morte che Wilkie pensava per la maggior parte del
tempo, in quei giorni. La morte, nel corso degli ultimi pochi anni,
dei suoi tre amici e colleghi pi cari; la lenta, prolungata morte
dell'ambiente naturale. La progressiva distruzione dello strato di
ozono, il taglio e l'incendio di foreste tropicali, l'avvelenamento
degli oceani, e poi guerre e massacri in Africa e in Asia, bombe di
terroristi, lotte fra narcotrafficanti nelle grandi citt, la limacciosa,
solforosa schiuma giallo-grigiastra sul Baird Creek, il ruscello dietro
casa sua, il procione che aveva visto schiacciato sulla strada
mentre, il pomeriggio innanzi, guidava verso casa, e il proprio
stesso regresso verso l'estinzione.
Se avessero potuto udire i suoi pensieri, le migliaia di ammiratori
di Wilkie e molti dei suoi rimanenti amici e colleghi avrebbero
senza dubbio condiviso il suo shock e il suo dolore, salvo
per quell'ultimo argomento. Di che cosa si lamentava, santo cielo?
avrebbero forse detto. Per essere un settantenne, era in gran
forma. Era anche un famoso, forse il pi famoso e seguito naturalista
della sua generazione: il pi eloquente tra quelli che avevano
richiamato l'attenzione del pubblico sulla nostra sfrenata distruzione
della terra e della sua flora e fauna. Il suo libro pi noto
e pi amato, L'ultimo topo delle paludi d'acqua salata, non era
mai andato fuori stampa, e non c'era scolaretto in America che
non ne avesse letto il famoso primo paragrafo:
 l'anno 2000. Nel Giardino zoologico di una grande citt, un animaletto
dal pelo marrone chiaro e dagli occhietti vividi si aggrappa
a uno stelo secco tra un ciuffo di canne artificiali e fissa gli esseri
umani che passano. Un cartello infisso dall'altro lato della rete metallica
lo identifica come
Topolino delle risaie delle paludi d'acqua salata
Reithrodontomys raviventris
SALTY
Salty  solo nella sua gabbia, bench una volta la dividesse con i genitori
e con quattro fratelli maggiori. Per quanto se ne sa,  l'ultimo
della sua famiglia, l'ultimo della sua razza: il solo topo delle paludi
d'acqua salata superstite su questa terra.
Pi di ogni altra cosa, erano stati quel libro e quel brano a rendere
Wilkie Walker famoso. A differenza del suo omonimo, l'ultimo
topo delle paludi d'acqua salata aveva prosperato e si era riprodotto
a profusione durante l'ultimo quarto di secolo; aveva dato vita
a edizioni economiche, a traduzioni in sedici lingue straniere, a
innumerevoli stralci in antologie e a condensati e riduzioni per il
mercato dei libri per ragazzi. C'erano stati documentari cinematografici
e televisivi, nonch versioni in cartoni animati, qualche volta
con l'aggiunta di un lieto fine. Ovunque, nei musei scientifici, si potevano
acquistare poster e magliette di Salty, e topolini di palude
d'acqua salata giocattolo, alcuni moderatamente autentici quanto a
dimensione, colore e forma, si vendevano un po' dappertutto.
Salty era diventato una sorta di simbolo, destinato a ispirare tenerezza,
della minacciata estinzione dei mammiferi nordamericani.
Aveva fatto la fortuna di Wilkie, e reso familiare il suo nome.
Ma ora, ogni qualvolta Wilkie ripensava a quel roditore in pericolo,
provava un brivido di odio per se stesso e di disperazione. Nonostante
le centinaia di migliaia di copie che avevano venduto, i suoi
libri avevano fatto in un certo senso pi danno che bene. Molti topi
delle paludi d'acqua salata erano stati illegalmente catturati per essere
venduti come animaletti domestici; altri erano stati acquistati da
zoo che volevano mettere in mostra quell'ormai famoso mammifero.
Risultato, proprio come nel tragico scenario immaginato da Wilkie,
nelle paludi Salty era ormai prossimo all'estinzione, e il mondo stava
andando all'inferno in un cestino di plastica non biodegradabile.
La settimana passata, contro la sua stessa logica, aveva rilasciato
un'ennesima intervista a una studentessa, per il giornaletto
del liceo locale.
Quante specie calcola d'avere contribuito a preservare, professor
Walker? aveva domandato la studentessa, una ragazza
tutta foruncoli.
Con fare stanco, Wilkie aveva dato la sua solita risposta, mostrando
la sua famosa modestia, dichiarando d'essere stato soltanto
uno dei tanti che lavoravano nel campo. Ma altre parole premevano
in lui per essere espresse. Ho preservato la specie Wilkie
Walker, ecco che cosa ho preservato, avrebbe voluto dirle. E non
soltanto questo esemplare della specie, ma centinaia, migliaia di
Wilkie Walker d'imitazione: dilettanti chiacchieroni e sentimentali,
che si atteggiavano a naturalisti. Se li raffigurava come zoticoni
semiumani: branchi di orrendi, pelosi, maldestri caproni a due
gambe in giacche e scarponi sportivi da quattro soldi, che percorrevano
a passi pesanti i campi e i boschi del Nordamerica, calpestando
flora sotto le suole e spaventando fauna, belando, brucando
e lisciandosi il pelo.
A Wilkie era chiaro, ora, che se fosse rimasto a studiare seriamente
avrebbe potuto fare qualche scoperta significativa. Invece,
inorridito da quanto stava accadendo nel mondo attorno a
lui, era diventato un divulgatore. Aveva attirato su di s il destino
di tutti i divulgatori di successo; aveva chiarito cos bene la
sua tesi da renderla addirittura banale. Un tempo il suo nome era
stato usato per descrivere e raccomandare le opere di scrittori come
Ed Hoagland e Annie Dillard; ora venivano usati i loro nomi
per raccomandare i suoi lavori. I suoi libri, dapprima popolari tra
gli adulti, ora venivano letti soprattutto da bambini e adolescenti,
ed erano ormai per la maggior parte studenti di liceo e d'universit
quelli che chiedevano di intervistarlo. Se hai superato i
settant'anni, si era reso conto tardivamente, nessuno che sia importante
nei media vuole pi sentir niente da te. Il loro atteggiamento
: Wilkie Walker?  ancora vivo?
Un tempo Wilkie aveva cenato alla Casa Bianca ed era stato
l'acclamato oratore a importanti conferenze, guadagnando pi
che lauti compensi (spesso donati in seguito per qualche buona
causa). Ora il suo onorario tipico si era molto ridotto. Questo gli
era stato ricordato qualche tempo prima dall'insolente giovanotto
con le basette che aveva rilevato l'agenzia letteraria del suo ex
agente, ormai in pensione. Parliamoci chiaro, aveva detto quello
sgradevole individuo, protendendosi confidenzialmente verso
Wilkie attraverso il tavolo di un pretenzioso ristorante italiano e
alitandogli aglio in faccia. Lei  un nome affermato, certo, ma
non  pi la novit del mese.
L'anca sinistra, che Wilkie si era fratturato cinque anni prima
nell'arrampicarsi su una rupe, nel New Mexico, per osservare delle
lepri nordamericane dalla coda bianca, quella notte gli doleva:
non c'era posizione sul sof che fosse confortevole. Lui poteva ora
figurarsi come dovessero apparire le ossa, tutte grumi di depositi
di calcio che raschiavano muscoli, tendini e nervi. Quell'anca non
sarebbe mai guarita del tutto, ormai; probabilmente sarebbe peggiorata
sempre pi, fino a lasciarlo permanentemente irrigidito,
menomato e dolorante.
Salvo che probabilmente non sarebbe vissuto cos a lungo. Da
sei mesi, era consapevole di un dolore intermittente al basso ventre,
e in ottobre, in una toilette ricoperta di graffiti della biblioteca
del college, aveva visto del sangue. Sapeva che questo voleva dire
cancro al colon. Ancora non poteva sentirlo, ma in qualche
punto delle sue viscere la sua vita era malata e sanguinante. Quando
quell'idiota del dottor Felch gli aveva domandato se avesse mai
notato sangue nelle feci, lui si era ben guardato dal fornire quell'informazione.
Era al corrente di quello che lo aspettava; si era
documentato in proposito. Era ben deciso a non essere mai la fragile,
sfinita vittima di una colostomia, ulteriormente indebolita da
chemioterapia e radiazioni, che trascinava attraverso quel poco
che le restava da vivere il sacchetto di plastica dei propri escrementi
assicurato al corpo. No. Non avrebbe detto niente fino a
che qualsiasi cura sarebbe diventata impossibile.
Il guaio era che non poteva allontanare dalla mente la paura,
il dolore e il terrore di maggiori sofferenze a venire. E quella mancanza
di coraggio e di distacco lo facevano soffrire e lo atterrivano
ulteriormente. Era sommerso dal disgusto di s al pensiero che,
mentre il pianeta e gli animali che vi vivevano si trovavano in cos
disperate difficolt, lui dovesse essere ossessionato dal declino
della sua stessa salute... e, cosa peggiore e ancor pi umiliante, dal
declino della sua reputazione. Era anche lui un animale, e gli animali
soffrivano e morivano; questo, diceva a se stesso, era sempre
accaduto e sarebbe accaduto per sempre.
L'anca gli doleva, gli doleva. Ma lui non era disposto ad ammetterlo
con nessuno, nemmeno con Jenny, non ancora. Per molti
anni articoli e libri avevano ritratto Wilkie Walker come stoico,
eroico, sempre all'altezza e invincibile; avevano raccontato storie
su come, in cerca di animali rari, fosse sopravvissuto a bufere di
neve in Alaska, a calure e uragani tropicali, a viaggi lunghi e faticosi
attraverso giungle remote, a congelamento, a giorni senza cibo,
a una spalla slogata, a un polso rotto. In gran parte quelle storie
erano vere.
Ma ormai non era pi ritenuto eroico da tutti. Ora molti attivisti
dei diritti degli animali consideravano lui debole e ingenuo, i
suoi scritti superati e irrilevanti. Attivisti ecologici che avevano
tentato senza successo di arruolarlo nella loro causa ora lo
disprezzavano e lo diffamavano perch non voleva sostenere o
prendere parte al conficcare punte mortali nelle sequoie o al mettere
bombe nei laboratori di ricerche sugli animali. Come diversi
di essi si erano presi la briga di informarlo, sulla stampa o di persona,
ai loro occhi non era soltanto un relitto codardo e nevrastenico,
ma anche un traditore della causa ambientalista.
Tutto questo gravava sulla mente di Wilkie, di continuo. Ma
era deciso a non lamentarsene, specialmente con Jenny. Finch gli
era possibile, doveva essere forte per lei, perch lei era debole.
Un'espressione turbata, imperscrutabile, apparve sul volto di
Wilkie. Per un quarto di secolo aveva amato Jenny pi intensamente,
pi stabilmente di qualsiasi altro essere umano. Ma ora
provava quasi un risentimento nei suoi confronti, perch se lei non
fosse esistita sarebbe stato libero di lasciare il mondo dalla via d'uscita
pi vicina: fornito, nella sua fantasia, dal tubo di scappamento
della loro Volvo station wagon. A causa di Jenny, ogni via
d'uscita del genere era sbarrata; sapeva che lei non sarebbe sopravvissuta
psicologicamente, se si fosse dato la morte.
Per Jenny, doveva vivere finch gli era possibile e morire altrettanto
placidamente. Doveva salvarla e proteggerla ora, proprio come
l'aveva salvata e protetta fin da quando, pi di un quarto di secolo
prima, si erano conosciuti alla Ucla. La sua prima reazione, anche
pi forte del suo senso di soggezione di fronte alla pallida e delicata
bellezza di lei, era stato lo stupore che una creatura cos - una
creatura dei boschi e delle lande, senza dubbio - dovesse vivere a
Los Angeles. Quando aveva sentito che Jenny era nata e cresciuta
nel New England, aveva cominciato a comprendere. Quando poi
aveva saputo che, suo malgrado, era stata portata in California da
genitori egocentrici e ambiziosi, e poi abbandonata l, uno spirito
da cavaliere errante ecologico aveva soffuso la sua ammirazione
romantica. Aveva giurato a se stesso che, a qualsiasi costo, avrebbe
portato in salvo quel bel primate, assolutamente unico, e l'avrebbe
restituito al suo ambiente naturale.
E alla fine l'aveva fatto. Scegliendo fra tre possibili cattedre
disponibili, aveva riportato Jenny in una citt del New England dall'atmosfera
ancora vivibile, le aveva comperato una casa coloniale
con quella stessa atmosfera, e l'aveva circondata di boschi, di campi
e di fiori. Non c' niente, pensava, che non avrei fatto per Jenny.
Lei chiedeva cos poco, era cos contenta per il solo fatto di stare
con lui. Per venticinque anni, lo aveva reso quasi completamente felice.
Per di pi, gli aveva regalato quelli che la maggior parte della
gente avrebbe considerato i tre pi grandi doni della sua vita: due
figli sani, belli e intelligenti e (forse ancor pi importante) Salty.
Era stata Jenny che, quando al termine della sua serie di conferenze
lui l'aveva portata a San Francisco, aveva dato un nome al
Reithrodontomys raviventris. Passeggiando in un parco dell'area
della baia poco dopo il tramonto di quella prima, miracolosa serata,
lui aveva scorto un raro topolino delle paludi d'acqua salata
e glielo aveva indicato. Oh, Salty, come sei bello! aveva esclamato
Jenny mentre il vento caldo muoveva con effetto quasi musicale
le pallide canne d'inverno e i lunghi capelli di lei, dello stesso
colore delle canne. E il minuscolo animaletto dagli occhi vividi,
come se capisse, si era fermato sul suo ciuffo d'erba per scambiare
con lei un'occhiata di reciproco apprezzamento.
Non era colpa di Jenny se alla fine quei doni si erano guastati:
se Salty era diventato un cartone animato; o se Ellen e Billy,
un tempo cos pienamente soddisfacenti, crescendo si erano
trasformati in giovani adulti imperfetti e problematici. Non era
colpa di nessuno che Ellen avesse ereditato la forte volont di
Wilkie e la sua tendenza ad assumere il controllo, assai meno affascinanti
in una donna, o che Billy avesse ereditato la gracilit
fisica di Jenny o la sua tendenza a farsi condizionare dalle opinioni
altrui, qualit meno affascinanti in un uomo. Nei suoi momenti
pi cupi, Wilkie a volte descriveva Ellen come una femminista
chiacchierona e saccente e Billy come un effeminato e
noioso esperto di informatica.
Cos come si presentava a Wilkie, ora, mentre se ne stava
rannicchiato al freddo, serrando e digrignando i denti contro il
dolore all'anca, la situazione gli offriva due sole soluzioni possibili.
O darsi per vinto, dire a qualche dottore la verit sui suoi
sintomi, cominciare a prendere farmaci antidolorifici che gli
avrebbero alterato la mente, e abbassarsi a un ultimo atto di vita
confuso e umiliante. Oppure, togliersi di mezzo finch era ancora
possibile.
Ed era possibile, in teoria. Un incidente durante una spedizione,
per esempio... Avrebbe dovuto allontanarsi da Convers,
per questo: l non c'erano rupi da scalare, n laghi da non potere
molto facilmente attraversare a nuoto, quand'anche avesse
scoraggiato Jenny dall'accompagnarlo com'era solita fare. Forse
un incidente d'auto, nel quale non rimanessero coinvolte altre
persone? Una volta arrivata la neve, qualche sera in cui le strade
erano buie e ghiacciate... Ma se nessun altro fosse rimasto coinvolto,
sarebbero forse nati dubbi sulle sue intenzioni. E come
poter essere sicuro che non sarebbe finita in un destino anche
peggiore di quel lento declinare della vita: danno al cervello, coma,
paralisi?
Di sopra, Jenny era ancora sveglia. Alla fine scivol fuori dal
letto, infil una lunga vestaglia azzurra sulla camicia da notte di
cotone bianco guarnita di merletti e, a piedi nudi, scese l'ampia,
gelida scala di quercia.
Nemmeno io potevo dormire, si giustific. Che freddo fa
qui, misericordia.
Non me n'ero accorto, ment Wilkie, osservando la moglie
mentre alzava il termostato, pensando a quanto era aggraziata, a
quanto era bella, con i lineamenti regolari cos fini e diafani e i
serici capelli chiari, con appena qualche filo argenteo, che le ricadevano
sulle spalle.
Sai, stavo pensando, esord Jenny, appollaiandosi sul
bracciolo di una poltrona. S'interruppe, aspettando l'incoraggiamento
a continuare.
S?
Ripensavo a quel tremendo raffreddore che mi  durato per
tante settimane, l'anno scorso. Mi domandavo se non potremmo
andare per un poco in qualche luogo pi caldo, quest'inverno.
Sarebbe cos bello potersi sottrarre ai virus che tra poco saranno
in arrivo a Convers, lo so, proprio per me.
Wilkie ascoltava, in silenzio.
Non occorre che sia all'estero, aggiunse lei. Ci sono parti
d'America dove non c' l'inverno. Lanci un'occhiata al silenzioso
schermo televisivo, che mostrava compiacente una mappa
meteorologica degli Stati Uniti listata dai colori dell'arcobaleno,
l'ondulata striscia in basso di un rosso smagliante. Wilkie s e no
la vedeva; ricordava, invece, una recente intervista in una stazione
TV locale, dove aveva appreso che quello che si vede sullo schermo
 una frottola, una costruzione: non c' alcuna vera mappa alle
spalle del meteorologo, c' solo una parete bianca verso la quale
lui fa dei gesti. E quello che sto facendo ora, aveva pensato in
quel momento; sto indicando una parete bianca, mentre la gente
immagina che io vi veda qualcosa.
Mi stavo domandando, continu Jenny ...e se per un mese
o due prendessimo in affitto una casetta a Key West? Molly
Hopkins ci va ancora ogni inverno, vero? Molly era la vedova di
un professore di storia americana che, sebbene pi anziano di
Wilkie, era stato uno dei suoi amici pi cari.
Credo di s, rispose il marito in tono neutro, riflessivo. Key
West, pensava. Un'isola, circondata da acque profonde, dov' facile
annegare. In seguito, ognuno avrebbe ritenuto che si fosse
trattato di un crampo improvviso, o di un vortice imprevisto...
Chiss se Molly ne sa qualcosa, di case da affittare a Key West.
Alcuni, pensava intanto Wilkie, potrebbero dire: ma dove ce
l'aveva il buon senso, quel vecchio idiota? Perch ha tentato di
spingersi a nuoto cos al largo? Potrebbero dirlo, s, e con questo?
Potrei scriverle, l. O magari telefonarle. Jenny riport lo
sguardo dalla mappa del tempo al marito, e trattenne il respiro.
Quello che vedeva nel chiarore tremolante dello schermo televisivo
era qualcuno che lei a stento riconosceva: un individuo vecchio,
dall'aspetto esausto, nella morsa di qualcosa tra la disperazione
e lo sgomento, gli occhi strettamente chiusi come per un
dolore fisico, la mascella serrata.
Ma poi Wilkie cambi posizione, dallo spettrale chiarore azzurrognolo
si gir verso Jenny, abbozz un sorriso, e fu di nuovo
se stesso. Be', perch no, mia cara, disse. Se questo veramente
ti fa piacere.
...
.
...
CAPITOLO 2.
...
.
...
Met dicembre a Key West. Buganvillee dai colori di nastri natalizi
spumeggiavano sopra mura intonacate di bianco, palme
ondeggiavano nella lieve brezza, sabbia luccicava al sole come
lam. Strade, negozi e ristoranti erano affollati di adulti vestiti
come ragazzini, in short colorati, T-shirt, scarpe da tennis e sandali.
Il loro abbigliamento era il segno esteriore che per quei pochi
giorni o settimane erano liberi di godersela e di appagare se
stessi, come adolescenti in vacanza. Non avevano n responsabilit
n incombenze; non si cucinavano i pasti e non si rifacevano
il letto. Restavano alzati fino a tardi e mangiavano quando ne
avevano voglia, preferendo i cibi dei giovanissimi, tanto disapprovati
da genitori e da igienisti: cheeseburger, hot dog, gassose,
pesce fritto e patatine, pizza e dolci.
Durante la giornata, molti di loro andavano in spiaggia; a
sguazzare nel caldo oceano o sdraiati sulla sabbia ancor pi calda,
a osservare le onde lente lambire la riva. Altri bighellonavano
lungo le strade, guardando le vetrine o leccando un cono gelato.
I pi atletici facevano jogging, andavano in bicicletta, giocavano
a bocce o col frisbee, oppure si davano a sport acquatici: windsurf,
vela, pesca d'altura, nuoto con maschera e pinne o pesca subacquea.
La sera, li si vedeva cenare in ristoranti all'aperto, o seduti
nei bar ad ascoltare musica ritmica assordante e a scambiarsi
commenti altrettanto assordanti.
Sebbene la maggior parte dei turisti accettasse l'occasionale
comica disavventura, per loro era importante che il soggiorno
fosse soprattutto piacevole. Quando si spende denaro per una
vacanza, lo scopo  in sostanza quello di acquistare felicit: se
uno non si diverte, si sente defraudato.
Ci sono pericoli, per, nel godersela troppo. La vita reale,
quando ci si torna, pu sembrare per contrasto penosamente
squallida e limitata. Ma in genere questo  temporaneo e sopportabile.
Affrontavano conseguenze ben pi serie quei turisti che
non tornavano a casa, che a tal punto godevano della libert e dei
piaceri di Key West da rimanervi sempre pi a lungo.
Quello che accadeva allora, inevitabilmente, era che quei
provvisori ragazzi cominciavano a crescere. Acquistavano propriet,
entravano a far parte di organizzazioni di volontari, trovavano
un impiego o investivano in qualche impresa locale. Come
proprietari di case, impiegati o imprenditori, cominciavano a vedere
il turismo dall'altro lato. Quando vedevano rifiuti di plastica
sospinti a riva dal mare, o barboni che dormivano nei vicoli,
provavano l'impulso di fare qualcosa in proposito. Cominciavano
a prendere posizione su questioni locali; non soltanto leggevano i
giornali locali ma scrivevano all'editore. Alcuni si davano alla politica
attiva, o si candidavano addirittura per una carica politica.
Si agitavano per salvare la scogliera, cambiare il regolamento urbanistico,
e permettere alle navi da crociera di attraccare al
Mallory Dock pi spesso o mai.
Nel frattempo, poich adesso avevano impieghi o riunioni alle
quali andare, smettevano di indossare short, maglietta e sandali
e adottavano camicia e calzoni, se non addirittura gonne e abiti da
citt. Per loro Key West non era pi un terreno di giochi. Era diventata
il mondo reale: un mondo in cui loro erano veri adulti.
Molly Hopkins, la vedova del vecchio amico di Wilkie
Walker, era una di quegli ex turisti. Per trent'anni era tornata a
Key West ogni inverno: da principio soltanto per le vacanze di
Natale e di Pasqua; in seguito, andato in pensione il marito, per
i sei mesi e un giorno che facevano di loro residenti ufficiali di
uno Stato in cui non si pagava la tassa sul reddito. Al presente,
Molly viveva a Key West da ottobre a fine aprile, e frequentava
soprattutto altri residenti invernali, oppure cittadini a tempo
pieno come Lee Weiss, alla quale stava appunto facendo visita in
quel caldo pomeriggio dei primi di dicembre.
Un tempo, la stessa Lee Weiss era stata una turista. Venticinque
anni prima era venuta d'impulso all'isola per prendersi una settimana
di vacanza da un matrimonio opprimente. Come risultato
diretto di quell'interludio, aveva lasciato il marito. Era ritornata la
stagione successiva, dopo di che era rimasta. Col tempo era diventata
la proprietaria di una casa-albergo per signore, e una cittadina
semiabbiente dell'isola. Quando voleva rilassarsi e godersela a sua
volta in modo spensierato e infantile, lasciava l'isola - di solito in
agosto o in settembre, periodo degli uragani e quindi stagione morta
per il turismo - e andava in Europa o nel New England.
Nell'alta stagione, da met dicembre a met aprile, Lee aveva
molte incombenze e responsabilit. Ora, mentre sedeva con Molly
Hopkins nella veranda antistante l'Artemis Lodge, ombreggiata da
rampicanti, sentiva che quel carico era appena stato aumentato.
Oh, diavolo. Ma come ti  venuto in mente? esclam, chinandosi
in avanti e lasciando scivolare a terra il lavoro a maglia. Non lo
sai che specie di stronzo reazionario  quel Wilkie Walker?
Ma no, non direi. Molly, che se ne stava abbandonata su
una poltrona di vimini con i capelli che si gonfiavano contro il cuscino
a fiori, emise un suono lieve, quasi un sospiro. Via via che
invecchiava, assomigliava sempre pi alla lunga serie di terrier
maltesi degli Hopkins: specialmente all'ultimo, Lulu, la cui morte
avvenuta tre mesi prima la lasciava ancora devastata ogni volta
che le tornava in mente. Molly aveva gli stessi occhioni castani, lo
stesso naso rincagnato, la stessa espressione lievemente ansiosa e
gli stessi riccioli bianchi radi e mollicci.
Non l'hai mai letto quel suo libro disgustoso, Inanimale
naturale?
Francamente non me ne ricordo... La voce di Molly si spense.
Quanto mi stancano i giovani di adesso, pensava. Lee aveva passato
i cinquanta, in realt, e sebbene la sua abbronzatura polinesiana,
la massa di capelli neri e ondulati e l'increspato moumou color
cremisi suggerissero vigore e sensualit, a guardarla meglio i
suoi anni li dimostrava. Ma per Molly, che ne aveva ottantuno, Lee
sembrava giovane, come quasi tutti, ormai. Erano cos pochi gli
adulti, cos poche le persone sensate rimaste al mondo.
Rendeva la fobia per l'omosessualit rispettabile, ecco che cosa
faceva, borbott indignata Lee, fissando le vistose campanule
arancione e vermiglio del rampicante che velava in parte la sua veranda
vista dalla strada. Lo citano dappertutto, quei leccapiedi di
Family Values. Il premiatissimo scienziato afferma, eccetera...
Ma questo risale ad anni fa. Io so che oggi non la pensa pi
a quel modo.
Noo? Se l' rimangiato sulla stampa?
Questo non posso dirlo...
Allora non conta.
Francamente, non mi  proprio passato per la mente che a
qualcuno potesse importare, disse Molly, sorpresa dalla persistenza
della reazione dell'amica. Di solito Lee prendeva fuoco e altrettanto
rapidamente si calmava. E non  come se dovesse vivere qui.
Gi, ma allogger proprio di fronte a Jacko. Come credi che
s'intenderanno? E non si tratta solo di Jacko, io mi preoccupo per
ogni persona gay dell'isola. Me compresa. Quel suo maledetto libro
mi aveva quasi distrutta come persona.
Davvero? Molly si trattenne dal domandare in quale altro
modo, se non come persona, Lee poteva venire distrutta; aveva deciso,
ultimamente, di smetterla di protestare contro il moderno uso
scorretto della lingua. L'avrei detta un'impresa piuttosto difficile.
Ora s, certo, ammise Lee. Ma non mi conoscevi ai tempi
del college. Io stessa non mi conoscevo, accidenti. Quando scoprii
d'essere attratta dalle donne, quell'insegnante che io tanto stimavo
mi diede il libro di Walker. Diceva che mi sarebbe stato d'aiuto.
Cos lessi quanto ero malata e contro natura, perch gli animali
non sono froci. A sentire Walker, qualsiasi cosa facciano gli animali
 naturale e sana. L'omosessualit  una malattia; dev'essere
curata ed eliminata. E poi continuava col dire come sia nostro dovere
preservare non so che sudicio topo che non serve a nessuno.
Lee si chiuse in un silenzio meditabondo.
Sai che Wilkie Walker non  stato bene, ultimamente,
comment alla fine Molly.
Ah, s? Che cos'ha avuto?
Di preciso non lo so. Ma sua moglie mi diceva che, secondo
lei, dovrebbe stare in un clima pi caldo, quest'inverno.
Oh, Ges. Lee pos rabbiosamente il suo bicchiere di t
ghiacciato sul tavolino di vimini. D'accordo, se ne stia pure in
un clima pi caldo. Ha l'intero Stato della Florida da cui scegliere,
per non parlare del resto dei Caraibi. Che bisogno ha di
venire proprio a Key West?
Qualcuno gliel'avr raccomandata, immagino. Ci vengono
un sacco di scrittori, del resto.
Lee emise un borbottio ostile. Insomma, quando ci piomba
qui?
Il due di gennaio, penso.
Uff! Tra meno di un mese. Un sorriso rabbioso le scopr
i bianchi denti quadrati. Dio, che cosa disgustosa. Gi me la
vedo, la scena. Tu darai una cena per lui, dopo di che gente come
Roz Foster se lo prender a rimorchio perch  famoso, e ce
lo troveremo dappertutto. A sghignazzare sui gay, a sproloquiare
sul nostro ambiente minacciato e a tenere discorsi ispirati
agli Amici della Biblioteca su Bubba il Castoro o chi altro  il
suo ultimo personaggio animale. E quella ruffiana ammaestrata
di sua moglie, poi.
Oh, Lee. Molly torn a sospirare. Jenny non  affatto una
ruffiana.  una vera signora.
S, be', a volte  proprio la stessa cosa. Ho letto anche di
lei; viene sempre nominata, in quelle interviste. La felice e appagata
moglie e madre, la devota segretaria e assistente nelle ricerche.
E certe citazioni di frasi untuose. Il mio compito, nella
vita, consiste nel rendere possibile a Wilkie di essere veramente
produttivo. Lee aveva alzato la voce a uno stridulo tono
caricaturale. Scusa, sai, ma quando penso a donne di quel
genere, provo un gran senso di fastidio.
Molly scosse lievemente la testa. Ho mai preso tanto sul serio
cose cos illogiche? si domand, mentre Lee attaccava tutta una
rassegna di convinzioni, dichiarazioni e azioni di simili femmine
non liberate che, in gran parte, l'amica aveva gi sentito. Forse
quand'ero un'adolescente, concluse; ma un po' me ne vergognavo
anche allora. Ero stata allevata nel concetto che, salvo nei momenti
peggiori della vita, non bisognava imprecare o smaniare, altrimenti,
non sarebbe rimasto niente per i momenti cos. Proprio
come in quell'antica poesia del Dr Johnson:
Se un uomo che piange rape,
non piange alla morte del padre,
non prova forse che preferirebbe,
avere una rapa al posto del padre?
Molly aveva pianto per suo padre, e poi in modo disperato,
straziante, per mesi e mesi, per suo marito. Ma da un paio d'anni,
ormai, non piangeva pi, salvo in privato, quando l'artrite la tormentava
pi del solito. Non riusciva a immaginare di poter essere
cos sconvolta perch qualcuno che non aveva voglia di vedere era
in arrivo a Key West. Il mondo era pieno di persone che lei non
aveva particolarmente piacere di vedere, ma riconosceva che avevano
il suo stesso diritto di passare l l'inverno, come faceva lei.
E cos, quali novit mi racconti? domand alla fine Lee.
Mah, proprio nessuna. Molly accenn un sorriso. Riconosceva
nella domanda di Lee non tanto un'espressione di interesse
quanto una cordiale disposizione ad ascoltare, per un poco,
piuttosto che a parlare. Ma Molly aveva sempre trovato noioso
parlare della propria vita. Dopo pi di ottant'anni, ancora non
capiva perch le persone godessero a parlare di s - insistessero,
perfino - e ci tenessero tanto a ripetere fatti che gli altri gi
conoscevano. A volte si domandava se, non essendo del tutto convinte
di esistere, dovessero continuare a darne prova.
Senti, scusa se mi sono tanto inalberata per Wilkie Walker,
disse Lee, prendendo evidentemente il silenzio di Molly per un
rabbuffo. So bene che non avevi nessuna intenzione di rendermi
le cose spiacevoli.
No. Volevo renderle pi facili per Jacko, tutto qui, disse
Molly. Sta cercando di affittare la casa di Alvin fin da quando
quelle persone di New York l'hanno disdetta, lo sai.
Lo so, s, ammise Lee, assumendo ora un tono preoccupato.
Da anni il suo amico Perry Jackson, a sua volta un residente fisso
di Key West, si guadagnava da vivere in parte facendo il giardiniere
e in parte come custode della propriet di un antico amante,
un vecchio ricco, pignolo e noiosissimo di nome Alvin. Aveva l'uso
gratuito di un cottage monolocale sulla propriet di Alvin, ed
era appassionato e competente in fatto di piante. Il mese passato,
Jacko era risultato positivo al test dell'AIDS.
Come se la cava? domand Lee. Non lo vedo da domenica,
ma questo pomeriggio dovrebbe venire.
Mah, sembra che stia bene. Potrebbero volerci dieci anni,
sai, o anche pi.
Mi diceva che sta pensando di andare in Europa, in luglio
o in agosto.
Io ci andrei subito, se fossi in lui, disse lentamente Molly.
Questo Jacko non lo farebbe, protest Lee. Non ci pianterebbe
tutti in asso, in piena stagione turistica. E poi, laggi 
inverno, ora.
Ugualmente, io andrei al pi presto, disse Molly. Finch
sta ancora bene.
Pensi che cominci a stare male? Oh, diavolo... Ma ... ti ha
detto... La voce le manc.
Ma no, niente affatto. Potrebbero volerci dieci anni, cos come
potrebbero volerci dieci mesi. Nella mente di Molly, la morte
appariva come una sorta di rosso dinosauro volante invisibile, come
quello raffigurato su un francobollo di posta aerea che lei usava
talvolta. O meglio, c'era probabilmente un'intera compagnia, o
battaglione, o esercito di dinosauri rossi volanti. Quegli stupidi,
avidi rettili non facevano che sorvolare la Terra, calando di quando
in quando, a caso, per afferrare qualcuno nelle loro lunghe fauci
carnivore. Dato che non erano solo stupidi ma anche imbranati,
lasciavano cadere le loro vittime in condizioni pi o meno precarie
(mal di cuore, ictus, cancro, diabete, femore fratturato). Ma, attirati
dall'odore del sangue, sarebbero tornati, prima o poi.
Molly stessa era una di quelli che i dinosauri volanti avevano
afferrato e poi lasciato cadere. Risultato, adesso aveva problemi alla
vista, un cuore malfermo e l'artrite che la tormentava. Tra non
molto, ormai, c'era da presumere, i dinosauri sarebbero tornati.
Quando l'artrite la faceva particolarmente soffrire, lei si augurava
che questo accadesse presto.
In una cruda giornata di gelo della primavera passata, quando
lei era appena tornata a Convers e c'era da supporre che l'inverno
fosse finito, dalla sua veranda aveva fissato i disgustosi mucchi di
neve sudicia e gelata che lo spazzaneve della citt aveva nuovamente
ammassato attraverso il suo viale d'ingresso, e aveva avvertito
nei polsi e nelle ginocchia doloranti la massacrante, probabilmente
impossibile fatica di spalarla via, cos da poter arrivare fino
al supermarket. Aveva allora alzato gli occhi al cielo greve e cinereo
che prometteva ancora altra neve. Va bene! aveva detto a
voce alta. Venite a prendermi subito, che cosa aspettate?
Ma di solito Molly desiderava che i dinosauri se ne stessero
via un po' pi a lungo, perch il mondo era pieno di cose che lei
non voleva perdere: un party imminente, un nuovo romanzo
giallo di Tony Hillerman o di Susan Conant, un ristorante tailandese
che era appena stato aperto, una visita di una nipote di
ritorno da uno scavo archeologico in Irlanda. Inoltre, c'era sempre
la sua curiosit per quanto sarebbe accaduto in seguito. Per
lei, tanto Convers che Key West erano pieni di personaggi interessanti
e di telenovele dal vivo, e la vita dei suoi figli e dei suoi
nipoti simile ad altrettante serie di fumetti riccamente popolati.
Il capitano Tony avrebbe o no avanzato di nuovo la sua candidatura
a sindaco? Chi erano l'uomo e la donna visti ad amoreggiare
in pieno mezzogiorno nel parcheggio deserto dietro il negozio
di cristallerie di Simonton Street? Suo figlio sarebbe stato
trasferito nell'ufficio della costa occidentale, e in tal caso la moglie
avrebbe rifiutato di lasciare il proprio impiego, come aveva
minacciato? E sua nipote Clarissa avrebbe sposato il sedicente
guru che aveva conosciuto di recente? Sarebbe stato un peccato,
in verit, perdere la puntata successiva.
Ehi, c' Jacko, disse Lee.
Un bianco camion per le consegne si era appena fermato nel
viale dell'Artemis Lodge. Verdi fiamme stilizzate fluivano all'indietro
attraverso il telone e la scritta sulla portiera diceva
GREENFIRE GIARDINIERI. Ne scese un gran bel giovane. Aveva
capelli neri ricciuti, occhi color acquamarina, un fisico atletico e
un'intensa abbronzatura dorata. Era impossibile dire dal suo
aspetto sia che fosse malato, sia che fosse gay.
Molly lo guard preoccupata. Come tutti quelli che conoscevano
Jacko, non faceva che osservarlo, ora, per scorgere segni della
malattia. Finora non ce n'erano stati, ma l'ansia di quella sorveglianza
aveva finito per trasparire in chi lo scrutava, producendo
quell'aspetto di stanchezza agli occhi e di visione limitata, bene a
fuoco, che Molly aveva notato negli avvistatori di aerei, a Cape
Cod, durante la seconda guerra mondiale. Nel frattempo Jacko,
forse consapevolmente, sembrava deciso a dimostrare l'inutilit di
tanta attenzione. Un mese prima avrebbe salito i gradini della veranda
con indifferenza; ora li super di corsa, a due a due.
Ciao, come va? s'inform. Ciao, Molly.
Oh, bene, rispose in tono incolore Lee. Tranne l'avere sentito
che hai appena affittato la casa di Alvin a un omofobo di fama
mondiale.
Un omofobo? Jacko incamer lentamente la notizia. Parli
di Wilkie Walker?
Esatto. Lee assent, accigliata. Pensa che siamo disgustosi
e contro natura. Ha scritto un intero libro in proposito.
Ma  stato anni fa, protest Molly. Una ventina, come
minimo.
Dicevi che era uno scienziato famoso, protest Jacko, a disagio,
lanciandole un'occhiata; gli piacevano le celebrit, e talvolta
annunciava la loro presenza a Key West ai suoi amici.
Gi, e con questo? borbott Lee.
Jacko non rispose, ma a Molly sembr quasi di vedere le parole
SENTI, IO DI TUTTO QUESTO NON SO NIENTE, MI SERVIVA
SOLTANTO UN INQUILINO, attraversargli la mente come su un
tabellone illuminato in Time Square, e vedersi chiudere la bocca.
Evitare discussioni spiacevoli era uno degli istinti basilari di Jacko.
Ehi, va bene se lascio uscire Marlene? domand, accennando
al camion, dove una grassoccia gatta bianca con gli occhi verdi
se ne stava con le zampe appoggiate al finestrino.
S, certo. Quelle due di Montreal con l'allergia se ne sono
tornate a casa domenica, grazie a Dio.
Liberata, la gatta segu Jacko su per gli scalini della veranda e
balz sul basso schienale di una sedia a dondolo di vimini, dove
sedette eretta, agitando la coda mentre la sedia oscillava.
Sarebbe un bel quadretto, pens suo malgrado Molly, che aveva
ormai rinunciato all'arte. Ultimamente, ogni poche settimane si
era ripromessa di non disegnare pi: non ci vedeva bene e le era
ormai difficile e penoso tenere la penna. Oltre tutto, non c'era pi
scopo. Il New Yorker, da quando era cambiata la direzione, non
acquistava pi le sue vignette; e il suo mercante si manteneva cortesemente
vago sulle possibilit di vendita e decisamente scoraggiante
riguardo a una mostra. Ma poi qualcosa catturava l'attenzione
di Molly: un ragno e la sua tela nella porta d'entrata di un
negozio, un barbuto tipo scimmiesco con una bertuccia sulla spalla,
un albero da frutta pullulante di laceri bimbetti bianchi e neri.
Tanto perch tu lo sappia, io a casa tua non ci vengo finch ci
saranno quei due nella propriet di Alvin, dichiar Lee a Jacko.
Davvero? Mi spiace, rispose lui in tono neutro.
E anche tu, non chiedermi di venire a conoscerli, continu
lei rivolta a Molly. Se li vedo, gli sputo addosso.
Sul serio? disse Jacko. Anche alla signora Walker?
Certo. Perch in un certo senso  peggio lei di lui.  una traditrice
del suo sesso. Se ce l'ha un sesso, cosa di cui dubito. E quel
Walker  un verme, credi a me. Finirai per desiderare di non avere
mai affittato la casa di Alvin a quei due. Lee rise rabbiosamente,
ma Jacko non reagiva; si limitava a sorridere con la tollerante sicurezza
comune tra le persone fisicamente belle, che sanno di dare un
contributo alla scena per il solo fatto di essere presenti.
Per, Molly, sai cosa ti dico, aggiunse lei, ridendo un po' pi
bonariamente. Forse potresti sbarazzarti di loro, nel modo in cui
l'hai fatto con Seymour.
Andiamo, Lee, protest Molly. Chi dice che mi sono sbarazzata
del signor Seymour?
Diavolo, non lo so, replic Lee. Tutti. Dicono che l'hai
fatto scappar via terrorizzato.
Non  andata affatto cos. Molly accenn una risatina.
Gli ho dato solo una piccola spinta.
Gli ha detto che l'acqua del rubinetto era piena di sostanze
chimiche velenose, contribu Jacko dalla ringhiera della veranda,
dove aveva assunto una posa aggraziata e attenta molto simile a
quella della sua gatta. Tutta dolcezza e preoccupazione, era, mentre
gli spiegava che a lei poco importava se quei veleni andavano
lentamente accumulandosi nel suo organismo, perch ormai le restava
poco da vivere, ma riteneva giusto che lui lo sapesse.
Gi, ma con Wilkie Walker non funzionerebbe, disse Lee.
Per quanto riguarda l'ambiente, probabilmente  convinto d'essere
lui l'esperto. Niente di quello che dicono gli altri farebbe mai
breccia nel suo cervello. Si accigli. In conclusione, quanto tempo
si fermeranno?
Non  stato stabilito. Due mesi, forse tre.
Uffa, davvero? Ma Alvin non viene gi, quest'inverno?
Per un lungo momento, Jacko non rispose. Cambi posizione
e si sfreg gli occhi verde mare. Non lo so, disse lentamente,
e poi tutto d'un fiato: Non vedo perch debba essere un segreto
cos maledettamente geloso. Alvin ...  in ospedale, ha
avuto un ictus. Potrebbe darsi che stia morendo, cos mi ha detto
la segretaria quando mi ha telefonato questa mattina, raccomandandomi
di non dirlo a nessuno.
Oh, mi dispiace, esclamarono simultaneamente Molly e
Lee. Nessuna delle due aveva simpatia per Alvin, ma lui era un'istituzione
a Key West, e quindi erano sconvolte, come lo sarebbero
state dall'improvvisa demolizione di un brutto ma storico punto
di riferimento locale.
Non sembra giusto, aggiunse Molly, con un gesto d'impotenza.
Gi. Jacko guardava dall'una all'altra, registrando la loro imbarazzata
incapacit di esprimere vero dolore.  dura. Sentir la
sua mancanza. Bene,  tempo che vada a occuparmi di quelle aralie.
Mentre Jacko, armato di un paio di cesoie e di un secchio per
i rifiuti, spariva oltre l'angolo della casa-albergo, Molly e Lee si
guardarono.
Alvin non  poi tanto male, dichiar alla fine Lee. Ci d
sempre un assegno per la lotta contro l'AIDS, anche se non offre
molto, considerato tutto il denaro che ha.
L'anno scorso ha offerto cento dollari al Fondo per le paludi,
disse Molly. Un sacco di gente ricca che viene qui non fa
nemmeno questo.
Assolto cos l'obbligo di parlare sempre bene dei moribondi,
rivolsero l'attenzione a cose pi pressanti.
Certo, convenne Lee. Ma la vera questione , se davvero
Alvin muore, che succede alla sua propriet?
Penso che abbia dei parenti, azzard Molly. C' un fratello,
o forse  una sorella. Qui per non sono mai venuti, per
quel che ne so.
Se la vendono, dovrebbero ricavarne molto, sugger Lee.
O qualcuno potrebbe comprarla per farne un condominio. C'
la casa, che  grande, con quell'appartamento separato sopra il
garage, e c' il cottage di Jacko. E si potrebbe anche ristrutturare
il padiglione della piscina; ci sono gi due grandi camerini,
due bagni e un bar.
Forse chi compera la propriet continuer a tenere Jacko
come custode, sugger a sua volta Molly.
Be', diavolo, sarebbe suo dovere. Praticamente lo ha creato
lui quel giardino fantastico, da che era tutto erbacce e argilla. Lee
abbass la voce. Ma che cosa accade se Jacko si ammala?
Quando.
Come?
Non se, precis stancamente Molly. Quando.
Eh, gi. Che bestia, borbott Lee. Lo sai che Jacko non
ha un'assicurazione sulla salute, aggiunse. Ci scherzava su,
l'autunno scorso; diceva che procurava solo guai, che rendeva
imprudenti. Diceva che ai suoi amici, dopo che avevano firmato
la polizza, era capitato di cadere da una scala o di beccarsi la
tricofitosi. Stupidaggini.
Probabilmente non poteva permettersi di pagarla, sugger
Molly.
Probabilmente no, certo. Lee riprese il suo bicchiere, in cui
il ghiaccio si era ormai sciolto. Non se l'era mai fatto il test dell'AIDS,
sai, disse. Gliel'hanno fatto senza chiederglielo, quando
si  tagliato il braccio nel sostituire un vetro nella serra di Alvin.
Lo so. Molly sospir.
Io questo non lo capisco, disse Lee. Non potrei mai sopportare
di non saperlo. Diavolo, non farei che pensarci di continuo,
dico bene?
Immagino di s, disse Molly. Spesso la sua mente era assillata
dal pensiero della malattia e della morte, anche se faceva
del suo meglio per allontanarlo. Pensa in modo positivo, continuava
a ripetere a se stessa. Concentrati sulle cose che ti piacciono,
che puoi godere.
Per alcuni momenti rimasero in silenzio. Molly osservava il
vento tiepido arruffare un po' il rampicante; udiva uccelli trillare
e insetti ronzare nell'albero di poinciana che, con le sue foglioline
delicate, ombreggiava la strada di fronte all'Artemis Lodge.
 tutto cos gradevole a Key West, disse con un sospiro.
Si direbbe che qui non possa mai accadere qualcosa di veramente
orribile.
Lo so, replic Lee. La pensavo cos anch'io.
...
.
...
CAPITOLO 3.
...
.
...
A met pomeriggio, l'enorme piscina dietro l'enorme casa luccicava
color turchese sotto il sole di gennaio. Dato che era stata costruita
negli anni Quaranta, prima della bonifica contro le zanzare, la piscina
e l'attiguo padiglione erano racchiusi entro una gigantesca gabbia
di fittissima rete metallica. Molte piante fiorite tropicali e sedie di
metallo dipinte di bianco con cuscini a fiori si dividevano il recinto,
e da un lato manghi e aranci fornivano un'ombra densa e lucente.
Jenny Walker, allungata su una delle ampie sdraio, girava senza
interesse le pagine di Harper's, non sapendo che farsene di se
stessa. La frase era di sua nonna, e nella mente di Jenny era associata
a un senso di colpa nonch allo scialle indiano di cashmere
della nonna, i cui sbiaditi, mistici disegni si perdevano in una lunga
frangia aggrovigliata.
A casa, Jenny sapeva sempre che farsene di se stessa. Perfino
quando non lavorava con Wilkie, c'erano la casa e tre acri di prato,
giardino e bosco di cui occuparsi. C'era da far la spesa, cucinare,
rammendare, sbrigare commissioni, scrivere lettere; veniva gente
a pranzo, al t, a cena, e a intervistare Wilkie; c'erano la donna
delle pulizie e il giardiniere; i conti e gli investimenti. E, se rimaneva
tempo, c'era da cucire, sferruzzare, tessere e progettare arazzi.
Ma l, dopo l'iniziale agitazione dell'aprire i bagagli, rifornire
il frigorifero e la dispensa, e mettere in funzione il computer, la
stampante, il fax e la segreteria telefonica, d'improvviso per lei
non c'era da fare quasi pi niente. Il custode, un simpatico giovanotto
di nome Jacko che viveva in un cottage l accanto, teneva in
ordine la casa e curava i fiori esotici e il verde. Lei non aveva n
telaio n macchina da cucire, l, e faceva troppo caldo per lavorare
al gobelin per un cuscino che si era portata da casa, o al maglione
ai ferri. E spesso non doveva nemmeno fare la spesa o cucinare
perch mangiavano fuori.
Quello che pi di tutto la turbava era che per la prima volta
era libera perfino dal suo vero compito nella vita. Per anni, quando
qualcuno le domandava che cosa faceva, aveva risposto pazientemente:
Aiuto Wilkie nel suo lavoro. Nel nostro lavoro,
avrebbe potuto dire se fosse stata meno modesta, perch i libri di
Wilkie erano pieni di frasi, e perfino di paragrafi, che aveva composto
lei. Nel Faggio rosso, per esempio, gran parte del capitolo
sugli usi del legno di faggio e della faggiola era stata trascritta parola
per parola dagli appunti delle sue ricerche.
Wilkie riconosceva l'importanza di quel contributo: ogni prefazione
che aveva scritto da L'ultimo topo delle paludi d'acqua salata
in poi terminava con un caldo tributo a mia moglie Jenny,
senza la quale forse questo libro non sarebbe mai stato scritto.
Accadeva che altri riconoscessero la verit di quell'ammissione:
chi aveva corretto le bozze di Lupi dell'Ovest, per esempio, aveva
dichiarato a un certo punto che il nome di Jenny sarebbe dovuto
apparire in copertina insieme a quello del marito, non solo nella
prefazione. Se Jenny era d'accordo, aveva detto quella rabbiosa
giovane donna, lei lo avrebbe detto a Wilkie e al suo redattore.
Oh, la prego, non lo faccia, aveva raccomandato Jenny. Non
voglio, davvero. Tra l'altro, anche se le ricerche sono mie, la maggior
parte delle idee, nel libro,  di Wilkie.
Sapeva che, negli anni Novanta, molti trovavano strano il suo
atteggiamento. Jenny  un anacronismo vivente, aveva detto l'anno
prima una conoscente chiacchierona, momentaneamente brilla,
nel presentarla al ricevimento di un college. Dedica tutto il suo
tempo al marito, come una moglie vittoriana. E anni prima sua figlia
Ellen, ancora alle medie ma gi intossicata dai primi influssi del
femminismo, le aveva domandato: Mamma, non ti viene mai voglia
di avere un lavoro vero, e di guadagnare un po' di denaro tuo?
No, cara, aveva risposto lei. Perch qualsiasi impiego
potessi avere, non sarebbe mai importante quanto il lavoro che faccio per tuo padre.
Ma ora Jenny si sorprendeva a desiderare d'averlo, un qualsiasi
impiego esterno. Da quando erano arrivati a Key West, Wilkie
non le aveva mai chiesto di fare qualche ricerca, e ancora non le era
stato dato il capitolo finale del Faggio rosso da rivedere e ribattere
al computer. Inoltre non riusciva a convincerlo a rispondere almeno
alle lettere d'affari pi urgenti o a richiamare chi aveva telefonato.
Lascia che aspettino. Siamo in vacanza, santo Dio, continuava a dire.
Gi, pensava Jenny, mentre se ne stava distesa all'ombra macchiettata
presso la tiepida piscina; ma in passato lei e Wilkie avevano
lavorato altrettanto sodo in vacanza. Spesso il suo computer a stento
ce la faceva a tener dietro alla valanga di lettere, saggi, conferenze,
riviste e libri. Ogni mattina, dopo la prima colazione, pianificavano
il lavoro della giornata, e spesso Wilkie usciva dal suo studio diverse
volte per allungare l'elenco. Ma nel corso degli ultimi mesi
quelle discussioni erano rallentate, fino a cessare ormai del tutto. Per
la maggior parte del tempo Jenny non aveva proprio niente da fare.
Wilkie, dopo la prima colazione, continuava a ritirarsi nella stanza
degli ospiti in cui lei gli aveva organizzato lo studio, a volte chiedendole
di portargli su a mezzogiorno un panino e un caff o un t
ghiacciato, a volte scendendone per una breve, quasi silenziosa colazione,
poi risalendovi con il Times sotto il braccio. Alle cinque ne
riemergeva e si avviava alla spiaggia per la sua quotidiana nuotata.
Quando incontravano gente, Wilkie era quasi quello di sempre;
spesso parlava a lungo, fornendo spontaneamente informazioni
e opinioni. Ma se non andavano fuori, la sera, il peso di un
cupo silenzio calava sopra la lussuosa villa tropicale. Wilkie, un
tempo cos comunicativo e amabile, le rivolgeva sempre meno la
parola, e a volte quasi non rispondeva alle sue domande e ai suoi
commenti. E quando Ellen o Billy telefonavano, sembrava che
non avesse niente da dire ai suoi figli.
Qualcosa non andava, qualcosa di molto grave: ma cosa?
Quando Jenny, cercando di nascondere sotto un tono leggero la
sua ansia crescente, domandava a Wilkie come stava, o come si
sentiva, o se gli piaceva Key West, lui si limitava a un sorriso
proforma, s e no guardandola, e diceva: Bene, grazie. L'ultima
volta, per, quando lei non aveva tenuto il tono abbastanza gaio,
Wilkie l'aveva data in tono scortese, quella risposta, aggiungendo:
Perch continui a domandarmelo? Se non stessi bene, non
saresti tu la prima a saperlo?
S, suppongo di s, aveva balbettato lei.
A peggiorare il tutto, negli ultimi giorni Jenny si era resa conto
che lei stessa non era proprio in forma. Tanto per cominciare,
mal sopportava quella casa in affitto, con il suo lussuoso arredo
modernissimo, s, ma esagerato e piuttosto volgare. Sembrava che
buona parte della mobilia provenisse da due negozi di Duval
Street specializzati in costose stravaganze. C'era dappertutto troppo
cuoio e troppe cromature, troppi specchi, e troppe rappresentazioni
su larga scala dai colori sgargianti di flora e fauna tropicale,
specialmente fenicotteri. Alcune delle mostruosit pi piccole,
come il fallico anturium di cera rosso scuro, Jenny le aveva chiuse
in uno sgabuzzino. Ma ce n'erano altre per le quali non poteva far
niente, quali il gigantesco tavolino del salotto; una spessa lastra di
vetro verde ghiaccio che poggiava sulla testa di due sogghignanti
scimmie di stucco, e che doveva pesare una mezza tonnellata.
Quando non era volgare, la mobilia era poco accogliente, e scoraggiava
l'intimit. Il sof di pelle arancione dalla forma strana era
eccessivamente imbottito e rigido, come quelli negli atrii dei motel;
i paraventi pieghevoli a fiori e uccelli esotici non permettevano di
vedere quello che le altre persone nella casa stavano facendo, e l'illuminazione
indiretta e le pesanti lampade dai paralumi di seta impedivano
di vederne l'espressione. Sul letto enorme, uso piattaforma
galleggiante, lei e Wilkie dormivano distanti l'uno dall'altro,
come estranei, e il letto non affondava e non cigolava quando
lui si alzava la notte, cos lei non sempre poteva accorgersene.
Perfino l'isolamento acustico, che in teoria doveva essere un
vantaggio insolito in una casa di Key West, aveva qualcosa di ostile.
Nella loro casa, a Convers, persino quando la porta dello studio
di Wilkie era chiusa lei poteva sentirlo muoversi per la stanza,
e a volte ascoltare nastri di canti di uccelli o di onde intanto che
lavorava. L, quando lui si chiudeva nello studio dopo la prima colazione,
era come se fosse totalmente scomparso.
Che cosa faceva Willie chiuso tutto il giorno in quella stanza
del piano di sopra, dal bizzarro accostamento di colori rosso e
bianco e con la vista del mare in lontananza? Da indizi materiali,
le risultava che risolvesse i cruciverba del Times e l'acrostico
dell'edizione domenicale; presumibilmente, leggeva il resto del
giornale e le riviste per il cui cambio di indirizzo lei aveva dato
coscienziosamente disposizioni.
Forse Wilkie sonnecchiava l dentro, dato che continuava a
dormire poco la notte. O forse scriveva e riscriveva Il faggio rosso.
Ma in tal caso, perch era cos taciturno, ora, cos chiuso in se stesso?
Un tempo chiacchieravano liberamente, di continuo, e quando
Wilkie stava lavorando a un libro, a un articolo o a una conferenza,
ossia praticamente sempre, la metteva a parte delle sue idee
e spesso ne incorporava i suggerimenti. Sei la mia lettrice ideale,
le aveva detto pi di una volta. Apprezzi tutto quello che  valido.
E quando non capisci qualcosa, vuol dire che io non sono stato
abbastanza chiaro. Adesso c'erano giorni in cui quasi non
scambiavano parola.
Forse Wilkie era in preda al blocco dello scrittore, pensava
Jenny. Non gli era mai accaduto ma, stando a un articolo che lei
aveva letto, poteva capitare a chiunque, in qualsiasi momento, e in
genere non c'era che aspettare che passasse. Ma, nel frattempo,
che cosa era tenuta a fare lei, tutto il giorno? Che cosa stava facendo,
in pratica?
Niente, in sostanza. Vagare per gli enormi e sconosciuti supermarket,
o starsene distesa in quella gabbia antizanzare a leggere
qualche rivista o romanzo, facendosi ogni tanto una nuotata
avanti e indietro in quella scatola di acqua tutt'altro che fresca.
Senza dubbio Wilkie si era accorto di quanto lei oziasse. Non le
aveva detto proprio il giorno innanzi (dopo avere negato che qualcosa
non andasse, o d'avere qualcosa da farle fare) che avrebbe
dovuto uscire, visitare l'isola, vedere altra gente?
Avvezza com'era a seguire le direttive di Wilkie, lei quella
non l'aveva ancora seguita. Quanto le era piaciuto andare con lui
in parti sconosciute del mondo, tanto detestava sentirsi una turista
solitaria nel suo stesso Paese. Aveva tentato, l, un giorno: aggirandosi
da sola per la casa di Hemingway, e poi sedendo sola
soletta tra famiglie e coppie su una barca dal fondo di vetro,
mentre la guida descriveva la vita marina che guizzava in modo
vago e promiscuo sotto di loro. Molto prima che la giornata terminasse,
aveva capito quanto profondamente le fosse sgradito
l'aspetto pubblico di Key West: le attrazioni turistiche omogeneizzate,
i rauchi bar la cui chiassosa musica e i cui chiassosi
clienti si riversavano fino sui marciapiedi, i negozi zeppi di conchiglie
e di magliette con stampigliati slogan incredibilmente
volgari. I turisti seminudi che gremivano Duval Street, bevendo,
mangiando e sbaciucchiandosi, non soltanto offendevano il suo
senso estetico ma le ricordavano che Wilkie quasi non l'aveva
toccata da quando erano arrivati.
Perfino l, allungata presso la piscina, Jenny non si sentiva a
suo agio. L'aria umida era opprimente; i giganteschi ibischi in vaso
- alti fino a un paio di metri, alcuni - con i loro enormi fiori
rossi e rosa-gambero, la facevano sentire piccola, come se fosse
uno di quei personaggi in miniatura di un libro per bambini, I
Prendimprestito, che a Billy, da piccolo, era piaciuto tanto. E tutto
sommato era anche lei come i Prendimprestito, l, vivendo in
un'enorme casa altrui, tra altrui mobili smisurati, a oziare inerte
presso un'enorme piscina non sua... Un essere passivo, ecco in
che cosa si stava trasformando.
Jenny si tir su bruscamente, facendo cadere la rivista, che
fin a terra in un turbinio di pagine bianche. Se non altro, decise,
poteva fare un po' di moto. Poteva arrivare fino alla spiaggia e fare
una lunga e vigorosa nuotata nell'acqua di mare, proprio come
faceva Wilkie ogni giorno.
Quando, accaldata e impaziente, arriv in riva all'oceano,
Jenny si affrett attraverso la sabbia calda e ruvida, oltre i vari cartelli
d'avvertimento che vi erano piantati. Li aveva gi visti, compreso
quello divertente che proibiva cani e beveraggi inebrianti.
Cos degn appena di uno sguardo, subito ignorandolo, un nuovo
cartello scritto a mano che annunciava in rosse lettere maiuscole:
PERICOLO: MEN-OF-WAR
Riempiendosi i polmoni d'aria calda e salmastra, avanz decisa
nella fresca risacca. S, andava gi meglio. Aspett che l'acqua
la lambisse al di sopra delle ginocchia e cominci a nuotare
vigorosamente, allontanandosi dalla riva, la coda di cavallo di capelli
biondo chiaro sciamante dietro di lei. Il moto, la fresca carezza
del mare mosso e trasparente, le procuravano una sensazione
meravigliosa. Perch non era venuta l prima, invece di arrancare
avanti e indietro nella smisurata vasca da bagno di cemento
dietro la loro casa?
Si gir sul dorso e sollev la testa bagnata. Cielo pallido in alto,
vasto mare color acquamarina al di sotto, punteggiato di bianchi
gabbiani e di distanti, candidi fazzoletti di vele. Sebbene la
temperatura dell'acqua fosse perfetta, non c'erano altri bagnanti
in vista, soltanto pigri turisti supini o bocconi sulla sabbia. Come
sembrano indolenti, pens Jenny, dando un'altra vigorosa bracciata
attraverso quella che sembrava una fluttuante massa di alghe.
Ahi! Un dolore rovente l'attanagli dietro la coscia. Jenny
url, cerc di rizzarsi, affond, bevendo acqua salata. Torn a galla,
tossendo e dibattendosi, sputando oceano, inghiottendo, pensando:
Squali! gridando per la sensazione bruciante di un morso
che aumentava a ogni istante. Ahi! Aiuto! url.
Qui. Si aggrappi a me.
Chiss come, una donna dalla lunga capigliatura era apparsa
vicinissima a lei. Teneva le sue forti braccia intorno a Jenny e
stava spingendola verso riva.
Nuoti, andiamo!
La mia gamba, farfugli Jenny. Non posso...
Da questa parte... Forza, ora pu toccare il fondo.
Jenny sond con la gamba sana e pot reggersi. Piangendo, tossendo,
farfugliando, appoggiandosi grata alla sua salvatrice, barcoll
attraverso le ultime piccole onde e zoppic fino alla spiaggia.
La mia gamba, ansim. Non so cosa, scusi... Si chin da
un lato, cercando di vedere la ferita. Era uno squalo?
No, disse la donna, ha solo urtato una medusa. Venga, ho
quello che le serve. Sostenne Jenny e, tenendola stretta a s,
l'aiut a risalire la spiaggia.
Aspetti qui solo un istante, su. Dal capace cestino di una
vecchia bicicletta, tir fuori uno spray con l'etichetta: Preparato
per ammorbidire la carne. Coraggio, vediamo: dove le fa male?
S, l'ha proprio presa in pieno.
Jenny si torse su se stessa e guard da sopra la spalla. Non
c'era n morso n sangue: ma la parte posteriore della sua coscia
sinistra e buona parte del quarto-di-luna di natica lasciato scoperto
dal suo nuovo, sgambato costume da bagno celeste erano
di un rosso fiamma.
Bene. Stia ferma. La donna spruzz generosamente il posteriore
di Jenny, come se stesse progettando di arrostirlo. Tra un
momento si sentir meglio.
Questa specie di premurosa virago  pazza, pensava Jenny tra
il dolore e le lacrime. Devo liberarmi di lei, andare in cerca di un
dottore. Cos va bene, ora sto meglio, ment... e poi, sorpresa,
si rese conto che quel fuoco stava calmandosi. Ehi, va proprio
meglio, ora, davvero. Grazie. Che cosa c' in quel barattolo?
Un prodotto per ammorbidire la carne, come c' scritto.
L'altra mostr lo spray. E enzima di papaia, in realt. Me lo porto
sempre dietro, non si sa mai. Dicono che si pu usare anche una
papaia matura, nel caso la si abbia a portata di mano.
Non lo sapevo... Grazie. Deglutendo gli ultimi resti di acqua
di mare, Jenny guard la sua salvatrice, evidentemente tutt'altro
che pazza. Sembrava pi o meno dell'et sua, ma pi alta di almeno
quindici centimetri e molto pi solida, abbronzata e di
un'appariscenza quasi zingaresca. Aveva folti capelli neri che ora
grondavano acqua e indossava una maglietta rosso fuoco e jeans
sfrangiati, intrisi d'acqua di mare e incollati alla sua generosa figura.
Come si  accorta...
Ero l sul pontile, l'ho sentita gridare. Cosa diavolo ci faceva
in acqua, non aveva visto il cartello?
Il cartello?
Men-of-war. L'altra lo indicava.
Men-of-war sarebbero le meduse?
Noi le chiamiamo cos, qui. Dove diavolo  stata tutta la
sua vita?
Nel New England, per la maggior parte. Jenny rispose alla
domanda, bench retorica. Sono qui solo da un paio di settimane,
Non immaginavo. Men-of-war... credevo che volesse dire
navi da guerra.
Pensava che avessero messo un cartello per avvertire i bagnanti
della presenza di navi da guerra?
Non lo sapevo, ripet Jenny, cominciando a sentirsi contrariata
e imbarazzata, oltre che grata. Poi, vergognandosi, spieg:
Voglio dire, avevo sentito che c'era una base navale, qui, cos ho
pensato... Che sciocca! Mio marito penser che sono una perfetta
idiota.
Non si preoccupi di questo. Come si sente, ora?
Molto meglio, grazie. A Jenny la coscia e la natica bruciavano
ancora, ma non pi che per una moderata scottatura solare.
Pensa di potersela cavare da s? Devo tornare alla casa-albergo
cos la mia impiegata pu andare a prendere il bambino all'asilo.
S, certo. Sto bene, davvero.
Okay. Ecco, questo lo tenga. Faccia una doccia quando arriva
a casa e poi metta ancora un po' di prodotto sulla parte.
No, non potrei...
Non faccia la sciocca, ne avr bisogno. Non so dove sia alloggiata,
ma qualcuno avrebbe dovuto avvertirla. La prossima volta
che verr a Key West... Tenga uno di questi. L'altra torn a
frugare nel cestino della bicicletta e porse a Jenny un dpliant.
Grazie. Grazie di tutto, lei  stata veramente... Ma la
donna era montata in bicicletta e stava gi pedalando via. Jenny
rigir il dpliant e, in rustiche lettere maiuscole, lesse le parole
ARTEMIS LODGE.
Nel piacevole studio che la moglie gli aveva organizzato - l'ultimo
di molti studi analoghi, pensava lui cupamente, e il meno
funzionale - Wilkie Walker sedeva meditabondo, aspettando.
Non c'era nient'altro da fare per lui, l: nessuna ragione di passare
l'intera giornata imprigionato nell'afosa penombra con le veneziane
chiuse per difendere la sua scrivania dal bruciante, indifferente
sole della Florida. Eppure la sua presenza l era necessaria.
Era essenziale che lui desse l'impressione d'essere normale, di lavorare
normalmente, cos che nessuno, e in particolare Jenny, dovesse
mai sospettare che la morte che stava progettando fosse
qualcosa di diverso da un tragico incidente.
Pur non avendo niente da fare nello studio, Wilkie non sentiva
alcun desiderio di lasciarlo per esplorare Key West. Nel suo stato
presente d'animo, l'idea di una simile spedizione era irrilevante,
lo affaticava, gli ispirava perfino repulsione. Per lui l'intero
mondo era imbrattato e privo di luce. Alla sua coscienza, il vivido
scenario esterno arrivava soltanto fioco e spento, come attraverso
una opaca striscia di pellicola simile a quella che aveva tenuto accostata
agli occhi da bambino durante una eclissi di sole. Meno
era costretto a vederlo, pi ci guadagnava.
Per, ragionava Wilkie, era stato un bene venire a Key West.
Era meglio che i tristi eventi avvenissero in un ambiente neutro, in
modo da non contaminare una casa e una citt densamente sature
di bei ricordi. Tra l'altro, a Convers lui era costantemente minacciato
da interruzioni da parte di ex colleghi ed ex studenti, per
non parlare di possibili visite dei suoi figli.
Natale con Ellen e Billy era stato un incubo. Sapendo che non
li avrebbe mai pi rivisti, si era imposto di passare del tempo con
loro, di parlare in un modo che potessero ricordare come calmo, ottimistico
e preoccupato in senso paterno della loro vita cos poco
interessante. Processo che lui non aveva goduto e - sospettava -
nemmeno loro. Prima di tutto, bench si fosse sforzato di non dire
molto in proposito, dovevano essersi accorti che era depresso
dalla loro scelta di una professione. Aveva approvato il desiderio
di Ellen di diventare medico; ma perch era andata a scegliere una
specialit come neurologia, invece di pediatria o di ostetricia, cos
che un giorno la sua competenza potesse essere utile alla sua famiglia
e alla sua comunit? E ora Billy aveva dichiarato un interesse
per quella che definiva arte del computer: secondo il parere
di Wilkie, un ossimoro.
Intanto lui, a meno che con le correnti oceaniche non arrivassero
le meduse, com'era accaduto quel giorno, andava a nuotare
ogni pomeriggio per stabilire una routine e predisporre lo
scenario del suo tragico incidente. Tutto quello che rimaneva,
ormai, era stabilire l'ora e il luogo ideali. Sarebbe stato meglio
nel tardo pomeriggio, aveva deciso, quando la visibilit era scarsa
e in acqua c'erano pochi nuotatori. Forse subito dopo il tramonto
quando la luce diventava fioca, il vento forte, l'acqua verde
cristallo agitata da onde irregolari. Sarebbe stato importante
assicurarsi che non vi fossero barche o tavole a vela nei pressi;
non voleva venire ignominiosamente salvato.
Quanto al luogo, c'era da scegliere fra quattro punti diversi,
due dei quali Wilkie aveva gi scartato. La lunga spiaggia pubblica
era sempre zeppa di turisti e troppo poco profonda: avrebbe
dovuto procedere a guado per tre o quattrocento metri prima che
l'acqua gli arrivasse sopra la testa. La spiaggia della citt era piccola,
in genere affollata, e vi affacciavano dei palazzi. Esitava, ora,
tra altre due opzioni. A Fort Taylor c'erano spesso vere onde, e
ogni tanto la risacca era ben forte. Ma chiudeva al tramonto, il che
voleva dire doversi portare al largo un po' pi presto, aumentando
le probabilit d'essere visto e salvato.
La spiaggia della contea, al termine di Reynolds Street, aveva
il vantaggio d'essere raggiungibile a piedi, e c'era un pontile, che
gli permetteva di portarsi rapidamente dove l'acqua era profonda.
L'unico problema consisteva nel fatto che quel pontile era uno dei
luoghi favoriti di coloro che amavano ammirare il tramonto. Molti
di loro se ne andavano, una volta terminato lo spettacolo, ma a
volte qualche coppietta sentimentale si attardava; avrebbe dovuto
aspettare che anche quelli se ne fossero andati, o che avessero occhi
solo l'uno per l'altro.
Due cose soltanto ritardavano la dipartita di Wilkie, ormai.
Cosa pi importante, doveva terminare l'ultimo (forse il migliore)
dei suoi libri, Il faggio rosso. Restava soltanto da decidere sul capitolo
finale. Il faggio rosso vero e proprio era ancora nel fiore degli
anni, e sarebbe probabilmente sopravvissuto ai suoi figli... e nipoti,
se ce ne fossero stati. Ma, a scopi drammatici e didattici, la
monumentale biografia di Wilkie Walker, come tutte le grandi
biografie, doveva concludersi con la morte del suo soggetto. C'erano
tre conclusioni possibili; erano gi state buttate gi alla meglio
e stavano l sul suo tavolo, in tre cartellette numerate.
Nella prima versione del capitolo finale di Wilkie, il grande albero
soffriva un'agonia patetica e protratta: con caduta prematura
del fogliame, perdita di rami, indebolimento e maggiore suscettibilit
agli insetti e alle malattie. Via via che intristiva veniva a poco
a poco abbandonato dagli scoiattoli e dagli uccelli che da sempre
ne avevano fatto la loro sede. Poi, una certa primavera non
metteva le foglie, e rimaneva come un muto scheletro grigio in
mezzo ai suoi verdi compagni.
Nella seconda versione il faggio rosso veniva distrutto da forze
umane ostili: inquinamento, piogge acide, e un sistema di radici
danneggiato a causa dello scavo di trincee per tubazioni attraverso
il campus, un inconveniente che si ripeteva di continuo al
college di Convers. Wilkie aveva anche considerato l'abbattimento
del faggio rosso per fare posto a qualche orrendo edificio nuovo
o area di parcheggio; ma questo non soltanto era doloroso da
contemplare ma quanto mai improbabile, considerato il valore
simbolico dell'albero autentico sul campus del college.
La terza possibilit era che il faggio rosso rimanesse vittima di
una calamit naturale. Wilkie aveva contemplato e bocciato l'idea
che il suo protagonista vegetale venisse colpito da un fulmine; secondo
autorevoli esperti, in realt i faggi attraggono i fulmini molto
meno degli altri alberi. Aveva anche escluso quella di un tornado,
poco probabile nel New England settentrionale. Invece, il
grande albero sarebbe caduto in modo drammatico (melodrammatico,
forse?) durante un tremendo uragano.
Quasi fin dal principio, Wilkie era stato consapevole che in un
certo senso quel libro era la sua storia: il crollo del re della foresta.
Il vero faggio rosso, in fin dei conti, era l'albero pi degno di nota
del Convers College, e veniva spesso (come Wilkie Walker) raffigurato
nel suo catalogo e nella rivista degli ex alunni. Rifuggiva
perci dal prospettarsi una sua fine brutta, lenta e poco dignitosa,
proprio come rifuggiva dalla sua. Se doveva portare a termine il
parallelo simbolico, un tragico incidente improvviso sarebbe stato
quanto mai appropriato. D'altro canto, questo voleva dire rinunciare
all'occasione di portare un efficace attacco finale alla stupidit
e al vandalismo ecologico.
L'altra cosa che ancora tratteneva Wilkie era che non c'era
nessuno, a Key West, al quale sua moglie, nel suo dolore e nella
sua confusione, potesse in seguito rivolgersi. Molly Hopkins e i
suoi amici erano tutti troppo vecchi e malandati perch si potesse
dipenderne per avere un valido aiuto e, una volta sparito lui, doveva
pur esserci qualcuno a un tempo competente e gentile su cui
Jenny potesse far conto. Spesso era stato sul punto di domandare
a Molly se conoscesse una persona del genere in citt, ma non era
stato in grado di inventare una ragione plausibile per quell'inchiesta.
E Molly, probabilmente, non conosceva nessuno. La sua cerchia
di amicizie era paragonabile a una casa di riposo, dove tutti
erano vecchi, e molti visibilmente malati e moribondi. Altri, senza
dubbio, lo erano, ma non visibilmente: proprio come lui.
Wilkie aveva sempre avuto orrore delle case di riposo; aveva giurato
a se stesso che non avrebbe mai messo piede in un luogo del genere.
Ma nel venire a Key West, ora se ne rendeva conto, aveva fatto
esattamente questo. Per gente pi giovane, l'isola poteva anche essere
un luogo di vacanze, oppure offrire un impiego stagionale. Per
i vecchi non era niente di pi di una versione di Skytop, l'esecrabile
comunit per anziani di lite che era apparsa di recente su una collina
vicino Convers. Gi il nome lo disgustava. Senza dubbio era stato
scelto per suggerire in modo occulto che tutti i suoi residenti sarebbero
andati in paradiso: cosa del tutto improbabile, secondo il
parere di Wilkie, se considerava alcuni di coloro che conosceva.
Un analogo, calcolato cinismo sembrava sottolineare gli accordi
finanziari di Skytop, dissimulati da un linguaggio ipocrita da benpensanti.
Quando entravi a far parte della comunit, acquistavi un
appartamento o una casa per un prezzo esorbitante, almeno il doppio
di quel che avresti speso sul mercato libero. Poi pagavi una tariffa
mensile di manutenzione che era il doppio dell'affitto standard per
un'analoga unit abitativa in qualsiasi altro luogo. Una volta divenuto
incapace di vivere in modo indipendente, ti trasferivi in un'ala
dell'ospedale che faceva parte del complesso, e l'appartamento, o la
casa, venivano rivenduti. Tu e i tuoi eredi non ricevevate un soldo.
In sostanza, quindi, i proprietari di Skytop giocavano d'azzardo
sul fatto che in breve tempo tu diventassi inabile o che morissi;
pi a lungo vivevi e occupavi il tuo appartamento - o una camera
in quell'ala d'ospedale - minore era il profitto per loro. Una
condizione non certo sicura per i residenti, si sarebbe detto.
Wilkie Walker non pensava a una pratica segreta di eutanasia da
parte di tutto il personale, ma non vi sarebbe stata, almeno ogni
tanto, un'inconscia tendenza in quella direzione?
Diversi professori in pensione che Wilkie conosceva si erano
trasferiti a Skytop, e lui, quando era andato a trovarli, era rimasto
allibito dalla loro cieca soddisfazione nonch dal loro crescente
autocentrismo. Gli era ben chiaro che, sebbene Skytop assomigliasse
a un motel esclusivo, aveva ben pi profondi paralleli con
un lussuoso campo di concentramento. Se ci vivevi, non potevi fare
a meno di renderti conto che di tanto in tanto uno degli internati
veniva portato via, a morire lentamente in quella che veniva
eufemisticamente definita una struttura d'assistenza. Non sapevi
quando sarebbe venuto il tuo turno ma, pi ci vivevi, pi diventava
probabile che la scelta cadesse su te. E, naturalmente, alla
fine sarebbero stati scelti tutti.
Se non fossi morto subito, atterrito, esausto e malmesso, saresti
stato riportato nella tua lussuosa cella, e tutti sarebbero stati
formalmente gentili con te, proprio come la gente era gentile verso
un amico di Molly, Kenneth Foster, da quando una settimana
prima era stato dimesso dall'ospedale. Ma gli uomini e le donne in
camice bianco sarebbero venuti a prenderti sempre pi spesso. Alla
fine, non saresti pi tornato.
Poco dopo, vi sarebbe stato un raffinato servizio funebre,
con fiori, musica, discorsi e un programma stampato. Dopo di
che, a giudicare dalle visite fatte da Wilkie a Skytop, ben presto
saresti stato dimenticato. Tempo qualche mese e nessuno ti
avrebbe pi nominato; nuovi prigionieri sarebbero venuti a
riempire le lussuose celle.
Qualsiasi cosa tranne questo, pensava Wilkie; qualsiasi cosa. Il
suo accidentale annegamento sarebbe stato terribile per Jenny e
per i figli, ma lo shock e il dolore sarebbero passati, e loro lo avrebbero
ricordato sempre come forte, vigoroso, produttivo e competente:
non come un debole, piagnucoloso, malridotto invalido. E
perch quel ricordo fosse intatto, doveva al pi presto portarsi al
largo a nuoto per l'ultima volta. Non avrebbe avuto difficolt nel
farlo: l'anca, l, quasi non lo tormentava pi, senza dubbio grazie al
clima pi caldo. Ma sempre pi spesso, la notte, gli tornavano le
improvvise, dolorose fitte al basso ventre, e gi due volte, da quando
erano a Key West, aveva visto macchie di sangue fresco sulla
carta igienica a fiori: macchie di un rosso acquoso, agghiacciante.
Non doveva portarsi troppo al largo, poich sarebbe stato meglio
che il suo cadavere venisse ritrovato, per mettere fine a qualsiasi
speculazione che lui fosse svanito di proposito o che fosse stato assassinato.
E, per irrazionale che potesse essere, non voleva giacere sul
fondo dell'oceano, mordicchiato in modo disgustoso dai pesci. Voleva
essere sepolto nel lotto di terreno che aveva acquistato nel cimitero
di Convers, sotto una lastra di granito e un torreggiante abete,
non lontano dalla tomba del suo vecchio amico Howard Hopkins.
Prima, probabilmente, vi sarebbe stata un'autopsia. In tal caso,
il medico legale avrebbe riscontrato il cancro che lui sapeva di avere;
ma naturalmente nessuno si sarebbe reso conto che ne era stato
consapevole. Il massimo che poteva succedere sarebbe stato che
qualcuno - il ministro episcopale di Convers, per esempio, durante
il rito funebre - potesse parlare della provvidenza di Dio nel risparmiare
al professor Wilkie Walker una lunga e dolorosa agonia.
Doveva farlo presto. Gi aveva cessato, se ne rendeva amaramente
conto, di ispirare fiducia per la sua competenza in un'area importante;
ben presto, senza dubbio, avrebbe perso completamente la
sua potenza sessuale. Nella sua mente, udiva una voce rimasta silente
per quasi sessantanni: la voce di suo nonno Matthew Wilkie, immigrato
dalla Scozia, del quale aveva avuto il nome. Erano parole
che aveva udito spesso da bambino, ogni volta che - sempre a malincuore
- aveva dovuto lasciare la fattoria dei nonni e prendere l'autobus
per tornare in citt. Ma ora avevano un riverbero pi cupo.
Willie-Boy, diceva la voce del nonno,  tempo di andare.
Se nessuna persona amica adatta fosse saltata fuori per la fine
di gennaio, decise, Jenny avrebbe dovuto dipendere dai figli. Nessuno
dei due era ideale per quella parte, ma insieme potevano approssimarsi
all'ideale: Ellen sarebbe stata competente, e Billy sarebbe
stato comprensivo e gentile.
E a Convers, naturalmente, vi sarebbero stati molti amici pronti
a intervenire per sostenere Jenny. L'avrebbero aiutata a portare avanti
quello che restava della sua vita, e ad assumersi a poco a poco i
molti doveri e responsabilit che avrebbe avuto come vedova ed esecutrice
testamentaria di Wilkie Walker. Con l'aiuto del suo avvocato
e del suo agente, se la sarebbe cavata. Aveva una mente ordinata, lei:
sapeva dove ogni cosa era archiviata e quali articoli lui avrebbe voluto
ristampati. Avrebbe detto le cose giuste ai giornali giusti e tenuto
a bada giornalisti avvoltoi. Avrebbe rifiutato qualsiasi accesso a
quella illetterata e autoritaria donna dell'indiana che voleva scrivere
la storia ispirata della sua vita; avrebbe lavorato in modo assiduo
ed efficiente con il professore del Maine da lui gi scelto come suo
biografo ufficiale. Avrebbe saputo d'istinto quali carte quel giovane
dovesse vedere e quali dovessero rimanere invece riservate.
Sulla padronanza di Jenny riguardo alle loro finanze personali,
era meno certo. Alcuni anni prima, quando aveva cominciato a
fare piani per quando sarebbe andato in pensione, aveva cercato
di parlarle del loro futuro. Dato che lei era donna, le aveva spiegato,
e di ventiquattro anni pi giovane di lui, le probabilit statistiche
erano che lui la precedesse nell'aldil di trentun anni. Jenny
non aveva voluto nemmeno stare a sentire. Non parlare cos! Tu
vivrai per sempre, aveva insistito, con voce divenuta tremante. E
quando lui aveva obiettato che una volta o l'altra dovevano pur discutere
di queste cose, gli aveva risposto: S, ma non ora! e aveva
addotto un pretesto per lasciare la stanza.
Dal lato pratico, avrebbe dovuto sollevare di nuovo l'argomento,
parlare con Jenny di investimenti e di rendite mensili. Ma
farlo ora era imprudente, era come suggerire che lui avesse previsto
- o peggio, progettato - la propria morte.
La spiaggia della contea sarebbe stata la pi adatta, concluse.
Se ne sarebbe andato da l il primo giorno di febbraio. Questo gli
avrebbe lasciato il tempo di decidere il capitolo conclusivo e di preparare
una stesura definitiva. Dopo di che, non vi era pi ragione
di rimandare. Non c'era niente da fare per lui l a Key West, niente pi, per lui, a questo mondo.
...
.
...
CAPITOLO 4.
...
.
...
Sotto gli alberi del giardino della casa di Molly Hopkins a Key
West, il poeta americano Gerald Grass, che era stato un tempo uno
degli studenti preferiti di Howard, suo marito, sedeva a bere caff
ghiacciato. Quando Molly aveva conosciuto Gerry, quarant'anni
prima, lui era un bel giovane gradevole, amabile e sincero che assomigliava,
lo pensavano in molti, al poeta inglese Stephen Spender.
Forse sotto l'influsso di quella somiglianza, Gerry era diventato
poeta a sua volta. Ora, sebbene (come si sarebbe espresso
Howard) non proprio in prima fila, aveva pubblicato molto, insegnato
in numerosi college e universit, e ricevuto la sua parte di
premi e di riconoscimenti. Bench i suoi riccioli biondi stessero diventando
grigi, era ancora bello, amabile, sincero e gradevole.
Come Jenny e Wilkie Walker, Gerry era ricorso al consiglio
di Molly per trovare casa, e come risultato ora lui e la sua attuale
compagna occupavano l'appartamento sopra il garage della casa di Alvin.
Il posto  ottimo, stava dicendo in risposta a una domanda
di Molly, servendosi intanto di un'altra tartina al cetriolo di cui
aveva gi avuto pi della sua logica parte. Devo proprio ringraziarti.
Avevo quasi rinunciato ad affittare casa a Key West, dopo
quell'ultima volta. Ricordi? Non c'erano asciugamani, niente sapone,
niente carta igienica, niente lampadine, niente da mangiare
o da bere. La sola cosa che il padrone di casa ci aveva lasciato erano
le pulci. Risult che avevano tre gatti e due cani. Gerry rise.
Ricordo, s. Howard, quella prima sera, venne l in macchina
per portarvi un pacco di generi di prima necessit.
Fu davvero grande in quell'occasione. Dio, quanto mi manca.
S, disse Molly, un po' tesa. Aveva molta simpatia per Gerry,
ma non voleva mettersi a piangere di fronte a lui.
Sai, comment Gerry, ultimamente non mi  mai capitato
di incontrarti, a New York. Non ci vai pi?
No, non ci torno da anni, ormai, rispose Molly, che un
tempo aveva amato New York ma adesso la odiava. Per lei, era
una citt di morti. Non soltanto Howard era morto l, ma la
maggior parte delle persone che lei conosceva erano a loro volta
scomparse. Altri redattori e art director mandavano avanti le riviste
che avevano pubblicato i suoi disegni; se andava negli uffici
dove un tempo aveva spettegolato e riso e bevuto troppo caff
e aperto la sua cartelletta, trovava estranei seduti a quelle scrivanie.
Estranei abitavano ormai negli appartamenti dei suoi amici,
e se avesse bussato alle loro porte non l'avrebbero certo accolta.
L'ultima volta che Molly era andata in citt aveva provato l'impressione
di trovarsi in un universo parallelo nel quale lei non
esisteva e forse non era mai esistita.
Non piace molto neanche a me, ormai, disse Gerry.  diventata
totalmente commerciale. Sono contento che siamo venuti
qui, invece. Ed  stato un vero piacere rivedere i Walker. Lui 
un uomo meraviglioso, vero? E lei una donna davvero notevole.
Si serv di un'altra meringa al cioccolato. Una vera moglie. Pensavo
che se ne fosse perso lo stampo. Di una bellezza classica, bene
educata, intelligente, cuoca fantastica. E oltre a tutto questo, 
lei che tiene i conti, guida la macchina, risponde alle lettere al posto
di Wilkie e fa tutte le ricerche per lui. E qualsiasi cosa lui pensi,
lei immediatamente lo asseconda. Ho appena scoperto, per
esempio, che non ha mai comprato una pelliccia, per difendere i
diritti degli animali.
Davvero? Molly, che ancora ne possedeva due - una vecchia
ma bella lontra brasiliana e un ocelot piuttosto frivolo ma divertente,
entrambe in deposito, ora - ci pens su. Era vero, non aveva
mai visto Jenny in pelliccia.
E scommetterei che  totalmente fedele. Lui tacque,
guardando Molly.
S, direi proprio di s, fu d'accordo Molly.
Dio, se avessi una moglie come lei, potrei fare qualsiasi cosa.
Sfortunatamente, lei  gi sposata, disse Molly, aggiungendo
ghiaccio al caff e alla voce. Le era tornato in mente qualcosa che
Howard aveva detto una volta riguardo a Gerry: che la sola ragione
per cui non ce l'aveva mai fatta a essere tra i primi poeti americani
stava nell'essere uno scopiazzatore. Se qualcuno che Gerry ammirava
cominciava a scrivere sestine o a fare sci d'acqua o a tenere il diario
di un viaggio in Scandinavia, subito voleva farlo anche lui.
Sai, ho bisogno di una donna cos, confid Gerry. Da come
stanno le cose ora, la mia vita  intasata di commissioni. Spedire
manoscritti, programmare letture, telefonare per prenotare
aerei, fare e disfare valigie, tenere in ordine i conti, pagare l'ipoteca,
fare aggiustare il computer e tagliare l'erba, andare al supermarket,
in farmacia e dal tintore. Tutte cose che stancano.
Non potrebbe farle la tua ragazza, alcune di quelle cose?
domand Molly.
Tiffany? Gerry sorrise, divertito. Tiffany  peggio che inutile.
Ieri stavo lavorando a una nuova poesia piuttosto lunga, e mi
veniva bene, cos ho pregato lei di prendere l'auto e andare fino
da Fausto perch eravamo senza latte e senza t. E tornata con latte
condensato e t gi pronto. Rise. E poi ha detto che avrei dovuto
andarci io, visto che ero cos pignolo.
A me era sembrata piuttosto simpatica, disse Molly. Molto
carina, anche.
Carina. Gerry rise di nuovo, meno allegramente. Ne ho
pi che abbastanza, delle ragazze carine.
Nella soleggiata, ingombra cucina dell'Artemis Lodge, con il
suo lungo tavolo di legno grezzo, il vecchiotto ma comodo sof di
vimini, i vivaci poster femministi alle pareti e il frullatore di dimensioni
alberghiere, Lee Weiss, di ritorno dal supermarket, stava
mettendo via la spesa. Indossava un vivido moumou color fucsia
con applicazioni di grandi fiori purpurei, e stava canticchiando
una canzone country: Ti prego aiutami, sto per cadere.
C'erano cinque camere a due letti e una singola, all'Artemis
Lodge, di cui quattro con bagno privato. Da met dicembre a met
aprile, l'affitto era da 100 a 150 dollari per notte, o da 500 a 700 la
settimana, prima colazione inclusa. Durante quei mesi la casa-albergo
era quasi sempre al completo. Perfino dedotte le tasse, l'assicurazione,
le pulizie, il giardiniere, le riparazioni e il portiere part-
time, Lee se la sarebbe cavata bene, finanziariamente, anche con solo due terzi di stanze occupate. L'unico problema era che continuava
a ridurre e perfino a rinunciare all'affitto per amiche o conoscenti,
e a volte per donne che non aveva mai conosciuto ma che, a
detta di amiche o conoscenti, erano ammalate o in crisi con la necessit
di soggiornare in un luogo caldo e rilassato come Key West.
Mentre tirava via il cellofan da tre mazzi di garofani rossi e
arancione, Lee ud sbattere la porta a rete e poi dei rapidi passi.
Non era il timido avvicinarsi di una nuova cliente, o l'ospite che
aspettava a pranzo di l a una mezz'ora, ma qualcuno gi di casa e
che andava di fretta, percorrendo quasi di corsa il corridoio verso
di lei: Perry Jackson.
Oh, ciao, disse, sorpresa, dato che non era il normale giorno
di giardinaggio.
Lee, tesoro, dovevo precipitarmi qui, ho da darti la pi incredibile
delle notizie. Jacko, in jeans sbiaditi e maglietta verde
scuro, si appoggiava ora contro lo stipite della porta di cucina, assumendo
una posa che si sarebbe potuta fotografare per una pagina
di moda. Aveva inoltre quella magrezza in voga: pi accentuata,
rispetto al mese passato, prima che gli venisse quello che lui
definiva uno stupido raffreddore da niente: raffreddore che
aveva causato molta ansia tra i suoi amici. Non ci crederai.
Okay, non ci creder. Lei sorrise e chiuse con forza il freezer
su un contenitore di gelato di cocco. Dimmelo lo stesso.
Alvin mi ha lasciato la sua casa.
Ma no, davvero?
Davvero. Ho appena ricevuto una telefonata dal suo legale
di Chicago.
Ehi, ma  fantastico! Lee rideva di piacere. Vuoi bere
qualcosa? Una birra?
Una birra  proprio quello che ci vuole.
Vuoi dire l'intera casa? Lei apr una lattina, che subito butt
fuori un piccolo getto di schiuma, come se prendesse parte all'eccitazione
di entrambi. O soltanto il tuo cottage?
Tutto. Era nel suo testamento, il legale me ne ha letto una
parte. A Perry Jackson, il solo che mi abbia mai veramente amato,
lascio la mia propriet al 909 di Hibiscus Street, Key West,
Florida, con tutti gli edifici e relativo contenuto.
Uau! Lee apr una birra per s. Sai, per,  quasi un po'
triste. Quello che ha detto.
S. Immagino che sia quasi sempre cos per i ricchi. Non possono
credere di piacere a qualcuno per davvero, specie se hanno ben poco
a loro vantaggio. Jacko si pass una mano tra i bei riccioli neri.
Lo penso anch'io, fu d'accordo Lee, riflettendo che, nel caso
di Alvin, quel parere poteva essere esatto. A ogni modo, 
fantastico. Mise nel frigorifero un cartone di latte intero e due di
latte parzialmente scremato.
Gi, ma la verit... disse Jacko dopo un silenzio, guardando
in basso e facendo ruotare la sua lattina di birra.
Cosa?
La verit  che, mi fa sentire un po' un verme. Io non ho mai
amato Alvin, non nel modo che intendeva lui. Ero rimasto colpito
da lui, da principio: sapevo d'essere una nullit, mentre lui aveva
tanto di quel peso, al mondo. Cos sicuro di s, cos padrone della
situazione. Se voleva andare alle Bermuda o in qualche altro posto,
e non c'era un volo conveniente, noleggiava un aereo. Ero come
sbigottito dalla calma che mostrava riguardo a cose del genere.
E riguardo al fatto di essere gay. E anche, s'intende, da tutte le
persone raffinate che conosceva, dai luoghi dov'era stato. Ma perfino
quando stavamo insieme, al principio, a volte era dura andarci
d'accordo, capisci quello che voglio dire?
Capisco, s, assicur lei, soffocando l'impulso di dire di pi,
di usare parole come egocentrico e bisbetico.
E poi, in seguito, ero davvero incavolato con lui. Quando avevo
lasciato gli studi di legge e mi ero trasferito qui, pensavo: Aha,
mi sono sistemato per la vita. Jacko abbass lo sguardo, contemplando
il forellino scuro aperto nella lattina di birra.
Sai, c'erano vantaggi nell'amare un uomo pi anziano, continu.
Non posso dire che non li vedessi. Si saltano tutti quegli
anni di impieghi senza un vero avvenire, vivendo in appartamenti
miseri e mangiando chili in scatola da pochi soldi. Ma ci sono anche
svantaggi. Gli amici di lui sono tutti pi vecchi; ti considerano
un ragazzino, e ti ignorano, oppure tentano degli approcci.
Mm, convenne Lee.
E poi Alvin aveva tanto di quel danaro, molto pi di quanto
mi fossi reso conto all'inizio. C'era molta competizione per togliermi
il posto, da parte di tipi sempre pi giovani. Cos, un giorno
mi ritrovai, come posso dire... dequalificato, deprezzato?
Declassato, sugger Lee.
Quello che non mi andava gi era il modo come lui si comportava
quando veniva qui. Se era solo, pazienza, ma per lo pi si
portava dietro qualche nuovo boyfriend, e allora era come se fossi
soltanto il suo custode prezzolato. Sai, del tipo: Stiamo andando
a cena da Antonia, noi; dovresti rimettere in ordine il bagno e
la camera, per favore. Io non dicevo niente, ma ci rimanevo male,
e gli gettavo maledizioni alle spalle. Jacko sospir e scosse la
testa. E adesso tutta questa propriet. Stavo pensando che forse
non dovrei accettarla.
Per amor del cielo, protest Lee. Ma sei matto? Hai fatto
sentire amato Alvin, ecco quello che conta. A ogni modo, lui voleva
che la casa l'avessi tu. Devi rispettare il suo desiderio.
Immagino di s. Jacko prese posto su uno sgabello di cucina.
Ma sai, a modo suo, Alvin era generoso con me. Mi sono sempre
piaciute le piante e il giardinaggio, cos mi aveva assunto per tenergli
in ordine la propriet, occuparmi del giardino, della manutenzione
e delle riparazioni. Mi presentava agli amici che avevano
bisogno di un giardiniere o di un custode, e in poco tempo mi sono
ritrovato con un sacco di clienti. E non mi ha mai chiesto di lasciare
libero il cottage; ho vissuto l per anni senza pagare l'affitto.
In cambio del lavoro che facevi per lui, vorrai dire.
Be', s. Sai com'era Alvin: a lui piaceva avere tutto a buon
mercato.
Era uno spilorcio, disse Lee.
Gi. Ma io gli devo molto. Tu non hai idea di quanto ero
ignorante quando lo conobbi. Non avevo mai visto un'opera e
pensavo che l'espresso fosse una specie di trasporto aereo. Avevo
preso parte a due commedie di Shakespeare, alle superiori,
senza sapere che lui era bisessuale. Ero un rozzo contadinotto
dell'Oklahoma.
Sul serio? disse Lee un po' scettica, mettendo due pomodori
sul davanzale della finestra, a maturare.
Proprio cos. Jacko sorrise, divertito. Cavolo, io ancora
non riesco a crederci. Immaginavo che probabilmente avrei ricevuto
una lettera dall'avvocato di Alvin con la quale mi diceva di lasciare
libero il cottage per la fine del mese. Rise.
Era quello che si era aspettata anche Lee, conoscendo Alvin,
ma non lo disse. Invece, scartocci tre dozzine di croissant e
brioche assortiti per la prima colazione delle sue ospiti e prese
ad avvolgerli nella plastica per mantenerli freschi. E adesso che
cosa ne farai della propriet? domand. Pensi di venderla,
tutta o in parte?
Jacko scosse la testa. No, e a che scopo? A ogni modo, potrebbe
volerci anche un anno per sistemare l'intero patrimonio, a
sentire l'avvocato. Dopo di che... non lo so. Star a vedere quel
che conviene fare, penso. Fin la birra e pos la lattina. La prima
cosa che intendo fare  sbarazzarmi di quell'orrendo cactus nel
giardino sul davanti. Quello che fiorisce la notte.
S? Alla mente di Lee, si present l'immagine di un goffo,
spinoso, grigioverdastro mostro vegetale dall'aspetto sterile, alto
quasi due metri e mezzo. Ma non sei stato tu stesso a piantarlo?
Neanche per idea. Non vedo lo scopo di qualcosa che rimane
brutto per trecentosessantacinque giorni l'anno. Faceva gi
parte della casa. Alvin non voleva lasciarmelo tirar via, aveva una
specie di strano attaccamento per quell'orrore. Jacko rise di nuovo.
E poi intendo invitare mia mamma a venire a trovarmi, cos
questa primavera non dovr andare a Tulsa.
Buona idea, approv Lee. Jacko andava a trovare sua madre
due volte l'anno, tentando (non sempre con successo) di arrivare
e ripartire senza vedere gli altri suoi parenti, molti dei quali disapprovavano
rabbiosamente lui e il suo modo di vivere. Mi farebbe
piacere conoscerla.
Certo, combineremo. Devo soltanto sgomberare uno dei camerini
del fabbricato in cui sta la piscina e metterci un letto.
Non pu stare nell'appartamento sopra il garage di Alvin?
Ora no. E affittato a quel famoso poeta venuto dalla California.
Gerald Grass, si chiama.
Mai sentito nominare, disse Lee, che, pur leggendo sporadicamente
ma con entusiasmo opere letterarie di donne, non si interessava
minimamente di poeti maschi.
Insomma, aggiunse dopo un silenzio, ora sei un proprietario.
E nel frattempo mise nel frigo un sacchetto di gamberoni in
ghiaccio.
Lo sar, per lo meno. Il sorriso di Jacko si allarg, torn a
spegnersi. L'unica cosa ...
Mm?
Vorrei che non m'avessero fatto quel test, tutto qui. Ora sarei
sulla nuvoletta numero nove.
Mm, ripet Lee, senza compromettersi. Secondo lei, l'ignoranza
non era mai una benedizione. Si figur la nuvoletta di
Jacko, non come vengono di solito raffigurate nei dipinti, ma come
le aveva viste lei sulle White Mountains: una densa nebbia
grigiastra, che bloccava la visibilit. Al posto suo, avrei fatto quel
test al pi presto possibile, pens.
Secondo certi amici miei, avrei dovuto farlo anni fa, disse
Jacko, dimostrando, come a volte faceva, un'apparente capacit di
leggere nel pensiero. Rivolse lo sguardo verso i secchi baccelli dell'albero
che tremolava nella brezza fuori della finestra.
Be', s. Questo lo trovo giusto.
Io no. Avevo un professore, mi ricordo, il quale non faceva
che ripetere che la conoscenza  potere. Ma, da come la vedo io,
con le buone notizie ti rovini la sorpresa. E se la notizia  cattiva,
perch venire a saperlo prima del necessario?
Io, se si trattasse di cattive notizie, preferirei saperlo, obiett
Lee. Nessuno vuole vivere nella nebbia.
Jacko si strinse nelle spalle, sorridendo lievemente. Non era
sua abitudine contraddire qualcuno. Sar, disse, vagamente. A
ogni modo, poteva andare peggio. Potevo avere vent'anni.
S, questo s, convenne lei, aggrottando la fronte, pensando
ai ragazzi che conosceva, in citt, che erano dei ventenni o poco
pi e gi malati o, in un caso, morti.
Stando cos le cose, di qui a quando me ne andr sarei finito
ugualmente. Una volta toccati i quaranta, i quarantacinque,  finita,
perfino per me.
Finita, non diciamo idiozie, protest Lee. Diavolo, io ne ho
cinquantadue; la mia vita non  finita affatto, ci mancherebbe !
Gi, ma io voglio essere ricordato giovane e bello. Jacko
sorrise con indifferenza, come se stesse scherzando. Non voglio
trasformarmi in una vecchia checca, che gira per i bar per rimorchiare.
Con la gente che dice: Non ci crederai, ma un tempo faceva
faville. Non voglio ritrovarmi vecchio e brutto come Alvin. E
cattivo. Sarei anche cattivo.
Ah, ma dai, Jacko, replic Lee, ridendo. Tu non potresti
mai essere cattivo. Non  nelle tue corde.
Ascolta, ribatt lui. Se fossi vecchio, malato e brutto, sarei
una vera carogna, e farai bene a convincertene. Rise. Una cosa
ti dico: non intendo rimanere al mondo fino a diventare come quel
povero Tommy Lewis, spinto lungo la strada su una sedia a rotelle,
agganciato a una macchina per respirare. Appena mi accorger
che per me  finita, io mi levo di torno. Sorrise allegramente.
Sentiamo, come vanno gli affari?
Bene. L'albergo  pieno. Sono sparite due belle spugne da
spiaggia ieri, quelle con i fenicotteri. Tutto qui. Sono state quelle
due di Southampton, della camera grande con balcone.
Ah, s?
Succede sempre. Sono le clienti ricche che si portano via le
cose. Dicono, belli questi teli da spiaggia, lei non ci far caso, che
cosa sono pochi dollari?
Potresti mandargli il conto.
S, potrei anche farlo. A volte ti rimborsano anche, se pensano
di voler tornare. O potrebbero decidere di alloggiare da qualche
altra parte, la prossima volta. Mi sa che lascer perdere e li
metter in conto spese.
Oggi hai un gran bell'aspetto, sai, comment Jacko.
Anche tu, replic Lee, sebbene con minore enfasi. Jacko l'aveva
sempre, un gran bell'aspetto. Bene, la verit, aggiunse, cercando
senza riuscirci di trattenere un largo, imbarazzato sorriso,
 che una novit c'. Credo d'essermi innamorata.
Jacko inarc un sopracciglio. Ehi, dici davvero? Qualcuno
che conosco?
No.
Una dei tuoi tipi prima colazione a letto? Jacko sorrideva,
allusivo. Non era insolito per le ospiti di Lee proporre un incontro
erotico, spesso con la stessa sensualit speranzosa e lievemente
imbarazzata con cui chiedevano un cuscino in pi o un uovo a
colazione. Di quando in quando, lei le accontentava.
No.
Jacko not l'espressione di Lee e il modo come spostava la
stretta sulla bottiglia di acqua tonica, quasi stesse per farsene
un'arma. Scusa, disse. E allora, non vuoi parlarmene?
S, certo. Io... Lei sedette al tavolo della cucina, fece un
respiro, esit.
Okay. Come vi siete conosciute, per esempio?
Be', diavolo, in modo quasi ridicolo. E quasi romantico. L'altro
ieri, ero andata in bicicletta fino alla spiaggia comunale per una
nuotata, ma c'era il cartello per le meduse, cos mi sono messa a
passeggiare lungo il pontile. In acqua non c'era nessuno salvo quella
donna, e a un tratto ha cominciato a urlare. Cos sono entrata in
acqua, l'ho aiutata a tornare sulla spiaggia e le ho spruzzato il solito
prodotto sulla gamba, dov'era stata punta. Ha due bellissime
gambe, lunghe, bianche e lisce, e dei lunghi capelli proprio speciali,
serici, non biondi ma di un castano chiarissimo. Era terrorizzata,
tremava da capo a piedi. Non sapeva delle meduse; credeva
d'essere stata aggredita da uno squalo o qualcosa del genere.
Cos l'hai salvata, e lei ti  caduta tra le braccia.
Lee lanci a Jacko un'occhiata rapida e furiosa. Ma no! Mi
ha ringraziato, e io me ne sono tornata a casa. Non sapevo se mi
sarebbe capitato mai pi di rivederla, ma ieri mattina  venuta lei
qui per ringraziarmi, con una splendida orchidea bianca. Puoi vederla,
 fuori da quella finestra. Indic.
Ah, s. Bella, fu d'accordo Jacko.  un segno, non credi,
quando ti mandano dei fiori? Quel mercante d'auto col quale mi vedevo
una volta, mi aveva mandato una di quelle orchidee che sembrano
un grappolo di grossi ragni marrone, molto rara e costosa, a
sentir lui. Avrei dovuto capirlo subito che la mosca ero io, ma...
Sai, mi ricorda un po' lei quel lungo ramoscello di candidi
fiori vellutati, lo interruppe Lee, fissando fuori dalla finestra.
E poi, cos' successo? domand Jacko.
Niente. Be', tutto, magari. Non lo so. Viene qui oggi a pranzo.
Non ci siamo ancora nemmeno baciate, ma c' tempo. Rimarr qui
per un paio di mesi, ha affittato una casa vicino all'Higgs Beach.
Non so se abbia mai avuto una relazione seria con una donna, ma
spero che non sia contraria. Lee, sempre contemplando il ramoscello
di orchidee, scivol in una sorta di assenza.
Mm, la sollecit Jacko.
Mi assomiglia molto sotto certi aspetti; le piacciono gli stessi
film e gli stessi libri, lavora a maglia e a telaio: si  proprio entusiasmata
quando ha visto il mio. Penso che Key West le far un
gran bene, ha passato tutti gli inverni a morire di freddo in qualche
parte del New England. C' un solo problema,  sposata. Ma
sembra che il rapporto sia pi o meno spento, ormai. Lui  molto
pi vecchio di lei, un professore in pensione.
Ah.
C' un altro particolare piuttosto romantico. Non so nemmeno
come si chiama di cognome. Jenny e basta.
Per la prima volta, Jacko non sorrise comprensivo; si accigli,
invece. Hai detto che il marito  un professore in pensione,
molto pi vecchio?
Oh, s. Di venti o trent'anni, forse. Lei non dev'essere molto
sopra i quaranta.
E sono venuti qui per la prima volta, in una casa di Hibiscus
Street?
S... Tu come fai a saperlo? Li hai incontrati da qualche parte?
Jacko fiss il pavimento, poi fuori della finestra, verso l'anticamera
e, finalmente, guard Lee. Sar meglio che te lo dica,
credo.
Dirmi cosa?
Conosco il nome della tua amica. Jacko distolse di nuovo lo
sguardo, si schiar la gola. E Walker. Jenny Walker.
Walker? Lee aggrottava la fronte.
Alloggiano nella casa di Alvin.
Che cosa vuoi dire? Vuoi dire che lei ... Oh, no.
Dicevi di volerle sempre sapere, le cattive notizie, disse
Jacko, schermendosi come se prevedesse una reazione violenta.
Hai fatto bene a dirmelo. Lee serr le mascelle. Diavolo,
dovrei proprio ringraziarti. Probabilmente mi hai risparmiato un
sacco di dispiaceri.
Lo spero. Ehi, per mi rincresce.
Non  il caso. Lee lo disse con tutta l'indifferenza che riusc
a mostrare. Il mare  pieno di pesci.
Proprio cos, approv Jacko, per il quale gli oceani ne avevano
sempre pullulato. Sorrise, con sollievo.
Con un po' di difficolt, Lee per il resto della visita di Jacko
nascose la sua vera reazione a quella notizia. Una volta rimasta sola,
per, subito si rabbui in volto. Jenny Walker, disse a se stessa.
La prima donna che incontro, da quattro anni in qua, che avrei
potuto realmente amare. Cos bella, cos gentile, una che ha letto
tutti i libri di Willa Cather. Tranne che  sposata con Wilkie
Walker, perci probabilmente la pensa come lui in tutto e per tutto.
Probabilmente vota repubblicano ed  convinta che tutti gli
omosessuali siano dei disgraziati.
Quasi quasi ora le telefono e disdico l'invito a pranzo, si disse
Lee. Tutti quei bei gamberoni sprecati, dopo che sono andata fino
a Stock Island per procurarmeli. Maledizione al diavolo, maledizione!
Si gir verso la credenza, prese dalla pila un piatto sbeccato
e lo scaravent contro la porta della cantina, dove and in pezzi
con un rumore esplosivo.
 quasi una sorta di orribile castigo, pens. Ho detto che se
avessi incontrato la moglie di Wilkie Walker le avrei sputato addosso
e, per Dio, l'ho fatto davvero, mentre eravamo l alla spiaggia.
Le stavo spruzzando quel liquido sulla gamba, e volevo che facesse
effetto in fretta, cos ho sputato saliva sulle dita per aiutarlo
a penetrare. Nella sua mente, si ripresent una vivida immagine
della coscia e della natica in parte scoperta di Jenny: bianche, lisce,
gelate dal mare e striate di scottature scarlatte. S, pens.
No. Non puoi amarla, non devi, torn a dire a se stessa,
aprendo uno sgabuzzino per prendere una scopa e la paletta. La
teoria che com' logico sopravvaluti quelli che hai aiutato, perch
pi sono meravigliosi, pi era meraviglioso e importante aiutarli,
 soltanto una dissonanza conoscitiva. A nessuno piace pensare
d'avere salvato dal panico e dalle meduse una repubblicana
omofobica e codina.
Ma per quanto si sforzasse, Lee non riusciva a sovrapporre a
Jenny la figura di repubblicana omofobica e codina. D'accordo,
era la moglie di Wilkie Walker, quel vecchio bastardo compiaciuto
di s. Era anche bella, intelligente e desiderabile. Il fatto che,
tanti anni prima, avesse sposato Wilkie Walker, non dimostrava il
contrario; altre donne intelligenti avevano fatto analoghi errori.
Mentre raccoglieva nella paletta i frammenti del piatto, i ricordi
si affollavano nella mente di Lee. Ricordava come, sotto l'influsso
del suo immaturo professore di lettere e dello stupido libro di
Wilkie Walker, lei stessa si fosse sposata prima ancora di terminare
il college, allo scopo di combattere la sua nevrotica attrazione per
le donne. A peggiorare le cose, aveva scelto un presbiteriano conservatore
dell'Ohio rurale, che condivideva il parere di Walker sull'omosessualit
come deplorevole malattia, quasi a volere ribadire in
lei il senso di colpa e la determinazione a diventare normale.
Con un sospiro, Lee ricord alcune delle cose dette dal marito,
prima ancora che si sposassero, a proposito di quelli che definiva
devianti, e il disagio di lui quando in un ristorante, durante
la luna di miele, due uomini evidentemente gay erano stati fatti
accomodare al tavolo accanto al loro. Ne ricord i pareri politici,
e l'espressione che aveva mentre, con garbo, le faceva notare che
ai suoi parenti di Brooklyn non sarebbe mai piaciuta una vacanza
in campagna: dando per scontato, vale a dire, che come ebrei di
citt non potevano certo apprezzare l'America rurale degli anglosassoni
bianchi protestanti.
Ricord quanto l'avesse fatta sentire a disagio la famiglia di lui
quando era stata in visita nell'Ohio: l'imbarazzato contrarsi dei loro
lineamenti quando non sapeva il nome di un comune fiore o albero.
Senza dubbio, se avesse approfondito la conoscenza di Jenny,
ben presto avrebbe rivisto quelle espressioni sulla sua faccia.
D'altro canto, poteva darsi che non ci sarebbero state. Poteva
darsi che Jenny non fosse completamente d'accordo con Wilkie
Walker. In fin dei conti, non aveva detto niente di positivo su di
lui, soltanto che non poteva fermarsi a cena da Lee perch doveva
preparare da mangiare per il marito, ma che a pranzo poteva
venire in qualsiasi momento perch lui lavorava tutto il giorno nel
suo studio, limitandosi a consumare un sandwich alla sua scrivania.
Inoltre, quel giorno alla spiaggia, Jenny aveva detto che il marito
l'avrebbe considerata una perfetta idiota per avere male interpretato
il cartello sulle meduse.
Forse Jenny non era una perfetta idiota, se non altro riguardo
a suo marito. Forse, era perfino nello stato di crescente sconforto
e disinganno che lei, Lee, ricordava cos bene dai tempi del suo
matrimonio. Forse quello di cui aveva bisogno era un aiuto nel resistere
alla vischiosa, urticante personalit da medusa di Wilkie
Walker. Forse Lee poteva salvarla di nuovo, da lui.
Aperto il frigorifero, ne tolse i gamberoni, che mise in un tegame
con mezzo bicchiere di vino bianco e una manciata di erbe
fresche. Jenny poteva essere d'accordo con tutto quello che Wilkie
Walker pensava e diceva. Poteva essere perfettamente felice con
lui. Se per non lo era...
Anni addietro, senza un soldo e con le ammaccature lasciatele
dal matrimonio - a terra in tutti i sensi, pur dovendo riconoscere
d'avere assestato a sua volta un paio di buoni colpi al momento
della rottura definitiva - Lee aveva disperato di potersi vendicare
dell'omofobico mondo degli anglosassoni bianchi protestanti.
A quell'epoca, una lesbica ventiseienne senza un diploma e
madre single, proveniente da Brooklyn, non aveva alcun potere in
quel mondo. Ma ora... Be', ora si sarebbe visto.
Spense il fornello e tolse il coperchio dal tegame, scoprendo i
gamberoni, ora non pi grigiastri, freddi e con il guscio duro, ma
di un bel rosa pallido e fumanti.
...
.
...
CAPITOLO 5.
...
.
...
In una calda giornata di febbraio, nell'ultramoderna cucina di Alvin,
tutta giallo vivo e cromature, Jenny Walker contemplava i resti
della cena che aveva dato la sera innanzi, la sua prima a Key
West. Ogni superficie orizzontale era sepolta sotto piatti, tazze,
bicchieri, posate e tegami vari per otto persone, il tutto coperto
dai rimasugli secchi di crema di formaggio fatta in casa, zuppa di
pesce, pollo al limone, insalata di frutti tropicali, torta di formaggio,
tre tipi di vini e liquori vari.
Non era stata un'idea di Jenny, e non era sua abitudine lasciare
i piatti da lavare. Ma dopo che gli ospiti se n'erano andati
Wilkie aveva insistito perch venisse a letto, dandole s e no il tempo
di mettere via gli avanzi, cosa che non faceva da anni.
Era meraviglioso, naturalmente; ma era anche un esempio in
pi del comportamento bizzarro di suo marito nel corso degli ultimi
mesi. Dormiva di nuovo in modo irregolare: quasi ogni notte,
se Jenny si svegliava, scopriva che lui non c'era. Una volta,
quando lei il mattino dopo vi aveva accennato, tornando a domandargli
se c'era qualcosa che lo turbasse, era quasi esploso.
Vorrei proprio che non continuassi a domandarmelo, era scattato,
in un tono che aveva fatto indietreggiare Jenny e ricordare
i petardi di compleanno che tanto la spaventavano da piccola.
Ti preoccupi troppo, sai, aveva poi aggiunto, in tono meno
esplosivo e con un indulgente ma impaziente sorriso, come se
stesse parlando a una bambina paurosa. Era il modo di fare che
usava spesso verso di lei, ora, come se sapesse qualcosa che lei
ignorava, forse qualcosa di spaventoso.
Ma bench Wilkie fosse cos strano con lei, cos incoerente,
sembrava che stesse ritrovando il contatto con il resto del mondo.
Aveva ricominciato a leggere la sua corrispondenza e ad accettare
inviti a scrivere articoli, a tenere e ad assistere a conferenze,
a fare parte di comitati, e senza la preoccupazione riguardo a
compensi e a spese di viaggio che aveva irritabilmente espresso
l'autunno passato. Non ha importanza, cara. Posso permettermelo,
in fin dei conti, aveva detto quando Jenny gli aveva fatto
notare che la lettera riguardo al convegno di Washington non faceva
parola del biglietto aereo.
Wilkie aveva anche acconsentito alla cena della sera prima; e
durante quasi tutto il tempo era stato affabile e animato. Era pieno
di idee e di opinioni: alcune di una positivit quasi stravagante,
come la sua estesa lode del defunto marito di Molly; altre sardonicamente
negative, come nel descrivere il futuro dei boschi
nordorientali. Ma poco dopo le dieci, quando gli altri stavano gustando
brandy e decaffeinato, si era chiuso in un silenzio preoccupato
che aveva indotto gli ospiti ad alzarsi e a dire che dovevano
tornare a casa.
Wilkie continuava a passare la maggior parte del tempo nel suo
studio, ma ora Jenny sapeva che stava lavorando, dato che il luned
mattina l'aveva mandata in biblioteca a cercargli dei libri. La selezione
era bizzarra, tuttavia, e perfino inquietante. I volumi sulle
malattie delle piante, degli animali e degli esseri umani, e quelli sull'agonia
e la morte, significavano presumibilmente che Il faggio rosso
sarebbe stato una tragedia, un avvertimento al mondo; che l'ultimo
capitolo avrebbe spaziato su molte altre perdite ed estinzioni.
Ma come spiegare i libri sulla Corrente del Golfo e su quelle degli
oceani, o quelli sui testamenti e sulla legge del copyright?
Lo avrebbe scoperto presto, perch il giorno innanzi, poco
prima che arrivassero gli ospiti, Wilkie aveva rivelato che Il faggio
rosso era praticamente finito. C'erano un paio di cambiamenti che
lui ancora intendeva fare, ma di l a qualche giorno il manoscritto
sarebbe stato pronto per lei. Oh, che notizia meravigliosa! aveva
gridato Jenny, e d'impulso lo aveva baciato, quasi ridendo di
gioia e di sollievo. Lui non aveva ricambiato il bacio.
Non  che sia in collera con me, cercava di dire a se stessa
mentre raschiava via la zuppa di pesce incrostata sull'orribile e costosa
ceramica art dco verde e arancione di Alvin. E solo che ha
lavorato tanto, anche pi intensamente del solito. Doveva finire
un grande libro, in fin dei conti: forse il suo libro pi importante.
Per questo, probabilmente, era cos strano e distante. Per questo,
da settimane e settimane, il suo silenzio e la sua assenza avevano
pesato su lei come pietra, per questo ogni volta che lei gli si faceva
pi vicina, nel letto, lui si spostava pi in l.
Ma ora, forse, tutto questo era finito. La sera prima Wilkie l'aveva
baciata con ardore e l'aveva quasi trascinata in camera. Ansante
di piacere e di attesa, Jenny lo aveva aiutato a sfilarle di dosso
l'abito da sera di chiffon stampato a foglie marrone chiaro e felci;
gli aveva arruffato i capelli quando si era chinato a baciarle il
seno, gli si era strofinata contro, aveva fatto tutte le cose intime e
affettuose che da settimane aveva bramato fare.
Alla fine, come era talvolta accaduto in quegli ultimi anni, il suo
piacere era stato pi completo di quello di lui. Senza dubbio ne erano
responsabili il gin, il vino e il brandy che Wilkie aveva bevuto, l'ora
tarda, e la fatica di finire il libro. E quel mattino, quando era apparso
cos contrariato e s e no le aveva rivolto la parola, probabilmente
era perch i postumi della serata si facevano sentire. Ma niente
di questo ha importanza, si diceva Jenny. L'importante era che avevano
fatto di nuovo l'amore, e che Il faggio rosso era quasi finito.
E una volta finito, per lei vi sarebbe stato molto da fare: da rivedere
la stesura definitiva; note e citazioni da controllare; illustrazioni
da cercare; didascalie da scrivere; corrispondenza da tenere
con l'agente letterario di Wilkie, con l'editor, con l'agente
delle conferenze... La loro vita insieme sarebbe ricominciata; sarebbe
stata di nuovo piena e soddisfacente.
Avevano attraversato un periodo difficile, questo ora Jenny lo
riconosceva. La loro figlia, Ellen, aveva probabilmente ragione:
Wilkie era stato depresso, o almeno molto preoccupato. E anche
Billy aveva avuto ragione: era stato bene, per Wilkie, venire a Key
West. E per lei, anche. La scusa che aveva addotto si era rivelata
vera: non aveva avuto nemmeno un raffreddore da quando erano
arrivati. Inoltre, aveva fatto una nuova, interessante conoscenza.
No, non una conoscenza, si corresse Jenny: Lee Weiss era gi
un'amica. Era sorprendente, perch Lee era tanto diversa dalle
altre sue amiche, ma cominciava a piacerle quanto la maggior
parte delle donne che conosceva a Convers, e forse anche di pi.
Ma era un genere di rapporto diverso da qualsiasi altro, perch
non aveva niente a che fare con l'essere lei la moglie di Wilkie
Walker. Anzi, Lee non sembrava interessarsi molto a Wilkie, probabilmente
perch poco si curava della natura e dell'ambiente. In
realt, a voler essere sinceri, bisognava dire che Lee era
un'anti-ambientalista, la prima che Jenny avesse conosciuto da anni. Ce
n'erano tante, naturalmente, ma era logico che i Walkers non le
frequentassero molto.
Lee non nascondeva le sue opinioni; pregiudizi, come li avrebbe
chiamati Wilkie. Quando Jenny aveva accennato che probabilmente
suo marito aveva fatto pi di chiunque altro, in America,
per salvare le specie a rischio, Lee non ne era rimasta impressionata.
Il fatto , aveva detto, che io sono cresciuta a Brooklyn.
La principale specie a rischio  l'Homo sapiens. E la Foemina sapiens
lo  ancora di pi.
Ma di certo, aveva protestato lei, piuttosto scandalizzata, era
possibile aver a cuore tanto le persone che gli animali.
Pu darsi, aveva risposto Lee. Ma in genere non  cos che
accade, nella vita reale. Per esempio, metti che ci sia una specie di
brutto pesce non commestibile che si trova soltanto tra la scogliera
al largo di Key West, e tu mi dici che stai cercando di salvarlo
dall'estinzione. Okay, perch no, dico io. Ma poi scopro che vuoi
bandire la pesca e le immersioni con il respiratore, come stanno
proponendo, qui, alcune teste di cavolo. Fai questo, e met di
quelli che lavorano sulle barche a noleggio si ritroveranno senza
lavoro, compresi molti buoni amici miei. Secondo me la cosa importante
da salvare, al momento,  la gente.
Nell'ascoltare quelle osservazioni eretiche, fatte con sorridente
disinvoltura nella cucina di Lee davanti a un meraviglioso pranzetto
a base di gamberoni freschi e insalata di avocado, Jenny era
rimasta a bocca aperta, e si era sentita incapace di replicare.
Sai che cosa diceva sempre mia madre? aveva continuato
Lee. Diceva che nessuno  tenuto a preoccuparsi delle persone
che non ha mai conosciuto quanto della sua famiglia e degli amici.
E immagino che questo valga doppiamente per i pesci.
 stato piuttosto indegno, il fatto che io non abbia protestato,
pensava Jenny mentre finiva di caricare la lavastoviglie e versava
detersivo verde biodegradabile nel cassettino. Mi sono limitata a
dire che non potevo essere del tutto d'accordo con lei, e poi ho lasciato
cadere l'argomento. Perch non sono stata pi energica, pi
esplicita? Se Wilkie fosse stato presente sarebbe rimasto sorpreso,
forse perfino indignato. Mi avrebbe giudicata una codarda.
E in effetti, in seguito Jenny non aveva pi accennato alle idee
di Wilkie con Lee. Ma non era codardia, diceva ora a se stessa
mentre ammucchiava altre pentole incrostate di cibo nel lavello.
Era perch sapevo che i miei argomenti non l'avrebbero convinta
affatto: non ancora, per lo meno. Fino a che non ci conosceremo
meglio, la renderebbero soltanto ostile, forse l'allontanerebbero
addirittura da me.
Un'altra cosa che rendeva Lee diversa dalle amiche che Jenny
aveva a Convers era che non solo non faceva parte di una coppia
ma sembrava che non gliene importasse. Lee un tempo era stata
sposata, ma il matrimonio non aveva funzionato n era durato a
lungo, sebbene lei avesse una figlia adulta a Boston. Poi, per un
periodo aveva vissuto con una donna, ma nemmeno questo aveva
funzionato. Al momento sembrava che non avesse legami di sorta
n volesse averne. E stata sfortunata in amore, e ora vi ha completamente
rinunciato, aveva pensato lei nel venire a sapere queste
cose, mentre io sono stata fortunata e sono sposata con un uomo
famoso. Ma sembrava che Lee non si sentisse sfortunata o addolorata
come le amiche divorziate, vedove o mai sposate che Jenny
aveva a Convers, n che mostrasse di invidiare la vita di Jenny. Finalmente
vivo a modo mio, aveva detto.
Era soddisfacente, sotto un certo aspetto, conoscere qualcuno
che non la valutava di pi perch era la moglie di Wilkie. Per la
maggior parte del tempo, Jenny di questo non poteva essere assolutamente
sicura. Anzi, pensava, a eccezione di Lee Weiss, le sole
persone al mondo che di certo mi apprezzano senza alcun riferimento
a Wilkie sono i miei genitori e i miei figli... e la nostra donna
delle pulizie a Convers che proprio non ha nessuna simpatia
per Wilkie, a causa degli scontri che ha avuto con lui per avergli
spostato delle carte sulla scrivania.
Non che la maggior parte delle persone covasse propositi o si
aspettasse di trarre profitto dal legame di Jenny con Wilkie. Ma da
un pezzo lei aveva notato che, se faceva conoscenze per conto suo,
ben presto quelle cominciavano a parlare di quanto ammiravano
il lavoro di lui, e di quanto avrebbero desiderato conoscerlo. E
quando le nuove amicizie di Jenny conoscevano Wilkie, ogni volta
che questi era nella stanza guardavano lui e non Jenny, e rivolgevano
a lui la maggior parte delle loro attenzioni. Se l'amica era
una donna, a volte si sedeva vicinissima a Wilkie e faceva la svenevole
in modo molto irritante.
Era riposante stare con qualcuno che non si sarebbe mai comportato
cos. Lee non aveva detto neppure una volta che le sarebbe
piaciuto conoscere Wilkie, e quando Jenny l'aveva invitata alla
cena della sera prima lei aveva declinato l'invito, adducendo la
scusa che doveva rimanere all'Artemis Lodge, in caso fossero arrivate
nuove clienti.
Oh, che peccato. Ma forse un'altra volta potrai venire, l'aveva
consolata Jenny.
S, pu darsi, aveva replicato Lee, e in un certo senso in quel
momento era stato chiaro che lei non aveva proprio alcun desiderio
di conoscere Wilkie Walker. Non gliene importa niente di lui,
 amica mia, soltanto mia, si era sorpresa a pensare infantilmente
Jenny. E, considerate le opinioni di Lee sull'ambientalismo, forse
era un bene che non dovessero conoscersi affatto.
Era sempre divertente vedere Lee. Sapeva un sacco di cose
stupefacenti su Key West: sulla sua storia, sugli stravaganti personaggi
che un tempo vi avevano vissuto, o ancora vi vivevano. L'ultima
spiaggia, cos la gente chiamava l'isola, a detta di Lee. Non
soltanto perch era alla fine delle Key, ma perch era l che andavi
quando altri luoghi ti avevano deluso.
Lee aveva fatto la terapeuta, prima di acquistare l'Artemis
Lodge. S. E con tanto di diploma, anche, aveva detto. Ma dopo
un paio d'anni non ne potevo pi. Mi ero resa conto, alla fine,
che rischiavo di passare il resto della mia vita chiusa per tutta la
giornata in una specie di cella, a Brooklyn Heights, per quaranta
ore settimanali e con un diverso tipo di persona infelice che entrava
l dentro ogni ora. E molte di loro non potevo veramente
aiutarle, perch erano impantanate in qualche distruttivo impiego
a New York o in qualche problematica situazione esistenziale,
proprio come lo ero io. Inoltre, presto o tardi quasi tutte finivano
per cadere nel transfert. Si mettevano in mente d'essere innamorate
di me, oppure mi odiavano, o mi vedevano come una madre.
Cominciavo a sentirmi come una grossa spugna intrisa d'acqua.
Non di quelle che si comperano da Fausto, ma di quelle che
i sub portano a riva, gocciolanti d'acqua di mare e di ruvida sabbia.
Quel primo inverno in cui venni a Key West per una settimana
di vacanza, pensai: Ehi, ma  proprio quello di cui tutti quei poveri
gonzi avrebbero bisogno: un po' di luce, di sole e di aria. Poi
pensai: Diavolo, ma  quello di cui ho bisogno anch'io.
Essere stata una terapeuta, aveva soggiunto Lee, poteva far comodo
quando i vicini o le clienti diventavano difficili.  semplice,
aveva spiegato. Tutto quello che devi fare  di ripetere l'ultima
cosa che hanno detto, il che li porta a credere che tu comprenda
e questo disinnesca, in un certo senso, la situazione.
Poich Lee era stata una terapeuta e non voleva conoscere
Wilkie, Jenny aveva creduto di poter parlare di lui senza essere
sleale. Non aveva detto molto, per ora, solo qualcosa sul modo in
cui lui era stato negli ultimi mesi, cosa che la preoccupava. S,
aveva commentato Lee. Da quello che dici, deve avere qualcosa
che lo opprime.
Era facile parlare di qualsiasi cosa, con Lee. Si interessava di
argomenti che lasciavano indifferente Wilkie, anche prima di diventare
cos strano: romanzi e arte, cucinare, decorare, cucire e fare
dell'artigianato. Aveva un grande telaio sistemato in camera sua,
e aveva cataloghi e modelli per ogni sorta di cose che potevi fare
in un clima caldo con filati di cotone, seta e ciniglia di rayon. Aveva
accompagnato Jenny in un negozio di Duval Street che vendeva
quei filati, e le aveva prestato il modello per un maglioncino.
Oltre tutto, Lee era cos attraente; il solo guardarla era un piacere.
Questo non avrebbe dovuto comportare una differenza nei
sentimenti che una persona ispirava, eppure era cos. Era bello osservare
qualcuno che si muoveva con tanta grazia, che aveva una
pelle lustra e abbronzata color caramello e una massa di lucidi capelli
neri che, quando era seduta al sole nella sua ampia veranda,
si accendevano di rosse scintille.
Ehi, salve.
Jenny alz gli occhi dalla pentola che stava sfregando. Sulla
porta aperta che dava nel patio c'era Tiffany (Tiff), l'attuale compagna
del poeta Gerald Grass, che lei e Wilkie conoscevano superficialmente
da anni. Spesso si incontravano a eventi ufficiali, e
lei lo aveva sentito leggere poesie a un paio di raduni pr ambiente
ai quali Wilkie aveva parlato; salvo che non si trattava proprio
di leggere, ma pi che altro di cantilenare. L'ultima volta, Gerry
aveva accompagnato la sua cantilena con tamburi indiani decorati
di penne e perline. A volte veniva intervistato sulla poesia o sulla
protesta sociale alla televisione e da quotidiani e riviste, e appariva
in fotografie con cantanti folk e rock star.
In generale, Wilkie approvava Gerry. Poteva essere un po' ingenuo
e teatrale, ma il cuore l'aveva al posto giusto. Jenny, tuttavia,
non riusciva a dimenticare che dieci anni prima aveva lasciato
sua moglie, che a lei piaceva molto, sostituendola con una serie di
donne sempre pi giovani.
Da una settimana Gerry e Tiff avevano affittato l'appartamento
sopra il garage di Alvin, e avevano preso parte alla cena
della sera prima.
Oh, ciao. Jenny chiuse il rubinetto. Non era particolarmente
compiaciuta di vedere Tiff, che a lei appariva un tipo piuttosto
banale di graziosa bionda californiana, amabilmente priva di interesse.
A cena quasi non aveva aperto bocca, ma aveva bevuto un
sacco di ottimo Chardonnay.
Di', cos'era quella fantastica torta al limone che hai servito ieri
sera, disse Tiff. Da dove veniva?
Be', da qui, direi, ammise Jenny. L'ho fatta io.
Davvero? Dio, io non potrei mai fare niente di simile. Diede
in una risatina quasi infantile. Io mi dicevo che doveva venire
da uno di quei fantastici cataloghi di roba da mangiare. Tanto era
buona, voglio dire.
Grazie, disse Jenny, sorridendo per addolcire il tono della
voce, in cui si rifletteva la convinzione che la sua torta era probabilmente
migliore e pi fresca di qualsiasi torta di catalogo.
A Gerry piacerebbe se io sapessi cucinare cos. Ma io non
riesco a far niente salvo roba semplice. Sai, come hamburger e
spaghetti, aggiunse Tiff, prendendo il sorriso di Jenny come un
invito a entrare e ad appollaiarsi su uno degli sgabelli di cucina
di Alvin, in plastica gialla e cromature. E perfino allora mi capita
di bruciare tutto. Ma quello che dico , se vuole uno chef,
dovrebbe assumerne uno, giusto?
Immagino di s, fu d'accordo in tono neutro Jenny.
Non puoi avere tutto, gli rispondo. Lui qualche volta dice
che si  messo con me perch sono carina, ma io penso che in
realt era per farsi fare gratis la dichiarazione dei redditi. Altra
risatina.
Tu ti occupi delle tasse di Gerry? domand Jenny, sorpresa.
Certo. Posso occuparmi delle tasse di chiunque. Sono una
contabile diplomata.
Ma no! Jenny torn a guardare Tiff: maglietta rossa aderente a
scollatura rotonda, calzoncini bianchi attillati, e biondi capelli crespi.
Tranne che ora sono in vacanza, perci non chiedermi niente.
Non ci penso neppure, replic Jenny, indietreggiando.
Scusa. Non intendevo quello che hai capito.  solo che, in
questo periodo dell'anno, in genere tutti quelli che conosco mi
danno la caccia per avere consigli gratis. E il peggio viene in marzo
e aprile. Voglio dire, tutto andrebbe bene se stessi ancora lavorando,
perch allora potrei dire a tutti di telefonarmi in ufficio.
Mm-hm, mormor in modo vago Jenny. Riapr il rubinetto;
poi, rendendosi conto che poteva sembrare scortese, torn a chiuderlo.
Nell'imbarazzato silenzio che segu si ricord della tecnica
di Lee. Potresti dire a tutti di chiamarti in ufficio, ripet di conseguenza
a titolo sperimentale.
Certo. Tranne che, dopo che ero andata a stare con lui, l'anno
scorso, Gerry mi ha fatto lasciare l'impiego. Diceva che non
poteva sopportare di dividermi con un computer. Deve avere la
mia completa attenzione, dice. Quell'ultima frase venne fuori pesantemente
caricata di sentimenti negativi.
Deve avere la tua piena attenzione, mormor Jenny, lanciando
un'altra occhiata a Tiff e cercando di vederla come la compagna
adatta per un affermato poeta americano sopra la cinquantina.
Le pass per la mente che se c'era qualcosa di meno adatto,
per quella parte, di una bomba di sesso incompetente dal lato domestico,
era un'altrettanto incompetente contabile diplomata.
Mi era sembrata proprio una cosa splendida, quando lo
avevo conosciuto a quella festa, a Los Angeles. Il genere di persone
del cinema che c'erano, l, gli uomini intendo dire, non volevano
altro che parlare di se stessi. E se ti guardavano, non mettevano
a fuoco niente che fosse al di sopra delle tue tette, questo
c'era da aspettarselo.
C'era da aspettarselo, a Los Angeles, fece eco comprensiva
Jenny, ripensando a esperienze che un tempo lei stessa aveva fatto.
Lee ha ragione, pensava intanto: la sua tecnica funziona.
Certo. Ma Gerry era diverso. Era bello quanto tutti gli attori
presenti, lui, ma mi guardava dritto negli occhi, il che mi sembr
meraviglioso, allora. Solo che adesso mi sento come in prigione.
Ti senti... Jenny si ferm e ingoi il resto della frase, essendole
venuto in mente che in fin dei conti lei non era la terapeuta
di Tiffany.
Ma gli uomini sono tutti cos, sai. Pi si credono importanti,
pi pretendono di assorbire il tuo tempo. S, dico: basta guardare
te, vero? Come diceva la signora Hopkins, tuo marito per te  un
impiego a tempo pieno.
Mm. Questa volta, il mormorio di Jenny non fu un assenso.
Riconosceva il tono di Tiff, lei; era quello di una delle tante femministe.
Lo avrebbe riconosciuto prima, se Tiff si fosse vestita o se
avesse parlato in modo diverso.
Di tanto in tanto nel corso degli anni, specie dopo che i figli
erano a scuola fino a sera, molte di loro con intenzioni pi o meno
buone avevano tentato di insinuare che Jenny stava sacrificando
una possibile carriera alle pretese di un porco maschio sciovinista.
Le tenevano predicozzi, le prestavano libri, la invitavano a
unirsi a gruppi di donne che si riunivano per lamentarsi dei loro
mariti. Jenny era stata a una di quelle riunioni, dove aveva scoperto
che in alcuni casi c'era davvero di che lamentarsi, e inoltre che
quando dal canto suo non si lamentava, le altre pensavano che
stesse silenziosamente vantandosi.
In teoria, da persona moderna, illuminata, Jenny sosteneva il
movimento delle donne, e talvolta si era lasciata convincere a mandare
un assegno all'Organizzazione nazionale per le donne. Ma in
pratica il femminismo non aveva fatto altro per lei che farle sembrare
particolare la vita che aveva scelto ed estraniarla dalle sue
amiche. Poteva convenire con loro che non c'era ragione perch la
maggior parte degli uomini non dovesse dare una mano nei lavori
di casa e nella cura dei figli. Ma Wilkie Walker non era come la
maggior parte degli uomini: era unico, lui, insostituibile. Il lavoro
che loro due svolgevano insieme poteva cambiare, e aveva cambiato,
il mondo. Jenny non voleva essere costretta ad abbandonare
quel lavoro in favore di qualche teorica carriera.
Purtroppo, quella convinzione si era messa fra lei e molte donne
che sarebbero potute rimanere o diventare sue amiche. Ma
quando si raffreddavano nei suoi confronti, o mancavano di scaldarsi,
Jenny le perdonava. Non capivano: erano sposate con uomini
comuni interscambiabili, uomini il cui lavoro poteva essere
svolto da qualcun altro, se necessario.
A ogni modo,  stata una cena fantastica, concluse Tiff, forse
accorgendosi del silenzio di Jenny e facendo marcia indietro. E sei
stata cos carina con quel vecchio che aveva versato il vino sul sof.
Oh, una cosa da niente. Il vino non macchia, basta metterci
subito sopra un bel po' di sale.
Ah, s? Non lo sapevo. A ogni modo tu sei stata tremendamente
gentile verso di lui. Magari potessi essere anch'io cos, ma a
volte sono proprio stufa marcia dei vecchi. Oh, scusa, accidenti,
non alludevo a tuo marito. Ma a tutti quei vecchi scrittori barbogi
che Gerry conosce e non fanno che starci d'attorno. O si comportano
come se io non ci fossi, oppure cercano di mettermi le
mani addosso in quel loro modo strisciante, da lumaconi. A volte
ho proprio la sensazione di diventar matta. S, dico, immagino che
la stessa cosa debba capitare anche a te, no?
Be', ogni tanto, ammise a malincuore Jenny. In effetti, non
pi tardi della sera prima, quando lei stava per servire la torta, un
anziano critico d'arte di nome Garrett Jones era venuto in cucina,
le aveva fatto le lodi come cuoca, poi le aveva passato un braccio
intorno alla vita in modo un po' troppo confidenziale e le aveva
dato un bacio umido. Lei non aveva protestato, perch Garrett
aveva evidentemente bevuto molto ed era soltanto un ospite di
passaggio dei Foster; ma si augurava di non rivederlo mai pi.
E le donne sono anche peggio. Si comportano in modo cordiale,
ma per la maggior parte si interessano soltanto a Gerry.
Met di loro, le pi anziane, poco mi sopportano perch io non
sono Cynthia: sai, la sua ex moglie. E le altre ce l'hanno con me
perch impedisco che si struscino contro di lui. Be', immagino
che per te sia lo stesso.
No, non esattamente, disse Jenny, irritata da quella caricatura
dei suoi stessi, recenti pensieri. Cal nel lavello un'altra pila
di pentole e padelle sporche.
E poi, quando dico a Gerry come stanno le cose, mi risponde
che sono ipersensibile, o che sto diventando paranoica. A volte
penso che finir per essere come tutti gli altri vecchi scoreggioni.
Ma via, protest Jenny, permettendo questa volta a un autentico
gelo di entrarle nella voce. Fece scorrere di nuovo l'acqua.
Io mica mi ci adatto, a questo, gli dico. Mica ci resto, se lui
non  mai l proprio per me, ho torto?
Non mi pare, disse Jenny. Apr di pi il rubinetto, e di conseguenza
un po' dell'acqua sudicia e calda nel lavello le schizz sul
prendisole bianco.
Be', a ogni modo, disse Tiff con voce debole al di sopra del
rumore dell'acqua che scorreva sull'alluminio, ora sar meglio
che torni a casa. Ci si rivede, immagino.
S, convenne Jenny senza entusiasmo. Immagino di s.
Arrivato all'angolo di Reynolds Street, Wilkie Walker si volt
per un'ultima, lunga occhiata alla casa. La struttura non gli diceva
niente: in affitto per le vacanze, anonimamente floridiana, circondata
da un muro bianco ricoperto di buganvillea violacea. Ma al
di l di quel muro c'erano le due cose che pi gli stavano a cuore
al mondo: il suo libro e sua moglie.
Mentre sostava sul marciapiede tutto crepe ed erbacce, sotto
una palma, Wilkie si diceva d'avere preso la decisione giusta. Aveva
esitato per un poco, la settimana passata, dopo essersi profondamente
infuriato per avere letto una lettera in cui gli si chiedeva
- anzi, gli si ordinava - di lasciare libero per sei mesi il suo studio
di professore emerito a Convers cos che l'edificio potesse essere
ingrandito per fare posto a un centro di informatica. Per diversi
giorni si era trastullato con l'idea di vendicarsi con l'accusare l'autore
di quella lettera - non per nome, ma in modo che tutti, all'universit,
lo riconoscessero - della morte del faggio rosso. Lentamente
e fatalmente, le sue radici sarebbero morte a causa della costruzione
di una cos orribile assurdit.
Alla fine, per, aveva rinunciato all'idea. Doveva pensare ai
superstiti: la sua famiglia, i suoi amici, i suoi critici, i suoi lettori.
Qualcuno, senza dubbio, avrebbe visto il nesso tra lui e il faggio
rosso. Se lo avesse ritratto come distrutto dalla stupidit umana,
avrebbero potuto pensare che Wilkie Walker fosse convinto d'essere
stato a sua volta spinto alla morte da persone ignoranti e ostili.
In parte quella era la verit, ma lo avrebbe fatto sembrare debole,
forse perfino alquanto paranoico.
Mentre se il faggio rosso veniva abbattuto da una tremenda
tempesta, il massimo che si poteva sospettare era che Wilkie avesse
il dono della precognizione, dato che gli alberi non si suicidano.
Quel giorno, di conseguenza, aveva spostato la versione finale
di quella conclusione bene al centro della sua scrivania, e messo
via le altre. Nel farlo aveva avvertito un certo rimpianto di dover
scartare le altre due versioni, che contenevano entrambe alcuni
brani eccellenti: anzi, tra i migliori che avesse mai scritto. Ma sapeva
d'avere fatto la scelta giusta.
Riguardo a Jenny era meno tranquillo. Aveva progettato di
rendere le loro ultime giornate insieme memorabili e intime, di
farla felice sotto ogni aspetto: acconsentendo perfino alla cena che
lei si era proposta di dare. Ma aveva dovuto rinunciare alle lunghe,
intime, rilassate conversazioni che aveva immaginato di poter avere
con lei a Key West. Il guaio era che, ogni volta che erano soli insieme,
lui era assalito dall'impulso di alludere a quello che aveva
in mente. C'era perfino il pericolo di perdersi d'animo all'improvviso
e dirle tutto, come aveva pi o meno fatto per tanti anni. Al
tempo stesso, era divenuto consapevole di una collera irrazionale
contro Jenny, proprio perch ignorava quello che lui aveva in
mente: irrazionale, s, visto che lui aveva fatto tutto il possibile per
impedirle di saperlo.
E proprio perch c'era riuscito, e Jenny non sapeva che cosa
lui avesse in mente - non poteva neppure supporlo - lei faceva cose
che lo irritavano. Continuava a cercare di sottoporre all'attenzione
di lui eventi nazionali e locali privi di significato o vignette e
fumetti apparentemente umoristici. Proponeva occasioni sociali e
culturali, e voleva farlo parlare al telefono con i figli. Proprio ieri
lo aveva infastidito perch l'accompagnasse a vedere un film, leggendone
a voce alta le recensioni e riferendogli che una qualche
sua nuova amica lo aveva definito meraviglioso. Per un momento
Wilkie si era sentito quasi ostile nei confronti della moglie. Quando
l'aveva guardata, attraverso il tavolo della prima colazione, lei
non assomigliava pi a una versione umana trasfigurata di un topo
delle paludi d'acqua salata. Gli ricordava piuttosto un'altra
creatura ben lontana dalla minaccia di estinzione, che semmai cresceva
di numero ogni anno: il Sorex arareus, o sorice comune, dei
giardini, con la sua vocetta stridente e acuta.
Ma era stata soltanto l'impressione di un attimo. Profondamente
penoso, quel giorno, gli era stato lasciare Jenny senza nemmeno
un segno, e nella sua mente aveva provato molti ultimi discorsi:
frasi casuali che, dopo il fatto, potessero riverberare significato.
Alla fine aveva resistito all'impulso, temendo di crollare, e
le aveva lanciato soltanto un Vado a fare la mia nuotata, ora. A
presto, allora, aveva risposto Jenny, voltandosi appena; e lui aveva
replicato, con voce strozzata: Certo.
Le sue ultime parole... anzi, la sua ultima parola a Jenny, era
stata una bugia. Ma una bugia necessaria. Quello che sarebbe accaduto
ora doveva sembrare un tragico incidente. Perch... no,
Wilkie Walker non era depresso, avrebbero detto tutti: era pieno di
energia e di progetti per il futuro. Non pi tardi della sera prima...
Il giorno innanzi aveva avuto in progetto di baciare Jenny in
modo disinvolto ma intimo mentre si dirigeva alla spiaggia, e magari
di complimentarsi affettuosamente con lei per l'ottima cena e
per quello che lui aveva inteso farvi seguire. Era questo che lo angustiava,
che lo tormentava ora pi dell'occasionale fitta dolorosa
al basso ventre. Non soltanto la sua ultima parola alla moglie, ma
il loro ultimo, significativo incontro era stato falso e privo di significato.
La notte precedente, la loro ultima notte insieme, aveva
avuto in programma di fare l'amore con Jenny. Aveva tentato, si
era sforzato, lo aveva voluto con tutte le sue forze... ma tutto per
niente; peggio che niente.
Tesoro, non ha importanza. Credimi,  stato bello, aveva
detto Jenny quando, borbottando rabbiosamente scuse, si era alla
fine abbandonato, spento, tra le braccia di lei, greve, sudato
fardello di ossa, muscoli e carne inerti. Non aveva dato importanza
a quelle parole. Era logico che lei dicesse cos, per cortesia,
per affetto. In silenzio, si era girato, scostandosi da lei, e aveva
finto di dormire.
In meno di un'ora avrebbe dimenticato tutto questo per sempre;
ma Jenny non avrebbe dimenticato. Quel goffo, umiliante fallimento
sarebbe stato per sempre il suo ultimo ricordo di lui.
Poteva lasciar passare alcuni giorni, tentare di fare nuovamente
l'amore: a ora meno tarda, e sobrio. Ma se poi vi fosse stato un
altro fallimento? Inoltre, quel giorno sarebbe stata l'ultima occasione
di entrare in acqua, almeno per qualche tempo. Secondo la
radio, stava avanzando un massiccio fronte freddo; prima di sera
la temperatura sarebbe scesa notevolmente e forti piogge erano in
arrivo. Se fosse andato a nuotare l'indomani in condizioni del genere,
l'avrebbero preso per matto.
Wilkie guard di nuovo la casa dove Jenny stava leggendo un
libro, ignara di quanto sarebbe avvenuto. Oltre al tremendo shock
e alla perdita, avrebbe avuto molte incombenze. Per esempio, le sarebbe
toccato annullare tutti gli articoli, le presentazioni e le conferenze
che sarebbero state la prova dell'intenzione di Wilkie di
continuare a vivere. Per fortuna, lei ora aveva una nuova amica a
Key West, una tale che era stata terapeuta a New York e che adesso
gestiva l una casa-albergo. Nessuno di quegli attributi la raccomandava
a Wilkie Walker, ma avevano dei vantaggi. Quella Lou?
Lil? - qualcosa del genere - conosceva presumibilmente la scena
locale, e aveva inoltre un addestramento professionale nel trattare con crisi e lutti.
Ehi! Wilkie!
Divenne vagamente consapevole che qualcuno stava gridando
il suo nome. Si gir, e la figura che inviava cenni l in fondo alla
strada fu subito riconoscibile come Gerry Grass, il quale occupava
ora un appartamento nella stessa propriet ed era venuto a cena la
sera innanzi. Il primo pensiero di Wilkie fu di venire richiamato a
casa per qualche emergenza. Ma come Gerry gli arriv pi vicino
divenne chiaro che stava sorridendogli, che indossava calzoncini da
bagno a disegni hawaiani e aveva con s un asciugamano: in conclusione,
che intendeva accompagnare Wilkie alla spiaggia.
L'impulso che Wilkie prov fu di voltarsi e mettersi a correre.
Aveva pi di due isolati di vantaggio, e poteva arrivare al mare molto
prima di Gerry. Ma come sarebbe apparsa una fuga del genere
una volta riferita a Jenny e alla polizia? Sent un'ondata di rabbia e
di amarezza. Fino a quel momento non aveva mai avuto niente contro
Gerry, che aveva incontrato diverse volte in molte occasioni
pubbliche. Aveva acconsentito a includere lui e la sua pupa del momento
tra gli invitati alla cena: pi testimoni c'erano delle sue condizioni
non certo da suicida, tanto meglio, aveva pensato.
Stai andando a nuotare? s'inform Gerry, raggiungendolo ansante.
Wilkie lo ammise, a malincuore; negarlo e tornare indietro
sarebbe sembrato molto strano. Gli pass per la mente che nel
cercare in modo non convenzionale la libert da un futuro di invalidit
e di sofferenze, bisognava comportarsi in modo pi
convenzionale che mai. Atti che potevano passare inosservati se
continuavi a vivere, divenivano pregni di significato se precedevano la tua morte.
Stancamente, cominci a percorrere Reynolds Street in direzione
del mare. Gerry gli trottava accanto, emettendo suoni con la
bocca. In passato Wilkie lo aveva considerato un uomo di discreta
intelligenza e di sane vedute. Gerry aveva recensito con entusiasmo
un paio dei suoi libri, e Wilkie aveva pi di una volta citato
nei suoi scritti le appassionate liriche di Gerry sulla natura.
Ma da quando aveva lasciato la sua gradevole moglie (ammiratrice
di Wilkie di lunga data) e si era trasferito diversi anni prima
nella California meridionale, sembrava che Gerry fosse diventato
una sorta di sempliciotto. Bench Wilkie sapesse con certezza
che era prossimo ai sessanta, la sera prima aveva parlato di s
definendosi di mezz'et, cos da avere l'aria di appartenere alla
maggioranza, proprio come i ricchi parlano di s, definendosi della borghesia.
Vai a nuotare ogni giorno? Ma  fantastico, disse Gerry.
Sai, il mese scorso ho conosciuto un tipo davvero interessante, a
Los Angeles, che raccomanda di farlo. Vede il nuoto come una
forma di meditazione attiva; dice che aiuta a sgomberare la mente
e a sintonizzarsi sui ritmi naturali.
Cretino, pensava Wilkie, lanciando occhiate di traverso a
Gerry. In precedenza, gli era sembrato un esemplare normale di
Homo sapiens. Ora quella prestanza atletica gli suggeriva atavismo.
Non c'era qualcosa della scimmia antropomorfa nelle spalle
spioventi di Gerry, nella mandibola lievemente prognata, e nella
frangia di riccioli spolverati di grigio intorno alle orecchie?
Di', guarda che albero strano: ha due diversi tipi di fiori, comment
Gerry, fermandosi ad abbassare un ramo. Come si chiama?
Hibiscus tiliaceus. Qui lo chiamano mahoe, rispose automaticamente
Wilkie, notando la bassa, scimmiesca collocazione del
pollice sulla mano di Gerry. Genetica, oppure ereditaria? I fiori
nascono gialli, poi diventano rosso scuro.
Il vero problema era: come sfuggire a Gerry, una volta entrati
in acqua? Se avesse potuto mettere rapidamente una certa distanza
tra loro, forse poteva ancora mandare a effetto il suo piano.
Gerry era di dieci o dodici anni pi giovane; d'altro canto, aveva
s qualcosa di atletico, ma certo non il fisico del nuotatore.
Arrivati in vista della spiaggia, Gerry cambi argomento e cominci
a lamentarsi del suo agente. Non gli procurava pi occasioni
interessanti, e i compensi erano molto diminuiti. Forse
avrebbe fatto bene a cambiarlo. Chi si occupava di Wilkie, voleva
sapere, e si trattava di persona che Wilkie poteva raccomandargli?
Be', dipende, replic lui, scontroso, attraversando a grandi
passi la strada. Dovremo parlarne. Povero illuso, pensava. Sei
sulla china, ormai. Il mondo comincia a stancarsi di te, solo che
tu ancora non lo sai.
Il sole era basso in un cielo roseo mentre loro arrivavano al
pontile, e c'era il solito numero di ammiratori del tramonto. Seguito
da Gerry, Wilkie scese i viscidi scalini di legno, si immerse
nel mare freddo e spumoso, che avanzava e si ritraeva, e prese a
nuotare verso il largo.
Ma sebbene Wilkie facesse uso di tutta la sua forza, il suo indesiderato
compagno gli rimaneva accanto con un goffo crawl tutto
spruzzi. Il problema, si rese conto lui, ingoiando una boccata di
acqua salata, era che sebbene avesse nuotato quasi ogni giorno per
settimane, non si era mai spinto molto lontano. Aveva deliberatamente
evitato di aumentare la sua velocit e la sua distanza, rendendosi
conto che maggiore fosse stata la sua resistenza, pi tempo
avesse preso l'intera faccenda, pi aumentavano le probabilit
di un indesiderato salvataggio.
Fantastico, vero? gli grid Gerry.
Wilkie non rispose; gli era chiaro, ormai, che se avesse mostrato
qualche segno di stare per annegare, l'invadente Gerry si sarebbe
trovato abbastanza vicino per cercare di salvarlo. Per la prima
volta in vita sua, prov la tentazione di commettere un crimine
capitale oltre che un suicidio. Forse potrei portarlo con me,
pens. Siamo abbastanza distanti da riva, ora; testimoni non ce ne
sarebbero. Una rapida stretta da dietro per soffocarlo e, con un
po' di fortuna, finiremo sotto tutti e due. Lasciamogli trovare
quell'unit con la natura di cui pontificava ieri sera.
Un gelido impeto di eccitazione sollev Wilkie pi in alto dell'onda
in arrivo, poi lo lasci ricadere. Il piano era troppo rischioso.
Se poi falliva, Jenny poteva trovarsi ad affrontare non un tragico incidente,
ma un marito semiannegato accusato di tentato omicidio.
Gerry, continuando a dare bracciate, non mostrava alcuna
stanchezza, ma ben presto Wilkie sent che il respiro diventava
affannoso; avvertiva il gelo delle onde che gli investivano la testa
e le braccia. Se non fosse tornato indietro subito, rischiava di
trovarsi in difficolt. Rischiava perfino, ignominiosamente, di ritrovarsi
realmente portato in salvo da quella testa di cavolo di scimmia antropomorfa.
...
.
...
CAPITOLO 6.
...
.
...
In una fresca, ventosa serata di febbraio, nel cosiddetto aeroporto
internazionale di Key West, Perry Jackson (noto localmente come
Jacko) era in attesa dell'aereo dove viaggiava sua madre. La squallida
struttura verdognola in calcestruzzo, con i suoi banchi delle
linee aeree e degli autonoleggi e gli espositori di volantini turistici,
era affollata. Oltre ai viaggiatori, a quelli venuti a prenderli o ad
accompagnarli, c'erano autisti di taxi e di furgoni, dipendenti di
caffetterie, di botteghe di souvenir e altro personale vario. C'era
anche un certo numero di persone disoccupate o non impiegabili
che stavano l a bighellonare.
Salvo i passeggeri, erano vestiti tutti in modo casual; per la
maggior parte in calzoncini corti o jeans e magliette. Le magliette
della gente del posto tendevano a raccomandare svariati prodotti
commerciali non dell'isola. Diversi turisti in partenza, in compenso,
portavano magliette che reclamizzavano imprese locali o promuovevano
Key West come luogo di vacanze (New Moon Saloon,
Waterfront Market, Island Paradise, eccetera).
Jacko, in maglietta rossa sbiadita con il logo di un ben noto
fertilizzante, se ne stava addossato alla parete vicino al Cancello 2,
che in realt era l'unico cancello del piccolo aeroporto. Stava
chiacchierando con due conoscenti e appariva come sempre bello
ma preoccupato. Tre giorni prima era stato dimesso dall'ospedale
di Key West dopo un breve ma quanto mai spiacevole episodio di
polmonite virale. Gli antibiotici l'avevano spazzato via in quarantott'ore
ma, bench lui si sentisse fisicamente a posto, era mentalmente
turbato. Quel virus, sospettava - no, sapeva - era il primo
segnale di altri e pi gravi casi a venire. Un segnale di malattia, di
morte. Se lo figurava come un orribile ometto tutto in nero, la faccia
pallida segnata da chiazze purpuree, che scendeva da un aereo
nero e veniva verso di lui, attraverso il Cancello 2.
Sforzandosi di non pensarci, rivolse la sua attenzione a un conoscente
il cui problema erano le lumache tra le sue felci.
Birra, consigli, quando l'altro tacque per riprendere fiato.
Basta mettere fuori dei piattini di birra, la sera, e quelle ci strisciano
dentro, si ubriacano e annegano. Serenamente.
Ma via, vuoi prendermi in giro.
Jacko scosse la testa. Per un istante, si figur i virus nel suo
sangue come torpide lumache mezze brille.
Che tipo di birra? L'amico di Jacko alz la voce per coprire
quella dell'altoparlante che annunciava l'arrivo del volo
della madre di Jacko.
Non ha importanza. Van pensa che gli piaccia di pi la Miller,
ma le mie bevono qualsiasi cosa. Ehi, devo andare. Ci vediamo
dopo.
Mentre i passeggeri arrivavano alla spicciolata, era possibile
dividerli in due specie distinte. Alcuni erano residenti locali che
si erano assentati per un breve periodo: apparivano rilassati e sani
d'aspetto, trasportavano bagagli poco ingombranti e indossavano
panni leggeri per la perpetua estate di Key West. Gli altri
erano turisti provenienti dal Nord, pallidi e indeboliti da mesi di
freddo, di oscurit e da ore di viaggio in aereo. Erano appesantiti
dai bagagli e a disagio sotto strati di pesanti cappotti, giacche,
maglioni e sciarpe. Gi nel clima caldo, al quale non erano
abituati, alcuni cominciavano a sudare e a sentirsi mancare. Ricordavano
a Jacko i disperati e i senza tetto che aveva visto nelle
citt del Nord, che trascinavano o spingevano i loro pochi beni
e indossavano il loro intero guardaroba.
Sorridendo, si fece avanti per abbracciare una di quelle anime
tristi: una donnina graziosa ma sbiadita, sulla sessantina, con ricciuti
capelli grigi e un'espressione dolce e ansiosa.
Mammetta mia! Ce l'hai fatta. In un gesto tradizionale, la
sollev da terra, facendola roteare: come aveva fatto la prima
volta, trionfante, quando, a tredici anni, era finalmente diventato
pi alto di sua madre.
Perry, caro, ansim lei mentre il figlio la posava con garbo a
terra. Avevo una paura tale che tu non fossi qui.
Ma certo che sono qui, disse Jacko imperturbabile. Sua madre
non sapeva che era stato malato n che fosse stato in ospedale,
ma a volte sembrava conoscere cose che nessuno le aveva detto.
Era una sua caratteristica esprimere piccole, insensate paure.
 solo che possono andare male tante cose, sai, con gli aerei.
Oh, grazie. Barbie ha la mia valigetta... Fece un gesto.
Jacko si volt. Dietro di lui, solida e tarchiata, in un impermeabile
imbottito rosa cipria che non le donava affatto, c'era una
giovane donna bionda che lui con sorpresa, e senza alcun piacere,
riconobbe come sua cugina, Barbie Mumpson Hickock.
Ciao, Perry. Ecco... sono venuta anch'io. Mamma voleva che
io, sai com', mi prendessi cura di zia Dorrie. Voglio dire, pensava...
 stata un po' una cosa dell'ultimo momento, capisci?
S, certo. Jacko faceva fatica a sorridere. Bene, benvenuta
a Key West.
Non c' scopo a protestare ormai, pensava mentre scortava le
sue parenti attraverso la folla, verso l'area dei bagagli, o a domandare
perch non l'avessero avvertito prima. Zia Myra, l'odiosa sorella
di sua madre, aveva mandato l la figlia di proposito. E non
solo all'ultimo momento, checch ne pensasse Barbie.
Di nuovo, come cos spesso in passato, zia Myra era riuscita a
scaricare su Jacko la noiosissima cugina. I suoi ricordi d'infanzia
erano pieni di incidenti del genere: scene in cui Barbie Mumpson,
di due anni pi piccola di lui e imbranata congenita, era stata d'ingombro
alla sua vita. Incespicando appresso a lui e ai suoi compagni
nelle passeggiate; stando tra i piedi a tutti nelle partite a palla;
oppure giocando a baseball nella sua squadra, durante le riunioni
di famiglia, e facendosi eliminare dopo tre strike. Nel corso
degli anni, la faccia tonda e malinconica di lei era stata conservata
a svariate et nell'album di fotografie di sua madre: spesso rigata
di lacrime, o deturpata da punture di zanzare o dall'acne.
Su, Perry, stai attento a tua cugina Barbie. Quell'ordine irritante
era echeggiato durante i primi dieci anni della sua vita, e
nei dieci successivi era andata anche peggio. Non appena si era
iscritto alle superiori, Zia Myra aveva cominciato a pretendere che
Jacko facesse da partner a Barbie al corso di ballo e la portasse al
cinema e al ballo della scuola. In seguito erano arrivate le pressioni
perch invitasse sua cugina alle partite di pallacanestro e di
football americano del college e la presentasse a ragazzi interessanti
della sua confraternita.
In fondo non  chiedere molto, caro, diceva sua madre (scimmiottando
zia Myra). Non  come se tu avessi una ragazza fissa.
Sebbene Jacko andasse d'accordo o almeno tollerasse la maggior
parte delle persone, quell'associazione lunga e forzata lo aveva
portato a non sopportare Barbie Mumpson, specie da quando
aveva cominciato a sospettare, nell'ultimo anno di college, che zia
Myra stesse progettando di farli sposare. L'idea lo atterriva, anche
perch sapeva per esperienza che di solito zia Myra otteneva quello
che si era messa in mente. Il terrore che in qualche modo ci riuscisse
era una delle cose che lo avevano indotto a lasciare Tulsa e
a trasferirsi a Key West.
E quindi dove alloggi? domand a Barbie mentre aspettavano
di poter ritirare le valigie.
Mah, Perry, non saprei. Mamma era convinta che tu potessi
metterci tutt'e due in quella casa che zia Dorrie dice che hai ereditato.
Mi spiace.
Be', spiace anche a me, ment Perry. Io vivo nel cottage del
giardiniere, come sempre. La casa di Alvin  affittata fino ad aprile.
Oh, non lo sapevo... La voce di Barbie si spense, o venne
coperta dal rumore delle valigie che cominciavano a cadere sul nastro.
Forse posso trovare una stanza da qualche parte. Non mi
serve niente di lussuoso: posso anche dormire su un divano...
Sul mio no, non ci dormirai, giur Jacko a se stesso, mentre
trasportava le due valigie piccole di sua madre verso il camioncino,
lasciando Barbie a trascinare il suo valigione attraverso l'area
di parcheggio. Ho diritto a un po' di privacy, santo Dio. Il cottage
di Jacko conteneva soltanto una grande stanza, con un soppalco
per dormire a un'estremit e, di sotto, un cucinino e un bagno.
Sebbene lui non lo avesse mai diviso a lungo con nessuno, occasionalmente
aveva ospiti per una notte o per un weekend.
Okay, disse a se stesso Jacko, dovrai trovare un posto dove
Barbie possa stare. Forse Lee ha una camera libera. Subito si avvil
nel contemplare la scarsa probabilit di una soluzione del genere
in piena alta stagione; l'impossibilit di trovare qualcosa di
ragionevole da affittare a Key West alle otto e mezzo di una sera
di fine settimana. E se non fosse riuscito a trovare un posto, l'indomani
avrebbe dovuto comperare un letto e sistemarlo nell'altro
spogliatoio del fabbricato con la piscina.
Possibile mai che dopo tutto quel tempo zia Myra stesse ancora
progettando di accollargli Barbie? Lo sapeva da quindici anni
che lui era gay, ma spesso Myra Mumpson rifiutava di riconoscere
fatti che non le andavano a genio. No, ricord con un sospiro
di sollievo, Barbie era sposata, ora; da un paio d'anni era la moglie
di un uomo politico. Sua madre a volte gli mandava ritagli dal
giornale di Tulsa in cui si vedevano Barbie e il marito fare propaganda
elettorale o presenziare a funzioni ufficiali.
Ma se non era per questo, allora perch? Zia Myra, c'era da
starne certi, non aveva mandato l Barbie solo per badare a sua
madre. Mamma non era odiosamente efficiente quanto la sorella,
ma era certamente in grado di volare fino in Florida per conto suo.
Perci cosa diavolo ci faceva sua cugina a Key West?
Tardi, il mattino seguente, Barbie Mumpson usc dalla stanza
degli ospiti dell'ornatissima casa vittoriana di Molly Hopkins,
a Key West, confusa e trasandata a vedersi, ma in condizioni migliori
di come era apparsa la sera prima, quando Molly l'aveva
accolta. Il tempo si era fatto greve e piovigginoso, e l'umidit
aveva gi reso pi elastici i riccioli biondi di Barbie; la faccia, lavata
e senza pi il suo gessoso fondotinta, presentava delle graziose
lentiggini. Invece dell'orribile completo beige di poliestere
e delle scarpe scollate a tacco altissimo con cui era arrivata, indossava
un semplice abitino di tela rosa e sandali. To', pens
Molly, in verit  molto bellina.
Oh, salve, mi spiace, mormor la ragazza. Mi sa che ho
dormito fino a tardi.
Ha fatto benissimo. Molly trattenne un sospiro che era quasi
uno sbadiglio. Era stanca e irrigidita dai dolori, quel mattino: risultato,
senza dubbio, d'essere rimasta alzata oltre l'ora in cui era
abituata a coricarsi per aspettare Jacko e Barbie. Alla sua et, la
perdita di sonno si faceva sentire. Le va di fare colazione?
Oh, s, certo. Voglio dire, se non  un disturbo.
Ma no, nessun disturbo, disse Molly. Pu prepararsela da
s. Io le mostrer dove sono le cose.
Mi spiace. Barbie si trascin dietro di lei in cucina. Tutto
quello che mi serve, in fondo,  una tazza di caff. E magari dei
cornflakes, o qualcosa?
Cornflakes non ce ne sono, disse Molly, che detestava i cereali
secchi di qualsiasi genere. Ma il caff  gi pronto, e in frigo,
qui, c' del pane per i toast.
Oh, grazie. Mi spiace. Sono cos stupida. Contavo di alzarmi
pi presto, parola.
Perch? domand Molly, desiderando che l'ospite la smettesse
di chiedere scusa.  qui in vacanza, no?
S... No... Barbie prese dal frigorifero uno sfilatino di pane
con l'uva e un piattino di burro. Be', credo di esserlo, diciamo
cos. Ma in realt sono qui per riflettere.
Ah. Molly ricord quello che le aveva detto Jacko al telefono
la sera prima. Ehi,  davvero fantastico che tu possa sistemarla.
Ma ascolta, dovrei avvertirti: mia cugina Barbie pu essere
un peso massimo. Per tutta la vita, fino a che me ne sono
andato da Tulsa, non ha fatto che venirmi dietro e lagnarsi. Non ne
va mai dritta una, per lei, e se le dai il minimo incoraggiamento
dovrai sorbirti tutta la storia.
Si tratta, be', del mio matrimonio, continu Barbie senza ulteriore
sollecitazione.
Ah. Nonostante, o forse a causa dell'avvertimento di Jacko,
Molly avvert un guizzo di interesse. Le va un po' di succo?
Oh, s. Grazie. Barbie se ne serv, versandone un poco, e
bevve, lasciando un orlo arancione attorno alla bocca morbida,
piuttosto larga.
Tenga. Molly le porse un tovagliolo di carta.
Oh, grazie. Mi spiace. Di solito non sono cos imbranata, davvero.
 solo che sono scombussolata, diciamo, per Bob e per tutto il
resto. Nel senso, come dice mamma, che  una grave responsabilit.
Il matrimonio pu essere difficile, osserv in tono neutro
Molly, sebbene lei non lo avesse trovato tale; lei e suo marito lo
avevano considerato piuttosto come una felice alleanza contro il
resto del mondo.
S... No... Voglio dire, certo, immagino che sia cos per tutti.
Ma per me  anche una responsabilit pubblica. Vede, mio marito
 Bob Hickock. Tacque, aspettandosi evidentemente che l'altra
comprendesse. Bob Hickock il ciclone, lo chiamano.
Molly aggrottava la fronte. Una star della musica rock? Un
campione sportivo?
Bob Hickock il congressista, spieg Barbie. E soltanto al
suo primo mandato, a Washington, ma sta gi facendosi un gran
nome. Quasi pensavo che tutti...
In realt io non seguo pi la politica, ormai, disse Molly,
astenendosi in tempo dall'aggiungere, Grazie a Dio. Non dover
pi leggere il Times sette giorni la settimana, con particolare enfasi
sull'articolo di fondo e sulle prime pagine, era per lei uno dei
pochi risultati positivi (forse l'unico) della morte di Howard.
Vede, Bob  destinato a grandi cose. Cos dice mamma, e lei
se ne intende, perch la sua famiglia  stata in politica da sempre.
Bob potrebbe andare molto lontano, dice.  un politico nato.
Quando sta di fronte a un pubblico, lo adorano tutti da morire.
Ma pensa!
Dal primo all'ultimo. Uomini d'affari, o boy scout, o vecchietti
degli ospizi, o quello che . Barbie, che stava ancora reggendo
due pezzi di pane con l'uva, si guard attorno, incerta.
Il tostapane  l.
Oh, grazie. Lei armeggi per metterlo in funzione. Vede,
riguardo a Bob, c' che lui  proprio un bell'uomo. Molto alto, e
con quella voce tanto profonda. E ha i capelli proprio ricci, e poi
quelle sopracciglia cos sexy, che sembrano un po' come due bruchi
biondi. Sembra idiota, lo so. Intendo dire, i bruchi non sono
sexy, eppure su Bob lo sono, mi creda.
Le credo, disse Molly, tutt'altro che convinta.
Mamma gli ha detto che secondo lei dovrebbe farsele regolare
prima di andare in televisione, ma Bob non vuole saperne. Ci
tiene molto alle sue sopracciglia. A volte quasi se le coccola, cos.
Molly, mentre lei dava la dimostrazione, not che le sopracciglia
bionde di Barbie erano quasi inesistenti.
Bene, dev'essere bello essere sposata con una persona simile,
disse Molly, pensando a quanto poco, personalmente, le sarebbe
piaciuto.
Non saprei. Il fatto  che per lui sono una continua delusione.
Non che io lo faccia di proposito, in realt, per... Il
toast scatt in su; lei trasal, arross.
Ecco. Molly fece scivolare il burro verso Barbie.
E... be', come per la faccenda del mangiare, continu Barbie.
Sa, quando avevo quattordici anni ho smesso di mangiare la
carne. Ho sempre amato gli animali, e quindi non mi sembrava
giusto farlo, capisce? Ma poi, un mese dopo che eravamo sposati,
eravamo a un barbecue da mille dollari il piatto, e una giornalista
mi domanda cos' che non va nella mia bistecca, perch non la
mangiavo. Cos glielo spiego il perch, e lei lo scrive sul suo giornale.
Mamma era furiosa. Diceva: Perch non potevi dire a quella
donna che non avevi appetito o che eri a dieta? Reggendo il coperchio
del piattino per il burro di porcellana inglese, che sopra
aveva una mucca, Barbie fissava Molly con aria smarrita.
Perch mai avrebbe dovuto farlo? domand. Non c'
niente di male nell'essere vegetariana.
Be', ma qualcosa c', pare. Voglio dire, per un sacco di gente,
specie nelle zone di allevamento del bestiame, non mangiare bistecche
 un insulto.  quasi, diciamo, poco patriottico. Barbie
rise con tristezza. Il guaio  che, quando qualcuno mi domanda
qualcosa, io non sto l a pensarci. Dico subito la verit, capisce?
Capisco che possa essere un handicap per la moglie di un politico,
disse Molly. Ormai impaziente, tolse le due fette tostate di
mano a Barbie, le imburr e gliele mise su un piatto.
Oh, grazie. Mi spiace. Sono cos stupida oggi...
Perch non si versa un po' di caff? sugger Molly, indicando
la cuccuma elettrica, piena pi che a met. Quando l'artrite si faceva
sentire, come quel mattino, non tentava di sollevare il pesante,
scivoloso contenitore di vetro, ma tirava fuori il liquido bollente con
un mestolo. Era riluttante a mostrare il suo metodo di fronte a un'estranea,
sia pure un'estranea inetta quanto Barbie Mumpson.
Oh, grazie. Barbie vers, poi sedette pesantemente al tavolo di cucina con una tazza di caff cui aveva aggiunto zucchero e
latte in abbondanza. Ehi, questo toast  fantastico.
Una bambina, ecco cosa sei, pens Molly. Forse dovrebbe imparare
a dire ogni tanto una bugia innocua, sugger con voce neutra.
Gi,  quello che dicono tutti. Barbie sospir. Solo che
non me ne viene in mente nessuna. Ma non  solo questo.
Mm. Molly si cal a sua volta su una sedia.
C' che... Barbie masticava pane tostato. Il fatto  che
tutti vanno matti per Bob, cos lui ha tutte quelle opportunit,
naturalmente.
Ti tradisce, tradusse Molly. Capisco.
Cos, quando queste cose succedono, mamma dice che  colpa
mia. Dice che non so come conservarmi l'interesse di mio marito.
Ma via!
Ho tentato, gliel'assicuro. Leggo ogni genere di libri strani, e
sono andata a Dallas a comperarmi quel baby-doll di pizzo argenteo
leggerissimo che la commessa giurava fosse l'ultimo grido.
Non immagina quanto l'ho pagato. Solo che quando Bob me l'ha
visto  stato preso da una crisi di riso e ha detto che avevo l'aria di
essere rimasta impigliata in una ragnatela.
Non  stato molto gentile, disse Molly, facendo uno sforzo
per non ridere a sua volta, o sorridere.
No, convenne Barbie, come sorpresa. Credo proprio di
no. Batt rapidamente le palpebre, come se avesse qualcosa in
un occhio, poi deglut. La verit, vede,  che c' questa persona,
questa Laverna, che lui conosce.  una molto fascinosa,
tant' vero che faceva la showgirl a Las Vegas. Quando Bob era
candidato al Congresso, mi giur che era tutto finito, e che
avremmo cominciato una nuova vita insieme a Washington. Ma
poi il mese scorso ho scoperto che anche Laverna era a Washington,
perch l'ho chiamato al numero che lui aveva lasciato
alla sua impiegata, e ha risposto lei.
Ah, disse Molly, stavolta con maggiore comprensione.
Bob diceva che non era cos. Diceva: Non pensavo anch'io
che Laverna avesse il diritto di visitare la nostra capitale, come
ogni altro patriota americano? E io ho detto s, d'accordo, ma lui
cosa ci faceva a casa sua alle dieci di sera? Poi mi sono messa a
piangere, e lui ha detto: Baby, tu sei isterica. Perch non te ne
torni un poco a Tulsa, e ti calmi i nervi? Cos ho preso un biglietto
d'aereo e sono tornata a casa.
Mm.
Ho pianto per tutto il viaggio, c'era la hostess che non faceva
che portarmi dei Kleenex. Ho detto a mamma che era tutto
inutile, che volevo divorziare. Ma lei dice che dovrei pensarci
su per un po'. E pensava anche che avrei fatto bene ad allontanarmi
dalla citt, perch non si fida di me che potrei lasciarmi
andare e spifferare tutto a qualche giornalista come faccio sempre.
E inoltre, cos potevo venire in Florida con zia Dorrie. Era
un po' come prendere due piccioni con una fava. A mamma piace
quel genere di cose.
Le piace prendere piccioni, ripet Molly, che aveva cominciato
a formarsi un'opinione negativa della madre di Barbie.
S... Come? No,  un... come si chiama? un proverbio.
Certo, disse Molly, riuscendo a mantenere neutra la voce.
Perci che cosa pensa che dovrei fare? Ora Barbie la scrutava
a occhi sgranati.
Be'. Molly fece una pausa. Per la maggior parte della sua vita
era stata considerata una deliziosa testolina matta, e raramente
qualcuno chiedeva la sua opinione su questioni serie. Ma da quando
era diventata anziana, veniva ritenuta saggia: forse un retaggio
di un'epoca precedente, in cui il solo fatto di arrivare alla vecchiaia
suggeriva che eri a un tempo accorta e fortunata.
Mamma dice che prima di fare qualcosa di drastico farei bene
a esserne sicura. Dice che la maggior parte degli uomini  come
Bob. Prima o poi sono infedeli alle loro mogli, se ne hanno
l'occasione. Dice che dovrei pensare al mio futuro, e a come sarebbe
senza di lui. E non c' nessuna garanzia che farei di meglio
la prossima volta, alla mia et.
Ma via, disse Molly, alla quale Barbie sembrava poco pi di
un'adolescente. Quanti anni ha?
Ne ho trentasei. Ed  probabilmente vero quello che dice
mamma. Voglio dire, se lascio Bob, posso dimenticarmelo di andare
a vivere di nuovo a Washington e di essere la moglie di una
persona importante.
Se  questo che vuole dalla vita, disse Molly. E Barbie, lo
sguardo fisso nel vuoto, non rispose. E quindi che cosa pensa di
fare, ora? domand lei, nel modo pi garbato possibile.
Non saprei. Devo pensarci. Mamma dice che se decido di rimanere
con Bob, lei gli dir che deve trattarmi bene.
Pensa che questo avr qualche effetto?
S, forse. In fin dei conti, Bob le deve molto. Una volta fidanzati,
mamma gli stette dietro in tutti i modi. Riusc a raccogliere un
sacco di soldi per la sua campagna elettorale, e gli procur uno
staff molto professionale e conoscenze per fargli fare strada.
Capisco.
A ogni modo, dice, ora abbiamo il coltello per il manico, perch
se la gente viene a sapere di Laverna, la cosa potrebbe davvero
danneggiare la carriera di Bob, tanto pi che lui ha un sacco di
elettori piuttosto bacchettoni.
Minaccerebbe, insomma, di far sapere ai suoi elettori di questa
Laverna? domand Molly, nella cui mente andava formandosi
un'immagine di Myra sempre meno gradevole.
Certo. Be', probabilmente lo direbbe ai media, per fare pi
presto. Ma dice che se Bob diventa ragionevole, ci penserebbe poi
lei a sbarazzarsi di Laverna per sempre.
Davvero? E come?
Non saprei. Ma penso che ci riuscirebbe, se volesse. Conosce
molte persone che possono fare delle cose per lei. Probabilmente
ne conosce qualcuna perfino a Washington.
Molly fissava la sua ospite. Possibile mai che quella giovane
donna cos ingenua stesse parlando di un omicidio? Persone che
fanno cose di che genere?
Be', lo sa. Barbie continu a masticare il suo pane tostato.
Intendiamoci, mica si tratta di qualcosa di drastico, aggiunse,
accorgendosi finalmente del tono e dell'espressione di Molly.
Mamma dice che contro chi viene da un ambiente di quel genere,
c' sempre un'accusa registrata da qualche parte, o qualcosa
nel loro passato che non vogliono far sapere.
Ah, ecco.
Certo. Droga, magari. Oppure Laverna potrebbe essere stata
una prostituta, in passato, pensa mamma. A ogni modo, non 
il genere di persona che un congressista potrebbe sposare, se anche
lo volesse. Sa, in politica c' bisogno di una moglie con una
buona reputazione e con le relazioni adatte.
Come lei, disse Molly, lottando con un altro sbadiglio.
Be', quasi. Tranne che io continuo a non farne una giusta,
come le dicevo.
Si direbbe che sua madre voglia che lei resti con suo marito,
sugger Molly.
S, lo penso anch'io, ammise Barbie. Ha detto che, se non
ero sicura, potevo dirmi che lo facevo per l'Oklahoma.
Ma no! comment Molly, stavolta senza prendersi il disturbo
di mantenere il tono neutrale. E lei si sente tanto in obbligo
verso l'Oklahoma?
Non saprei. La voce di Barbie ora tremolava tra il bisbiglio
e il piagnucolio. Credo di s, in un certo senso. Non sono molto
utile per nient'altro.
Molly non contraddisse la sua ospite; la sua reazione era passata
dalla simpatia a una stanca impazienza. Barbie era quello
che suo marito usava chiamare una vera lagna, il genere di persona
che si crogiola nella depressione e nell'incapacit di cavarsela.
Perch dovrei provare pena per te? pensava. Hai tutto quello che io ho perso: giovinezza, salute, bellezza - o almeno una
certa grazia da bionda grassottella, molto americana - e un futuro.
Ora io vado a sdraiarmi per un poco, disse. Se vuole mangiare
qualcos'altro, si serva pure.
Pi tardi, quello stesso giorno, Jacko parcheggi il suo furgone
davanti alla casa di Molly, nella citt vecchia. Aveva speso buona
parte della mattinata a comperare un letto per sua cugina Barbie,
a trasportarlo a casa, e a vedere di farlo entrare nel padiglione
della piscina di Alvin. Poi, aveva pranzato alla svelta ed era andato
a sbrigare uno dei suoi regolari servizi di giardinaggio, mentre
sua madre faceva un sonnellino.
Salve, disse, quando Molly venne ad aprire. Barbie  qui?
Ora non c'. E andata a fare un giro sul trenino.
Oh, che strazio. Jacko fece una smorfia. Il trenino, o Treno
delle conchiglie, era un'imitazione con motore a benzina di un'antiquata
locomotiva, che trainava quattro vagoni aperti dipinti di
giallo. In realt ce n'erano diversi di quei treni, quasi identici, che
per tutta la giornata portavano turisti a fare il giro dell'isola mentre
il conducente, attraverso un sistema di altoparlanti, descriveva
le bellezze locali.
Vieni dentro, disse Molly, con fare conciliante. Dovrebbe
tornare presto, ormai. Ti va un po' di t ghiacciato?
No. Quel no era quasi un ringhio. Oh, ma s, perch no?
Scusa, sai, sono di umore nerissimo. E stato grande, da parte
tua, tenere Barbie qui per la notte. Non ricordo nemmeno se ti
ho ringraziata.
Ma certo che mi hai ringraziata. Ecco qui. Andiamo a sederci
fuori.
Il trenino, ripet Jacko, seguendo Molly attraverso la casa
e sul terrazzo laterale. Proprio la cosa pi idiota che una come
Barbie poteva fare.
Era molto ansiosa di andarci, disse Molly, che non aveva
mai messo piede su quel treno, sebbene passasse di continuo vicino
a casa sua. Il giorno in cui lei e suo marito si erano trasferiti l
per la prima volta, l'altoparlante aveva richiamato l'attenzione dei
turisti sul grande albero tropicale dalla corteccia tutta scaglie che
cresceva nel loro giardino. Poco pi avanti, alla vostra sinistra, vedrete
un bell'esemplare di uno degli alberi originari di Key West. E
un gombo caraibico, ma quelli del posto lo chiamano albero dei
turisti, perch  sempre rosso e spellato.
La prima volta che Molly e il marito avevano sentito quella battuta
avevano riso. L'avevano riascoltata subito dopo, e poi a intervalli
regolari fino al tramonto. Non serviva a niente chiudere le finestre;
l'altoparlante si udiva benissimo attraverso le mura non isolate della
casa. Cortesi telefonate all'ufficio del Treno delle conchiglie, durante
le settimane successive, non avevano dato alcun risultato; la donna
che rispondeva al telefono, a giudicare dal tono, pensava che Molly
avrebbe dovuto essere onorata di vedere notato il suo albero.
Dopo avere ascoltato quella battuta all'incirca ogni venti minuti
per tre settimane, Molly e il marito avevano discusso e deciso di farlo
tagliare. Ma avevano scoperto che il gombo era una specie protetta;
qualsiasi servizio forestale che lo avesse distrutto si sarebbe visto
togliere la licenza e sarebbe stato passibile di pesanti multe, cos come
gli Hopkins. Un conoscente sugger di versare della candeggina
nelle radici, ma sembrava che al gombo la candeggina piacesse.
Alla fine, dopo avere ottenuto il permesso dall'Associazione
storica di tutela (processo durato a lungo), Molly e il marito avevano
fatto innalzare un recinto che toglieva loro la vista panoramica
e rendeva meno luminoso il giardino, ma nascondeva il tronco
dell'albero. In una giornata memorabile, al termine della stagione,
il Treno delle conchiglie era passato in silenzio.
Ho sistemato una stanza per Barbie nel padiglione della piscina,
disse Jacko. Presto potrai levartela di torno. Pos il
suo bicchiere. E anch'io.
Forse pu fare compagnia a tua madre mentre tu sei al lavoro:
portarla a vedere le attrazioni turistiche.
Jacko scosse la testa. A mamma non piacerebbe. Quello che
vuole, non appena si sar riposata,  di venire a fare del giardinaggio
con me. E straordinaria, con le piante: gran parte di quello che so l'ho imparato da lei.
Ci verr anche tua cugina Barbie?
No, se riesco a evitarlo. Dovr badare a se stessa.
Sembra proprio che sia quello che non  in grado di fare,
disse Molly.
No, eh? Lui rise. Ti avevo avvertita, lo sai, che avrebbe avuto
qualche lacrimevole storia. Quale sarebbe il problema, stavolta?
Be'. Molly fece una pausa, domandandosi se dovesse ripetere
le confidenze di Barbie a un ascoltatore cos poco comprensivo.
Ma senza dubbio le avrebbe udite ben presto anche lui. Devi
provare un po' di compassione per lei.
Chi lo dice? Jacko respingeva quell'imperativo.
Il problema  il marito, soprattutto. Ha una relazione con
una showgirl di Las Vegas. Barbie vuole lasciarlo, ma se chiede il
divorzio lo scandalo dannegger la carriera politica di lui.
Perch gliene dovrebbe importare qualcosa?
Molly si strinse nelle spalle. Non so se a lei importa, ma alla
madre sembra di s.
Oh, gi. A lei s. Jacko si accigli. Zia Myra ha proprio l'ossessione
della politica. Suo nonno era senatore, e lei pensa che
ogni uomo della famiglia debba portare avanti la grande tradizione.
Mi spinse, praticamente, a iscrivermi a legge, ed era furibonda
quando piantai l. E quando poi si scopr che ero gay, voleva mandarmi
da uno strizzacervelli per farmi curare, cos che nessuno venisse
mai a saperlo. Cos avrei potuto diventare senatore anch'io.
Molly soffoc un lieve sbadiglio. Sebbene non fosse ancora
ora di cena, lei gi si sentiva stanca. Tutte queste storie, queste
emozioni, pensava, come gi le era capitato altre volte. Quando
Howard era vivo, tutto le era sembrato naturale; lei ne faceva parte.
Ora, aveva a volte l'impressione di vivere l'epilogo della sua
stessa vita, osservando cose accadere agli altri.
Proprio non ti ci vedo come senatore, comment, con un'occhiata
alla maglietta violacea e ai ruvidi calzoni sfrangiati di Jacko.
E non hai torto. Lui rise. Ascolta, ora sar meglio che torni
a casa; mamma a quest'ora dovrebbe essersi svegliata dal suo pisolino.
Di' per favore a Barbie di chiamarmi, quando rientra.
...
.
...
CAPITOLO 7.
...
.
...
Circa una settimana dopo, nella stanza d'ingresso dell'Artemis
Lodge, Jenny Walker sedeva dietro la scrivania dal piano di vetro
con il suo bravo registro dell'albergo, la pila di dpliant e un vaso
di gigli rossi. Era il suo terzo giorno come impiegata provvisoria a
met tempo di Lee, e anche il suo primo impiego pagato da venticinque
anni a questa parte. Sarebbe stata ben felice di dare una mano
gratis, ma Lee aveva insistito per un compenso. No, diavolo.
Mi sentirei una taccagna, altrimenti. A ogni modo non stai facendo
un favore a me, lo stai facendo a Polly Alter. Era a pezzi, dovendo
lavorare qui e prepararsi per il suo spettacolo il mese prossimo.
Ma in realt, aveva spiegato Jenny, era Lee che faceva un favore
a lei. Se non fosse stata l, sarebbe stata a casa a rimuginare.
Il giorno dopo la cena, Wilkie si era raggelato di nuovo. Rimaneva
tutto il giorno chiuso nella sua stanza, e quando ne usciva era
come se fosse ancora l. Tratteneva l'ultimo capitolo del suo libro
per ulteriori revisioni, cos per lei non c'era niente da controllare
o da commentare o da battere al computer. Quando gli aveva di
nuovo domandato se poteva aiutarlo in qualche modo, le aveva risposto
che quanto prima per lei ci sarebbe stato da fare fin troppo.
Il tono distante e privo di calore aveva indotto Jenny a domandarsi,
non per la prima volta, se il marito fosse in collera con
lei per qualche motivo. Ma quando, con diffidenza, si era provata
a suggerirlo, lui aveva negato. Non essere ridicola, aveva detto,
in un modo che sembrava contraddire la smentita.
C'era qualcosa che non andava, aveva detto Penny a Lee: qualcosa
di grave. Mai Wilkie aveva avuto simili ripensamenti su un libro,
mai si era chiuso in se stesso, tenendola a distanza in quel modo.
Non pi tardi del giorno innanzi il nuovo redattore si era
informato sui progressi del manoscritto, indirizzando il suo biglietto
a Jenny invece che al marito: del quale, lei ne aveva il sospetto,
provava un certo timore, come del resto molti altri.
Jenny, che ora sapeva che cosa volesse dire provare un leggero
timore di Wilkie Walker, aveva con tatto aspettato a riferirgli
quella richiesta fino a dopo cena, quando di solito lui appariva
d'umore pi rilassato. Ma il suo tatto non aveva avuto successo.
Una profonda ruga gli era apparsa tra le sopracciglia, e aveva
usato la frase dannata interferenza. L'interferenza alla quale
si riferiva era, nominalmente, quella del redattore; ma mentre
Wilkie pronunciava con insofferenza quelle parole, a Jenny era
venuto il dubbio che fossero destinate a lei. La sua presenza, per
qualche ragione, gli era divenuta sgradevole, le sue parole lo infastidivano.
Forse, aveva detto a Lee, perch era stata lei a suggerire
di passare l'inverno a Key West. Forse lui detestava starci,
e se la prendeva con lei.
O forse era qualcos'altro che aveva fatto, qualcosa che non poteva
nemmeno ricordare. O qualcosa che lei era, senza rimedio. E
ora il vago timore che aveva assillato Jenny tanti anni prima la riassaliva:
il timore di non essere degna di un uomo come Wilkie
Walker. Come la prima moglie di lui, anche lei non era abbastanza
intelligente: al college non era mai stata una studentessa da pieni
voti. Con poca onest, sapendo che era uno sbaglio, con la falsa
scusa che la cosa non aveva importanza, perch ben presto
Wilkie Walker sarebbe scomparso dalla sua vita altrettanto magicamente
di come vi era apparso, Jenny gli aveva nascosto la debolezza
della sua mente e delle sue votazioni. Poi lui le aveva chiesto
di sposarlo, e allora era stato troppo tardi.
Durante il loro fidanzamento, e per un periodo dopo il matrimonio,
Jenny aveva vissuto nell'angoscia che in qualche modo
Wilkie si rendesse conto di quanto mediocre lei fosse, in realt.
Ora, in quell'orribile lussuosa casa in Florida, quel timore era tornato.
Nella sua ansia, due giorni prima, Jenny lo aveva confidato a
Lee. E se Wilkie avesse in qualche modo scoperto, tardivamente,
quanto lei era mediocre e indegna di lui, aveva detto. Dato che
erano insieme da tanto tempo, probabilmente non avrebbe detto
niente. Si sarebbe limitato ad allontanarsi lentamente da lei, come
aveva fatto in quegli ultimi mesi. Forse, nella sua profonda delusione,
si sarebbe allontanato anche dai figli,  perfino, alla fine,
dalle altre persone.
Lee aveva ascoltato tutto questo in modo attento e serio, come
faceva sempre. Ma quando Jenny aveva finito, invece di fare qualche
mite o rassicurante commento, come al solito, era esplosa.
Tu sei pazza, aveva detto. Che cosa diavolo vuol dire, non
sei degna di Wilkie Walker? Se vuoi sapere come la penso, lui 
maledettamente fortunato ad averti, e se non se ne rende conto, 
un... Lee si era interrotta, inghiottendo qualcosa di pi forte, e
aveva concluso, un perfetto idiota. E tu non sei mediocre. Sei una
delle persone meno mediocri che io abbia mai conosciuto.
Ripensando all'espressione accesa e indignata di Lee, mentre
lo diceva, Jenny sorrise nonostante la sua confusione e infelicit.
Era meraviglioso conoscere una persona come Lee, anche se
non era detto che avesse ragione. Cos dev'essere una persona veramente
amica, pensava Jenny; una che ti giudica migliore di
quanto tu giudichi te stessa. Una persona che ti piaceva davvero;
no, che amavi. Che ti amava a sua volta, quando quelli che avrebbero
dovuto amarti non lo facevano. Sento che a te potrei confidare
qualsiasi cosa, aveva detto due giorni prima a Lee, e tu non
mi diresti mai che sono una ragazza cattiva.
Lo stesso vale per me, aveva replicato Lee, sorridendo: sebbene
a Jenny fosse gi chiaro che, se qualcuno le avesse dato della
cattiva, Lee se ne sarebbe infischiata.
Fuori pioveva di nuovo, per il quinto giorno di fila, e l'aria era
satura di umidit. Da una settimana, il tempo era stato troppo
freddo e umido per una nuotata; e Jenny era uscita di casa quel
mattino sotto una greve e nebbiosa acquerugiola che sfumava i
contorni delle palme lungo la strada. I suoi capelli, che aveva lavato
prima di fare colazione, ancora non erano asciutti. Tir via la
bianca fascia elastica che li serrava a coda di cavallo, e li allarg a
ventaglio sulla maglietta bianca, dove si appoggiarono sciolti,
chiari e lievemente ondulati dall'umidit.
Tre ore per tre mattine fino alle dodici: centootto dollari la settimana,
i primi soldi che Jenny guadagnava da quando aveva ventidue
anni. Non ne aveva bisogno: i Walker avevano un conto in
comune, e Wilkie non criticava mai quello che lei spendeva. Ma il
pensiero di quei centootto dollari le faceva piacere. Ed era un lavoro
cos facile: starsene seduta l e rispondere al telefono, prendere
prenotazioni, occuparsi di qualsiasi piccolo problema le ospiti
potessero avere, e distribuire mappe e informazioni su giri turistici,
negozi e ristoranti.
Secondo Lee, Key West era nel mezzo di quello che lei chiamava
il nostro solito inverno di dieci giorni. Diavolo, a me non
dispiace, aveva detto quel mattino a Jenny. Scaccer magari alcuni
turisti, ma mi d il tempo di riprendere fiato prima che la prima
ondata di studentesse piombi qui per le vacanze di primavera.
Soltanto due delle ospiti di Lee erano state messe in fuga dal
maltempo, ma quelle rimaste erano contrariate e deluse. Fingendo
di scherzare, davano la colpa a Jenny della pioggia. (Ma dia un'occhiata
fuori! Come ha potuto farci uno scherzo del genere?)
Per tutta la mattinata lei aveva fatto del suo meglio per suggerire
attivit alternative: una visita alla fabbrica di profumi o all'acquario;
oppure, se avesse smesso di piovere, al rifugio dei delfini,
o un'escursione in kayak tra le mangrovie, come quella che la madre
e la cugina di Jacko intendevano fare nel pomeriggio. Ma sembrava
che niente interessasse le ospiti di Lee. Questo disturbava
Jenny, e quando Lee a mezzogiorno ritorn lei glielo disse.
Ehi, non prendertela, la rassicur Lee, sorridendo e scuotendo
i folti capelli neri, tra uno scintillio di gocce di pioggia.
Indossava un poncho di nylon color mandarancio che su chiunque
altra sarebbe sembrato pacchiano. Chi brontolava, oggi?
La Bitsy e la sua amica orientale della stanza quattro? Intanto
apr la porta di rete metallica, si tolse il poncho e lo scosse fuori,
in veranda. Che donna splendida, pens Jenny, e come illumina
la stanza!
Loro, s. E quelle due simpatiche insegnanti del Connecticut.
Non volevano fare nessuna delle cose che io suggerivo.
Figuriamoci! Su, non fare quella faccia, non  colpa tua, credimi.
Devi capire che la ragione per cui certa gente viene a Key
West  il non far niente. Potrebbero benissimo ciondolare laggi
a casa, naturalmente, ma il loro Super-io non glielo permette. Specialmente
a certi tipi del New England.
Oh, Lee. Jenny rialz la testa e quasi arross. Non  per
questo che sono venuta, te l'assicuro.
Lee fece udire la sua meravigliosa, profonda risata. Questo lo
so. Non sto parlando dei passerotti come te. Quelli hanno pi che
altro paura dell'inverno, immagino.
In effetti lo temevo, l'inverno, ammise Jenny, e tacque, ricordando
che quello che aveva temuto di pi era l'effetto che
l'accorciarsi delle giornate e il calo della temperatura avrebbero
potuto avere sullo stato mentale di Wilkie. Ma era decisa a non
nominare pi il marito, quel giorno: non voleva diventare una
monotona piagnona.
Bene, a Key West sei al sicuro dall'inverno, disse Lee, con
una voce stranamente sorda. Fortunatamente per me. Si chin
in avanti e per un attimo pos la sua mano calda sulla spalla nuda
di Jenny, sfiorandole intanto la guancia con le sue calde labbra.
 una fortuna anche per me, replic Jenny mentre il telefono
cominciava a squillare. I punti sulla spalla e sulla guancia che
Lee aveva sfiorato ardevano come se vi fosse stato accostato un
fiammifero acceso.
In realt non sempre mi sento al sicuro a Key West, pens,
mentre Lee parlava al telefono, ma qui s.  strano, perch l'albergo
 pieno di gente estranea. Ma sono tutte donne;  questo
che lo rende sicuro. (E stata una delle migliori idee che abbia mai
avuto in vita mia, quella di affittare soltanto a donne, le aveva
confidato Lee la settimana precedente. Nessuna vera violenza,
niente macchie d'urina sui pavimenti dei bagni, niente riunioni rumorose
per tracannare birra e, se proprio si ubriacano, le donne
di solito non sfasciano i mobili.)
Okay, tenga d'occhio le previsioni del tempo e mi faccia sapere.
Lee riagganci e si schiar la gola. Un'altra cliente che
vuole che le garantisca il sole, disse, e rise. Vedi, la maggior
parte della gente non pu ammettere di non voler far niente in vacanza.
Questo perch, secondo il codice morale che quasi tutti gli
americani seguono,  peccato: il peccato di pigrizia e di accidia.
Ma nei luoghi di villeggiatura le regole cambiano. Purch faccia
caldo e ci sia il sole, specialmente se sei vicino all'acqua, puoi liberarti
di buona parte dei tuoi indumenti e startene distesa a non
fare niente per ore e ore, tanto non conta. L'accidia viene ridefinita
bagno di sole, anche se ti metti una salvietta sulla faccia e
ti spalmi da capo a piedi di crema a protezione totale. Perci, se
 nuvolo, tutti si lamentano,  logico.
Mi sa che  proprio cos. Jenny rise.
Certo che  cos. Dai un'occhiata la prossima volta che vai alla
spiaggia o passi vicino alla piscina di un motel. La maggior parte
della gente non  in acqua, ma attorno, lunga distesa. Potrebbero
risparmiare il prezzo dell'aereo e della stanza se se ne rimanessero
a casa, staccassero il telefono e la TV, e si sdraiassero in camera,
o in giardino se facesse caldo abbastanza. E la sera potrebbero
andare in ristoranti costosi, proprio come fanno qui.
Se tu facessi una cosa del genere l dove vivo io, tutti penserebbero
che sei malata, disse Jenny. Malata di mente, intendo dire.
Ah, ma certo. E meno male che  cos. Se tutti si rendessero
conto di quanto  stupido e inutile prendere il sole, per non
parlare di quello che fa alla pelle, probabilmente io andrei in
fallimento. Lee rise. Dai, mangiamo qualcosa insieme. C'
della zuppa di pesce piuttosto buona avanzata da ieri sera, e
posso fare un'insalata.
Oh, non posso. Non oggi, disse Jenny. Debbo proprio tornare
a casa. La prossima volta, magari.
D'accordo. Bene, ci vediamo luned.
Avrei anche potuto rimanere, pensava Jenny mentre scendeva
gli scalini della casa albergo. La verit era che aveva avuto paura
di trattenersi a colazione; paura di ricominciare a lamentarsi riguardo
a Wilkie, e di annoiare Lee, la quale aveva gi poca simpatia
per lui sebbene non si fossero mai incontrati. E paura di mostrare
quanto era importante Lee per lei perch... e se poi l'altra
non l'avesse pensata nello stesso modo? In fin dei conti, Lee aveva
un sacco di amici a Key West; non era possibile che le volesse
bene e avesse bisogno di lei cos come lei voleva bene a Lee e sentiva
il bisogno della sua compagnia.
Pioveva a tratti da giorni, ormai, e l'effetto sul paesaggio era
deprimente. Key West aveva bisogno di sole per sembrare bella,
aveva detto Lee, e aveva ragione; con il cattivo tempo l'isola appariva
scialba, squallida e arrangiata alla meglio. Ora le pittoresche,
bianche casette si rivelavano scrostate e grigiastre; la maggior
parte dei vivacissimi fiori era finita al suolo, e i lussureggianti alberi
tropicali pendevano sopra le strade mal pavimentate come
spinaci appesantiti dall'acqua.
Dato che Key West  costruita su roccia corallina, aveva spiegato
Lee, la pioggia defluisce molto lentamente. Quel mattino,
quando Jenny si era recata al lavoro, dappertutto c'erano grigie
pozzanghere lungo canali di scolo intasati, e i pedoni venivano investiti
dagli spruzzi ogni volta che passava una macchina. In certi
punti, all'angolo tra la United e la Simonton, per esempio, le
strade erano immerse in profondi rivoli di fanghiglia, piene di fradici
rifiuti che vi galleggiavano e con auto a noleggio ferme il cui
motore si era ingolfato.
Invece di andare subito a casa, Jenny si diresse verso la biblioteca
di Key West, un grande edificio intonacato di rosa e circondato
da fogliame esotico gocciolante. Di solito era pi o meno
deserta, ma quel giorno le stanze erano affollate di gente che altrimenti
sarebbe stata alla spiaggia o a passeggio lungo Duval Street
e le sue vetrine. C'era inoltre una popolazione bene identificabile
di senzatetto: uomini e alcune donne che, al fine di evitare la polizia,
normalmente dormivano durante il caldo della giornata su
una panchina o sotto un cespuglio in qualche parco, e rimanevano
svegli la notte, quando faceva freddo. Cinque o sei di quelle
persone, spinte al chiuso dalla pioggia, se ne stavano accasciate
sulle sedie della biblioteca, fingendo di leggere giornali o riviste,
oppure sonnecchiando sfacciatamente.
Jenny si sfil il rigido, inzuppato impermeabile che non avrebbe
mai dovuto portare a Key West. Non soltanto era troppo formale,
ma non riparava dalla pioggia dei tropici, che sembrava arrivare
contemporaneamente da tutte le direzioni, quella orizzontale
compresa. Scosse i capelli umidi, poi, esitante, si avvicin al banco.
A Convers, il personale della biblioteca del college faceva a gara
per esserle d'aiuto; una volta, la signora Ormondroyd e una delle
sue assistenti si erano letteralmente scontrate, nell'uscire da dietro
gli scaffali, reggendo entrambe libri per Wilkie. L era diverso.
La scelta era molto pi misera, e la maggior parte di quello che
Wilkie voleva doveva essere ordinato al prestito tra biblioteche. Il
personale era cortese, ma ben presto era divenuto chiaro che procurare
volumi per un residente temporaneo che si serviva della
tessera di un residente stabile non aveva per loro precedenza assoluta.
Jenny non rimase troppo sorpresa nel sentire che niente di
quanto aveva richiesto era ancora arrivato.
A Wilkie non avrebbe fatto piacere, lei lo sapeva. In passato si
era sempre mostrato tollerante quando un libro o un dato non erano
momentaneamente disponibili. Ma ultimamente si era sviluppata
in lui un'impazienza nervosa, una pretesa che quello che voleva
dovesse apparire immediatamente. Di' che il professor Walker deve
averlo subito, questa settimana, aveva detto quel mattino a proposito
di un certo volume sulle maree, le correnti oceaniche e la navigazione
nelle Key: un argomento senza alcuna relazione, per
quanto Jenny si sforzasse di trovarla, con Il faggio rosso.
Non  giusto, pensava Jenny. Stava facendo tutto quello che poteva,
come sempre, tutto quello che Wilkie le chiedeva di fare. Ma
ora lo faceva senza gioia, e senza soddisfazione. In passato Wilkie
era sempre stato prodigo di lodi e complimenti per qualsiasi cosa,
dalle sue soffici uova strapazzate alla scoperta di una nota in calce
che non si trovava. Tesoro, sei fantastica, le diceva, perfino pi di
una volta nella giornata. Ma adesso era chiuso in s e scorbutico. E
ingrato: il mercoled, quando era tornata a casa con una rivista che
lui voleva, gliel'aveva strappata di mano senza nemmeno un grazie.
A Key West, anche dopo che lei aveva specificamente chiesto
che un libro venisse tenuto a disposizione di Wilkie, capitava che
venisse rimesso sugli scaffali. Con la speranza che fosse accaduto
di nuovo, Jenny si diresse attraverso le scaffalature verso l'angolo
in ombra dove veniva tenuta la Collezione Florida. Ma il vuoto
sulla mensola in alto c'era ancora, il che voleva dire che, al suo ritorno
a casa, Wilkie sarebbe andato in collera. Avrebbe avuto l'espressione
che lei aveva notato sempre pi spesso, ultimamente:
quella che gli aveva visto anche quel mattino a colazione, nella luce
greve e livida che arrivava dal patio, la faccia di un uomo distaccato,
pieno di disappunto, che non aveva nemmeno risposto
quando lei lo aveva pregato di passarle la marmellata di arance.
Credo che si sia stancato di me, aveva detto a Lee un paio di
giorni prima, e per la prima volta Lee non era stata rassicurante.
Tutto  possibile, aveva detto. Gli uomini sono fatti cos.
La lampada fluorescente al di sopra degli scaffali, regolata da
un timer, si spense, lasciando Jenny nella semioscurit. Lei appoggi
la fronte a una fila di libri e cominci a piangere silenziosamente,
nascosta dalle bande di capelli chiari, umidi e serici che le
ricadevano ai due lati del viso.
Ehi, Jenny? Sei tu? La luce al neon si riaccese con un lieve
ronzio, e Jenny sollev stancamente la testa. Vide un uomo di una
decina d'anni pi vecchio di lei con un poncho impermeabile verde.
Era alto, con i capelli ricci biondo-grigi, caldi occhi castani e grandi
orecchie rossastre. Nel metterlo a fuoco, riconobbe Gerry Grass.
Oh, salve, riusc a dire, piuttosto debolmente, spingendosi in
dietro i capelli.
Di'... non stai bene?
Sto bene, s. Inghiottendo un groppo alla gola, Jenny abbozz
un sorriso, rendendosi conto d'avere la faccia umida di lacrime
e gli occhi rossi. Cio, al momento ho un gran brutto mal
di testa, improvvis. La mia solita sinusite. Questo tempaccio,
credo.
Ah,  tremenda, lo so; io, quando vivevo a Ottawa, ce l'avevo
ogni inverno quella che secondo me era sinusite. Ora per penso
che fosse anche la noia, non solo il clima.
S? disse in tono vago Jenny. Vattene, perch non te ne vai,
pensava, e sorrideva in modo meccanico, scoraggiante.
 incredibile, sai, l'effetto che ha qui il cattivo tempo, continu
Gerry, niente affatto scoraggiato. Piove per un paio di giorni,
e tutti si sentono depressi, o rabbiosi, o tutt'e due le cose.
Jenny lo guard, domandandosi se questo valesse anche per lui.
Avrai sentito, immagino, che Tiffany se n' andata, aggiunse
lui, quasi in risposta a quella domanda.
No, non lo sapevo.
L'altro ieri. Pensavo che Wilkie te l'avesse detto.
Non ne ha fatto parola, disse Jenny, aggrottando la fronte,
pensando: A me non dice pi niente,  tanto se mi rivolge la parola.
Ha lasciato Key West, vuoi dire?
Esatto. E ha lasciato me. , diciamo, finita tra noi. Per un
momento, il giovane poeta hippie che Gerald Grass era stato parl
attraverso la sua bocca di mezz'et con una ruvidezza sia aggressiva
che patetica.
Non dirmi niente, pens Jenny. Lasciami in pace, non lo vedi
che anch'io ho i miei problemi? Ma automaticamente le norme di
buona educazione scattarono, in lei. Oh, mi dispiace! esclam,
domandandosi perch quella fosse la solita, quasi l'unica reazione
possibile alla notizia di una separazione. A volte, come ora, la risposta
logica sarebbe stata: Ma no! Congratulazioni.
Gi. Be'...
Mi dispiace, ripet lei, sebbene in realt non fosse affatto
dispiaciuta, e nemmeno sorpresa, che Tiffany se ne fosse andata.
La sola cosa che la sorprendeva lievemente era l'evidente dolore
di Gerry. Se avessi vissuto io con Tiffany, pensava Jenny, non avrei
visto l'ora che se ne andasse.
Doveva accadere, immagino. Il rapporto era, come si 
espressa lei, completamente fottuto.
Per favore, potreste parlare un po' pi piano? Era una delle
bibliotecarie, che sussurrava al loro indirizzo dall'estremit dello
scaffale. Altre persone stanno cercando di leggere.
Mi spiace, si scus di nuovo Jenny, abbassando la voce, e
rendendosi conto che questa volta la frase era sincera.
A ogni modo, l'altro ieri lei ha tagliato la corda, disse Gerry,
senza abbassare la sua.
Ma tu rimani a Key West, mormor Jenny, facendo l'atto di
avviarsi nel tentativo di mettere termine alla conversazione.
S. Per un po', almeno.
Per favore. Era di nuovo la bibliotecaria.
Oh, al diavolo. Senti, ti andrebbe di mangiare qualcosa da
qualche parte? bisbigli Gerry. Io devo rimanere nei dintorni
in attesa che quelli della copisteria finiscano il manoscritto che gli
ho appena dato.
Be'... cominci a dire Jenny, formulando mentalmente un
cortese rifiuto mentre contemplava i riccioli umidi di Gerry, la sua
espressione triste, da cane bastonato. Ma in quel momento le
torn in mente un vecchio detto di sua madre: Cara, ogni volta che
ti senti a terra, la cura migliore  fare qualcosa per qualcun altro.
Va bene. Perch no?
Quello  un airone bianco, disse in tono monotono la guida
del kayak di testa nella sua nasale pronuncia della Florida centrale.
La piccola, malinconica vedova che sedeva dietro di lui, pagaiando
debolmente, non fece commenti. Ma sua nipote Barbie,
una giovane donna formosa e un po' sfatta, in felpa rosa con su
stampigliato un procione, grid: Oh, davvero?
Wilkie Walker, che pagaiava il secondo kayak con l'assistenza
volonterosa ma impacciata di Barbie, si accigli. Non era un ornitologo,
lui, ma sapeva benissimo che l'uccello fermo tra le secche
alla loro sinistra non era un airone bianco, ma un'aigrette. In qualsiasi
precedente periodo della sua vita avrebbe corretto l'errore,
avrebbe provato soddisfazione nel correggerlo. Ora non gliene
importava un corno. La sola cosa di cui gli importasse era riuscire
a far passare i giorni e le notti in attesa che il tempo cambiasse e
lui potesse fare la sua nuotata finale nell'oceano. La pioggia era
cessata per il momento, ma grevi e fredde nuvole plumbee ancora
pendevano basse sopra le Key.
Wilkie non si era mai sentito particolarmente attratto verso i
mammiferi o le piante acquatiche: secondo un astrologo dilettante
che aveva avuto una volta la sfortuna di conoscere, questo era
spiegato dal fatto che non c'era acqua nel suo tema natale. Aveva
preso parte a quella gita non per interesse, ma tanto per ammazzare
il tempo. Via via che una fredda giornata di pioggia seguiva
un'altra fredda giornata di pioggia, i suoi nervi stavano cominciando
a logorarsi, e cos la sua resistenza. A volte pensava che se
avesse dovuto starsene a sedere nel suo studio per un'altra ora
avrebbe messo fine alla sua vita in qualche modo fiacco e meno
elegante, che includesse gas o sangue.
Il pomeriggio precedente, incapace di starsene nel suo studio,
era andato nel soggiorno e aveva trovato Jenny seduta sul sof, intenta
a sferruzzare qualcosa di informe e di grigiastro che, gli aveva
spiegato, col tempo sarebbe diventato un maglione per lui: maglione,
s'intende, che lui non avrebbe mai indossato. Di l a pochi
giorni, dopo la sua tragica fine, lei lo avrebbe messo da parte. Ma
probabilmente non per sempre. Jenny era una donna dotata di
senso pratico; non tollerava gli sprechi, e non aveva mai mancato
di portare a termine un compito al quale si era dedicata. Non era
da escludere, era perfino probabile, che un giorno, forse di l a mesi
o perfino anni, riprendesse in mano quei gomitoli di lana e completasse
il progetto. Qualcun altro, probabilmente loro figlio Billy,
avrebbe indossato il maglione grigio.
Ma poteva essere sicuro che sarebbe stato Billy? Jenny era
una donna ancora relativamente giovane. Morto lui, sarebbe stata
ancora bella, aggraziata e affascinante, cuoca e padrona di casa
ammirevole, ricercatrice e redattrice dotata. E sarebbe stata
ben fornita di mezzi; a questo avrebbe provveduto lui. Sicuramente
avrebbe avuto dei corteggiatori. Non era improbabile che
si risposasse, Wilkie se ne rendeva conto, non per passione - non
era nel suo stile - ma per affetto, solitudine, bisogno di compagnia
e di protezione. Jenny, sotto molti aspetti, era una donna all'antica.
Era una delle cose che amava in lei, e che aveva - era
pronto ad ammetterlo - assecondato e coltivato. Ma una volta
scomparso lui, l'avrebbe resa vulnerabile.
Un'onda di fredda, oscura gelosia si abbatt su Wilkie, rendendo
maldestro il suo successivo colpo di pagaia, che mand una
corrispondente, bench pi piccola, onda d'acqua salata dentro il
kayak e addosso a Barbie Mumpson. Scusi, mormor lui, rivolgendole
appena un'occhiata.
Ah, non  niente.
Wilkie aggrott la fronte. Si rendeva conto d'avercela con tutto
e con tutti - perfino sua moglie - perch loro sarebbero rimasti
in vita mentre lui sarebbe morto. Al momento, per esempio, ce
l'aveva con Barbie Mumpson, con la zia, e con la guida della gita.
Ma soprattutto ce l'aveva con Perry Jackson. Era stato Jackson, il
custode della loro casa d'affitto, a circuirlo perch prendesse parte
a quell'escursione. Sua madre e sua cugina Barbie erano venute
a trovarlo, aveva detto, e lui aveva fissato per loro una gita al rifugio
dei delfini, a Sugarloaf Key, e poi un giro tra le mangrovie; non
gli avrebbe fatto piacere prendervi parte?
Non era stata la cortesia a suggerire quell'invito, pensava ora
Wilkie. Quello che Jackson cercava era qualcuno con una macchina
che potesse scarrozzare le sue noiose parenti per le Key, risparmiandogli
di doverlo fare personalmente. E lui, Wilkie, aveva acconsentito
al solo scopo di allontanarsi per qualche ora dal suo studio.
La madre di Jackson, Dorrie, sembrava una donnetta tranquilla
e innocua. Ma la cugina Barbie si era rivelata quasi immediatamente
un'ammiratrice del genere pi espansivo. Wilkie Walker!
aveva strillato tra l'imbarazzo e l'agitazione quando era avvenuto
l'incontro. Lei  Wilkie Walker, s, dico, proprio lui, proprio non
posso crederci! Lei  stato il mio eroe fin da quando ero una bambina.
Ho letto tutto quello che ha scritto... E ora sto per fare una
gita con lei per ammirare la natura. Non posso crederci!
Per arginare quel torrente di esclamazioni, Wilkie aveva annunciato
che non desiderava parlare mentre guidava: l'ultimo lungo
tragitto in auto che avrebbe probabilmente mai fatto, pensava
intanto. Era anche riuscito a evitare Barbie alla vasca dei delfini,
dove erano stati accompagnati da una del personale che Perry
Jackson conosceva.
Barbie, naturalmente, aveva insistito per rivelare l'identit di
Wilkie alla loro guida, una donna alta, atletica, attraente, di nome
Glory Green, in jeans e maglietta di cotone, con una coda di cavallo
grigia e niente trucco: un tipo familiare a Wilkie. Tra l'evidente
delusione di Barbie, la signora Green era parsa poco colpita
da quella notizia. Forse, aveva pensato Wilkie, non lo aveva mai
sentito nominare; oppure non approvava quello che ne sapeva.
Sempre pi spesso, in fin dei conti, le cose stavano cos. O forse
erano soltanto i modi freddi e inespressivi di lei, perfino quando
descriveva il lavoro che si faceva l al rifugio.
Barbie Mumpson, tuttavia, compensava quella freddezza. Si
sdilinquiva sentimentalmente e dava voce allo sdegno per i delfini
feriti. Inorridiva nell'ascoltare le loro singole storie; com'erano
stati districati da reti da pesca o liberati da acquari dove venivano
costretti con la fame a eseguire giochi per il pubblico.
Wilkie, che si teneva un po' in disparte, osservava le manifestazioni
di Barbie: a modo loro tanto automatiche, pensava, quanto
le prestazioni dei delfini. Aveva sempre avuto sentimenti
contrastanti nei riguardi di luoghi come quello. Naturalmente era favorevole
alla conservazione della specie, e la maggior parte delle
organizzazioni che lavoravano per allevare e reintrodurre individui
nel loro ambiente naturale aveva la sua piena adesione. Ma ne
aveva anche visti di quelli che erano soltanto zoo ambiziosi o parchi
a tema... o peggio, teatrini per dubbie raccolte di fondi.
C'era sempre un potenziale conflitto di interessi in ogni istituzione
benefica, dato che direttore e personale dipendevano per il
loro sostentamento da un continuo rifornimento di individui sfortunati
che l'istituzione era tenuta ad aiutare. Gli assistenti sociali
hanno bisogno di clienti; quelli che assistono i drogati hanno bisogno
di tossicomani, e lo stesso valeva per le imprese che soccorrevano
gli animali. Se dagli acquari fossero stati banditi i delfini e
tutte le reti fossero state biodegradabili, il rifugio che avevano visitato
quel mattino sarebbe stato costretto a chiudere. Nel frattempo,
quando il rifornimento di individui danneggiati scemava,
vi sarebbe stata una naturale tendenza a tenerli in cura il pi a lungo
possibile, a coccolarli e a trattarli come animali domestici.
Wilkie era rimasto lievemente sorpreso di scoprire che Glory
Green, a differenza di molte guide del genere, era evidentemente
consapevole di simili argomenti.
S, aveva detto in risposta alle inorridite domande di Barbie.
Succede di continuo. Se non fosse cos, ci toccherebbe chiudere...
No, in sostanza non possiamo fare niente in proposito. Dobbiamo
aspettare fino a che sono sofferenti al punto che gli acquari
non li vogliono pi. Il suo tono era cupo ma contenuto, come
se lei avesse visto tanta di quella crudelt verso i mammiferi da esserne
ormai logorata, proprio come ne era logorato Wilkie.
Ma poi, quando i delfini si rimettono, possono tornarsene in
mare, aveva suggerito ansiosamente Barbie.
S, di solito ci tornano. Tutti salvo Lady Edna. Glory
Green aveva indicato un grosso, lento delfino che l nei pressi
fiutava l'orlo della vasca, lentamente immergendosi e riaffiorando,
come se eseguisse qualche antica routine. Lei si  fermata
troppo a lungo e si  abituata a trovare il pasto gi pronto.
Ormai  troppo tardi, per lei.
Oh, no! aveva detto Barbie. Intende dire che non potr
vivere mai pi in mare aperto?
No, Glory aveva scosso la testa. Non potrebbe farcela, ormai
non pi.
Oh, che cosa triste. Pensa che le dispiaccia molto? A Barbie
ora tremava la voce. Crede che il mare le manchi?
Un tempo lo pensavo. Ma ora credo che non sapremo mai
che cosa provano realmente gli animali. Glory aveva lanciato uno
sguardo a Wilkie Walker con un'espressione che suggeriva familiarit
con i primi e pi popolari libri di lui, e forse anche un'opinione
critica in proposito. A volte mi dico che probabilmente
non ricorda com'era la vita in pieno oceano. Quello che conosce 
qui. Quando vivevo nel Sud della California vedevo un sacco di attori
ormai in declino, un po' come lei. Vecchi guitti decisi a rifare
un'ennesima volta il loro numero, terrorizzati all'idea di lasciare
Los Angeles o di accettare un vero e proprio impiego. Non si pu
non provare pena per loro. Di nuovo, con indifferenza, lanci
uno sguardo a Wilkie.
Ha parlato di me, anche se non lo sa, pensava ora Wilkie mentre
pagaiava attraverso i corsi d'acqua tortuosi e poco profondi tra
le mangrovie, cercando per quanto era possibile di non ascoltare
la monotona solfa della guida. Probabilmente, nemmeno in luoghi
selvaggi potrei cavarmela da solo, ormai. Sono anch'io un vecchio
rudere come quel grasso delfino di Lady Edna. Questo provo, ora,
quando mi trovo davanti a un pubblico: che sto soltanto rifacendo
un'ennesima volta il mio numero.  tempo, e pi che tempo,
di ritornare nell'oceano.
Oh, sta uscendo il sole! squitt Barbie Mumpson mentre
una luce dorata irrompeva attraverso la pesante, umida coltre di
nuvole, inondando la scintillante acqua cristallina e i lucidi, splendenti
gruppi di mangrovie. Fantastico, vero?
Wilkie non rispose. A lui, la scena sembrava falsa e chiassosa,
come un album da disegno di un bambino colorato con matite da
poco prezzo. Avrebbe preferito che la giornata rimanesse plumbea,
pi consona al suo stato d'animo.
Gli animali sono fortunati, pensava, non per la prima volta.
Posti come quel rifugio per delfini, al massimo, mantengono in vita
soltanto alcuni individui oltre il loro tempo naturale. Mentre gli
esseri umani, nei cosiddetti Paesi civili, sebbene vecchi, malati,
malmessi e incompetenti, vengono preservati. Risultato, il mondo
 gravato dal peso di una popolazione che in epoche precedenti,
pi naturali, avrebbe cessato di esistere gi da anni. Individui infelici,
senili, sofferenti vengono fatti sopravvivere oltre il loro naturale
arco di vita, in qualche istituzione patetica come il ricovero
per vecchie vacche ossute e malate che aveva visto in India.
Noi siamo gli animali sacri di questo mondo, aveva pensato allora,
adorati e curati perfino quando dovremmo essere morti: preferiremmo
di gran lunga essere morti. Ecco quel che sarebbe accaduto
a lui, se non fosse uscito di scena in tempo. Ma lui sarebbe
uscito di scena in tempo. Poteva essere questione al massimo di
pochi giorni, ormai.
Oh, guardate l! strill Barbie dalla prua della canoa.
Cos' quella grossa cosa l vicino all'albero, che si muove appena
sotto la superficie dell'acqua?
Vediamo. Nell'altro kayak, la guida pagai all'indietro.
Non saprei... potrebbe essere un tricheco. Per la prima volta,
parlava con voce non da guida, con reale interesse verso i suoi
ascoltatori.
Che cos'?
Be', ecco,  una specie di pesce enorme, sa. Ama le acque calde.
Il tricheco non  un pesce,  un mammifero, disse con impazienza
Wilkie, strappato dal suo torpore. Diresse con calma il kayak
verso riva. E imparentato con il dugongo dell'Oceano Indiano.
Urca, quasi bisbigli Barbie mentre si facevano pi vicini.
Guarda, zia Dorrie, lo vedi? Quella specie di cosa grigio-dorata a
forma di... di una gigantesca patata al forno, l sotto le mangrovie?
Certo, cara.  vivo?
Oh, s. Cio, credo.
Wilkie gemette silenziosamente tra s. L'ultimo giorno della
mia vita, molto probabilmente, e devo passarlo impantanato in
una palude della Florida con due stupide.
 vivo, eccome, disse la guida, abbassando la voce mentre
si avvicinavano.
 tremendamente grosso, vero? mormor nervosamente
zia Dorrie.
Possono arrivare a pi di dieci quintali, certuni. Ma non
deve preoccuparsi, sono vegetariani. Mangiano solo alghe e roba
del genere.
Oh, uau! mormor Barbie, estatica.
S, era decisamente un tricheco, e piuttosto grande: anzi, il primo
che Wilkie avesse mai incontrato fuori da un acquario. Poteva
vederne la larga maculata pelle grigio-oro sotto il torpido flusso
dell'acqua color t, e il lento movimento della sua pinna di coda
mentre scavava tra le canne erbose.
Scivolavano pi vicini alla riva, quasi silenziosamente, ora, e
qualcosa - forse l'ombra del kayak sulla sabbia - spavent l'animale.
Con un improvviso, impensato scoppio di velocit, schizz
via, in una scia di bolle e di turbolenza, facendo dondolare pesantemente
l'imbarcazione.
S, era proprio un autentico tricheco della Florida, disse
la guida, quasi con un senso di stupore. Non se ne vedono molti
qua intorno, al giorno d'oggi. Quand'ero bambino io, ce n'erano
dappertutto.
Davvero? disse Barbie. Come mai se ne sono andati?
Be', non credo che se ne siano proprio andati. Per lo pi sono
morti. Sa, sono piuttosto stupidi. Continuano a venire presi
nelle reti, o fatti a pezzi dalle eliche delle barche. Quel bestione l,
si vedevano le cicatrici che aveva addosso.
Oh, che cosa triste, gemette Barbie.
E poi, non si riproducono pi come una volta. O quando lo
fanno, un sacco di volte i cuccioli si ammalano e muoiono. Be', a
ogni modo uno l'avete visto, oggi. Una nota di stupido autocompiacimento
era entrata nella voce dell'uomo, quasi avesse progettato
lui l'intero episodio. Potete raccontarlo agli amici, a casa...
Ehi, signora. Sta male? Si rivolgeva alla madre di Jacko, che si era
accasciata in avanti, nella prua del suo kayak, lasciando la pagaia
trascinarsi inutilizzata nell'onda salmastra.
No, grazie... io... disse stridula la voce di Dorrie in una serie
di respiri affannosi; Wilkie non riusciva a vedere in faccia la
donna. Tra un attimo mi passa... solo un po' di nausea...
 un po' agitato, ora. Il vento si sta alzando, convenne la
guida. Be', tenga duro, okay? Tra cinque minuti saremo di ritorno
all'attracco. Affrett i colpi di pagaia, spingendo in avanti il
kayak attraverso le aperte e ora mosse acque del Golfo.
Dorrie non rispose; invece, parve accasciarsi ulteriormente.
Nell'altro kayak anche Barbie aveva smesso di pagaiare e, immobile,
fissava davanti a s.
Ha il mal di mare anche lei? domand Wilkie, cercando
senza riuscirci di sembrare preoccupato anzich irritato.
No, io sto bene, disse lei. E credo che nemmeno zia Dorrie
abbia il mal di mare.  stato quello che ha detto quell'uomo sui
piccoli dei trichechi che muoiono, perch lei  sconvolta per
Perry. Be', lo sono anch'io, ma per me non  cos grave, perch io
non sono sua madre.
Risparmiami i particolari, pens Wilkie; ma Barbie non ud
quella silenziosa richiesta.
 stata cos fin da quando Perry ci ha detto d'essere stato tanto
male, l'altra notte. Insomma, non che per ora sia proprio malato,
ma lo sar, perch  questo che succede quando si  sieropositivi.
Barbie torn ad alzare il suo remo e diede una pagaiata maldestra.
Scusi, ora era Wilkie che aveva smesso di pagaiare. Stava forse
dicendomi che Perry Jackson, il nostro giardiniere, ha l'AIDS?
Be', ecco, s. Non lo sapeva? Perry diceva che qui lo sanno
gi tutti.
No, non tutti, scatt Wilkie. La sua reazione immediata alla
notizia era di paura: non per s, ma per Jenny. L'uomo era entrato
e uscito da casa loro, per le pulizie, tutte le settimane. Era
possibilissimo che avesse lasciato qualche macchiolina di sangue,
qualche secrezione... Ma non doveva diventare paranoico: il virus,
lo aveva letto molte volte, non poteva sopravvivere pi di qualche
secondo all'esterno. Jenny era al sicuro. Solo Perry, proprio come
lui, era condannato a morte.
Mi sento cos strana e confusa, disse improvvisamente Barbie,
fermando di nuovo la pagaia. Voglio dire, continuo a pensare
a Perry, e mi sento a terra. Ma poi penso che ho visto un tricheco,
e ne sono davvero felice. E mi  capitato di conoscere lei, e
anche questo  meraviglioso. So che mi ricorder di questo giorno
per tutto il resto della mia vita.
Stancamente, Wilkie guard la sua pi recente e, senza dubbio,
ultima fan: i suoi riccioli biondi scarmigliati, il suo cincischiato
maglioncino rosa. Uno strano impulso, misto di ironia e di bonariet,
si impossess di lui. S, disse. Anch'io.
...
.
...
CAPITOLO 8.
...
.
...
Il mattino plumbeo e a tratti piovoso del giorno dopo, Lee sedeva
al tavolo della sua stanza da pranzo a fare i conti e a cercare di non
pensare a Jenny Walker. Ci sono un sacco di altre cose cui pensare,
si diceva. Per esempio, perch l'importo della lavanderia  cos
basso, questa settimana, mentre la fattura del telefono  cos alta?
Oppure, perch oggi mi sento cos gi di corda, mentre ieri ero
cos pimpante?
Quella risposta era facile: il giorno prima, Lee per un momento
era stata quasi sicura che quello che provava per Jenny fosse ricambiato.
Al suo ritorno dalla spesa, aveva trovato che Jenny aveva
chiamato un dottore per una delle ospiti che aveva contratto
una congiuntivite batterica acuta e placato lo stato d'animo di diverse
altre che se la prendevano con l'Artemis Lodge per il tempaccio.
Grata, d'impulso si era chinata sulla scrivania alla quale
Jenny sedeva e aveva baciato l'amica, mancandone per poco la
bocca. Le sue labbra avevano sfiorato la pelle fresca e liscia di
Jenny; i suoi neri, elastici capelli si erano mischiati con la pallida e
argentea chioma di Jenny, che il giorno prima non era legata sulla
nuca a coda di cavallo. In quel momento sarebbe potuto accadere
di tutto, se il telefono non avesse cominciato a squillare.
Devo parlar chiaro, aveva deciso mentre rispondeva senza cedimenti
a una domanda sul prezzo delle stanze. Se Jenny deve reagire
gridando e scappando via,  meglio che lo faccia ora, prima
che mi attacchi a lei al punto di non togliermela pi dalla mente.
Mentre pranzeremo insieme, le dir...
Ma Jenny, con il suo lento, amabile sorriso, aveva declinato l'invito
a rimanere a pranzo, dicendo che doveva tornare. Non aveva
completato la frase, ma forse perch, con il suo tatto istintivo, aveva
intuito che Lee non voleva sentir nominare di nuovo suo marito.
La volta precedente, quando era l alla casa-albergo il mercoled,
Jenny aveva parlato di lui anche troppo, per i gusti di Lee.
Durante il pranzo, aveva ricominciato ad agitarsi riguardo alle
condizioni fisiche e mentali di quell'essere ingordo, egoista e compiaciuto
di s. Peggio, Jenny aveva cominciato a dare la colpa a se
stessa del comportamento gelido, chiuso e ostile di Wilkie Walker,
e a chiamarsi con i peggiori nomi, finch lei non era stata pi in
grado di trattenersi e per poco non lo aveva definito uno stronzo.
Il giorno prima Lee non aveva sentito il nome Wilkie Walker
nemmeno una volta. Ma lo aveva udito gi diverse volte quel mattino,
perch Barbie Mumpson, la cugina di Jacko, sembrava incapace
di smettere di nominarlo.
La zia di Barbie, Dorrie, come si era visto, non presentava alcun
problema dal lato sociale. Adesso che si era rimessa dal viaggio,
accompagnava ogni giorno Jacko al lavoro. Oh, no, non faceva
caso alla pioggia, lei, diceva Dorrie; era lei stessa un giardiniere.
E poi, come si era espressa con il timido sorriso di chi usa
lo slang di una generazione pi giovane, era assolutamente gasata
dalle possibilit di un clima che non conosceva il gelo.
Non riesco a crederci! aveva esclamato.  come fare del giardinaggio
su Marte, tutte quelle strane piante, cos splendide. E
tutte quelle che io devo tenere in casa qui crescono all'aperto e
diventano enormi!
Barbie avrebbe potuto accompagnarli, ma Jacko non la voleva.
Dato che con quel tempo non poteva andare alla spiaggia, e
aveva ormai esaurito tutte le attrazioni turistiche al chiuso, aveva
preso a ciondolare attorno all'Artemis Lodge in uno stato di
malcontento e di inerzia.
Ascolta, se diventa un peso morto, buttala fuori, aveva
detto Jacko a Lee. Dille di andare a sedersi in un bar o qualcosa
del genere.
Invece, Lee aveva messo Barbie al lavoro. Era forte, volonterosa
e, nonostante le sue proteste d'essere un'imbranata, le mani
le sapeva adoperare. Aveva gi riparato il tostapane piuttosto capriccioso
di Molly, e quel mattino aveva incordato di nuovo la veneziana
nel salotto azzurro dell'Artemis Lodge. Ho preso da mio
padre, aveva spiegato. Lui sapeva aggiustare qualsiasi cosa. Come
ripeteva sempre, se ti metti davvero con calma a osservare
qualcosa, riesci probabilmente a capire come funziona.
Ah, s? Lee aveva riso. Forse puoi anche capire come funziona
la mia lavastoviglie. Il pi delle volte non scarica.
Okay, aveva detto seria seria Barbie. Se non altro, posso
provare. Ce l'ha il manuale?
Non ne sono sicura, bisogner che lo cerchi, aveva mentito
Lee, domandandosi se doveva correre il rischio.
Voglio dire, probabilmente non ci riuscir, ma non si sa mai.
Avevo fatto un test attitudinale, alle superiori, e il risultato era che
avrei dovuto dedicarmi alla riparazione di piccoli elettrodomestici.
Mamma era livida. Barbie si fece una risatina. Lee si era detta
che aveva gi un aspetto migliore di quando era arrivata. In verit,
nonostante la sua corporatura pesante e i vestiti che non le donavano
affatto (calzoncini bianchi e malfatti e una sformata maglietta
color lavanda), era piuttosto carina.
Al momento nella stanza c'era silenzio, perch Barbie era fuori
portata per poter fare conversazione, in cima a una scala per lavare
un finestrone gotico vittoriano della sala attigua; ma stava sistematicamente
riavvicinandosi a Lee.
Il conto della lavanderia ridotto di circa una met, e quello
delle telefonate aumentato: duecentosettantanove scatti, e sette
chiamate al Servizio informazioni, pi le tasse... Be', poteva dipendere
dal fatto che a causa del freddo e della pioggia nessuna
delle ospiti era andata a nuotare e aveva riportato teli di spugna
sporchi di sabbia e macchiati di catrame; erano invece rimaste in
albergo e avevano indotto Jenny o Polly a chiamare i loro agenti di
viaggio, per vedere di cambiare i loro biglietti.
Vuole che faccia anche le finestre di questa stanza qui?
domand Barbie.
Lee esit. Certo, disse alla fine, sarebbe fantastico, aggiungendo,
per scoraggiare la conversazione, cinquantacinque
per sette fa trecentottantacinque, e...
Sa, ancora non riesco a crederci, annunci Barbie, niente affatto
scoraggiata, mentre spostava la scala verso la finestra pi vicina.
Sono qui, praticamente porta a porta con Wilkie Walker.
Sono stata con lui per ore, ieri, e lui parlava con me proprio come
se fosse stato una persona qualsiasi. Sono tanto fortunata. La signora
Hopkins  anche pi fortunata di me, lei il professor Walker
lo conosce da tanti anni, vero?
Credo di s, rispose Lee.
Deve conoscere delle storie bellissime. Barbie fissava nella
mezza distanza attraverso un vetro gi spruzzato di detersivo.
Pu darsi, ammise Lee, fissando accigliata la bolletta del
telefono. Tutto quello che ricordo  di avere sentito dire da
Molly che al college Walker era noto come seconda guerra
mondiale.
Barbie smise di spruzzare. Seconda guerra mondiale? ripet,
col tono di chi nomina un'epoca storica lontanissima: cosa
che senza dubbio era, per lei. Non capisco.
Per via delle sue iniziali. Wilkie Walker, WW. World War,
Guerra Mondiale. Pare che fosse un criticone insopportabile.
Il professor Walker non  affatto cos, protest Barbie. E
scommetto che non lo  nemmeno mai stato. Probabilmente si
trattava di qualche stupida battuta. Vorrei proprio che potesse conoscerlo;
allora vedrebbe.
Lee non fece eco a quel desiderio.
A ogni modo, non  cos, proprio per niente. E una persona
molto spirituale. Io sono piuttosto stupida, a volte, e mentre
pagaiavo continuavo a spingere la canoa tra le canne, ma lui non mi
sgridava n altro.
Mmm, mormor Lee, addizionando una colonna di cifre.
E sapeva tante cose sui delfini, e su quel raro mammifero marino
che abbiamo visto. Si chiama tricheco.
Hai visto un tricheco? domand Lee, tentando di distrarre
Barbie dalle sue lodi di Walker. Com'era?
Be', era una specie... una specie di foca, immagino, solo
molto pi grande. Un po' come una botte e di un grigio-marrone
chiaro, con un muso tondo e dei baffi ispidi. E quell'espressione
piuttosto seria e saggia... Assomigliava un po' al professor
Walker, in effetti.
Ah, s? Lee paragon mentalmente le immagini di trichechi
che aveva visto di recente nel negozio di Greenpeace con foto recenti
di Wilkie Walker. Be', capisco quello che vuoi dire. Rise.
Lui sapeva tutto anche sui trichechi. Non sono la sua specialit,
ma ha sempre amato gli animali e li ha studiati. Perfino da
bambino. Ero un po' cos anch'io, anche se non ero brillante come
lui, s'intende. Non facevo che portare a casa gattini randagi,
uccelli caduti dal nido, e poi lucertole e insetti. Mamma si comportava
come se fosse proprio disgustata di me. Il tono di Barbie
era scivolato lungo tutta la scala dall'entusiasmo a qualcosa di
molto vicino alla depressione.
Sa, aggiunse, mamma sta pensando di venire anche lei a
Key West.
Ah, s?
S. Ma forse non lo far. L'espressione di Barbie si rasseren.
Si direbbe, da come lo dici, che speri che non venga, osserv
Lee.
Be', ecco. So che a mamma non piacerebbe, qui, voglio dire.
No? E perch?
Ah, be', sa. Ci sono tutte queste, sa, persone un po' strane, in
giro. A ogni modo, a parte l'Oklahoma e Washington, a mamma
la maggior parte dei posti non piace. Trovava che l'Europa fosse
disgustosa. E poi sarebbe davvero difficile per lei venire via ora,
tanto  impegnata l a Tulsa.
Perci  probabile che non venga, sugger Lee.
Non saprei. Quando ha sentito qual era la situazione, qui, ha
detto che ci avrebbe pensato su.
Perch, qual  la situazione, qui?
Be', sa. Barbie intanto strofinava il vetro. Insomma, Perry
dice che lo sanno tutti, a Key West, ma noi l a casa non ne avevamo
proprio idea.
Di che non avevate idea? domand Lee, esasperata.
S, insomma, che lui fosse cos malato.
Lee, aggrottando la fronte, pos la matita e la calcolatrice.
Stai dicendo che la madre di Jacko non sapeva che lui  sieropositivo?
Credevo che fosse venuta per questo.
No, no. Barbie pos il rotolo di panno-carta sullo scalino
superiore. Lui gliel'ha detto soltanto l'altro ieri sera. Stavamo
mangiando un gelato in quel locale che ci aveva raccomandato lei.
Zia Dorrie  andata praticamente a pezzi. Ha lasciato cadere il suo
cono,  diventata tutta bianca e ha cominciato a tremare, come se
fosse lei a essere malata o addirittura moribonda. Perry continuava
a ripeterle che non era poi cos grave. Intendo dire, lui si sente
bene, ora, e ha ancora un sacco di cellule buone nel sangue. Ma
era come se zia Dorrie non lo sentisse. Continuava a piangere, con
tutto il vestito sporco di gelato di mango. Una cosa straziante.
S, capisco. Lee poteva immaginare che cos'avrebbe provato
nel venire a sapere che sua figlia, la quale stava facendo carriera
come urbanista a Boston, aveva l'AIDS.
Da quel momento  stata sempre molto triste. Ieri, quando abbiamo
visto quel tricheco, lei quasi non ha fatto commenti, era come
assente, per tutto il tempo. E mi sa che non sta dormendo molto,
perch ieri notte e la notte prima, l'ho sentita camminare fuori.
Pensi che si sentirebbe meglio se tua madre fosse qui?
Non lo so. Pu darsi. Voglio dire, mamma  la sorella maggiore,
e zia Dorrie in genere dipende un po' da lei. E mamma 
sempre padrona delle situazioni. Non perde la testa, lei, nei momenti
di crisi, come fa la maggior parte della gente. Da come la
spiega lei, pu vedere il quadro nelle sue grandi linee. Ecco perch
ha tanto successo negli affari e in tutto il resto. Barbie
spruzz l'altro vetro.
Capisco. Un po' una general-generica, diciamo cos.
Be', s. Mamma  una specie di generale. Va' dritto al cuore
di un problema, scopre tutti i particolari e poi li organizza. Per
esempio ieri sera mi stava chiedendo un sacco di cose riguardo a
Perry: se aveva l'assicurazione medica, quando era stato l'ultima
volta dai dottori, e che cosa avevano detto esattamente. Solo che
io non ero in grado di dirle niente, in realt. Poi ha voluto sapere
di questo posto. Dov'era situato, quanti edifici c'erano, dove alloggiavamo
zia Dorrie e io e quanto era grande la piscina. Come
se volesse figurarsi mentalmente la nostra situazione, penso.
Capisco. Pass per la mente di Lee il pensiero che la madre
di Barbie, da importante agente immobiliare, stesse anticipando
la possibile ipoteca o vendita della propriet di Jacko per
far fronte alle spese mediche.
Solo che non le servivo a molto neanche in questo. Io non organizzo
le cose come fa mamma. E lei si  spazientita con me, come
fa sempre. Barbie sospir e ricominci a strofinare il vetro.
Lo fa spesso di spazientirsi con te. Lee si accigli, irritata
con se stessa nel sentirsi ricadere nei suoi metodi da terapeuta. Si
era ripromessa di non farlo con Barbie, che era senza dubbio una
personalit dipendente.
Il fatto  che io sono una delusione per lei. E io ci sto male,
perch sono gi tanti quelli che l'hanno delusa.
Ma dici davvero? Lee era scettica. A sentire Jacko, la madre
di Barbie era una donna ricca, un'agente immobiliare di grande
successo e una vera forza nel partito repubblicano locale.
Be', s. Per esempio Gary, mio fratello. Mamma ci teneva tanto
che facesse carriera in politica, ma non ha funzionato, perch
tra la gente, sa, gli elettori, non aveva molto seguito.
E che cosa fa, invece? Lee immaginava il fratello di Barbie
come l'equivalente maschile di lei: biondo, ingenuo, goffo e
smarrito.
Oh, lui  un uomo di successo a Tulsa. Contratti petroliferi e
attivit bancaria. Ha il bernoccolo per gli affari,  come mamma
sotto quell'aspetto l.
Ah, ecco. Lee corresse l'immagine.
E anche pap l'aveva delusa. Era un uomo speciale, tutti gli
volevano bene. Ma non aveva il polso per gli affari di mamma, e
non voleva entrare in politica, come avrebbe voluto lei. Poi, circa
dieci anni fa rimase coinvolto in quel tremendo incidente d'auto
dove un tale rimase ucciso. E poi lui and a fare un viaggio in Inghilterra
con sua sorella che vive a Fort Worth e non torn pi.
Barbie cominci a singhiozzare.
Abbandon la famiglia, vuoi dire, comment Lee, cercando
di tenere a bada le lacrime di Barbie.
Oh, no! La manovra aveva funzionato: Barbie pass dal dolore
all'indignazione. Questo pap non l'avrebbe mai fatto. Vede,
aveva mal di cuore, e quindi... quindi stette male e mor in qualche
parte dell'Inghilterra. Il tono di Barbie era ridiventato lacrimoso.
Ma tuo marito  in politica, vero? disse Lee, per stornare
una vera crisi di pianto. Se non sbaglio Jacko ha detto che era stato
eletto al Congresso. Questo far certo piacere a tua madre.
Be', s. Cio, ne era veramente felice, al principio. Solo che
adesso  alquanto delusa anche di lui, per via di quella donna...
L'ho saputo, s. Molly dice che per questo sei venuta qui, per
riflettere e decidere se ritornare con tuo marito o no.
S, esatto.
E cos, che cosa hai deciso?
Io... be', ancora niente, credo.
Lee sospir, esasperata, come le era capitato spesso, dalla
debolezza e dall'indecisione di donne oneste con mariti evidentemente
stronzi.
Voglio dire, forse per lui non sarebbe una buona cosa, comunque.
E come dice mamma, in teoria io dovevo essere un elemento
prezioso per lui, ma sono diventata un peso. Mamma dice
che lui mi ama ancora, ma io non so se devo crederle.
Suppongo che la questione sia se tu lo ami ancora.
Credo che... la voce di Barbie tremolava. Ecco, al principio
lo amavo, questo s. Non potevo credere alla mia fortuna, che
un tipo cos meraviglioso volesse sposare me. Ma dopo che mamma
aveva finanziato la sua campagna elettorale e lui era entrato a
fare parte del governo dello Stato, in un certo senso cambi. Cominciarono
ad accadere cose che a me non piacevano.
Cominci ad avere delle avventure, interloqu Lee, per affrettare
la narrazione.
No, allora no. La voce di Barbie tentenn e lei abbass lo
sguardo, reggendo mollemente lo straccio. Almeno, se le aveva,
io non ne sapevo niente. Ed era ancora molto affettuoso con me,
in genere. Ma un po' alla volta cominci a comportarsi male con
altre persone.
Ah, s? In che senso?
Be'. Per esempio, c'era quella societ di consulenti finanziari,
la Tumbleweed, in cui Bob era pi o meno coinvolto, che fece fallimento.
Barbie scese e cominci a trascinare la scala verso la finestra
accanto. Erano i suoi soci quelli che in realt mandavano
avanti la ditta, ma dopo che si era saputa la notizia nessuno riusciva
pi a trovarli. Cos, la gente che aveva investito soldi nella societ
pens di venire a casa nostra. Bob non c'era, ma quelli dissero
che lo avrebbero aspettato. Era agosto, fuori si moriva dal caldo,
cos li feci entrare e offrii loro della limonata. Cominciarono a
raccontarmi com'era andata, quanto sembravano gentili i funzionari
della Tumbleweed, e come giuravano che l'affare era sicuro.
Barbie smise di spruzzare il vetro e sedette sul gradino pi alto
della scala. Erano persone cos tristi, disse. Uno di loro lavorava
all'ufficio postale e aveva un bambino ritardato, e poi c'era
quella vecchia maestra che aveva ipotecato la sua casa per comperare
azioni della Tumbleweed. Immaginavo che Bob volesse fare
qualcosa per loro, cos li lasciai aspettare in salotto fino al suo
ritorno.
Capisco. E poi che cos'accadde?
Una cosa orribile. Saranno stati dieci o dodici, riempivano
tutto il salotto e lo studio. Bob si mostr sorridente e cortese,
ma vedevo benissimo che in realt era sconvolto e furente. Li
mise praticamente tutti alla porta. Dopo, disse che stavano solo
mettendomi di mezzo, che erano tutti impostori e piagnoni. Chi
investe il suo denaro, disse, sa di correre dei rischi. Avrebbero
potuto investire in certificati di deposito o altro, ma loro volevano
guadagnare molto e in fretta, s o no? Cos io risposi che
pensavo di s. Allora Bob disse: Pensi che qualcuno di quegli
individui ci aiuterebbe, se fossimo al verde? E mi tocc ammettere
che probabilmente non l'avrebbero fatto, perch si sa
che la gente  cos, in genere.
Perfino dopo, per, pensavo che qualcosa avremmo potuto
fare, almeno per un paio di loro che erano veramente in guai seri.
Ma mamma disse che non era possibile. Mi spieg che Bob doveva
essere molto prudente, perch se avesse indennizzato qualcuno
anche gli altri avrebbero preteso soldi, il che era giusto, e che se li
avessimo pagati tutti avremmo fatto bancarotta noi. Inoltre, sui
giornali l'effetto sarebbe stato disastroso, come se Bob ammettesse
d'essere responsabile di quello che era accaduto alla Tumbleweed,
anche se lui non ne aveva mai saputo niente. Allora la gente gli
avrebbe votato contro, o forse sarebbe stato messo sotto accusa, e
tutte le cose importanti che lui voleva fare per lo Stato sarebbero
finite nel cestino. Mamma disse che, se fosse venuto qualcun altro
a bussare, dovevo semplicemente far finta di non essere in casa. Se
non potevo farlo per Bob, disse, dovevo farlo per l'Oklahoma.
E tu hai seguito il suo consiglio?
S. Barbie si strinse tristemente nelle spalle. Ma era orribile,
sa. Per settimane, mi sembr, la gente non faceva che telefonare
e venire a casa nostra. Il telefono non taceva mai, e
quelli suonavano il campanello e picchiavano sul portone e
scuotevano il cancello sul retro. A volte scavalcavano il muro di
cinta e giravano attorno alla casa, guardando attraverso tutte le
finestre. Io me ne stavo via il pi possibile, ma qualche volta
dovevo pur tornare a casa. Finii col tenere i tendoni chiusi, cos la
casa rimaneva al buio per tutta la giornata.
Ma una volta mi sembr che ci fosse silenzio, e pensai che
se ne fossero andati tutti, cos aprii le tende di broccato bianco
del soggiorno, e c'era una faccia proprio l a pochi centimetri
dalla mia, con il naso appiattito contro il vetro. Sembrava una
specie di mostro. Urlai, e lui si mise a urlare contro di me attraverso
la finestra. Richiusi le tende, per non vederlo, e poi me ne
rimasi imbambolata l per non so quanto tempo. Ero fuori di
me. Barbie sospir e tacque.
Lee? Ci sei? La porta d'entrata si richiuse con un tonfo, e
Jacko entr, il poncho di gomma giallo gocciolante di pioggia.
Sono qui. Come va?
Alla grande, disse Jacko, con un'intonazione ambigua.
Sei tutto bagnato. Vuoi un po' di caff, per riscaldarti?
No, non posso fermarmi, mamma  ancora sul furgone. Volevo
soltanto dirti l'ultima. Zia Myra  in arrivo.
Davvero? Quando?
Domani. Quando ha in mente un'idea, Myra non perde tempo.
Quello che vorrei sapere , cosa diavolo vuole?
Invece di rispondere, Lee, con un gesto della testa, indic Barbie,
che ora se ne stava accucciata dietro la scala a lavare la parte
bassa dei vetri di una delle finestre.
Bene. La cugina Barbie. Jacko le lanci un'occhiata annoiata.
Ci sono, disse in modo improvviso e ancor meno amabile. Tu,
pettegola. L'hai detto tu alla tua mammina che ero malato, vero?
Io... eh... bel la cugina, ritirandosi ulteriormente dietro
la scala.
Dovevo immaginarmelo. Jacko rise brevemente. Ecco perch
Myra ti ha mandato a Key West, vero? Perch potessi spiarmi.
Io non... io non ero... biascic Barbie.
Ah, balle. Bene, non le piacer stare qui, questo  certo, disse
Jacko a Lee. E allora perch ci viene? E ha prenotato per quattro
notti alla Casa Marina; che non  certo un posticino economico.
Forse  preoccupata per sua sorella, sugger Lee. O per
suo nipote, aggiunse in cuor suo, dando un'occhiata a Jacko.
Nel lucido poncho bagnato, con i riccioli tempestati di pioggia,
appariva pi bello e pi in forma che mai, ma pi furente di
quanto Lee lo avesse mai visto.
Chi, lei? disse Jacko. La sola persona di cui Myra si preoccupa
 se stessa. Se sta venendo a Key West, vuole qualcosa. Myra
vuole sempre qualcosa. Il guaio  che non lo scopri mai fino a che
non  troppo tardi. Alz le spalle. Be',  meglio che torni a casa.
Perch tu e tua madre non vi fermate a pranzo qui? disse Lee.
Ho della zuppa di verdura, in frigo, e un sacco di pollo freddo.
Jacko scosse la testa. Sei un tesoro ma, no, ti ringrazio. Mia
madre  stanca morta, e siamo tutti e due bagnati fradici. Ti telefono
pi tardi.
Mentre la porta si richiudeva dietro di lui, Lee si gir verso
Barbie, che se ne stava ancora rannicchiata presso la finestra, stringendo
uno spray di detersivo e del panno-carta appallottolato.
Non sembrava pi una giovane donna graziosa, in quel momento;
il suo aspetto era piuttosto quello di una povera e maltrattata senzatetto.
Lee fu tentata di esprimere disapprovazione per l'atteggiamento
di Jacko, poi se ne astenne. Forse Barbie era stata mandata
davvero a spiarlo; lei cosa ne sapeva?
Che cosa pensi che voglia tua madre a Key West? domand
invece, cercando di dare alla voce un tono comprensivo.
Non saprei. Barbie si rialz lentamente. Solo, mi sa che
l'otterr, qualunque cosa sia.
Davvero? domand Lee, scettica. Come ci riesce?
Non saprei, ripet Barbie, ottusa. So solo che ci riesce, in
qualche modo.
Questo si vedr, pens Lee. Forse Key West far eccezione,
disse. A ogni modo, se hai finito con quella finestra, vieni a mangiare
un po' di zuppa con me.
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
.
...
Per la prima volta da una settimana, il sole si riversava come sciroppo
chiaro sopra Key West. Di nuovo l'isola assumeva il suo fascino
da patinata rivista di viaggi: cielo pulsante d'azzurro, palme simili
a piume di struzzo, ibischi in fiore dal rosso salmone allo scarlatto,
turisti sorridenti e abbronzati. Sotto quel cielo terso, Molly
Hopkins, in modo piuttosto lento e faticoso, scendeva ora gli scalini
d'ingresso della sua casa e s'incamminava verso il ristorante in cui
aveva acconsentito a pranzare. Il tempo bello e caldo aveva placato
la sua artrite, ma il suo passo era ancora un po' claudicante.
Forse avrei fatto meglio ad andarci in macchina, pensava Molly
angustiata, anche se sono soltanto sei isolati. Forse non avrebbe
dovuto nemmeno restare l a Key West, a cercare di cavarsela da
sola. Se fosse stata a casa, a Convers, Sally Hutchins, la sua donna
delle pulizie, si sarebbe presa cura lei di tutto durante l'ultima, orribile
settimana della sua vita. Sally, che aveva lavorato da Molly
per pi di trent'anni, sarebbe venuta tutte le mattine, avrebbe fatto
la spesa, sarebbe andata in farmacia, all'ufficio postale e in biblioteca.
E quando lei non fosse stata in grado di alzarsi dal letto,
Sally le avrebbe servito il pranzo in camera, sistemato meglio i cuscini
e riempito la borsa dell'acqua calda ricoperta di velluto rosa.
Ma non c'era nessuno come Sally a Key West: la stagione invernale
forniva tanto di quel lavoro nell'industria turistica che
chiunque non avesse trovato un impiego non poteva essere che
un delinquente o un incompetente. Come quasi tutti quelli che
conosceva, Molly aveva un servizio per le pulizie. Una volta la
settimana una squadra di donne sconosciute, molte delle quali
non parlavano inglese, calava sulla sua casa armata di mop e di
aspirapolvere, e di l a un'ora spariva.
Quando Molly era sofferente, a Key West, doveva dipendere
dalle persone amiche, il che la imbarazzava e la deprimeva. Due
giorni prima, per esempio, aveva dovuto chiedere a Lee Weiss di
aprirle un barattolo di zuppa di fagioli, perch le sue povere mani
non ce la facevano a girare l'apriscatole. Forse era tempo di rinunciare
a Key West e restarsene a casa per tutti gli inverni che ancora
le rimanevano. Lunghi, gelidi inverni, naturalmente, durante
i quali sarebbe stata dolorante e relegata in casa non solo quando
il tempo era umido ma quasi di continuo.
Avere una malattia cronica, pensava Molly,  come subire
un'invasione. Sua nonna, l nel Michigan, soleva raccontare del
giorno in cui una delle loro mucche era uscita dalla stalla e si era
avventurata fino in salotto, e della vita d'inferno che avevano fatto
per mandarla fuori. L'artrite di Molly era esattamente cos: ossia,
come se qualche vecchia e grossa mucca le fosse entrata in casa e
non volesse pi andarsene. Se ne rimaneva l, a sottrarle sempre
pi spazio e a renderle tutto pi difficile, mugghiando sonoramente
di tanto in tanto e sporcando per terra, mentre lei non poteva fare
altro che girarle attorno e rassegnarsi a quella presenza.
Quando, al principio, gli altri scoprivano la presenza della
mucca, esprimevano preoccupazione e ansia. Suggerivano strategie
per fare uscire l'animale dal salotto di Molly: rimedi, dottori e metodi,
alcuni tradizionali, altri nuovissimi. Riferivano aneddoti di
amici che avevano rimosso le loro mucche in un modo o nell'altro.
Ma dopo un po' ecco che avevano esaurito tutti i loro suggerimenti.
E, in genere, cominciavano a fingere che la mucca non ci fosse,
e preferivano che Molly si adeguasse a quella versione.
Poco pi avanti, ora, Molly poteva vedere l'Henry's Beach
House, che non era affatto una beach house, una casa sulla spiaggia,
bens un ristorante famoso. La sua fama, per, era ristretta a
una clientela selezionata. Sebbene il locale fosse spesso magnificato
su costose riviste, la maggior parte dei turisti di Key West
non lo vedeva mai. Era in una strada fuori mano tra grandi case
private, e indicato dalla pi discreta delle insegne. Quando
Howard era vivo, lui e Molly usavano mangiare l due o tre volte
al mese, godendosi l'eccellente cucina a base di pesce e l'eleganza
dell'ambiente: ombrelloni bianchi e verde-mare, porcellana
verdina e tovagliato di lino. Il ristorante era anche apparso in diversi
degli acquerelli di lei, abbellito dal delicato modo di dipingere
per il quale era cos nota.
Molly, in barba a ogni sua logica, era diretta a un pranzo domenicale
con Myra Mumpson, la zia di Jacko. Bench si fosse vestita
con cura per l'occasione, con un abito di seta rosa pallido a fiori e
cappello di paglia con fiori di seta, si sentiva a disagio. A sentire
Jacko, sua zia era un vero terrore. Vero era che quel terrore non si
rendeva visibile in superficie: al contrario, l'aspetto esteriore di Myra
era convenzionale, quasi rassicurante. Molly, sapendo che era la
sorella maggiore di Dorrie Jackson, si era aspettata una severa donna
anziana. Ma Myra sembrava di almeno dieci anni pi giovane
della sorella, o anche di pi, vista attraverso la stanza. Era una bella
signora in gran forma, con i capelli di un castano un po' troppo
rossiccio dal taglio sapiente. La pelle era lustra, abbronzata e ben tesa
come il cuoio di una costosa borsa da viaggio riempita al massimo
della sua capacit. (Almeno un lifting, aveva deciso Molly).
Ma perch tua zia dovrebbe invitarmi a pranzo? S'era meravigliata
Molly quando Jacko le aveva trasmesso l'invito. S e
no ci conosciamo.
Perch no? Zia Myra vuole sempre approfondire i rapporti
con le persone importanti del luogo, ovunque vada...
Ma io non... aveva cercato di interromperlo Molly.
Le ho detto che eri un'artista famosa e una che conta sulla
scena locale.
Ma via, Jacko! Sai che non  affatto vero.
Le ho decantato tutti i miei amici, aveva spiegato lui. Non
voglio che pensi che conosco solo gente da poco.
S, ma anche cos...
Pu darsi che voglia qualcosa da te, aveva insinuato Jacko.
Zia Myra vuole sempre qualcosa.
Avrei fatto meglio a dire di no, pensava Molly. Ma la curiosit,
e il desiderio di uscire di casa dopo giorni di reclusione totale, avevano
avuto la meglio sui suoi sospetti. A ogni modo non ho niente
che Myra possa volere, si disse, zoppicando lungo il marciapiede
irregolare sotto gli enormi e vecchi alberi di sapota e di mango.
Quando Howard era vivo faceva parte del Comitato di conservazione
storica, e di un sacco di altri comitati che avevano a che fare
con storia, letteratura e istruzione, e spesso c'era chi voleva
qualcosa da lui, ma questo risaliva ad anni addietro.
Quattro anni, ormai. A volte, sembrava ieri: sembrava che da
un momento all'altro Howard dovesse rientrare dal giardino, reggendo
il Times in parte spiegato, sorridendo e leggendole qualche
notizia che aveva attirato la sua attenzione. In altri, pi cupi
momenti, sembrava che i loro cinquantaquattro anni di matrimonio
fossero stati soltanto un lungo sogno felice... come se lei fosse
ancora una solitaria, impacciata studentessa d'arte, la persona
di troppo in qualsiasi riunione di coppie. La sola differenza era
che ora non sognava un futuro pi roseo.
Mentre seguiva la direttrice di sala attraverso il ristorante e all'aperto,
sulla terrazza inondata di sole, Molly not che Myra
Mumpson si era in qualche modo assicurata un tavolo quanto mai
desiderabile, con una veduta ininterrotta di uno scintillante mare
turchese. Forse la direttrice era rimasta impressionata da com'era
vestita: insieme sportivo bianco di un genere quanto mai alla moda
e perfetto per un luogo di villeggiatura, e molti gioielli d'oro.
Davvero felice di vederla, esclam Myra, alzandosi in parte
da sotto l'ombrellone bianco e verde. I suoi modi erano spigliati e
appena un po' troppo espansivi, con un tocco di fascino sbrigativo,
alla mano. Senta, perch non si siede proprio qui accanto a
me, cos non saremo costrette a gridare per coprire tutto quel rumore.
Indic le onde coperte di spuma che si abbattevano contro
i frangiflutti sotto la ringhiera.
Sebbene il ristorante fosse affollato, qualcosa in Myra attirava
evidentemente il servizio immediato. Quasi all'istante, apparve un
bel giovane cinese minuto, in candida camicia bianca e jeans tagliati
sopra il ginocchio e sfrangiati. Mio nome  Dennis, annunci,
sorridendo in modo accattivante e offrendo un men delle
dimensioni di un giornale. Sar io il vostro cameriere, oggi.
Myra ordin una bottiglia di Asti Spumante, insistette perch
Molly le facesse compagnia, e attacc con i soliti argomenti
tipici dei turisti: clima, viaggio, ristoranti e sistemazioni. Defin
il Casa Marina, uno degli hotel pi costosi della zona, sorprendentemente
confortevole.
Tutto quello che sapevo di Key West era quel vecchio film
con Burt Lancaster, La rosa tatuata, confid. Strade sudicie, capanne
e polli che correvano attorno. Ma non  affatto cos, in
realt. Diede in una risata sonora, musicale.
Oh, no, convenne Molly.
La sola cosa che non capisco  perch ci sono tanti negozi
di T-shirt.
Be', c' chi dice che non lo sono, in realt, Molly abbass
la voce e il bicchiere di vino che, con sua sorpresa, era gi quasi
vuoto. Quello che ho sentito dire  che non sono veri negozi. Sono
in realt lavanderie, sa? Per lavare denaro dei narco, denaro
sporco.
Ah, s? Myra si protendeva in avanti, con interesse.
L'idea  che nessuno pu veramente dire quante T-shirt dipinte
a mano vendano, o quanto le facciano pagare. Cos i proprietari
possono dichiarare centinaia o migliaia di dollari in pi di
quelli che guadagnano in modo legittimo. Questo dice la gente; io
non so se sia vero. Ma gli affitti in Duval Street sono aumentati in
maniera incredibile in questi ultimi anni.
Ah-hah. Myra assentiva, convinta. Ho visto anche da noi
quel genere di cose. Per un po' fa affluire un mare di contante, ma
alla lunga non pu che abbassare il valore delle propriet.
Hanno rovinato tutta quella parte della citt, in effetti. La
maggior parte di quelli che conosco non ci mettono piede, se
possono farne a meno.
S, certo,  chiaro. Ma naturalmente c' ben pi di questo a
Key West, grazie a Dio, disse Myra, rasserenandosi. Ci sono alcune
splendide aree residenziali. Vasti lotti di terreno, costruzioni
e cura del paesaggio, molto attraenti. Lei qui ha una bella casa, per
esempio. Naturalmente io l'ho vista solo dall'esterno, ma ho veramente
ammirato le piante tropicali, e quelle eleganti verande.
Myra tendeva forse a ottenere un invito? Era questo che voleva?
Molly decise di non estenderlo; tanto per cominciare, non era
ancora fisicamente in grado di intrattenere ospiti.
E lei certo la merita, una bella casa, continu Myra, levando
il suo secondo - o era il terzo? - bicchiere di vino. Sa, io non
avevo idea che lei fosse M. Hopkins, fino a che mio nipote non me
l'ha detto. Quelle splendide, meravigliose copertine del New
Yorker, con le case e i giardini vittoriani e tutti quei simpaticissimi
gatti! Fece udire la sua gorgogliante risata. Erano tanto pi
attraenti di quelle brutte copertine a fumetti che hanno ora.
Grazie. Era quello che pensava anche Molly, ma che non
avrebbe mai detto.
Il cameriere riapparve e cominci a elencare i piatti speciali
del giorno. Insalata di gamberetti alla creola, ripet Myra, fissandolo
vivacemente. Sembra proprio invitante. O dovrei prendere
le frittelle di mitili? So che sono la specialit di Key West. Lei
cosa mi consiglia?
Oggi l'insalata alla creola  eccellente, disse lui, con quello
che a Molly sembr un ambiguo sorriso orientale.
Capito. Myra rise. Okay, prender i gamberetti.
Quello  il cameriere che fa per me, comment, dopo che
il cinese si era allontanato. Le frittelle sono da evitare, da quel
che ho capito.
Be', lo penso anch'io. Molly ud se stessa ridacchiare. Che fosse
il vino? Non era pi abituata a bere a pranzo, a stomaco vuoto.
Volevo ringraziarla, disse Myra, versandosi un altro bicchiere.
Per essere stata cos gentile verso quella mia povera, confusa
figlia.
Non ho...
Accogliendola dalla strada, praticamente, anche se non l'aveva
neppure mai vista. Barbie mi ha raccontato tutto.
 stato per una sola notte. Forse non vuole niente da me,
pens Molly; forse vuole soltanto sdebitarsi.
Non capisco perch non sia andata a dormire in un motel; ha
le carte di credito, continu Myra. Ma Barbie  fatta cos. Non
ha mai imparato a prendersi cura di se stessa. O a come regolarsi
con un marito, povera figliola; so che le ha raccontato tutto, vero?
Be', qualcosa, s, ammise Molly.
Lui  un congressista, sa, perci  sempre occupatissimo, il
pi delle volte lavora fino a tardi. Ma Barbie si  messa in testa che
lui si dava alle avventure, cos  corsa a casa dalla mamma. Myra
sospir. Non si direbbe proprio che abbia trentasei anni.
No, convenne Molly, domandandosi se la versione della storia
che dava Myra fosse quella esatta. In fin dei conti, gli eventi descritti
erano gli stessi. E un po' come una di quelle sculture moderne, si
disse; la giri di alcuni gradi, e si presenta completamente diversa.
Immagino che anche lei si preoccupi sempre dei suoi figli,
per, per quanto diventino adulti.
Mm, mormor Molly senza compromettersi, perch lei non
si preoccupava pi dei suoi figli, che avevano superato tutti la cinquantina
ed erano ben sistemati. Invece, da quando era morto
Howard, erano i figli a preoccuparsi per lei.
E ora Barbie si  messa in testa quest'idea su una specie di
animale marino in estinzione, salvo che non  affatto in estinzione.
L'ho chiesto al portiere del Casa Marina, proprio oggi. Myra ruppe
nella sua allegra e sonora risata.
Il tricheco, sugger Molly. Ma sa, anche se non  ufficialmente
in estinzione, credo che in Florida ce ne siano sempre meno.
Precisamente. Non  adatto per il mondo moderno. Myra
rise di nuovo, poi emise un lieve, sibilante sospiro. Barbie  sempre
stata pi a suo agio con gli animali che con le persone fin da
quando era bambina. Al college, andava matta per le balene. Non
faceva che ascoltare dischi degli strani rumori che fanno, come
palloni che scoppiano oppure squittii sott'acqua, tanto che alla fine
mi pareva di impazzire. E poi volle assolutamente andare in volo fino in Alaska e portarsi al largo con una nave per vederle. Myra
lev gli occhi al cielo, a significare incredula esasperazione.
Quello che non sono mai stata in grado di capire  perch almeno
non si agita per animali o piante a rischio nell'Oklahoma.
Forse non ce ne sono, sugger Molly.
Ah, sono sicura di s. O se non ce ne sono, quegli ambientalisti
ne inventeranno qualcuno. Ma non ha importanza, perch le
ho tenuto un certo discorso, e quindi ripartir per Washington
con me entro un paio di giorni... Oh, grazie. Ma che meraviglia!
Questo era per il cameriere, che le aveva messo davanti un'insalata
di gamberetti elaboratamente decorata.
Vuole sapere la verit, continu Myra dopo i primi, entusiasti
bocconi, sono contenta di portare via Barbie da qui. C' un'atmosfera,
a Key West, che a me non piace. Tutti quei bar, e quegli
ubriaconi, e quei gatti randagi dappertutto.  un posto senza Dio.
Oh, non penso proprio che sia vero, disse Molly, domandandosi
se Myra non appartenesse a quei cristiani di destra che si
supponeva fossero cos numerosi nel Midwest. Ma via, nella sola
Key West ci sono quarantaquattro chiese, una volta le ho contate.
E questo senza metterci il tempio ebraico e quelli buddisti zen.
Dove grande  il bisogno, numerosi saranno i templi, disse
Myra, come facendo una citazione.
Lei, riprese, non deve fare altro che percorrere la via principale
quando fa buio, e allora vedr di cosa sto parlando. Mi diceva
che non ci va mai, ma se lo lasci dire da me,  disgustoso. Il
bere e l'azzuffarsi che uno vede, e le propriet di lusso insozzate
di escrementi e di vomito.
Ma quelli sono i turisti, spieg Molly, leggermente disgustata
a sua volta dalla descrizione di Myra, che non teneva alcun
conto delle convenzioni sui discorsi da fare a tavola. A volte alzano
un po' il gomito, ma in fin dei conti sono in vacanza.
Non  una scusa. Mi rendo conto che tutti hanno bisogno di
lasciarsi un po' andare, ogni tanto, ma qui c' un'atmosfera sbracata
e perversa, come non si vede nella maggior parte dei luoghi
di villeggiatura americani. Sa che cosa ho visto ieri sulla spiaggia
del Casa Marina? Myra si protese in avanti e abbass la voce.
Ho visto due uomini che si baciavano, pomiciando proprio l in
pubblico. Ed erano tutti e due mezzi nudi. Non oserebbero farlo
a Tulsa, lasci che glielo dica.
Immagino di no, disse Molly, che non era mai stata a Tulsa,
e ora sentiva meno che mai il desiderio di andarci.
No. E sinceramente non mi attira nemmeno il luogo in s,
confid Myra. Tutto  cos umido e coperto di vegetazione. Diede
una leggera scrollata di testa, sprezzante. E non c' nemmeno
un buon campo da golf.
No, convenne Molly. Le tornava alla mente una teoria di
suo marito, che i viaggiatori erano sempre attratti verso paesaggi
che echeggiavano la geografia interna della loro mente. Individui
calmi, dal temperamento equilibrato, lievemente pigri, si sentivano
pi a loro agio nelle pianure o accanto a limpidi, placidi laghi.
Tipi alquanto pi attivi erano di casa tra colline ondulate e corsi
d'acqua scintillanti; mentre gli estremamente avventurosi e ardenti
rispondevano d'istinto a picchi alpini, crepacci, profondi burroni
e al fragore di torreggianti cascate. Forse c'erano anche persone
che preferivano uno scenario umido o, come Myra, arido.
Mentre mangiavano, Myra ritorn a parlare di propriet immobiliari.
Un tempo Molly ne avrebbe discusso con interesse, ma
ormai non la riguardava pi. Probabilmente non avrebbe mai pi
affittato, comperato o ristrutturato una casa. Lasci vagare la sua
attenzione verso il cielo inondato di sole, il mare con le sue scintille
di luce simili a pezzetti di specchio rotto, e ai triangoli tostati
del suo eccellente sandwich di tacchino, ciascuno infilzato da uno
stecchino guarnito di cellofan rosso.
...Cos quando ho sentito delle condizioni del povero Perry,
mi sono resa conto che dovevo venire, stava dicendo Myra quando
lei rimise a fuoco. Ed  stato un vero sollievo scoprire che aveva
ereditato una propriet cos sostanziosa, grazie a Dio. Barbie
era talmente vaga, specialmente per telefono, e mia sorella era addirittura
isterica dall'ansia. E, Dio lo sa, quando si tratta di cose
pratiche lei ... totalmente fuori di zucca, come si suol dire. Myra
lev lo sguardo all'ombrellone di canapa, come chiamando il
cielo a conferma di quella incapacit.
Molly, che non aveva mai sentito quella frase, mormor un
Ah, pensando intanto che semmai era Myra quella letteralmente
fuori, e non la sorella. Dov'era Dorrie, e che cosa faceva
in tutta la giornata?
Naturalmente, se Perry ne avesse avuto bisogno, in qualche
modo lo avrei aiutato, continu Myra. Anche se, francamente,
le mie risorse sono limitate. Mio marito  morto all'improvviso
una decina d'anni fa, e non era certo un modello, quanto a provvedere
ai bisogni della famiglia. Un'ombra le pass sul viso, e
un'ombra corrispondente pass su quello di Molly. E una vedova,
come me, pens Molly. L'avevo dimenticato.
Che cosa triste, mormor, sperando che Myra si rendesse
conto che quel commento era per la perdita del marito, non per i
bisogni insoddisfatti.
Appena ho visto la propriet ereditata da Perry, ho capito
che non dovevo preoccuparmi per lui... finanziariamente parlando,
s'intende. Ci sono gi tre ottime unit condominiali nella propriet,
e spazio per almeno altre due, perfino con le ridicole leggi
edilizie che avete qui. Area di lusso, grande piscina, architettura
paesaggistica sviluppata, parcheggio privato; una meraviglia. S'intende
che la propriet ha bisogno di qualche lavoro, ma calcolo
che valga un paio di milioni di dollari, ai prezzi d'oggi.
Per ! Molly si rese conto che non aveva mai considerato la
situazione di Jacko da quel lato.
Qualcuno deve fare una valutazione, per sistemare la
propriet. Ma sembra che Perry non sappia niente in proposito. Non
ha un'idea di come darsi da fare per i suoi interessi, e anche per
quelli della sua famiglia, s'intende.
Immagino che abbia ben altro per la mente, disse Molly.
Oh, lo so. Myra deglut; parve rabbuiarsi. Naturalmente
sono molto preoccupata per la sua salute; ecco perch ho mollato
tutto e sono venuta a Key West. E la mia povera sorella  disperata.
Be',  una tragedia.
S, convenne Molly, sempre pi intenerita. Myra era volgare
e piena di pregiudizi, ma evidentemente aveva buon cuore.
Anche se Jacko non aveva simpatia per lei, quando aveva sentito
che era malato si era precipitata qui per stargli accanto. Forse
potrei combinare un piccolo party, in fin dei conti, pens Molly.
Sono in debito con tante di quelle persone, e c' quel nuovo caterer
di cui parlava Kenneth...
Quando penso a quello che Perry poteva diventare, stava dicendo
ora Myra. Aveva il nome, l'aspetto e la personalit; non c'era
niente che non avrebbe potuto ottenere in politica con il giusto
genere di appoggi. Avevo grandi progetti per lui. Sospir. Ma poi
se n' venuto a Key West e si  fatto ipnotizzare da quel vecchio disgustoso.
Ha lasciato gli studi, e ha deciso di essere un finocchio.
Non glielo avrei permesso, se fosse stato figlio mio, ma Dorrie 
sempre stata cos debole. Tuttavia, mi ha quasi spezzato il cuore.
Ah, mormor Molly. Nella sua mente apparve un Perry
Jackson alternativo: altrettanto affascinante, altrettanto amato, ma
eterosessuale, nonch avvocato di successo e uomo politico. Sposato
con qualche donna davvero gradevole, padre di deliziosi
bambini, avrebbe condotto una vita normale. Non sarebbe stato
meglio, in fin dei conti?
Non mi fa piacere di domandarlo a lei ma, per il bene di Dorrie,
devo farlo, continu Myra, abbassando la voce e al tempo
stesso piegandosi in avanti per superare il rauco vocio di quelli al
tavolo accanto. Quanto tempo gli resta?
Non lo so, ammise Molly. Non credo che qualcuno lo sappia.
Forse  questo che Myra voleva, pens, e cerc di rispondere
nel modo migliore. Potrebbero essere dieci anni, se  fortunato.
E forse nel frattempo avranno trovato una cura.
Dio lo voglia, disse Myra. Ma ha gi avuto dei sintomi?
Quelle orribili macchie rosse che gli vengono, o la polmonite?
No, che io sappia. Nel mentire, Molly trasal di disgusto: era
stata allevata nella convinzione che la gente per bene non accenna
ai particolari di una malattia durante i pasti... o, se possibile, in
nessun altro momento. Ma Myra, in fin dei conti, era la zia; aveva
il diritto di sapere. E preoccupato per qualcosa, ammise. Il
conto delle cellule-T, si chiama.
S, ne ho sentito parlare. Quando il numero comincia a calare,
 un brutto segno. Be', siamo tutti nelle mani di Dio. Myra
frug nella borsetta di lucertola bianca con cerniera d'oro. Le
dispiace se fumo?
Be', se potesse aspettare... cominci a dire Molly. Fin da
quando a Howard era stato diagnosticato il cancro ai polmoni detestava
veder fumare la gente, aspirando ed espirando morte.
Ma Myra aveva gi una sigaretta tra le labbra dipinte di un rosso
lucente, e stava facendo scattare un accendino d'oro. Ben presto
un lieve ectoplasma grigio, come la sostanza bianco-sporco essudata
dai fantasmi nelle sedute spiritiche vittoriane, si lev a formarle
un cerchio intorno alla testa. Continua cos, e sarai morta
prima di Jacko, pens Molly: forse anche prima di me.
Senti, quando ordino qualcosa, tu me la porti, capito, per la
miseria? Al tavolo accanto, le voci chiassose che lei aveva cercato
fino a quel momento di ignorare si erano alzate ulteriormente.
Si volt a guardare gli occupanti: due coppie di mezz'et in vivaci
indumenti da spiaggia, in cui predominavano il blu e il giallo. Il
pi grosso e il pi congestionato dei due uomini, quello che stava
urlando, era evidentemente ubriaco.
Andiamo, Al! Calmati, Al, gridavano gli altri.
Mi spiace, signore, ma stavo appunto... cominci a spiegare
Dennis, il loro cameriere.
Non m'importa un corno di cosa facevi. La voce dell'uomo
si levava al di sopra delle spiegazioni di Dennis e delle rimostranze
dei compagni, attirando l'attenzione delle persone ai tavoli vicini.
Ti ho chiesto un'altra birra un quarto d'ora fa, e ancora non
 qui. E queste schifose frittelle, o come diavolo le chiami, sembrano
stronzi, d'aspetto e di sapore.
Sono molto spiacente, signore. Se desidera ordinare qualcos'altro,
le porter il men... Dennis cominci a indietreggiare.
Ehi, torna qui! url l'uomo, ancora pi forte. Dennis continu
a indietreggiare. Sto parlando con te, maledizione, idiota
d'un faccia gialla!
Comprensibilmente, Dennis non ubbidiva. Invece, scoppiando
in lacrime, incespic verso la cucina. Molti clienti seguivano
ora a bocca aperta la scena, e un coro di voci si lev al tavolo di
Al, cercando di calmare l'energumeno e di farlo ragionare.
Quasi immediatamente un uomo alto, solenne e ben vestito,
che Molly riconobbe come il direttore dell'Henry's Beach House,
si affrett verso il tavolo, seguito da altri due camerieri. Di quale
contrattempo si tratta? domand in tono pacato.
Il coro si gir verso di lui, cercando di spiegare, ma la voce di
Al sovrastava le altre.
Quell'idiota del suo cameriere ha dimenticato la mia ordinazione.
Cos mi sono lamentato, e lui mi ha insultato.
Mi dispiace molto che sia accaduto, disse in tono conciliante
il direttore.
Non  affatto vero, interloqu una voce di donna; la voce di
Myra, si rese conto Molly, sgomenta. Sebbene tutto sommato le piacesse
assistere a scenate in pubblico, aveva orrore di trovarcisi coinvolta.
Ma Myra, che era forse alquanto brilla lei stessa, continuava
a difendere Dennis. Il cameriere era educatissimo, e non  quanto
io possa dire di lui... Con la sigaretta fumante, indicava Al.
A un altro tavolo, una coppia di giovani si schier dalla parte
di Myra. S,  la verit! gridavano. Era lui l'insolente. Ha
usato un epiteto razziale...
Ancora pi cianotico in faccia, Al parve gonfiarsi fino a diventare
il doppio del normale. Chiudi quella bocca, vecchia befana impicciona!
intim rivolto a Myra, facendo un goffo gesto minaccioso
che rovesci uno dei bicchieri sul tavolo. La donna accanto a lui
tent di afferrare il bicchiere, ma lo manc, e quello and a frantumarsi
sul pavimento tra i due tavoli, schizzando intorno Coca Cola.
Ecco, guarda che cos'hai fatto, bestia! grid la donna, indicando
la gonna di seta di Molly, che aveva improvvisamente acquistato
una brutta macchia marrone.
Un gelido cambiamento era sopravvenuto nell'espressione
del direttore. Lamentarsi di un cameriere  una cosa, insultare
una cliente e provocare un pubblico disturbo era ben altro paio
di maniche.
Sono spiacente, signore. Ora il tono del direttore era di minaccia
pi che di conciliazione. Temo di dover chiedere a lei e ai
suoi amici di lasciare il locale.
S, e chi lo dice? Al cominci a tentare di alzarsi, goffamente
trattenuto dagli strilli delle compagne e dai brontolii dell'altro
uomo. Forse sta per colpire il direttore o Myra, pens
Molly, ora in preda al terrore. O magari per sparare, chi lo sa;
siamo nella Florida meridionale, in fin dei conti. Doveva tentare
di nascondersi sotto il tavolo?
Ma Al si limit a torreggiare, grosso e oscillante, rendendosi
evidentemente conto che ora, oltre al direttore, avrebbe dovuto
affrontare due muscolosi camerieri.
Okay, okay, ce ne andiamo! url. E con piacere. Maledetto
locale di finocchi! Ci si mangia da cani. Seguito dalle due donne,
barcoll tra i tavoli incoronati di ombrelloni verso l'uscita,
continuando a imprecare via via. L'altro uomo, tenendosi un po'
indietro, allung nervosamente un fascio di banconote a uno dei
camerieri, dicendo qualcosa che suon come una scusa.
Sono desolato per l'incidente, disse il direttore a Myra e a
Molly. Cercate per favore di dimenticarlo.
Ah, non si preoccupi, replic Myra, sorridendo. Cose che
capitano. Aveva il colorito acceso, gli occhi le splendevano come
dopo una lite conclusasi con una vittoria.
Molly era ancora in preda al batticuore. Sono troppo vecchia
per questo genere di cose, pensava. Fece un lungo respiro e, lentamente,
lasci andare il tovagliolo verde-mare che aveva continuato
a stringere come se avesse potuto in qualche modo salvarla.
Tutto bene? domand Myra.
S, s, ment lei. Be', ero un po' preoccupata. Pensavo che
quell'uomo potesse colpire qualcuno.
Ah, figuriamoci. Il suo era tutto un bluff, fin dal principio.
Tutte chiacchiere e niente azione.
S, ma quel genere di chiacchiere  azione, pens Molly.
Ehi, guardi il suo vestito. Myra indic. Dovrebbe portarlo
subito in tintoria, e poi mandare il conto al ristorante.
Be'...
E se le creano qualche difficolt, me lo faccia sapere.
Mm-hm, acconsent Molly, ripromettendosi in cuor suo di
non farlo. Myra aveva buon cuore, e la sua difesa del cameriere
era stata ammirevole. Nello stesso tempo, era una persona sul cui
comportamento in pubblico non si poteva fare affidamento.
Howard soleva spesso ripetere che era meglio non lasciarsi coinvolgere
da gente chiassosa e battagliera, se si poteva onorevolmente
evitarlo, perch c'era il pericolo che si inserissero nella tua
vita per sempre. Lo stesso principio, ne era convinto, si applicava
alla politica, e ai Paesi chiassosi e battaglieri; era la tesi di uno
dei suoi libri.
Se per caso quell'ubriacone urlante e triviale avesse avuto
un'arma, il che era quanto mai probabile, e avesse sparato a Myra...
o addirittura a lei, per sbaglio. Sarebbe diventato parte della
sua vita, per quanto poco ne restasse, e di quella dei suoi figli.
Possiamo vederci a casa mia per un aperitivo, pens, contemplando
Myra che se ne stava l a guardare il mare caldo e sfavillante,
inghirlandata di fumo e di autocompiacimento, ma io fuori
a pranzo con te non ci vengo pi.
Tra le rovine ricoperte di erbacce di un antico forte in riva al
mare, in quello stesso caldo pomeriggio, Jacko, sua madre e sua
cugina Barbie stavano visitando la mostra dell'Associazione delle
orchidee di Key West. L'interesse di Jacko per l'evento era professionale:
molti dei suoi clienti avevano delle orchidee, e la cura e
l'aumento delle loro collezioni facevano parte dei suoi incarichi.
Quel giorno aveva bisogno di nuovi esemplari per una signora che
amava le cattleya da lei sfoggiate tanto tempo prima ai balli delle
debuttanti, e di una mezza dozzina di vistose piante da appendere
per decorare un nuovo ristorante.
Dorrie, la madre di Jacko, era al colmo dell'entusiasmo. Protetta
dal sole cocente da un floscio cappello verde, passava da uno
stand all'altro con sempre nuove esclamazioni di gioia.
Oh, Perry, guarda! Guarda questa splendida ascada rosa salmone!
Non ne avevo mai viste di cos grandi,  come se fosse coperta
di farfalle rosa. E quel grande oncidium marrone e oro l sotto
l'arco, che sembra un nugolo di vespe. O di calabroni. Sai, una
volta, quand'ero proprio piccola, c'era uno sciame di calabroni nella
cucina del ranch. Erano proprio cos: tutti dorati e lucenti. Credevo
che fossero una folla di minuscoli angeli. Ricordo il modo a
zig-zag come volavano, e il suono... come se l'intera cucina fosse
piena di strimpellatori di violino, e stessero tutti danzando.
Gi. Jacko sorrideva a sua madre.
E tutte queste orchidee, riescono a diventare cos senza bisogno
di terriccio: solo vivendo e germogliando. Dev'esserci qualcosa
di particolarmente nutriente nell'aria, qui, non credi?
S,  probabile, fu d'accordo Jacko, pensando che l'aria di
Key West aveva fatto qualcosa anche per sua madre. Da anni non
la vedeva cos felice e animata: non pi, da quando suo padre era
morto. Ma forse non era solo merito di Key West: forse era il suggerimento
che le aveva dato lui la sera prima, di fermarsi almeno
per un altro mese, e magari anche pi a lungo.
Una grande idea: perch non ci aveva pensato anni prima? Ma
si spiegava facilmente: prima che lui ereditasse la propriet di
Alvin non c'era un posto dove la mamma potesse stare. Il suo cottage
aveva una sola stanza, e lui non poteva permettersi un albergo. N
lo poteva sua madre, che non aveva disposto di mezzi per anni...
e ora, se lui aveva ben capito, era in procinto di diventare totalmente
dipendente da Myra, la sua odiosa sorella.
Ma questo non sarebbe accaduto, perch ora era in grado di
prendersene cura lui. L'indomani avrebbe cominciato a lavorare al
padiglione della piscina, per renderlo veramente confortevole.
Avrebbe ritinteggiato il bagno - azzurro lavanda, il colore preferito
di sua madre - e acquistato un frigorifero nuovo. Lei aveva bisogno
anche di una lampada da lettura migliore, e una sedia a
dondolo le avrebbe fatto piacere. Forse, potevano andare a qualche
mercatino di roba vecchia, sabato, con Janice Stone, che aveva
sempre avuto molta fortuna e fatto buoni affari.
Perry, caro, vieni a vedere che splendore queste! grid Dorrie;
e Jacko la segu fino a un banco di orchidee lilla, ciascun petalo
maculato di un viola pi scuro.
A qualche metro di distanza, Barbie Mumpson seguiva i parenti,
trascinando il passo sempre pi imbronciata e sudata nella
pesante calura. Chiazze umide e appiccicose si erano formate
sotto le ascelle dell'abito a quadretti bianchi e gialli, e i piedi
gonfi le dolevano nelle scarpette bianche. Aveva dormito male la
notte precedente, logorata dalla fatica di fare i bagagli e dal pensiero
che di l a qualche giorno sarebbe stata a Washington con
Bob, a meno che prima non potesse trovare il coraggio di andare
gi alla spiaggia e annegare.
Sua madre aveva dichiarato che tutto sarebbe andato bene l
a Washington. Non avrai pi problemi con Bob, aveva promesso.
Gli ho fatto una paternale delle mie. Gli ho messo il timor
di Dio in corpo. Il guaio era che lei non voleva che Bob
fosse gentile con lei perch aveva paura di Dio o di mamma.
Quello non era amore, aveva gridato; non era nemmeno un matrimonio,
non come se l'era immaginato lei quando Bob l'aveva
chiesta in moglie.
Mamma aveva risposto che quelle sue idee romantiche erano
irrilevanti. Nella buona e nella cattiva sorte, il posto di Barbie era
accanto al marito: era scritto anche nella Bibbia. Era suo dovere
essere la compagna servizievole del marito, specialmente in politica,
dove la moglie era una parte importante dell'immagine pubblica.
Ma Barbie pensava che, probabilmente, lei non sarebbe stata
di nessun aiuto all'immagine di Bob. In un modo o nell'altro
avrebbe combinato altri pasticci, e peggiorato le cose per lui, e tutti
se la sarebbero presa con lei come facevano sempre.
Ehi, Barbie. Se hai visto abbastanza, perch non vai con
mamma a bere qualcosa di fresco? domand Jacko. Io devo andare
a combinare l'acquisto di alcune piante. C' gassosa e altra
roba l, sotto quel grande baniano.
Okay, acconsent lei, con indifferenza. Come molti amanti
degli animali (escluso Wilkie Walker), Barbie non aveva un amore
particolare per le piante. Per lei non erano altro che habitat e
nutrimento; era importante che venissero preservate per assicurare
la sopravvivenza dei mammiferi e degli uccelli, ma erano prive
di interesse intrinseco. Molte delle orchidee in mostra per lei avevano
quasi qualcosa di mostruoso, con le loro forme contorte, le
loro antenne vibranti, i loro petali spessi e carnosi, i loro stranissimi
colori: violaceo, chartreuse, bistecca di manzo.
Oh,  tutto cos splendido, vero? mormor alcuni minuti dopo
zia Dorrie, lasciandosi cadere su una panca con un bicchiere di carta
colmo di t ghiacciato. Il sole filtrava attraverso il suo cappello verde,
dando ai lineamenti graziosi e stanchi una sfumatura da pianta.
Ah-aha, riusc a convenire Barbie. Mand gi una sorsata
di Coca-Cola.
Splendido, ripet Dorrie. Guard lentamente attorno a s
il fogliame esotico e gli indumenti altrettanto esotici di altri visitatori.
Sai, cara, sono stata cos male per Perry. Ma ora so che
se la caver benissimo, qualunque cosa accada. Ho pregato tanto,
per lui, e finalmente l'altra sera ho finito per mettere tutto
nelle mani di Ges e gli ho detto, ora sta a te. E quando, laggi,
ho visto quella meravigliosa, enorme orchidea dorata,  stato come
una promessa. Potrebbe darsi perfino che i medici trovino
una cura in tempo per Perry.
Mmm, borbott Barbie. Anche lei aveva pregato tanto, a
volte, fin da quando era una bambina, tentando di mettere la sua
vita nelle mani di Ges, ma la cosa non aveva mai funzionato. L'episodio
pi recente era stato quando lei aveva quindici anni, nella
nuova chiesa Battista dove andava la sua amica Nancy. L'organo
suonava e il sole splendeva attraverso le vetrate rosa e verdi. Tutti
pregavano, concentrati, e il ministro stava invitandoli a venire
avanti e ad accettare il Signore.
Barbie aveva tentato, ma non le era riuscito di uscire dal banco.
Non poteva scacciare da s l'idea che il Signore non volesse saperne
di lei. Il suo occhio  sul passero, cantavano gli altri, e io
so che Lui mi osserva. Ma quello che provava sempre Barbie era
che forse l'occhio del Signore era anche su di lei, ma che a lui non
importasse molto di quello che vedeva. Non avrebbe mosso un dito
se lei il mattino dopo fosse annegata, perch tanto a questo
mondo non era utile a nessuno.
Ho preso le piante, mamma, disse Jacko, avvicinandosi.
Ora devo andare a caricarle sul furgone.
Ti aiuto io, caro.
No, tu resta seduta l. O guardati intorno ancora un po', se
vuoi. Mi aiuter Barbie.
Fuori, il sole scottava pi che mai. A causa della folla, Jacko
aveva dovuto parcheggiare molto pi in l lungo la strada. Il tempo
perch lui e Barbie, sovraccarichi di piante, di vasi e di sacchi
di concime per le orchidee arrivassero al furgone, ed erano tutti
e due sudati e irritabili.
Ehi, non in quel modo! grid lui mentre lei cominciava a
sollevare un pesante vassoio di plastica pieno di talee. Spaventata,
Barbie lasci scivolare le piante da un lato, e qualcuna fin
a terra e si ruppe.
Dio, che imbranata.
Mi spiace, mormor lei.
Gi. Jacko ricaric tutto sul vassoio e, abbassata la ribalta
posteriore del camioncino, ve lo fece scivolare dentro. Poi, respirando
con affanno, si appoggi al veicolo.
Uh, Perry, hai un aspetto orribile, disse con assoluta mancanza
di tatto Barbie. Sai cosa dice mamma, dice che il genere di lavoro
che fai non va bene per una persona malata, all'aperto tutto il
tempo con questo sole, in questo clima umido. Ecco che cosa dice.
Ah, davvero, replic col fiato corto Jacko.
Mm-hm. Pensa che dovresti vendere la propriet e tornartene
a Tulsa.
S, lo ha detto anche a me. E tu come la pensi?
Non saprei, rispose lei, confusa. Mamma dice...
Oh, piantala la interruppe Jacko. Sai che cosa sei, Barbie,
non sei altro che una specie di tromba.
Come? domand stupidamente Barbie. Lei proprio non capiva
cosa c'entrassero le trombe, ora. L'aveva suonata, una tromba,
nella banda della sua scuola, quando marciavano sul campo prima
delle partite di football americano. Lei aveva un bel costume rosso
gallonato d'oro e con le spalline frangiate, e il pi delle volte non faceva
nemmeno errori. Per anni, in seguito, aveva tenuto la sua tromba,
chiusa nell'astuccio foderato di velluto verde, sullo scaffale in alto
del suo armadio, e qualche volta, quando in casa non c'era nessuno,
la tirava gi e suonava un motivo. Che cosa vuoi dire?
Voglio dire che tu suoni, ma le battute te le scrive zia Myra,
rispose Jacko. Dio. Non sai proprio niente.
Be', non sai molto neanche tu, replic Barbie, tentando di
ricacciare indietro lacrime di rabbia. L'espressione sprezzante di
lui, che le era familiare fin dall'infanzia, la spingeva a continuare.
Per esempio, tu credi che mamma vuole che tu torni a Tulsa
cos l puoi stare bene. Ma a lei non gliene importa niente di
questo, lei vuole solo impadronirsi della tua propriet, cos pu
cederla al partito repubblicano.
Non essere stupida, ribatt Jacko, ignorando le lacrime di
Barbie, che aveva visto cos spesso. Non ho nessuna intenzione
di dare la casa di Alvin a zia Myra, io.
Tu no, insistette Barbie, sempre singhiozzando. Ma lei calcola
che morirai e lascerai tutto a zia Dorrie, e mamma da lei pu
farsi dare qualsiasi cosa. Lo fa sempre.
Non sai di che cosa stai parlando, disse Jacko, ma la sua
espressione era preoccupata.
S che lo so, Barbie deglut. Per esempio, perch credi che
zia Dorrie abbia dato la sua casa in cambio di quell'alloggetto in
condominio sul viale? E stata un'idea di mamma, quando le servivano
soldi per la campagna elettorale di Bob.
Aspetta un momento, Jacko si asciug la faccia con un
fazzolettone verde. Stai dicendo che Myra ha fatto vendere a
mamma la nostra casa?
Oh, gi.
Com' che non ha venduto la sua, di casa?
No, questo non poteva farlo. Le serve per le raccolte di fondi
e i ricevimenti. La casa di zia Dorrie non andava bene per le feste,
era troppo fuori mano, in campagna.
Per quasi un minuto, Jacko non disse niente. Incredibile,
riusc a mormorare alla fine. Davvero incredibile. Bene, grazie
d'avermelo detto. Chiuse, sbattendola, la ribalta posteriore,
poi aggrott la fronte. Di', che fine ha fatto quell'altra cattleya
che ho appena comperato?
Eh?
Quella grande orchidea bianca con il centro arancione. Quella
che ho dato a te da portare.
Non saprei. Barbie guard con indifferenza lungo la fila di
auto parcheggiate. Mi sa che non l'ho presa.
Oh, porca miseria, brontol Jacko. Sei proprio una frana,
tu. Okay, aspetta qui. Mezzo correndo, mezzo camminando, lui
si accinse a rifare tutta la strada.
Per un momento, Barbie segu le istruzioni; poi, ricominciando
a piangere, si allontan lentamente lungo la strada nella direzione
opposta, senza alcuna ragione salvo il bisogno di allontanarsi
dalle accuse di Jacko e dalla propria costante infelicit, e una vaga
idea di annegare se stessa e tutti i suoi guai in mare.
Il sole splendeva, il vento caldo soffiava, l'acqua scintillava di
un blu intenso e di un verde liquido, pallido, cristallino, ma Barbie
non vedeva niente di tutto questo. Si arrest soltanto quando
un ostacolo si present sul suo cammino, sotto forma di un tavolo
pieghevole sul quale si ammucchiavano libri e opuscoli, e di un
cartello dipinto a mano in grandi lettere verdi:
SALVATE IL TRICHECO
Ricacciando indietro le lacrime, si ferm e fiss quell'apparizione,
e poi il giovane che sedeva dietro il tavolo pieghevole su una
sedia pieghevole, all'ombra di una palma da cocco. Aveva capelli
biondi e crespi, un grosso naso scottato dal sole e occhiali scuri.
Ehi, disse alla fine lei, asciugandosi gli occhi con il dorso
della mano. Mettiamo che volessi salvare i trichechi, che cosa
dovrei fare?
Dovrebbe firmare questa petizione, rispose lui, spingendo
avanti una specie di registro.
Lentamente, Barbie prese la penna che lui le offriva. Tutto qui?
Be', no. Volendo, potrebbe aiutarci davvero. Si tolse gli occhiali
da sole per vederla meglio, mettendo in mostra occhi di un
celeste acquoso cerchiati di pelle pi pallida, non abbronzata, che
gli davano l'aspetto di un procione.
In che modo? domand lei, scrivendo sotto il suo nome (e
dopo un attimo di riflessione) l'indirizzo di Jacko.
Be', potrebbe darci qualche dollaro, sugger lui, valutando evidentemente
Barbie come una persona senza grandi risorse finanziarie.
Oppure, potrebbe scrivere buste, distribuire volantini a
Mallory Dock, affiggere manifesti. O magari sedersi dietro a un tavolo da
qualche parte con questa petizione, come sto facendo io ora.
S? disse lei, pensosa.
Se le interessa davvero, potrebbe venire alla riunione, la settimana prossima.
S, questo potrei farlo, rispose lentamente Barbie. Certo. Mi piacerebbe salvare il tricheco.
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
Pi tardi quel giorno, mentre il sole si faceva ancor pi caldo,
Jenny se ne stava su una sdraio accanto alla piscina, protetta dalla
rete metallica per gli insetti che, dalla Campagna antizanzare, non
esistevano pi. Quel pomeriggio il posto aveva un'aria trascurata:
Jacko era al lavoro nei giardini di altre persone e non aveva avuto
tempo di spazzar via i detriti che erano caduti durante la settimana
di pioggia.
Jenny era stanca della piscina e anche della casa. Chi veramente
desiderava vedere era Lee Weiss, bench l'avesse gi vista il
venerd e l'avrebbe vista di nuovo l'indomani.
Ma provava qualcosa di quasi simile al terrore all'idea che, se
fosse entrata inaspettata nell'Artemis Lodge, Lee sarebbe parsa
non soltanto sorpresa ma anche un po' tediata.
Invece, aveva pensato, perch non andare alla spiaggia con
Wilkie? In fin dei conti, era suo marito, e le coppie sposate di solito
andavano insieme in spiaggia. Gli si era avvicinata per proporglielo
quando lui, alla solita ora, era sceso dallo studio.
Ho pensato che potrei venire a nuotare con te, aveva detto,
sfiorandogli il braccio e sorridendo nervosamente.
Wilkie si era arrestato di colpo. Aveva fissato la moglie con
aria strana, feroce, come se fosse sul punto di darle uno schiaffo.
Poi, con la voce tesa e controllata di un professore che faccia notare
un'evidente pecca nell'argomentazione di uno studente, aveva
detto: Ma non sei pronta.
Vado a infilarmi il costume; ci metto un attimo, aveva
promesso lei.
Mi spiace ma non posso aspettare, aveva borbottato lui.
Un'altra volta, magari. Poi si era spinto oltre, attraverso il soggiorno
e fuori della porta..
Jenny, sbigottita e con un senso di capogiro, era rimasta presso
la scala, tenendosi alla brutta ringhiera cromata per paura di cadere.
Spesso, ultimamente, Wilkie era stato brusco con lei; ma mai
cos aspro, cos rude. Forse non mi ama pi, si era detta. Forse ha
smesso di amarmi da un pezzo.
E forse non lo amo pi neanch'io, aveva pensato all'improvviso.
Perch com'era possibile amare una persona che si mostrava
cos fredda e scostante?
Mentre se ne stava distesa nell'ombra calda e marezzata di sole,
un brivido l'attravers da capo a piedi. Perch se Wilkie non
l'amava, e lei non lo amava pi, tutto era cambiato e sbagliato.
Forse, disse a se stessa, lui non aveva inteso parlarle cos
com'era sembrato a lei. Forse, lei era suscettibile perch era fisicamente
frustrata. In fin dei conti, erano passate quasi due settimane
da quando Wilkie aveva voluto fare l'amore, e ancora pi
tempo prima di quella volta.
Jenny non era avvezza ad essere turbata dal desiderio: per la
maggior parte del tempo, era sempre stato Wilkie il pi appassionato,
quello il cui bisogno era pi grande e pi frequente. Poi, da
circa una quindicina d'anni, le richieste di lui avevano cominciato
a poco a poco a rallentare, finch col tempo si erano trovati perfettamente
in sintonia per una volta alla settimana. Erano stati anni
meravigliosi, quelli, anni di armonia durante i quali lei non aveva
mai avuto un pensiero poco affettuoso (non che lo avrebbe mai
espresso, s'intende): Oh, no, caro, ti prego, non adesso.
Ma poi, l'autunno passato... Era perch lui stava invecchiando,
come aveva affermato. Una triste, piovosa sera le aveva mormorato
quelle parole, domandando poi a Jenny se le dispiacesse
aspettare ancora qualche giorno. Le aveva perfino domandato se
avrebbe gradito che lui, come si era espresso, la stimolasse.
Ti farebbe piacere? aveva detto.
Oh, no, grazie, aveva replicato lei, con una mezza risata
d'imbarazzo, grata che Wilkie non potesse vederla inorridire e arrossire
nel buio. No, non mi farebbe piacere affatto, aveva pensato.
Se non partecipasse anche lui, sarebbe meccanico e orribile.
Era solo una domanda, aveva detto Wilkie, ridendo a sua
volta, pi liberamente. Ho idea che stai invecchiando anche tu.
Ma lei non stava invecchiando, o almeno non nel senso che intendeva
lui. Specialmente non l a Key West dove, come nella maggior
parte dei luoghi di villeggiatura, tutto sembrava cospirare a
raccomandare e incoraggiare il piacere dei sensi. In un luogo del
genere, o ti lasciavi sedurre dall'atmosfera, oppure, come Wilkie,
diventavi sempre pi contrariato, teso e chiuso in te stesso.
Salvo che per alcuni giorni la settimana scorsa, pens Jenny,
lui  stato ancora pi gelido con me, qui a Key West, che in teoria
avrebbe dovuto riavvicinarci. Vorrei non esserci mai venuta...
Ma se non fossero venuti a Key West, non avrebbe mai conosciuto
Lee Weiss. E, al pensiero di Lee, sorrise nonostante tutta la
sua confusa infelicit.
Quando non poteva vedere Lee, era gi piacevole il solo pensare
a lei: alla sua profonda risata, alle sue braccia lisce e abbronzate.
Lee ben piantata su solide gambe brune che spuntavano da
jeans candeggiati e sfrangiati. Lee che preparava l'insalata nella
sua grande ciotola di mogano: non usava mai una forchetta e un
cucchiaio, lei, ma con le sue larghe mani bronzee mescolava lattuga,
cetriolo e pomodoro in una spuma di verde, di bianco e di rosso,
e a Jenny, che la osservava, veniva voglia di tuffare a sua volta
le mani nell'insalata, insieme a quelle di Lee.
Inutile fingere, disse ora a se stessa, accigliandosi. Non era soltanto
l'intelligenza, la bont e il calore umano di Lee che lei amava,
era tutto il suo aspetto. Provava un'attrazione sensuale verso
un'altra persona del suo stesso sesso.
E in questo non c'era niente di nuovo, in realt. La sola differenza
era che quell'attrazione non era mai stata cos forte. Jenny
aveva sempre pensato che in generale le donne erano pi belle degli
uomini. La maggior parte degli uomini, perfino quelli di bell'aspetto
come Wilkie, erano coperti di peli nei posti sbagliati - a
volte su tutta la schiena, perfino - e avevano pelle ruvida, mani
rozze, piedi nodosi e rossi, antiestetiche parti penzolanti che la natura
avrebbe dovuto creare in modo da renderle pi intime. Le
donne erano pi aggraziate, pi eleganti, erano tutte pi delicate.
Jenny ricordava che a lei era sempre piaciuto guardare i corpi
femminili. Per esempio, una delle cose pi belle del nuoto che
si praticava nella piscina del college era l'osservare persone nelle
docce e negli spogliatoi: donne di ogni forma e colore, e di tutte
le et, dalla bambinetta alla nonna. Tutte cos diverse, e per la
maggior parte bellissime, in realt, perfino quando avevano i segni
dell'abbronzatura o lentiggini o lunghe ciocche di capelli bagnati
e non pettinati, grandi seni pendenti o quasi niente seno. Si
chinavano per infilare il costume da bagno, o si torcevano per insaponare
strette schiene un po' scheletriche, oppure larghe e carnose,
o sollevavano le gambe fino all'altezza del grembo per scioglierne
i lunghi muscoli.
Per anni a Jenny era piaciuto osservarle senza realmente rendersene
conto e senza parlarne con nessuno. Se Wilkie l'avesse
saputo, avrebbe provato disgusto nei suoi confronti, anche pi
di quello che probabilmente gi provava. Secondo Wilkie, l'amore
per il proprio stesso sesso era una bizzarria della natura,
oppure un segno di immaturit, un egoistico rifiuto ad affrontare
responsabilit da adulto.
Ma questo non aveva senso se si pensava a Lee, che era pi matura
e responsabile di chiunque Jenny conoscesse. E ce n'erano
tante di persone mature e responsabili come Lee, o come Jacko,
una su dieci, lei lo aveva letto da qualche parte, e non era colpa loro
proprio come non era una colpa essere alti, bassi, zoppi o ciechi.
Se qualcuno era vittima di uno di quegli handicap, Wilkie si
mostrava comprensivo e perfino generoso. Offriva denaro per la
conversione dei suoi libri in Braille o in cassetta, ed era gentile con
chiunque avesse problemi fisici. Un biologo loro amico era affetto
da paralisi, e Wilkie alle conferenze e ai ricevimenti era sempre
pronto a spingergli la sedia a rotelle su per qualche scalino o attorno
a un ostacolo, facendone un affettuoso motivo di scherzo.
Riguardo alle anomalie sessuali, era sempre stato piuttosto
irragionevole. In passato quell'irragionevolezza era stata uno
scomodo inconveniente, e tanto pi lo era l a Key West, dove diversi
dei residenti invernali pi interessanti erano omosessuali.
Non ho nessun bisogno di conoscerlo, aveva detto Wilkie di
un famoso, anziano biografo e critico. Lo sai che non vado
d'accordo con i finocchi.
Finocchi: un termine davvero strano, quello, senza alcun apparente
rapporto con la realt, rifletteva Jenny mentre si impigriva
al sole, un termine che nessun altro di sua conoscenza usava. A
sentire Lee, Jacko era gay, e in quel caso la parola aveva un senso,
visto che in genere Jacko era un tipo gaio. Ma niente in lui le
ricordava in modo particolare i finocchi.
Se Jacko fosse un vegetale, pens ancora, assonnata, sarebbe
una pesca, per lo splendore caldo e dorato della pelle, e per la lieve
peluria sulle braccia e sulle gambe. Mentre lei, Jenny, sarebbe
stata una mela: una di quelle a pasta dura e bianca che erano cos
buone in insalata. E Lee sarebbe stata qualcosa di pi esotico: una
papaia, forse, o un melone sudamericano come quelli che c'erano
a volte al mercato. Il profumo era paradisiaco, e in mano li sentivi
pesanti e caldi; ad aprirli, poi, mostravano una carne soda di un
rosa-arancione intenso ed emanavano dolcezza. Proprio come
avrebbe fatto Lee se...
Mezzo addormentata, Jenny sorrise. Poi si tir su di scatto,
scandalizzata. No, era orribile, non doveva avere pensieri del genere.
Si alz, gett da parte lo spesso lenzuolo da bagno rosa carico
e si tuff nella piscina coperta di foglie.
Lo strato superiore, riscaldato dal sole, era piacevole, ma al di
sotto l'acqua era gelida, dopo una settimana di cattivo tempo. Jenny
rabbrivid per lo shock, ma lott contro l'impulso di uscire dalla vasca.
Forse le avrebbe fatto bene; in fin dei conti, l'acqua fredda era
ritenuta per tradizione una cura per il desiderio sessuale indesiderato.
Serrando i denti, prese a dare bracciate in un rapido crawl.
Nell'attimo in cui, arrivata all'estremit pi profonda della piscina,
sollev la testa per riprendere fiato, con le foglie nei capelli,
e si gir per tornare indietro, Jenny si rese conto che c'era qualcun
altro nel recinto di rete metallica: un uomo in calzoni bianchi
e camicia rossa. Batt le palpebre, torn a immergersi, e prese a
nuotare in senso inverso ma con pi calma.
Ehil, salve, disse lui, guardando in gi e venendo a trovarsi
quasi al di sopra di lei che, immersa fino alla vita nell'acqua gelida,
rabbrividiva e si scostava dal viso capelli grondanti e foglie.
Era Gerry Grass, e reggeva una specie di grosso pacco.
Oh, ciao. Il tono di Jenny era piatto. Bagnata, tremante di
freddo, relativamente svestita, e con i capelli gocciolanti a livello
dei sandali asciutti di Gerry, si sentiva tremendamente in svantaggio.
Guad fino agli scalini e li sal. Ora, se non altro, era allo stesso
livello; ma sebbene indossasse un bel costume verde quanto
mai castigato, si sentiva nuda. E per il modo come lui mi guarda,
pens, con quel sorriso troppo confidenziale. Deliberatamente, gli
pass accanto senza fermarsi, si avvolse intorno alla persona la
spugna da spiaggia e sedette.
Ti ho portato un omaggio, disse Gerry, seguendola. Buon San
Valentino. Le tendeva una grande scatola rossa a forma di cuore.
Oh, davvero? disse Jenny. Non mi ricordavo che fosse...
Rise in modo forzato. Grazie. La scatola era pesantemente imbottita
e decorata di un nastro di raso rosso. Non mi aspettavo...
Sono anni che non... Pi di una decina, almeno, pens, da quando
Bill era ancora abbastanza piccolo per dare alla sua mamma un
Valentino fatto in casa, ritagliato nel cartoncino rosso e guarnito
di stelle filanti. Lei ne aveva ancora cinque o sei, a casa, raccolti in
una cartelletta. Wilkie non le aveva mai dato niente il 14 febbraio;
non era una delle feste che lui riconoscesse.
 per ringraziarti d'essere stata cos buona con me a colazione,
disse Gerry. Ti sei sorbita tutti i miei guai.
Grazie, ma non era... Non dovevi... mormor Jenny. A parer
suo, i guai di Gerry non erano di prima grandezza. Il suo computer
portatile faceva i capricci, il suo editore aveva lasciato che uno
dei suoi libri si esaurisse: le solite seccature editoriali, di cui anche
Wilkie ogni tanto soffriva. Era anche vero che la ragazza di Gerry lo
aveva piantato, ma la cosa stava profilandosi gi da un pezzo.
Gerry, che ora appariva del tutto sereno, accost una sedia a
quella di lei. Ora puoi aprirla, se vuoi, sugger, guardando la
scatola a forma di cuore.
D'accordo. Lei fece scivolar via il nastro di raso e sollev il
coperchio imbottito su tutta una serie di cioccolatini assortiti, ciascuno
nella sua coppetta pieghettata di carta marrone. Oh, che
meraviglia, disse in tono piuttosto incolore. Prego, serviti.
Gerry allung la mano, poi la ritrasse. Oh, no; prima tu.
Jenny scelse un cioccolatino a forma di mandorla e pos la
scatola sul poggiapiedi della sua sdraio.
Ah. E al caramello, disse con soddisfazione lui, sorridendo
e masticando.
Prendine un altro. Prendine quanti ne vuoi.
Non dovrei.
Oh, coraggio, disse lei, sorpresa tra quell'ondeggiare tra la
golosit e le buone maniere in un uomo che tutto sommato aveva
pi di cinquant'anni ed era uno dei pi noti poeti d'America.
Ma il regalo  per te, protest Gerry.
I regali vanno spartiti. Cos diceva sempre mia madre.
Ma era dura, vero? Gerry sorrise e pass una mano tra i
folti riccioli quasi grigi. Specie quando non tutti gli altri bambini
ti erano simpatici.
Be', un po', ammise Jenny, sorridendo per la prima volta.
Era riposante starsene l al sole, a condurre quella ingenua conversazione.
 il genere di societ malata in cui siamo stati allevati, annunci
Gerry. Ora,  mia convinzione che si debba dividere tutto,
ma solo con persone che ami e ammiri. Torn a protendersi
verso la scatola, rivolgendo a lei un sorriso di sotto in su. Cortesemente,
lei gliela spinse pi vicino.
Spero che questo voglia dire che mi ami e mi ammiri, disse
lui, scegliendo un piccolo cubo avvolto nella stagnola dorata.
Jenny si trattenne con difficolt dall'allontanare la scatola.
Non ho mai detto di credere nella tua regola, replic freddamente.
Ma Gerry si limit a ridere, mettendo in mostra un'otturazione
d'oro che s'intonava alla stagnola.
Ma sta flirtando, si disse lei; e pensa che lo stia facendo a mia
volta. Be', perch non dovrebbe pensarlo? Sa di essere un uomo
attraente, con la sua bella statura e i suoi lineamenti regolari. Se
per caso dovessi flirtare con lui, molti lo troverebbero pi che naturale,
specie se sapessero quanto  strano Wilkie da mesi, ormai.
Sai che cosa dice un amico, soggiunse Gerry, in tono meditabondo.
Dice che perfino le brutte esperienze, come quello che
 successo tra me e Tiffany, possono essere produttive per uno
scrittore. Perch alla fine  tutta biada per la poesia.
Mm, mugol Jenny, non convinta e perfino un po' disgustata.
Nella sua mente era apparsa l'immagine di un grosso cavallo da
tiro che, nella sua stalla, masticava avidamente l'avena e il fieno
dell'umana infelicit. Prese pi che mai la risoluzione di non confidarsi
con Gerry, il quale avrebbe potuto decidere di dare in pasto
l'infelicit di lei, oltre che la propria, a quel grosso cavallo il cui
nome, secondo lui, probabilmente era Pegaso.
...  stato un bene per me essere a Key West, stava dicendo
Gerry. Ora che Tiff se n' andata sto lavorando veramente bene.
Stavo cominciando a irrancidirmi, l in California. Diventavo cinico,
perfino, cosa che proprio detesto. Si accigli, abbassando le
disordinate sopracciglia grigie; poi le sorrise, chinandosi e facendosi
pi vicino; ora lei poteva vedere la folta crescita di pelame
biondo-grigio fare capolino dalla camicia rosso fuoco.
S? disse, ricambiando appena il sorriso.
C'era una pessima atmosfera per me, a Los Angeles. Tiff e i
suoi amici non facevano che parlare di soldi. A volte fingevano di
interessarsi di arte, o di politica o dell'ambiente, ma quello che
realmente stava loro a cuore era il totale, mi spiego?
Mm, rispose Jenny. Una delle qualit di Gerry era che dell'ambiente
si preoccupava davvero. Alcuni anni prima aveva
pubblicato un libro sulla natura e sui movimenti ecologisti intitolato
Uomini di quercia, che conteneva diverse citazioni prese
dalle opere di Wilkie. A sua volta, in uno scambio di cortesie,
Wilkie in un articolo su Atlantic aveva citato una delle poesie
di Gerry.
Gentaglia fottuta, quasi tutti, perdonami il termine, borbott
Gerry quasi tra s, adagiandosi contro la spalliera.
Figurati, replic amabilmente Jenny; ma quello che in realt
provava era noia e disgusto. Gerry aveva smesso di flirtare, ammesso
che l'avesse fatto. Ma era quello che lei aveva sperato, e
dunque perch ne era seccata?
Non tutti, per, continu lui. Il mese scorso ho conosciuto
un tale dell'Oregon, un individuo veramente notevole. Ha progettato
un sistema che usa l'energia del vento che far risparmiare
dio sa quanto gas e carbone. Sono rimasto colpito. A volte mi scoraggio,
pensando al modo in cui sta andando il mondo, capisci?
Poi parlo con uno come lui, e penso che qualche speranza l'abbiamo.
Ma Tiff e i suoi amici... Tutto quello che volevano sapere
era che profitto avrebbero dato i suoi mulini a vento, e in tal caso
quanto potevano ricavarne dal lato finanziario? Capisci?
S; ho conosciuto anch'io persone del genere, disse Jenny.
 un bene essere fuori da quell'ambiente. Stare con persone
come Wilkie. Io l'ho sempre ammirato, anche prima che ci conoscessimo.
Non immagini quanto ne fui compiaciuto quando, nel
suo articolo, volle citare quei versi da Voci dei boschi perduti. Sai,
c' gente che ancora mi cerca, gente che non aveva mai letto una
poesia, e dice...
Non stava flirtando, si disse Jenny. Stava solo mostrandosi
gentile con me perch sono la moglie di Wilkie, proprio come tutti
gli altri. Tutti tranne Lee.
Quello che ha, soprattutto,  la sua integrit. Non  mai sceso
a compromessi, non ha mai fatto niente di cui potesse vergognarsi,
o per cui gli altri potessero prenderlo in giro.
No, suppongo di no, pens Jenny, smettendo di nuovo di
ascoltare mentre alla lode che Gerry faceva di Wilkie seguivano
deplorazioni per il modo in cui andava il mondo, e per il proprio
colpevole coinvolgimento in tanta degradazione.
...Quella pubblicit per i computer portatili; probabilmente
l'avrai vista, era su un sacco di riviste, l'estate scorsa, stava dicendo
Gerry quando lei si rimise ad ascoltare. Me l'aveva procurata
una tale che Tiff conosceva. A me l'idea non piaceva molto,
ma avevo bisogno di pagare la retta del college di Gaia - mia figlia
minore,  alla Stanford - e cos acconsentii. Mi fecero posare insieme
a un giocatore di football americano. Lui era alto quasi due
metri e dieci e di sicuro superava i cento chili. Da come ci fotografarono,
lui sembrava un bel ragazzone sano e pieno di vita, e io
una sorta di esteta mezzo matto. Ne ho ricavato un assegno di cinquemila
dollari e un nuovo computer portatile, ma ci ho rimesso
un sacco di credibilit. Tiff non riusciva a capirlo. Continuava a ripetere:
Tutta la pubblicit  buona pubblicit.
Mm. Jenny l'aveva udita spesso quella dubbia asserzione:
era una delle preferite del nuovo agente di Wilkie.
Se vuoi il mio parere,  come dire, tutti i cioccolatini sono
buoni cioccolatini. La verit  che uno di loro potrebbe anche avvelenarti.
Gerry diede in una breve risata amara e si serv di un
altro bonbon, presumibilmente non tossico. Scommetto che
Wilkie non ha mai fatto niente di simile a quella rclame.
Be', lui... no, come quella, no, conferm Jenny, decidendo
di non nominare l'appello di un'istituzione benefica in cui
era apparsa una sciocca istantanea di Wilkie. In quella fotografia
la bocca di Wilkie, aperta, lasciava vedere la parziale dentiera,
e lui, evidentemente contro ogni sua volont, veniva omaggiato
con un gigantesco panda di peluche che voleva rappresentare
gli animali selvatici del mondo.
Ma sai, la gente dimenticher quella foto pubblicitaria, disse.
Sempre che, voglio dire, l'abbiano vista. Io no, per esempio.
Aveva assunto, automaticamente, il tono conciliante, quasi melodioso
che aveva perfezionato nel corso degli anni per reagire a
qualsiasi pubblico insulto o motivo di imbarazzo per Wilkie.
Quasi nessuno se ne ricorda, della pubblicit.
Me lo auguro. Gerry fissava il fondo della piscina, poi sollev
la testa. Sai quell'airone bianco dall'aria d'essersi smarrito di
cui ti dicevo venerd, quello che avevo visto per la strada? disse.
L'ho messo in una poesia. Mi piacerebbe che tu la leggessi.
Con piacere, rispose Jenny, consapevole che rifiutarsi di prendere
visione dell'opera di uno scrittore  sempre un insulto mortale.
Fantastico. Gerry si chin verso di lei, le mise la mano calda
sul braccio, molto pi fresco, e la fiss intensamente negli occhi.
 su nel mio studio, se non ti spiace fare le scale... Qui comincia
a fare un caldo d'inferno.
S, si rese conto Jenny, faceva un gran caldo... specialmente
sotto la mano di Gerry. Forse aveva visto giusto, tutto sommato.
Ti offrir qualcosa di fresco, aggiunse lui, allontanando la
mano ma non lo sguardo.
Oh... Grazie, ma non occorre... Sta di nuovo flirtando, disse
a se stessa; forse pi che flirtando. Be', se non altro non andr
certo lass seminuda. Facciamo cos, disse. Vado a mettermi
qualcosa di asciutto e ti raggiungo tra dieci minuti.
Fantastico, ripet Gerry. Ehi, non dimenticare i cioccolatini.
Si squaglieranno, qui fuori.
Portando con s l'enorme scatola rossa a forma di cuore.
Jenny attravers il soggiorno, fermandosi nel passare a guardar
fuori dalla finestra verso strada per vedere se Wilkie stesse tornando
dalla spiaggia.
C'era qualcuno vicino al cancello, ma era soltanto la cugina di
Jacko, Barbie, una giovane donna bionda, insulsa e cicciottella,
che si era rivelata una delle ammiratrici di Wilkie, totalmente rapita
nel ritrovarsi a soggiornare porta a porta con lui. Gi due
volte aveva informato Jenny che doveva essere meraviglioso essere
la moglie di un uomo come quello. S, un tempo lo era, aveva
pensato Jenny. Quel giorno Barbie, che presumibilmente era in attesa
di suo cugino Jacko, era vestita peggio del solito: camicetta
rosa arricciata che le lasciava nude le spalle e calzoncini bianchi
cortissimi, come una cantante country western.
La zia di Barbie, in verit, era una donna tranquilla e gradevole,
rifletteva Jenny nel salire le scale. Il giorno prima aveva avuto
un'interessante conversazione con lei sulle piante. Secondo
Dorrie Jackson, il rigoglioso rampicante vicino al cancello era un
comune filodendro. In quel clima tropicale, quando trovava un albero
adatto, subiva una completa metamorfosi. Accorgendosi dell'espressione
cortese ma niente affatto convinta di Jenny, la signora
Jackson gliene aveva dato la prova col mostrarle, alla base dell'albero,
un germoglio della stessa pianta nella sua forma pi piccola,
settentrionale.
In compenso, pensava Jenny mentre si sfilava il costume bagnato,
la madre di Barbie, Myra Mumpson, era una persona davvero
irritante. Ieri, per esempio, si era praticamente imposta fin
dentro casa, dicendo di voler dare un'occhiata per Jacko, il futuro
proprietario dell'insieme. Sa, sono un'agente immobiliare,
aveva spiegato, spingendosi oltre Jenny nell'ingresso. Poi aveva
fatto un rapido giro delle stanze, lasciando cadere qua e l frasi
che sembravano uscire dal dpliant di una societ immobiliare, tipo
angolo pranzo e bagno padronale.
Jenny aveva cercato di tenere la signora Mumpson fuori dello
studio di Wilkie, ma senza riuscirci. Voglio dare solo un'occhiatina,
ci metto un istante, aveva gridato l'altra, aprendo la porta.
Wilkie, che era seduto sul dondolo a guardare fuori della finestra,
aveva rialzato lo sguardo, e nella sua espressione la sorpresa si era
immediatamente trasformata in rancore. Chi diavolo era quella
donna orribile? aveva domandato rabbiosamente a Jenny, in seguito,
come lei aveva dal primo istante previsto.
Aprendo la portiera di quello che la signora Mumpson aveva
definito una elegante cabina armadio, Jenny scelse gli abiti
che sembravano appropriati per un drink con-un padrone di
casa nell'attuale stato d'animo di Gerry Grass: scarpe di tela,
calzoni su misura, e una camicia da uomo di un tessuto ruvido
che non suggerisse approcci erotici, in caso lui avesse questo in
mente, n li facilitasse.
Una volta vestita, scese, gettando di nuovo un'occhiata fuori.
Wilkie non stava tornando ora dalla spiaggia, vide: era gi arrivato.
Fermo presso il cancello in calzoncini da bagno, parlava con
Barbie Mumpson, che gli stava vicinissima, guardandolo con l'espressione
adorante comune a tutte le sue ammiratrici.
Ma, come Jenny fece per voltare le spalle a quella vista familiare,
qualcosa di ben poco familiare accadde. Barbie si alz sulla
punta dei piedi, gett le braccia intorno a Wilkie e lo baci,
proprio sulla bocca. Occasionalmente, in passato, Jenny aveva
visto donne esaltate cercare di far questo, e la reazione di suo
marito era sempre stata un rapido anche se educato indietreggiare.
Ma ora Wilkie non si sottraeva al bacio; poteva darsi perfino
che stesse ricambiandolo, sebbene fosse difficile averne la
certezza. Si limitava a starsene l, immobile.
E forse niente di poco familiare era accaduto, pens Jenny
mentre Barbie lasciava finalmente andare suo marito; niente che
non fosse gi accaduto in precedenza. Forse per questo Wilkie
era stato cos strano ultimamente, cos distante. Forse quando
un anno prima aveva detto che stavano invecchiando, era all'et
di lei che si riferiva, non alla propria. Aveva inteso dire che
Jenny non lo interessava pi dal lato romantico, che desiderava
una donna pi giovane. Bene, nemmeno io sono interessata a te,
pens Jenny. Io ti odio.
Nel frattempo Wilkie rimaneva fermo, l, vicino a Barbie
Mumpson, a fissarla con aria idiota. Ma ben presto sarebbe probabilmente
rientrato in casa e avrebbe gettato a lei lo stesso fuggevole,
gelido, distante sguardo che aveva gettato nella sua direzione
quando era uscito per andare a nuotare.
Questo lei non poteva sopportarlo, non ora. Voltate le spalle,
Jenny corse attraverso la stanza e poi al di l delle porte di vetro
scorrevoli, diretta all'appartamento di Gerry.
Un'ora prima, fuggendo da sua moglie e dalla sua casa, Wilkie
Walker si era affrettato lungo il marciapiede tutto crepe in direzione
dell'oceano. Respirava con affanno e il cuore gli batteva come
se fosse sfuggito per miracolo a un disastro. No, a due disastri.
Quando Jenny lo aveva guardato e, posandogli la morbida mano
sul braccio, aveva detto, sorridendo ma con tanto desiderio, che le
avrebbe fatto piacere andare a nuotare con lui, Wilkie era stato
scosso da due impulsi inconciliabili e quasi incontrollabili: prima,
di abbracciarla e gridarle: Salvami! e poi di spingerla via, urlando:
Lasciami in pace, togli quelle mani da me! Appena in tempo,
aveva resistito ed era fuggito.
Aveva continuato a voltarsi, guardando dietro di s ogni pochi
istanti per la lontana possibilit che Jenny avesse infilato in fretta
il costume da bagno e ora stesse seguendolo. Questo sarebbe stato
fatale - no, anti-fatale - perch perfino arrivando in acqua per
primo lui non sarebbe stato in grado di mandare a effetto il suo
piano. Non poteva scomparire mentre sua moglie lo seguiva con
lo sguardo, nuotando appresso a lui, gridandogli di tornare indietro,
urlandogli a gran voce che stava spingendosi troppo al largo...
Ma era esattamente quello che Jenny avrebbe fatto se lui, rifiutandosi
di darle ascolto, avesse continuato a nuotare. Sarebbe probabilmente
finita con lui costretto a salvare lei, perch sebbene aggraziata,
in acqua Jenny non era una forte nuotatrice.
Di nuovo Wilkie aveva guardato dietro di s. La strada, come
spruzzata di sangue dai rossi petali fradici di buganvillea, era ancora
deserta. Forse Jenny non intendeva seguirlo. Magari questa
volta ce l'avrebbe fatta. Si era affrettato oltre.
Ora l'oceano si apriva poco pi avanti. Il sole era basso nel cielo,simile a una piatta, pallida arancia; non ci sarebbe voluto molto
al tramonto. Le condizioni erano ideali: un forte vento soffiava
dal Sud, la marea era alta, e il mare era striato da irregolari, dense
creste di spuma che ne mascheravano la superficie.
Wilkie aveva oltrepassato - per l'ultima volta, sperava - il cartello
del regolamento della spiaggia. Deliberatamente, si era avviato
attraverso la ruvida sabbia verso il pontile, ignorando la gente
che vi era radunata. All'altra estremit, lasciati i sandali, la camicia
e l'asciugamano sulle assi, aveva sceso gli scalini bagnati, tenendosi
ben saldo alla ringhiera di legno viscida di salmastro mentre
le onde si frangevano contro di lui. Non doveva scivolare, ora,
e farsi del male.
Il mare, dopo una settimana di pioggia, era freddo, quasi gelido.
Wilkie aveva preso ad allontanarsi dal pontile con alcune energiche
bracciate, poi si era fermato, tenendosi a galla e osservando
il sole scivolare nella fessura tra cielo e mare, aspettando che quelli
venuti ad ammirare il tramonto si disperdessero, che l'aria passasse
per l'ultima volta dall'oro al grigio. All'orizzonte, quasi fino
allo zenith, si ammassavano nuvole minacciose, forse segnalando
pioggia imminente. Quello era un bene; una tempesta improvvisa
avrebbe reso pi plausibile il suo annegamento.
Ben presto, solo cinque persone restavano sul pontile; un ragazzo
laggi vicino alla spiaggia, con un Walkman; una coppia piuttosto
anziana vicino a lui; e, all'altra estremit, un uomo su una sedia a rotelle
a motore e il suo minuto, bruno assistente cinese (o forse giapponese).
Wilkie aveva gi visto quei due: quasi ogni giorno, prima
che il tempo cambiasse, erano stati l al tramonto. L'invalido era giovane,
di una magrezza impressionante, e respirava attraverso un tubo.
A detta di Molly Hopkins, era probabilmente una delle molte
vittime dell'AIDS che venivano a morire a Key West. Al termine della
loro vita ritornavano dove un tempo erano state pi felici... e dove,
con ogni probabilit, si erano infettate e avevano infettato altri.
Mentre Wilkie aspettava, tenendo a bada il frangersi delle onde
piccole e discontinue, l'inserviente asiatico si era portato sul davanti
della sedia e si era chinato sopra l'invalido. Si erano fissati intensamente
ed era parso che parlassero. Poi l'orientale si era chinato
ulteriormente, aveva spostato il tubo da un lato e, appoggiate
le mani sulle spalle dell'altro, lo aveva baciato appassionatamente.
Infine aveva rimesso a posto il tubo, si era rialzato, e si era incamminato
lungo il pontile verso il furgone in cui viaggiavano sempre,
incespicando un paio di volte come se procedesse alla cieca.
Wilkie, imbarazzato da quella scena, si era girato. Per un momento
aveva continuato a tenersi a galla, osservando la luce rossa
svanire al largo, risentendosi di dover indugiare, mal sopportando
la presenza del moribondo. Il sole era scomparso, le nuvole rosee
stavano ormai sbiadendo; perch diavolo non se ne andavano?
Wilkie era contrariato: nessuno l'avrebbe saputo mai, ma gli dispiaceva
che le ultime, forti emozioni della sua vita fossero l'irritazione
e il disgusto. Scuotendo la testa, aveva preso a nuotare verso
l'orizzonte sempre pi buio.
Quasi immediatamente, nell'acqua alle sue spalle c'era stato
un tonfo forte, pesante, esplosivo. Wilkie aveva smesso di nuotare
e si era voltato. Il pontile era deserto, salvo i tre turisti laggi vicino
alla spiaggia. Il malato sulla sedia a rotelle era scomparso, come
lavato via dal tramonto con una spugna.
Anche i turisti avevano udito il tonfo: stavano alzandosi in
fretta, gridando, correndo lungo il pontile per poi radunarsi, all'estremit
opposta, e fissare l'acqua. Uno di loro agitava il braccio e
urlava qualcosa di non intelligibile a Wilkie.
La sua prima reazione era stata di puro, nero furore. Maledizione,
doveva succedere proprio adesso? Poi, automaticamente,
aveva preso a nuotare rapidamente verso il pontile.
Non era stato un incidente, aveva pensato d'improvviso mentre,
aggrappato alla ringhiera viscida, cominciava a tirarsi su dall'acqua.
Era stato un suicidio, deliberatamente e coraggiosamente
progettato. C'era l'alta marea, e una pesante sedia a rotelle con un
uomo legato ad essa da cinghie sarebbe andata - era andata - dritta
gi sul fondo roccioso in tre o quattro metri di acqua di mare.
Quattro minuti, era il massimo che chiunque potesse resistere senza
respirare, e quel tale non aveva risorse, era gravemente malato.
Dalla spiaggia l in fondo l'inserviente asiatico dell'invalido - no,
l'amante, Wilkie se ne rendeva conto - veniva ora correndo verso
di loro, urlando. Li ho visti dirsi addio, aveva pensato lui. Ho visto
il loro ultimo bacio. Si teneva aggrappato sugli scalini viscidi, al di
sopra dei quali i turisti ora si sporgevano, parlando tutti in coro e
indicando. Testimoni, si era detto, pronti a dichiarare che l'altro
giovane - l'amante - non era materialmente coinvolto in quella
morte. E sono anch'io un testimone.
Non saremo in grado di riportarlo a galla, e non  quello che
lui voleva; ma dobbiamo avere l'aria di tentare, si era detto Wilkie
mentre il ragazzo e l'asiatico venivano gi dagli scalini. E sar una
faccenda spiacevole e senza speranza. Nel frattempo, i due turisti
anziani ripercorrevano di corsa il pontile, probabilmente per chiamare la polizia.
I quindici minuti successivi, come Wilkie aveva previsto, erano
stati quanto mai sgradevoli. Con grande difficolt, lui e gli altri
due uomini si erano fatti strada a viva forza attraverso i sostegni
arrugginiti e incrostati di cirripedi del pontile. Strati gommosi di
alghe, e l'alta marea, avevano reso ben difficile per loro arrivare alla
pesante sedia a rotelle; la luce sempre pi fioca impediva di vedere
bene. La terza volta che Wilkie si era immerso, aveva afferrato
qualcosa di ossuto e di inerte che doveva essere un braccio, poi
lo aveva perduto. Ben presto si era ritrovato con un dolore nel
fianco e un lungo graffio sanguinante sulla spalla.
Ora la polizia e un'ambulanza erano arrivate; seguite da un
carro attrezzi con attaccato un argano. Gi una piccola folla di
quegli amanti dell'orrido attratti come da un magnetismo sul
luogo di un disastro aveva cominciato a radunarsi. Uomini con
pesanti attrezzature correvano verso l'estremit del pontile, facendone
tremare le assi.
Obbedendo alle istruzioni che venivano loro urlate, Wilkie e
gli altri salvatori dilettanti avevano rifatto il difficile percorso al di
sotto del pontile. Lui si era trascinato fuori dall'acqua nel vento
gelido, rendendosi conto d'essere esausto e tremante. Il braccio gli
sanguinava, ma non c'era niente con cui fermare il sangue; l'asciugamano,
la camicia e uno dei suoi sandali erano scomparsi, senza
dubbio spinti in acqua da qualche idiota, durante la confusione.
Stancamente, si era accinto a ripercorrere il pontile. Uno dei
poliziotti lo aveva fermato, facendogli stupide domande ripetitive
e annotando maldestramente il suo nome, indirizzo e numero
di telefono.
Okay, nonnino, ora  meglio che se ne torni a casa a scaldarsi,
aveva concluso confidenzialmente l'uomo. Ci penseremo noi
a contattarla per una dichiarazione.
Sfinito e furioso, Wilkie aveva attraversato zoppicando la
spiaggia con il sandalo che ancora gli rimaneva, e si era avviato
lungo Reynolds Street nel crepuscolo ventoso. Era al di l della ragione,
al di l della giustizia, che lui dovesse essere ostacolato in
quel modo, a pi riprese. Sembrava che una qualche forza invisibile
ma perfida fosse decisa a opporglisi; che pi di una volta gli si
era opposta. Qualcosa voleva che lui morisse in modo lento, umiliante,
dopo una lunga agonia.
Percorso in parte il primo isolato, si era fermato. Che diavolo
sto facendo? aveva pensato. Potrei tornare indietro subito e terminare
il lavoro. Si era voltato. Il carro attrezzi e l'ambulanza erano
ancora l, le loro luci rosse e bianche lampeggianti fuori sincronia.
Avrebbe dovuto aspettare che se ne andassero, e stava gi
tremando come una foglia, ma questo che importanza poteva avere?
Sarebbe morto prima di arrivare a buscarsi un malanno.
Ma se fosse morto quella sera, la sua fine sarebbe stata arbitrariamente
ma inesorabilmente legata a quella dell'uomo sulla sedia
a rotelle. Wilkie gi immaginava i titoli sul Key West Citizen:
DUE ANNEGATI A HIGGS BEACH. Peggio, il Times ne avrebbe
forse parlato nel suo necrologio. Per sempre, la sua vita rispettabile
e realizzata sarebbe stata associata a quell'altra, patetica fine.
Gi, e qualcuno si sarebbe perfino domandato se non vi fosse
un vero e proprio legame. La mente umana si lascia confondere
dalle coincidenze a sospettare un possibile nesso; formula false
spiegazioni. Sincronicit, cos era stata definita da Jung (un pensatore
di cui Wilkie non aveva un gran concetto). La contemporanea
morte del professor Walker non era per caso a sua volta un
suicidio? Quello era il genere di domanda che sarebbe venuta in
mente a critici e biografi sempre pronti a fiutare lo scandalo l dove
non esiste.
Lui l'aveva visto accadere ad altri amici che ormai erano scomparsi.
A Bill Lumkin, per esempio, perito in un incendio mentre
tentava di salvare il gatto del suo vicino. In seguito la gente aveva
cominciato a domandarsi perch il gatto fosse nel fienile di
Lumkin, che cosa poteva mai voler dire? Quando la risposta, naturalmente,
era che si trovava l per prendere i topi.
Forse, avrebbero speculato i cacciatori di scandali, Wilkie
Walker conosceva l'uomo della sedia a rotelle. Forse, un tempo
erano stati intimi.
No. Questo non doveva accadere. Doveva rimandare il suo incidente
fino a che non vi fosse stato alcun possibile nesso tra quello e
l'altro al quale aveva appena assistito. Doveva lasciar passare un giorno:
due, probabilmente, per maggior sicurezza. Due giorni in cui fingere
di mangiare, di dormire. Di chiacchierare. Di altre promesse di
conferenze e scritti che non sarebbero state mai mantenute, ma servivano
a dimostrare che lui aveva progetti per l'avvenire ed era una
persona buona e generosa. Wilkie si era sentito schiacciare dal peso
di quelle due giornate come da pietre cadute dal cielo che andava
oscurandosi. Intirizzito fino nelle ossa, quasi stordito dalla disperazione
e dallo sfinimento e sempre pi consapevole d'avere la vescica
piena, si era voltato e aveva ripreso a zoppicare nella serata gelida.
Avrebbe dovuto dire a Jenny quello che aveva appena visto,
prepararla all'arrivo della polizia. Ma non subito. Prima aveva bisogno
di una doccia ben calda e di due dita di bourbon. Le finestre
della loro abitazione erano al buio; forse in casa non c'era nessuno.
Macch! C'era una figura femminile presso il cancello, mezzo illuminata
dalle luci esterne che si accendevano regolarmente al crepuscolo.
Non era Jenny, ma l'amica dei trichechi, Barbie Mumpson.
Oh! professor Walker! aveva esclamato subito lei, afferrandogli
il braccio dolorante. La stavo aspettando, ho tante cose da
dirle! Questo pomeriggio sulla spiaggia ho conosciuto un tipo
simpaticissimo, e lui dice che c' un sacco di gente meravigliosa alle
Key che sta lavorando per salvare i trichechi. Cos gli ho detto
che forse lei sarebbe stato interessato alla cosa, e non le dico con
quanto entusiasmo sono stata accolta. Terranno una grande riunione
qui la settimana prossima, e io ho promesso che le avrei
chiesto di parlare. Perci la prego, la prego, dica di s, perch ho
promesso che avrei tentato in tutti i modi...
La ragazza si teneva vicinissima a Wilkie, serrandogli il braccio
ferito, levando verso di lui la sua tonda, stupida faccia infantile,
fissandolo ansante, bloccandogli la possibilit di entrare in casa.
Sbarazzati di lei, aveva pensato Wilkie.
S, d'accordo, aveva borbottato, perch di l alla settimana
dopo lui non sarebbe pi esistito. Esausto, aveva cercato di spingerla
da una parte, ma Barbie non voleva lasciarlo andare.
Oh, grazie, grazie! aveva esclamato; e poi d'improvviso gli
aveva gettato le braccia al collo e gli aveva piantato un lungo bacio
caldo e umido proprio sulla bocca. Oh, che cosa meravigliosa.
Ne saranno entusiasti. So che lo saranno. Spero solo d'essere
ancora qui per venirla a sentire, sarebbe talmente fantastico !
S, be', ma ora scusi, aveva detto Wilkie, liberandosi alla fine
alquanto rudemente. Ho bisogno di...
Oh, s, certo, mi spiace... Finalmente, lei si era levata di
mezzo. Non mi rendevo conto. Stavo solo pensando a... Ma il
resto del suo torrente di parole era andato perduto, troncato 
dallo sbattere della porta d'entrata.
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
Il marted mattina, mentre Lee Weiss sedeva in veranda a sfrangiare
alcuni tovagliolini tessuti a mano, il camioncino di Jacko
svolt nel viale d'ingresso. Lui ne balz a terra, le braccia cariche
di bianchi fiori di serra, seguito da Marlene, la sua splendida
gatta bianca.
Ehi, gli grid Lee. Che cos'hai, l?
Vengono da Dennis, spieg lui, salendo gli scalini. La gente
continua a mandargliene, e lui in casa non li voleva.
Non li voleva? Lei contemplava la massa di fogliame: felci
merlettate, mazzi di margherite, cerei gigli delle Bermuda, garofani
increspati, alti gladioli e rose di tutte le sfumature di bianco, dal
fiocco di neve al panna intenso. Ma il funerale  domani. Resisteranno,
fino ad allora.
Non gli piacciono i fiori bianchi. Per i cinesi, il bianco  il colore
della morte.
S, l'ho letto da qualche parte, ma... Be', che diavolo, Tommy
in fin dei conti  morto.
Dennis dice che gli fanno impressione. A ogni modo, si suppone
che il servizio sia una celebrazione della vita di Tommy. Cos
ho pensato che forse a te potevano far comodo.
Be'... possono, s. Io non sono cinese. Grazie, sono bellissimi.
Lee abbass i piedi nudi dal vecchio tavolino di vimini e si
alz. Portali in cucina; mi procurer dei vasi.
E Dennis come se la cava? s'inform poi, mentre riempiva
d'acqua fredda il capace lavello e vi immergeva quella massa di fiori.
Mi  parso un po' strano. Jacko si sistem sul cigolante
divano di vimini e si prese Marlene in grembo. Penso che sia ancora
in stato di shock.
Lo credo bene. Lee cominci a tagliare i rigidi, legnosi steli
dei garofani immersi nell'acqua.
Mi ha telefonato, ieri sera, chiedendomi di andare da lui. Mi
era sembrato abbastanza tranquillo ma, quando sono arrivato l,
era invece molto gi. Ha ricominciato a dire che la sua vita era finita,
e che non aveva mai amato nessuno quanto aveva amato
Tommy. Poi ha detto che avrebbe preferito essere morto anche lui,
e che se non avesse promesso a Tommy di continuare a vivere probabilmente
si sarebbe ucciso, prima o poi.
Tommy ha fatto promettere a Dennis di continuare a vivere?
E stato in gamba, poverino. Lee cominci a riempire di garofani
bianchi una brocca di lucida porcellana blu.
Ah, s. Gli ha detto che, dato che era sieronegativo, sarebbe
stato suo dovere, d'ora in avanti, godere di tutte le cose che erano
piaciute a lui, Tommy, e goderle due volte tanto. Bere Dubonnet e
limetta, ascoltare i dischi della Callas, mangiare carciofi con salsa
olandese fatta in casa almeno una volta al mese. Gli ha detto che lui
lo avrebbe tenuto d'occhio e se, guardando in gi, avesse visto che
Dennis non se la passava bene, ne sarebbe stato molto contrariato.
In gi da dove?
Jacko indic il soffitto.
Cos era certo che sarebbe andato in cielo. Lee fece un respiro.
Al chiuso, il profumo dei fiori di serra, specie quello dei
gigli, era quasi opprimente.
Gi. Sai com'era Tommy. Sempre ottimista, fino alla fine.
Insomma Dennis  tenuto a godersi cibo, vino e musica,
disse Lee. Ma niente sesso. Spost i garofani da un lato e cominci
a occuparsi di alcune rose color avorio dagli steli rosso
cupo e coperti di spine.
Oh, no. Anche sesso. Tommy ha detto a Dennis che gli dava
tempo fino a Pasqua per farsi una scopata.
Lee rise. Tommy era proprio un tesoro, sai, anche se aveva un
sacco di stupide opinioni politiche. La maggior parte delle persone
soffrirebbe al pensiero che il partner possa continuare a fare
l'amore dopo la loro morte.
S, convenne Jacko dopo una pausa. Allontan un ricciolo
di folti capelli neri dagli occhi.
Pensi che Dennis rispetter la scadenza? domand Lee,
mettendo da parte un'ammaccata ma elegante caffettiera d'argento
piena di rose bianche.
Jacko alz le spalle, le lasci ricadere. Chi pu dirlo?  un tipo
talmente romantico. Vuole sempre essere innamorato. Pieg gli indici
di entrambe le mani, mettendo intorno alla frase delle virgolette
immaginarie. Vuole avere una relazione veramente profonda.
Il che rende tutto pi difficile, fu d'accordo Lee, contemplando
una rosa talmente carnosa e perfetta da sembrare di camoscio
bianco.
Io non lo capisco, sai, disse Jacko. Parlo del modo come la
gente deve sempre complicare il sesso. Quando vedo qualcuno
che mi piace un sacco, pu rovinare tutto sapere troppo di lui.
So che cosa vuoi dire, assicur Lee. Non so dirti il numero
di volte che ho perso interesse dopo avere scoperto che una donna
quanto mai attraente era di destra, o credeva nella reincarnazione.
Esatto. Molto meglio che restino estranei. La cosa migliore,
per me,  non sapere da dove uno viene o addirittura come si chiama
di cognome. Soltanto che  forte, bello e sexy, come quei fiori.
Jacko accenn all'alto vaso di rame ora pieno di gigli con i loro
stami dorati e quasi pulsanti.
Ma deve esserci qualcosa di pi, disse Lee, aggrottando
la fronte.
Per me, no. Quello che proprio a me piace : guardo un tale,
lui mi guarda, ed  fatta. Presto e senza tante storie. La prima volta
 sempre la migliore. Poi, se non me la batto abbastanza in fretta,
quello comincia a raccontarmi che soffre di emicranie o che
quel giorno ha avuto grane in ufficio. Ho voglia di dirgli, senti, vuoi
per favore stare zitto? Stai rovinando tutto. Solo che, se lo faccio,
l'altro si offende oppure mi odia a morte. Cos resisto un po', tanto
per educazione, e lui comincia a spiegarmi d'essere cresciuto nel
New Jersey e che non andava d'accordo col padre, oppure che sta
facendo un corso per diventare programmatore di computer, o che
ha un terrier di nome Oscar con le pulci, e cos via.
Ma diavolo, questo fa parte del divertimento. Sorridendo,
Lee cominci ad aggiungere capelvenere alle rose. Per me  cos,
almeno. Arrivare a conoscere una persona, scoprire chi  realmente
e da dove viene, sentirsi sempre pi a proprio agio in sua
compagnia, sapere che almeno per un po' l'avrai d'attorno, tutto
questo fa parte della relazione. Tu proprio non ci tieni?
Sei come mia madre, tu, vuoi sempre che io conosca un
brav'uomo, disse Jacko, sorridendo. Il guaio , di bravi uomini
ne ho conosciuti anche troppi. Meglio conosco qualcuno, meno la
sua presenza mi eccita. Ben presto non  pi un rapporto sessuale
entusiasmante, ma soltanto un tale che conosco. L'ultima cosa che voglio, a
ogni modo,  un rapporto di convivenza
permanente; sarebbe come una prigione. Non lo vuoi
neanche tu, del resto, o a quest'ora lo avresti.
Non  poi cos facile, disse Lee. Specie se c' di mezzo l'amore.
Un'espressione turbata le era apparsa sul viso.
Jenny Walker l'amava, di questo lei era quasi sicura. Quello
che temeva era che Jenny l'amasse soltanto come un'amica. Quando
si vedevano, Jenny sorrideva di piacere. Lee poteva abbracciarla,
allora, perfino darle un rapido bacio, che Jenny avrebbe ricambiato,
ma niente di pi. A volte quando erano insieme, sedute
vicine, chine sul telaio o su un libro o su un vaso di marmellata,
Lee non poteva fare a meno di toccare Jenny come se accadesse
per caso. Jenny non si mostrava mai sorpresa n si ritraeva; di solito,
sorrideva, ma neppure si faceva pi vicina.
Una decina di volte Lee aveva cercato di darsi coraggio per
fare una mossa seria, e poi si era persa d'animo. E se avesse
scandalizzato Jenny, allontanandola da s? In quel caso sarebbe
stato tutto finito, e lei non avrebbe avuto pi niente. Jenny,
Jenny cos flessuosa e cos bella, non si sarebbe seduta pi nella
sua cucina, non si sarebbe fermata accanto a lei presso il fornello,
a ridere mentre preparavano la zuppa di verdura e si leccavano
le dita a turno.
E come va con la signora Walker? domand Jacko, dimostrando
ancora una volta la sua capacit di leggere a tratti
nel pensiero.
Okay, rispose Lee, in tono contenuto.
Ancora non hai parlato chiaro con lei, vuoi dire.
Lee accenn un'alzata di spalle, senza rispondere. Anche
Jacko rimase in silenzio; seduto l, accarezzava lentamente Marlene,
che reagiva con fusa ancora pi forti, socchiudendo gli occhi
verde pallido. Ma Lee sapeva a che cosa lui stava pensando: stava
domandandosi, se l'amore  cos grande, com' che ti sta rendendo
infelice? Ma io non sono infelice, disse a se stessa. Ogni volta
che vedo Jenny sono meravigliosamente felice.
Non capisco, disse alla fine Jacko. Voglio dire, diavolo. Il
modo come viene qui di continuo. E il modo come ti guarda.
Scommetto che sta solo aspettando che tu faccia una mossa.
Di nuovo, Lee non disse niente, ma parlava per lei l'espressione
che le era apparsa sul viso. Per nasconderla, distolse lo sguardo
da Jacko per fissare la massa di rose color panna, la pi scura
delle quali aveva quasi la stessa sfumatura della cute sulla nuca di
Jenny, quando lei sollevava i capelli.
Bene, sar meglio che torni a casa, disse alla fine lui. Voglio
vedere come se la cava mamma.
Non sta bene?
Stava benissimo quando sono venuto via. Ma faceva colazione
con zia Myra; e questo  sufficiente a mettere a terra chiunque.
Rise brevemente. Vuoi sapere una cosa? Ora che Myra sa
della mia malattia, non vuole pi toccarmi. Non mi d neppure la
mano, chiss mai che dovesse buscarsi qualcosa.
 disgustoso. Ed  stupido, anche.
Ieri mi  venuta d'improvviso l'idea di afferrare la mano di
Myra come per baciargliela, salvo che gliel'avrei morsicata, invece,
per farle prendere un bello spavento. Solo che rischierei probabilmente
un avvelenamento del sangue, tanto  carogna.
Lee rise.
Sai,  un po' allucinante, avere questa malattia.  come se portassi
con me un'arma nascosta. Arma che mi porto dietro da anni,
probabilmente, solo che non lo sapevo. Non volevo saperlo.
Ah-ah. Lee aggrottava la fronte.
Il fatto  che, da principio, dici a te stesso, non  vero,  solo
qualcosa che succede ad Haiti. Pensi, a me non pu succedere,
io sono cos giovane, cos bello, cos sano e forte... Ma per tutto
il tempo stavo in un certo senso comportandomi come un sonnambulo,
uccidendo gente senza saperlo, come uno zombi di un
vecchio film dell'orrore.
Ma questo non lo sai, insistette Lee. Non sai di avere infettato
qualcuno.
No. Ma le probabilit che abbia infettato qualcuno ci sono,
eccome, come qualcuno ha infettato me. A volte mi sento veramente
a terra. Dico a me stesso, per alcuni anni sei stato un assassino.
Brucerai all'inferno. Rise, a disagio.
No, se ti penti sinceramente, disse Lee. Non  questa la
regola per i cristiani?
Non lo so, disse Jacko. Perfino ora, quando penso ad alcuni
dei fantastici momenti che ho avuto, non posso desiderare
che non fossero mai avvenuti. A volte penso che ne valesse la pena,
in quegli anni. Che fossi fortunato a essere nato quando sono
venuto al mondo io. I pi giovani, al giorno d'oggi, hanno tutti
una fifa bestiale, o altrimenti sono realmente pazzi e autodistruttivi.
Scosse la testa. Be', si alz. Tu verrai, domani, aggiunse
con un'inflessione lievemente pi acuta.
Ah, certo, disse Lee. Tommy mi rendeva furiosa, a volte,
tanto era ostinato e autoritario. Ma era una gran persona, e anche
un ottimo agente immobiliare. Me lo trov lui questo posto;
mi aiut a ottenere un prestito e a mettermi in affari. Se non fosse
stato per lui, non so se ne avrei avuto il coraggio.
Tu l'hai sempre avuto, il coraggio, replic Jacko. Tutto
quello che ti serviva era una piccola spinta. Andiamo, Marlene. 
tempo di qualche buon bocconcino.
La schiena rigida sotto il prendisole di picch bianco, le mani
calde e madide sul volante, Jenny Walker guidava verso l'Artemis
Lodge. Era marted pomeriggio, e lei non avrebbe dovuto andarci
fino a mercoled mattina, ma non poteva aspettare pi a
lungo: doveva parlare con Lee. O almeno, doveva parlare con
qualcuno, e Lee - cos calda, cos cara, cos comprensiva - era la
sola persona con cui desiderasse farlo.
Dalla domenica pomeriggio, quando aveva visto suo marito
baciare Barbie Mumpson, Jenny era vissuta in uno stato di confusa
infelicit, trasformatosi a poco a poco in disperazione. Era stata
sua intenzione dire tutto a Lee il giorno seguente, ma non era
stato possibile. Quando era arrivata l il luned mattina il posto era
affollato di gente che si lamentava e faceva commenti sulla morte
di un agente immobiliare del luogo di nome Tommy Lewis, evento
riportato in prima pagina sul Key West Citizen. Perfino
Jenny era stata trascinata nella conversazione quando si era resa
conto che si trattava dell'uomo sulla sedia a rotelle che Wilkie aveva
visto annegare a Higgs Beach il giorno precedente.
A sentire gli amici di Lee, non era stato affatto un incidente.
Tommy, che era un malato terminale di AIDS e in preda a sofferenze
continue, aveva deliberatamente mollato il freno della sua sedia
a rotelle e l'aveva fatta sterzare gi dal pontile in tre metri d'acqua.
Era legato alla sua sedia, cos non poteva ritornare alla superficie,
e di l a quando erano arrivate la polizia e l'ambulanza era gi morto.
L'amico di Tommy, Dennis, era al corrente di quanto stava per
avvenire, e un attimo prima che accadesse era tornato alla macchina,
fingendo di voler prendere un maglione per Tommy, affinch
nessuno, in seguito, potesse sospettarlo di omicidio.
Se Wilkie fosse stato ancora il marito fidato e adorato di Jenny,
lei avrebbe cercato di ricordare tutti i particolari per poterglieli riferire,
una volta tornata a casa. Ma da settimane, ormai, lui quasi
non le rivolgeva la parola; e da quando l'aveva visto baciare Barbie
Mumpson, quasi temeva che gliela rivolgesse; temeva quello
che avrebbe potuto dirle.
Per pi di venticinque anni, ogni volta che aveva un problema
serio Jenny lo aveva sottoposto a Wilkie. Lui l'ascoltava con pazienza,
la consolava, la consigliava. Dopo un po', quello che le era
sembrato un peso tremendo, come si sarebbe espresso loro figlio
Billy, cominciava ad alleggerirsi. Sotto lo sguardo fermo di
Wilkie il problema avrebbe perso consistenza, come un blocco di
ghiaccio che a poco a poco si sciolga in acqua e vapore. Era d'aiuto
soprattutto il fatto che Wilkie guardava qualsiasi cosa in una
prospettiva a lungo termine. A paragone dell'effetto serra o della
distruzione di specie animali, perfino motivi d'angoscia come la
malattia inguaribile della zia preferita di Jenny, o l'essersi Billy fatto
bocciare in chimica alla Cornell, cominciavano a diminuire e a
dissolversi. Eventi del genere, suggeriva la reazione di Wilkie, erano
una parte naturale della vita. Prima o poi passavano; o forse no,
ma era possibile sopravvivervi.
Ora, per, Jenny non poteva andare da Wilkie con il suo dolore
e il suo problema; il problema era lui. Quello che aveva visto
domenica le aveva provato qualcosa che lei temeva da mesi,
ma che non aveva voluto sapere: che il suo matrimonio era probabilmente
a pezzi.
E ora un incidente spiacevole, da lungo tempo dimenticato,
dei primi anni di matrimonio, affiorava nella mente di Jenny come
un brutto pesce gatto che risalga alla superficie di un limpido
laghetto. Era avvenuto a Manhattan, mentre lei, a un party
letterario, faceva conversazione con una donna nervosa dagli
occhi sporgenti la quale affermava d'essere intima amica della
prima moglie di Wilkie. Mi dispiace per lei, le aveva bisbigliato,
o piuttosto sibilato quella donna, che ha l'aria di essere
una cara ragazza. Ma far meglio a stare in guardia. Wilkie non
resister a lungo nemmeno con lei.
Dopo tutti quegli anni di felicit, pensava Jenny, la predizione,
o la maledizione, della donna pesce gatto stava per avverarsi. Era
chiaro che Wilkie non l'amava pi... forse non la sopportava neppure.
Non era certa, per ora, che amasse invece Barbie Mumpson,
perch aveva cominciato ad essere strano, gelido e distante molto
prima di conoscere Barbie. Tra l'altro, come poteva un uomo serio
e brillante come Wilkie amare un'oca come Barbie?
Ma erano tanti, gli uomini che amavano donne cos, si diceva
Jenny. A volte perfino individui brillanti, famosi. Ne conosceva
diversi che avevano lasciato le mogli per ragazze che avevano la
met dei loro anni, spesso bionde sciocche come Barbie: che di
anni ne aveva trentasei, ricord a questo punto Jenny, circa la
met di quelli di Wilkie.
Non tutti gli uomini, naturalmente, erano cos. Suo padre, per
quanto ne sapeva lei, non era mai corso dietro a stupide bionde. E
Gerry Grass aveva dichiarato il giorno prima che le ragazze come
Barbie lo annoiavano. Conosceva il tipo, lui: le fanatiche, le
chiamava. Negli anni Sessanta e Settanta, diceva, quando aveva
cominciato a comparire alle dimostrazioni politiche e ai festival
degli autori, se ne vedevano tante di ragazze di quel genere. La
maggior parte di loro era del tutto priva di interesse; non sapevano
distinguere una lirica dall'altra o un poeta dall'altro e non avevano
alcuna vera profondit. Erano senza basi.
Questo Jenny era stata contenta di udirlo, anche se non era forse
rilevante per la sua situazione. Aveva provato un senso di calore
e di gratitudine verso Gerry, ma ora non desiderava vedere neppure
lui, perch subito dopo era diventato parte del suo problema.
Da principio, parlare con Gerry nel disordinato appartamento
di lui sopra il garage - o meglio, ascoltarlo parlare, che era
poi quello che gli uomini desideravano e di cui avevano bisogno
- era stato un sollievo e un diversivo. Naturalmente lei non gli
aveva raccontato quello che aveva appena visto. Aveva invece
ascoltato, mentre Gerry leggeva i suoi versi sull'airone, in cui immaginava
di diventare quell'uccello e di librarsi al di sopra dell'oceano
pulsante come sangue. Aveva continuato ad ascoltare
mentre lui deplorava le condizioni attuali della poesia e del suo
pubblico. Soltanto dieci anni prima, aveva detto, aveva nutrito
autentiche speranze per il progresso della nostra civilt. Ma ormai,
sebbene tentasse di non perdersi d'animo, dicendo a se stesso
che lettori dovevano essercene da qualche parte, spesso l'energia
gli veniva meno.
Continuo a lottare, continuo a scrivere. Tengo duro, aveva
concluso. Ma  maledettamente difficile, a volte.
Mm, aveva replicato Jenny, con un sorriso automatico di
comprensione.
Siamo in un pessimo periodo. Gerry aveva preso un altro
sorso di vodka e acqua tonica.
Mm.
A rendere tutto pi duro, aveva continuato lui, era la mancanza
di sostegno a casa... l'avere, a voler proprio dirla tutta, un nemico
tra le tue stesse pareti domestiche. Alludeva a Tiffany, certo.
Oh, ma senza dubbio lei... aveva cominciato a dire Jenny, ma
poi aveva lasciato la frase a mezzo. Perch avrebbe dovuto difendere
Tiff, che non le piaceva n approvava, che era in realt un'altra
Barbie Mumpson con maggiore fiducia in se stessa e un diploma di
ragioniera. In fin dei conti, anche Gerry era uno di quegli uomini famosi
che avevano lasciato una simpaticissima moglie per quella che,
nel caso suo, si era rivelata una serie infinita di donne pi giovani.
La dannata verit, aveva continuato Gerry,  che le donne,
al giorno d'oggi, o almeno molte di loro, non sono dalla tua parte.
Mm, aveva detto Jenny, pensando a Cynthia, l'ex moglie
di Gerry, che era certamente stata dalla parte di lui, e inoltre
dolcissima, sebbene non una gran cuoca e un tantino suonata:
una volta Wilkie l'aveva definita il genere di persona che dovrebbe
stare alla larga da qualsiasi droga, marijuana compresa.
Allora, pens, perch l'hai lasciata?
Sono tutte sospettose nei confronti degli uomini; sono piene
di complessi. A volte penso che siano immerse nei complessi fino
al collo, aveva continuato Gerry, producendo nella mente di
Jenny un'immagine di Tiff e Cynthia, entrambe con l'aria sospettosa
e con l'acqua alla gola. Quando chiedi un piccolo aiuto, un
po' di calore o di comprensione, subito pensano che tu stia cercando
di sfruttarle o di denigrarle. Vuoi sapere che cos'ha detto
Tiff prima di tagliare la corda?
No, francamente, aveva pensato Jenny, ma Gerry non aveva
aspettato una risposta.
Mi ha detto: Se hai bisogno di correggere le bozze, puoi assumere
una professionista. Io voglio rilassarmi quando sono in
vacanza.
Ma no! fu il commento di Jenny, niente affatto sorpresa.
Devo proprio dirtelo. Invidio Wilkie, aveva continuato Gerry.
Non ce ne sono molte di donne come te, al giorno d'oggi, cos comprensiva,
cos pronta a dargli sostegno... e cos bella, anche, aveva
aggiunto, rivolgendole uno sguardo ammirato, romantico. Spero
solo che sappia quanto  fortunato. E che ti sia grato, anche.
Be', questo ... ti ringrazio, aveva detto Jenny, sorridendo
nervosamente, abbassando lo sguardo e soffocando l'impulso di dire
a Gerry quanto poco le era stato grato Wilkie negli ultimi tempi.
Dico sul serio. Gerry, stavolta, si era proteso non a prendere
il suo drink ma la mano di lei. In parte per cortesia, lei non l'aveva
subito ritirata. Lui, in fin dei conti, era proprio un bell'uomo;
e lei (sia pure irrazionalmente) valutava di pi i complimenti
quando venivano da uomini affascinanti.
Ecco di che cosa avrei bisogno; di una donna come te. Ora
lo so. La fissava con i suoi occhi scuri dalle lunghe ciglia.
Oh, in realt io non... aveva mormorato Jenny. Spesso gli
uomini le avevano detto cose del genere, e ogni volta lei, gentilmente
ma con fermezza, li aveva quasi automaticamente scoraggiati,
assumendo quello che una volta qualcuno aveva descritto (sebbene
non a lei) come l'espressione va' a quel paese di Jenny.
Ma quel giorno la sua reazione era stata pi lenta; qualcosa di dolente
e di desolato in lei voleva assaporare quel momento.
Se ti fa piacere che ti guardi io quelle bozze, posso farlo,
aveva detto, ritirando gentilmente ma con fermezza la mano.
Grazie. Per niente scoraggiato, Gerry si era fatto pi vicino
e aveva trasferito la stretta al braccio nudo di Jenny, proprio al di
sopra del polso. Non potrei mai chiederti di farlo. Ma significa
molto per me, la tua offerta.
No, davvero. Sarei felice di aiutarti.
Sei una donna meravigliosa.
Ma via, non  niente, aveva balbettato Jenny, a un tempo
riscaldata e imbarazzata dalla corrente di sentimento diretta
verso di lei.
Wilkie non ha continuamente bisogno di me, ora. Lei aveva
deglutito penosamente, pensando: non ha bisogno di me, non mi
vuole, n ora n mai. Voglio dire, sono certa che sarebbe contento
di dividermi, aveva aggiunto con una risatina d'imbarazzo.
Ah, s? Gerry le aveva messo l'altra mano sul braccio, un po'
pi in su. Non sono d'accordo, aveva detto. Se fossi mia, non
vorrei dividerti con nessuno.
Oh, non lo so... si era udita rispondere in modo inane. Vedi,
stava dicendo mentalmente a Wilkie. C' ancora chi mi vuole
e mi trova meravigliosa. Wilkie dice... non aveva saputo come
completare la frase: sapeva soltanto che doveva di nuovo
pronunciare quel nome, per ricordare ancora una volta a tutti e
due che lei era sposata.
Ma  a Wilkie, in realt, che sarebbe giusto ricordarlo, aveva
pensato. Era lui quello che se n'era dimenticato. E se l'aveva dimenticato
lui, perch non poteva farlo lei? Due cose sbagliate, diceva
sempre sua madre, non assommano a una ben fatta. Ma perch
no? Non sarebbe stato giusto?
Sono certa che non intendi... aveva detto distrattamente.
Gerry, che non prestava attenzione a quei frammenti di discorso,
aveva preso a muovere le mani su per il braccio di Jenny,
come un ragazzino che, serio serio, si inerpichi per una morbida
fune. Sei la donna che ho cercato per tutta la vita, aveva
detto. Lo sai, questo?
No, io non... aveva cominciato a dire Jenny, ma il resto della
frase era stato soffocato da un abbraccio entusiasta. Sempre serrandole
il braccio, Gerry si era slanciato verso di lei. Le aveva imbrattato
la bocca con un bacio caldo e umido che, come c'era da
aspettarsi, sapeva di vodka. Poi aveva girato la testa da un lato, nascondendo
la faccia nei capelli di lei, mentre Jenny, inebetita dalla
subitaneit della cosa, non reagiva.
Jenny, mia dolce Jenny, aveva biascicato. Ti amo tanto.
Jenny aveva trattenuto il respiro. Per la prima volta da mesi
qualcuno l'aveva stretta a s, baciandola e dicendole romantiche
parole d'amore. Ma era tutto sbagliato, perch lei non lo amava.
Ti prego, no! aveva detto con voce soffocata, allontanando
da s quelle pesanti braccia calde e quella faccia, quasi piangendo
per lo sforzo e la delusione. Non posso... voglio dire,
amo mio marito e lui mi ama. Era qualcosa che aveva gi detto
in passato; qualcosa che regolarmente doveva dire di tanto in
tanto quando qualche conoscente tentava di spingere un flirt o
un'amicizia troppo in l.
Sempre in passato, mentre venivano pronunciate, quelle parole
si erano trasformate come per magia in una delicata ma impenetrabile
siepe spinosa. Ora, invece, cadevano al suolo e l rimanevano,
come le foglie cadute attorno alla piscina, spezzate e stinte,
perch erano una bugia.
Ma Gerry questo non lo sapeva. Era indietreggiato, fissandola,
battendo le lunghe ciglia. Oh, Jenny. Dio, mi spiace. Non ho
saputo trattenermi...
Non importa, aveva detto debolmente lei, cercando di ritrovare
il respiro.
Un tentativo dovevo farlo, a ogni modo. Lui aveva sorriso.
Voglio dire, be', da come la vedo io, quando vuoi veramente
qualcosa, cerchi di prenderla.
Mm, aveva mormorato Jenny, sebbene lei, in realt, non l'avesse
mai pensato.
Immagino che ce l'avrai a morte con me.
Ma no. Figurati, aveva risposto lei, gentilmente.
Dio, sei meravigliosa. Gerry aveva allargato le braccia, come
per stringerla a s di nuovo, ma in teoria, stavolta. Al giorno
d'oggi, la maggior parte delle donne mi avrebbe sguinzagliato
dietro la polizia.
Jenny, il respiro tornato normale, era riuscita a sorridergli.
Oh, questo non lo farei mai.
E non dirai niente a Wilkie, aveva soggiunto lui, a disagio.
No, naturalmente, aveva confermato Jenny, che non aveva mai
rivelato simili incidenti in passato. Non vorrei certo tormentarlo.
Ma non  vero, aveva pensato. Vorrei tanto tormentare Wilkie.
Vorrei tanto fargli sapere che un altro uomo dotato e famoso prova
un interesse romantico per me.
Gerry aveva emesso un sospiro. Non sai quanto mi rende
infelice la tua lealt verso di lui, aveva detto. Non fraintendermi.
La rispetto; la onoro. Solo che, maledizione, trovo che sia un
errore. Di nuovo, si era chinato verso Jenny e aveva messo la
mano su quella di lei.
Ti prego, non...
Wilkie non ha pi bisogno di te, non come ne ho bisogno io.
Devi rendertene conto. Non ha pi pubblicato niente di importante
da... non saprei, forse una decina d'anni. La sua carriera 
finita, in pratica. Chiunque pu prendersi cura di lui, ora.
Questo non  vero, aveva replicato lei con voce tremante.
Sta appunto finendo un libro importante...
E non  affatto riguardoso verso di te, tra l'altro. L'ho notato...
Pu vederlo chiunque. L'altra sera a cena, ti interrompeva
mentre stavi parlando, e si  lamentato perch non avevi ancora
servito il caff...
Di nuovo, Jenny aveva trattenuto l'impulso di confidarsi
con Gerry. Sciocchezze, quelle, aveva detto. E Wilkie ha
bisogno di me, invece, aveva aggiunto. O almeno ne avr, non
appena avr finito il suo libro.
Ma mai quanto me. Gerry aveva sorriso. Ho tanti di quei
progetti... E poi, ho bisogno di te come donna.
Anche Wilkie ha un sacco di progetti, aveva ribattuto lei, rifiutandosi
di cogliere l'implicazione. Appena avr finito il suo libro
ci sar molto da fare... Tutte le conferenze e gli articoli che ha
promesso... E solo ora, mentre sta ancora scrivendo, che semmai
potrei trovare il tempo per le tue bozze.
Vuoi dire che l'offerta  ancora valida? Gerry l'aveva guardata
con l'espressione di un grosso cane famelico.
S, perch no?
 fantastico. Lui ora sorrideva, felice. Dio, che donna meravigliosa
sei, aveva aggiunto per la terza volta; e Jenny non aveva
protestato per la ripetizione.
Ma il senso di euforia provocato dall'entusiasmo romantico di
Gerry era stato di breve durata. Quella sera, mentre rivedeva le bozze
di Walking on Fire, la sua raccolta di saggi e di recensioni, in Jenny
c'era stata una reazione, seguita da un senso di depressione che ancora
non l'abbandonava. Un ben noto e attraente poeta americano
l'aveva abbracciata e baciata e a lei, anche se per un attimo divertita
e lusingata, non aveva fatto n caldo n freddo, perch non lo amava.
Non amava neppure Wilkie, stava dicendosi ora Jenny. Forse
lo odiava, perfino. La sola persona, l a Key West, che veramente
amava e voleva vedere era Lee Weiss.
Mentre fermava l'auto nel viale, Jenny vide che Lee era seduta
in veranda, incorniciata dall'arancione e dall'oro del suo pergolato
e - grazie al cielo - sola. Indossava un moumou scarlatto, e
aveva in grembo della stoffa color vino; ma nel sole vivido quei colori
che di solito cozzavano erano belli, in un certo senso, come
uno stormo di uccelli tropicali.
Ah, eccoti, le grid l'altra, mentre saliva i gradini. Allora,
come andiamo?
Malissimo. Tra l'imbarazzo di lei, a Jenny cominci a tremare
la voce. Devo parlarti, disse d'un fiato. Volevo farlo da
giorni, ma poi il tuo amico  morto, e non ho potuto... C'era tanta
gente qui, ieri, e non mi sembrava giusto. Deglut.
Oh, Jenny, mi spiace, non immaginavo... Di che si tratta? Lee
si alz e le venne vicino, posandole la mano calda sulla spalla nuda.
Di... di Wilkie. Domenica pomeriggio... Tardava a ritornare
dalla spiaggia, e cos ho guardato dalla finestra e l'ho visto, vicino
al cancello... Singhiozz e deglut. Era fermo l, dove tutti potevano
vederlo, e stava baciando Barbie Mumpson.
Domenica pomeriggio? Quando Tommy  annegato, vuoi dire?
Ma tuo marito era l, era uno di quelli che hanno cercato di
salvare Tommy.
Credo di s. S. Non hai afferrato l'essenziale, pens. Ma
forse faceva proprio parte dell'essenziale, che Wilkie dovesse fare
una cosa cos orribile subito dopo avere visto la morte in faccia.
Ges, che verme! esclam Lee. Scusa, aggiunse poi, con
voce diversa. Non intendevo... Ehi, non piangere. Sedette accanto
a Jenny e le pass un braccio intorno. Ma s, che diavolo,
piangi e sfogati, se ne senti il bisogno. Serrando forte Jenny contro
di s, le baci la guancia bagnata.
Io non... non posso... Jenny cominci a piangere senza ritegno.
Era un sollievo singhiozzare apertamente, un sollievo e un
piacere abbandonarsi al calore e alla forza di Lee. La verit,
disse, ancora aggrappata alla sua amica,  che non avrei mai
pensato che Wilkie potesse essere come tutti quegli uomini che
a un certo punto si stancano delle loro mogli e le mettono da
parte. Lo credevo diverso.
Ha detto che ha intenzione di farlo?
No, disse Jenny, sollevando la testa. Non ancora.
Forse Barbie  solo una specie di follia momentanea, sugger
Lee.
Pu darsi. Jenny abbozz un sorriso.
Non  da escludere. Diavolo, tra l'altro lei tra un paio di giorni
se ne torner a Tulsa. E poi, bisognerebbe proprio essere pazzi
sia pure per guardarla, una svampita come quella, avendo te. Lee
serrava Jenny dolcemente ma tenendola proprio a contatto, accarezzandole
la schiena attraverso la tela sottile dell'abito.
Ma non si tratta solo di Barbie. Come gi ti ho detto, Wilkie
 strano da mesi, ormai, e quando cerco di domandargli qualcosa
non ascolta, diventa gelido, rabbioso e quanto mai scostante, dopo
di che se ne va nello studio o in bagno e si chiude dentro. Credo
che abbia smesso di volermi bene da un pezzo, ormai.
 odioso, questo. In lui dev'esserci qualcosa che non va.
Pensavo che fosse in me, singhiozz Jenny.
Ma no! Lee rise. In te non c' proprio niente che non va.
Allora cos' che non va in Wilkie, secondo te?
Lee alz le spalle. E chi lo sa? Gli uomini si comportano cos,
a volte. Hanno l'impressione che il tempo fugga, qualcosa nei loro
ormoni comincia a dir loro di dare la caccia a donne pi giovani e
per un certo tempo diventano odiosi, dementi e insopportabili.
Perci pensi che gli passer?
Non lo so, disse Lee. Forse s,  probabile.
Ma se poi non gli passa? piagnucol Jenny. Voglio dire, al
momento, neanch'io sono pi sicura di amare Wilkie. Penso che
potrei arrivare addirittura a odiarlo, in realt. Ingoi le lacrime.
Be', ma  naturale, direi. Lee sorrideva. Chiunque la penserebbe
cos. Spinse indietro dal volto di Jenny una lunga ciocca
di capelli biondi, piuttosto umida.
Ma si tratta anche di me. Sono cos confusa; non so pi quello che faccio. E Gerry Grass, sai, quel poeta di cui ti parlavo che
abita sopra il garage?
S, ammise Lee.
Ho acconsentito a leggere le bozze del suo nuovo libro, e
ora lui continua a venirmi d'attorno e a dirmi che dovrei lasciare
Wilkie e andare con lui a Los Angeles per aiutarlo nel suo lavoro.
Dice che Wilkie non mi apprezza, che lui mi ama e che insieme
saremmo tanto felici.
Davvero? Lee aggrott la fronte e si scost un poco, fissando
Jenny. E tu sei innamorata di lui?
No, no, naturalmente. Jenny fece una risatina tremula. Ma
da principio ho pensato, forse  questo che dovrei fare, perch in
questo modo sarei di qualche utilit. Poi per ho capito che era
sciocco, perch tanto il libro di Gerry non far alcuna differenza,
parla solo di s e di quello che pensa degli altri poeti.
Capisco. Lee sorrise lievemente. Be', trovo che sia giusto,
disse, tornando a stringere Jenny a s. Non vorrei che tu andassi
a Los Angeles con qualcuno che non ami. Tanto pi che, come mi
hai detto, tu quella citt la odiavi, quando ci vivevi.
Oh, Lee. Jenny ebbe un ultimo singulto, si scost un poco
e lev lo sguardo sull'amica.  un sollievo tale poter parlare con
qualcuno. Sono cos felice di conoscerti...
Anch'io sono felice di conoscerti. Lee baci di nuovo Jenny,
ma questa volta, come per caso, il bacio fin sulla bocca di lei. Era
un bacio tenero, gentile, e Jenny lo ricambi con gratitudine.
Sei cos buona, disse, sorridendo. Mi ascolti sempre.
E tu sei cos adorabile. Lee baci Jenny di nuovo, ma stavolta
in modo pi profondo, e pi a lungo del bacio di un'amica.
Oh! mormor Jenny, quando pot parlare. Si sentiva stordita,
come se si trovasse all'interno del globo di una palla di neve
che fosse stato d'improvviso capovolto, rovesciandole addosso
una pioggia di fiocchi sfavillanti. Batt le palpebre e si port una
mano alla fronte, cercando di mettere a fuoco.
Non sai da quanto tempo desideravo farlo, disse Lee.
N-oh, ammise Jenny. o
Fin da quando ti ho incontrata sulla spiaggia, praticamente.
Davvero? Non pensavo... il sorriso di Jenny era incerto.
Voglio dire, pensavo soltanto che... L'aria sembrava piena di
fiocchi lucenti, che roteavano a formare una sostanza pi densa
dell'aria stessa: un olio lieve e trasparente, o una soluzione di
profumo dorata e inebriante. Anch'io volevo farlo, ammise.
Ma non pensavo mai...
Ti amo, sai, disse Lee, indietreggiando un poco per fissarla
bene in faccia. Jenny, ancora stordita, poteva soltanto ricambiare
lo sguardo e sorridere.
Oh, al diavolo, aggiunse Lee con voce completamente diversa,
guardando oltre Jenny verso la strada, dove un taxi rosa di
Key West si era appena fermato. Dev'essere la donna che ha fissato
la stanza della torre; doveva essere qui per le cinque.
Oh. Lentamente, come in preda alle vertigini, Jenny si scost.
Devo tornare a casa, a ogni modo, disse. C' tutta quella
gente che viene a cena, e non ho ancora cominciato a cucinare.
Vorrei non aver invitato nessuno.
Ma domani tornerai, le ricord Lee.
Oh, s.
Lee le si fece pi vicina e la baci di nuovo; e Jenny, spinta da
amore, gratitudine e desiderio, ricambi il bacio.
Chiamami quando arrivi a casa, d'accordo? disse Lee.
D'accordo, bisbigli Jenny. Cercher.
...
.
...
CAPITOLO 12.
...
.
...
Nella casa di Hibiscus Street, il giorno seguente, Wilkie Walker
stava ammazzando il tempo fino al momento di ammazzare se
stesso. L'atto in s, ormai se n'era reso conto, sarebbe stato relativamente
facile; difficile sarebbe stato farlo sembrare accidentale.
Gi era stato intralciato tre volte: da Gerry Grass, dal tempaccio,
e dalla morte dell'uomo sulla sedia a rotelle. Il fato, cominciava a
convincersene, voleva ostacolarlo. Ma l'immaginaria divinit (che
lui si figurava come una anziana, brutta versione delle statue classiche
della Giustizia, dalla tunica tutta protuberanze) non l'avrebbe
spuntata. Lui quel giorno sarebbe morto; tutto quello che doveva
fare, a questo punto, era vivere per le prossime sei ore.
Aveva gi fatto tutti i preparativi che poteva, senza tradire il
suo proposito, e intrapreso tutte le azioni possibili che tendessero
a nasconderlo. Aveva aperto la posta del mattino e messo da parte
per Jenny i conti da pagare, come sempre. Aveva buttato gi appunti
perch lei li battesse al computer e li spedisse a due editori
che gli chiedevano di leggere e recensire favorevolmente dei libri.
Aveva perfino acconsentito a parlare senza alcun compenso su La
vita al di sotto della superficie alla conferenza su Lo scrittore e
la natura: evento al quale in circostanze normali avrebbe forse rifiutato
di presenziare, meno che mai di prendervi parte. Ora,
per, poteva accettare, senza altre conseguenze che un'accresciuta
reputazione postuma di generosit e buona volont.
Ma tutto questo gli aveva preso soltanto un'ora o poco pi, e
il resto della giornata si stendeva ancora davanti a lui come gli sterili,
infiniti fondi incrostati di sale dei laghi del Sudovest, dove
aveva compiuto alcune delle sue escursioni pi difficili come naturalista.
Per mantenere un'apparenza di normalit si era spinto
come al solito fino all'edicola di Valadarez, in Duval Street, per
acquistare il Times. Aveva parlato come sempre con il proprietario:
le ultime parole che avrebbe pronunciato in vita sua, la bugia:
Sto bene, grazie.
Tornato a casa, aveva metodicamente spiegato e ripiegato il
giornale pagina per pagina - altra bugia, una bugia indispensabile
- cos che avesse l'aria di essere stato letto. Non c'era scopo di leggerlo.
Non avrebbe mai saputo come il Congresso avrebbe votato
sulle tasse l'indomani, n pagato quelle imposte; non avrebbe visto
i nuovi lavori teatrali o film raccomandati dai critici.
Alcuni, sapendo di stare per morire, si davano ai bagordi, dato
che non vi sarebbero state conseguenze per la loro salute. Il
condannato ha consumato un pasto sostanzioso. Ma l'idea di una
cos insensata baldoria - o di qualsiasi genere di cibo o bevanda -
ripugnava a Wilkie. Non aveva appetito; da un pezzo, in realt,
soffriva di inappetenza. Tuttavia, se voleva creare l'illusione della
normalit, doveva mangiare, o almeno fingere d'avere mangiato, il
sandwich che sua moglie aveva lasciato per lui.
Affrontando quella necessit, apr il frigorifero e lentamente
tir fuori il sandwich, che riposava su un piatto arancione in compagnia
di una foglia di lattuga, di un pomodoro affettato e di un
cetriolo sottaceto, coperto da un involucro di pellicola. Il suo impulso
fu di gettare tutto nella pattumiera. Ma, se l'avesse fatto,
Jenny in seguito avrebbe potuto accorgersene e farsi delle domande
sulla salute o sullo stato mentale di suo marito. Sarebbe stato
meglio far sparire il cibo nel bidone della spazzatura all'esterno.
Wilkie lanci un'occhiata verso la finestra della cucina. Barbie
Mumpson stava ancora leggendo su una sdraio presso la surriscaldata
piscina, con le gambe avvolte in una salvietta rosa e
un'altra salvietta sopra la testa e le spalle. Questo colp Wilkie come
assolutamente idiota. Se voleva evitare le scottature solari,
perch non se ne stava al chiuso?
Ma la risposta era semplice: Barbie non era rimasta dentro casa
perch stava in attesa di lui, proprio come aveva fatto spesso altre
volte. Se si fosse avviato verso i bidoni della spazzatura, lei lo
avrebbe subito chiamato per parlargli del tricheco in pericolo. E,
se lui non le avesse risposto in modo calmo e cordiale, in seguito
avrebbe riferito a Jenny e a chiunque altro che il suo comportamento
le era parso molto strano.
Wilkie non aveva niente contro i trichechi, e nemmeno contro
Barbie: che in un certo senso, gli venne fatto di pensare, fisicamente
glieli ricordava. Come quei mammiferi acquatici era un po'
pesante, un po' carnosa, un po' lenta; non bene adattata al mondo
moderno. I trichechi, per, non creavano problemi a nessuno: se
ne stavano in acque calde e poco profonde, cibandosi di vegetazione
acquatica. Mentre lui guardava, la forma pettoruta e avvolta
in asciugamani di Barbie (e perci in apparenza senza collo e con
una sola gamba) si confuse alla sua vista miope con quella di un
tricheco femmina del genere che i marinai dell'ottocento, famelici
di sesso durante i loro lunghi viaggi, scambiavano per sirene. E naturalmente
la stessa Barbie apparteneva a una specie in declino: le
fan di Wilkie Walker.
Al momento Wilkie non aveva l'energia per conversare di trichechi
o con uno di essi, o per rischiare di arrivare fino ai bidoni
senza che quella strana creatura lo vedesse. Inoltre, ramment, sarebbe
stato meglio che il suo stomaco contenesse i resti di un pasto
normale, in caso di autopsia. Apr di nuovo il frigorifero, si
vers un bicchiere di acqua minerale, pos il piatto contenente il
sandwich (di pollo, sembrava) sul bancone di cucina, prese posto
su uno sgabello tutto cromo e plastica, e tent di mangiare. Nella
sua bocca, il pane e la carne sapevano di cartone ghiacciato.
Mand gi il primo boccone, poi un altro. Il terzo, per, parve
bloccarsi lungo l'esofago, causandogli un dolore improvviso e
acuto. Wilkie cercava di inghiottire, ma inutilmente. Invece di calmarsi,
il- dolore aumentava e si diffondeva.
Un sorso d'acqua invece di dare sollievo alla situazione la
peggior. Sempre pi angosciato allontan il piatto e arranc fino
al frigorifero, dove ricordava d'avere visto una scatola gi
aperta di bicarbonato. Respirando con affanno, se ne mescol
una dose e a fatica la mand gi.
Non avvert alcun sollievo. Il dolore invece non faceva che
peggiorare, allargandosi a tutto il petto, trasformandosi rapidamente
in tortura. Non  un'indigestione, pens, boccheggiando
per ritrovare il respiro. Questo  un attacco cardiaco.
Tremante, Wilkie si aggrapp a una sedia e vi si cal. S, pensava.
Il Fato, dopo avergli negato tre volte la fuga dalla vita da lui
decisa, gli concedeva ora una morte orrenda e dolorosa, di sua scelta:
una morte che presumibilmente gli pendeva sul capo da anni,
sebbene quello stupido dottore l a Convers avesse detto che il suo
cuore era in ottimo stato, e sarebbe durato cos fino a novant'anni.
Il dolore diveniva sempre pi acuto, sempre pi tormentoso.
Era come se gli avessero sparato oppure, come gli era realmente
accaduto quand'era alle medie, se fosse stato colpito al petto con
una mazza da baseball.'Allora, per, l'effetto era a poco a poco diminuito;
ora continuava ad aumentare, tanto che gli era difficile
sedere eretto. Goffamente, si afflosci sul pavimento della cucina
e, sebbene tentasse di trattenerlo, un verso umiliante, a met fra il
gemito e l'urlo, gli sfugg prepotente dalla bocca. Non voglio morire
in questo modo, pensava Wilkie. Chi se ne frega! rispondeva
scortesemente il Fato, scuotendo la sua bilancia.
Resisti, si diceva, mentre giaceva in posizione fetale sul pavimento
freddo e respirava con difficolt. Non pu durare a lungo,
ormai. Tra poco sar finita. Sar morto, tra poco, in questa brutta
casa d'affitto, dove Jenny, al suo ritorno da quello stupido impiego
part-time, mi trover...
Ma sarebbe stato orribile. La sua adorata moglie sarebbe entrata
in cucina e lo avrebbe visto disteso sul gelido, brutto pavimento
a venature bianche e verdi: un pavimento composto di autentiche
piastrelle antiche cubane, aveva detto loro con ammirazione
Kenneth Foster, sebbene per Wilkie assomigliassero a un
nauseabondo piatto di verze bollite e panna montata. Jenny lo
avrebbe trovato l, la faccia distorta, in una pozza di urina e di feci.
Uno spettacolo disgustoso, orribile; un disgustoso, orribile ricordo
per il resto della sua vita.
No, no. In un modo o nell'altro doveva uscire di l, andare in
qualche altro posto a morire. Lentamente, Wilkie riusc a sollevarsi
sulle mani e sulle ginocchia, poi a rialzarsi, boccheggiando
per il dolore. Trascinandosi lungo il bancone della cucina, arriv
alla porta di servizio, l'apr, lanci un urlo in direzione del tricheco
avvolto negli asciugamani di fianco alla piscina.
Nella stanza anteriore dell'Artemis Lodge, Jenny Walker si
muoveva inquieta tra la scrivania, il sof e l'ampio sedile sotto
la finestra, dove si appollai sui cuscini rossi e purpurei tessuti
a mano e rimase a fissare la strada, aspettando che Lee ritornasse,
aspettando di essere di nuovo sola con lei. Quando lei era arrivata,
quel mattino, c'erano gi altre persone, che si preparavano
ad accompagnare Lee al funerale di Tommy e al ricevimento
che sarebbe seguito.
Sebbene la casa fosse tranquilla ora - erano uscite anche tutte
le ospiti - i pensieri di Jenny erano assordanti e tempestosi.
Lee aveva detto di amarla, ma questo che cosa significava? Aveva
la stessa importanza che aveva per Jenny? Avrebbe potuto saperlo
se fosse stata in grado di chiamare Lee come aveva promesso,
ma quando era arrivata a casa Wilkie era l, e se avesse
chiamato Lee lui avrebbe potuto sollevare l'altro ricevitore, come
talvolta faceva, e ascoltare. Era in collera, Lee, perch lei non
l'aveva chiamata? Era per questo che a stento le aveva rivolto la
parola, quel mattino?
Sebbene fosse sembrato che i suoi ospiti se la godessero, per
Jenny la cena della sera prima era stata quasi insopportabile: fonte
di tensione e di noia al tempo stesso. Non aveva fatto che pensare
a Lee per tutto il tempo, desiderando di essere con lei.
Wilkie aveva bevuto parecchio, ed era stato alternativamente
discorsivo all'eccesso e silenzioso. Alla fine aveva d'improvviso annunciato
a tutti che Il faggio rosso era finito, cosa che non aveva
ancora detto a Jenny.
Jenny, bench sconvolta e offesa, era riuscita a nascondere la
sua sorpresa. E, dopo che gli ospiti si erano congratulati con lui e
se n'erano andati, si era detta soltanto contenta che il libro fosse
concluso e ansiosa di rivedere insieme a lui il capitolo finale.
S, aveva detto Wilkie con fare scoraggiante. Ne parleremo
domani. Ora sono troppo stanco. Le aveva lanciato un'occhiata
in modo vago, particolare, e aveva aperto la bocca come se stesse
per aggiungere qualcos'altro.
S? aveva mormorato alla fine Jenny. Ma Wilkie l'aveva richiusa,
la bocca, ed era piombato in un silenzio tetro, ostinato.
Era meraviglioso che il libro, il loro libro, fosse finito. Ma perch
lui non glielo aveva detto? E se avesse avuto in mente di non
permetterle di aiutarlo? Se avesse avuto intenzione di chiedere invece
a Barbie di aiutarlo, d'ora in poi?
Questo sarebbe stato disastroso. Barbie avrebbe fatto un tremendo
pasticcio. Non si sarebbe resa conto di quanto editing e di
quanta revisione necessitava sempre il lavoro di Wilkie: probabilmente
non sarebbe stata in grado di decifrare la grafia di lui: pochi
ci riuscivano, oltre a Jenny. Non era escluso che conoscesse poco
l'ortografia. Non avrebbe saputo come e dove trovare le illustrazioni,
o controllare le citazioni e le statistiche, cose sulle quali Wilkie,
sapendo di poter contare su Jenny, non era molto accurato.
Il libro, una volta apparso, sarebbe stato zeppo di errori, e i recensori
lo avrebbero fatto notare. A Wilkie sarebbe stato bene, certo,
ma non bisognava permettere che accadesse, perch il libro era
anche suo. Doveva parlargli, convincerlo a dare il manoscritto a lei.
Ma se, quando gli avesse parlato, Wilkie le avesse risposto:
No, grazie. Se le avesse detto: mi spiace, ma ho trovato qualcun altro
per aiutarmi. Non ti amo pi.
D'accordo, avrebbe risposto lei. Non ti amo pi neanch'io.
Ho trovato qualcun altro, anche.
Fuori qualcuno stava imboccando il cancello, risalendo il viale
sotto le palme; ma era soltanto Perry Jackson. Dapprima Jenny
a stento lo riconobbe perch era vestito formalmente con calzoni
neri, giacca sportiva grigia, camicia bianca, e aveva un'espressione
seria, di circostanza.
Salve, disse lui, appoggiandosi allo stipite della porta. Lee
mi ha incaricato di dirle che arriver un po' in ritardo. Se lei vuole
andarsene, ora, posso aspettare io fino a che torna.
No, non importa, rispose Jenny, decisa a rimanere dov'era.
Non devo andare in nessun posto.
Non tarder molto. Si  trattenuta solo per stare con i genitori
di Tommy.
Va benissimo, assicur Jenny, pensando di nuovo a quanto
era gentile Lee, quanto era affettuosa e generosa.  stato un buon
servizio funebre?
S, direi di s, rispose in tono incolore Jacko. La musica era
bella, e c'era una gran folla. Suo marito non  venuto, per.
Oh, no, disse Jenny, sorpresa. Si aspettava che venisse?
Be', in un certo senso. Quasi tutti gli altri che hanno cercato
di salvare Tommy sono intervenuti. Il poliziotto, tutti e due i paramedici,
e una coppia di turisti.
Davvero? Nel ricordare il modo esausto, distaccato, in cui
Wilkie aveva parlato dell'incidente, Jenny cap che non gli sarebbe
mai venuto in mente di presenziare alle esequie. Abbass lo
sguardo, imbarazzata.
Via, non se ne faccia un problema. Jacko sorrise brevemente.
Senta, aggiunse, vorrei domandarle un favore.
S, disse educatamente Jenny, ma in un modo che tratteneva
l'assenso. La gente spesso le domandava favori con quel tono di
voce; di solito, quello che volevano era una sorta di accesso a
Wilkie, cosa che lei non sempre poteva promettere, e presto non
sarebbe stata in grado di farlo.
Vorrei che lei e suo marito facessero da testimoni al mio
testamento.
Oh. S, certo, disse Jenny, sorpresa.
Sa, perch voi non siete nominati, e tutti gli altri che conosco
s, chi pi, chi meno.
Ma lei non... Jenny ingoi il resto della frase, ricordandosi che
nonostante le apparenze Jacko era malato; forse perfino moribondo.
Dovrete venire nello studio del notaio. Forse un giorno di
questa settimana, se potete farcela.
S, certo... Voglio dire, lo chieder a mio marito e le far sapere,
disse Jenny, domandandosi se poi Wilkie avrebbe acconsentito
a fare da testimone per il testamento di Jacko... se avrebbe
mai acconsentito a fare una cosa suggerita da lei.
Grazie. Bene, ci vediamo.
Un quarto d'ora dopo, Jenny nel rialzare lo sguardo vide Lee
salire gli scalini esterni e attraversare la veranda. Vestiva anche
lei in modo formale, abito nero, espadrillas nere, uno scialle di ciniglia
tessuto a mano nero e amaranto, e aveva un'espressione
cupa, meditabonda.
Ciao, scusa se sono in ritardo, disse, guardando a stento
Jenny. Come vanno le cose?
Oh, bene, replic con voce esile Jenny. Vicky e Sara hanno
lasciato libera la stanza tre, e la donna che deve arrivare oggi ha telefonato
per dire che sar qui verso le sei. Ci sono state un paio di
telefonate per sapere di prezzi e di stanze libere in marzo, e Marie
Claire vuole tornare in aprile. Ho annotato tutto e ho detto che ti
saresti messa in contatto tu. Com'era il servizio funebre?
Buono, credo, se pu essere buona una cosa del genere. Lee
non guardava Jenny ma la parete bianca accanto a lei. La chiesa era
piena, hanno suonato un disco di Maria Callas, e Allen Ingram ha
letto una poesia. Quelli che non conoscevano molto bene Tommy o
Dennis, probabilmente saranno stati contenti. La voce le manc.
Oh, Lee. Jenny mosse verso di lei. Quanto mi dispiace.
Voglio che la smettano di morire. Non lo sopporto pi.
Lee cominci a singhiozzare. A differenza di Jenny, non piangeva
facilmente e con grazia, ma in modo rumoroso, squassante.
Dennis  distrutto. Tommy era la sua vita, pi o meno. Ora
non sa che diavolo fare di se stesso.
Come me, pens Jenny.
E i genitori di Tommy, continu Lee, ricacciando indietro
lacrime di rabbia. Che cosa orribile.
Immagino che, se anche sai che sta per accadere... sugger
Jenny.
Non lo dico per questo. Erano sconvolti, s, ma lo erano soprattutto
per se stessi. Non hanno fatto niente per Tommy da
quando era malato, salvo mandare dei soldi. Sono venuti forse
due volte, e per un paio di giorni soltanto. Erano imbarazzati da
tutta la scena, oggi. Gli amici di Tommy piangevano e uno dei camerieri
dell'Henry's Beach House era venuto in chiesa vestito da
donna, singhiozzando disperatamente con le lacrime che gli correvano
gi per il trucco.
Mm, mormor Jenny, pensando che si sarebbe sentita in imbarazzo
anche lei per una cosa del genere.
E ora i genitori di Tommy vogliono le sue ceneri, per poterle
mettere nella tomba di famiglia a Raleigh. Pensano che questo
possa riparare a tutto, dimostrare che lo accettano. Non afferrano
il perch siano tutti indignati e perch Dennis non Vuole
nemmeno parlare con loro..
Come andr a finire?
Lee si strinse nelle spalle. Ce ne stiamo occupando. Tommy
voleva essere sepolto nel cimitero di Key West, aveva comperato
un lotto, l, con il posto per tutti e due. Ma ora il loro legale pensa
che Dennis dovrebbe lasciar perdere tutto questo e disperdere
le ceneri prima che i genitori di Tommy si rivolgano a loro volta a
un legale. L'intera faccenda  da idioti, farsi la guerra per una scatola
di cartone piena di sabbia e di cenere. Ho detto a Dennis: che
te ne importa, se Tommy  ancora da qualche parte,  qui con te.
Ma lui non  razionale, al momento.
Nemmeno io, pens Jenny. Guardami, pensava, senza lasciare
andare l'amica. Parlami. E alla fine Lee lo fece.
E allora, come vanno le cose? domand.
Oh, bene, credo. E penso che Wilkie stia meglio. Per lo meno,
ha acconsentito a prendere parte a quella conferenza che si
terr qui il mese prossimo su Lo scrittore e la natura, sai?
S, ne ho sentito parlare. Ci sar anche mio cugino, Lennie
Zimmern.
Quello di New York che critica tutto?
Esatto. Lee sorrise. Ehi, sono contenta di averti qui,
disse con voce diversa. Ieri sera, quando non mi hai chiamata,
ho pensato...
Non potevo. Non ho osato farlo.
Non importa. Ora sei qui. Da una distanza di pochi centimetri
appena, Jenny e Lee si scrutavano a vicenda con l'espressione
timorosa di chi  sul punto di gettarsi in un fiume scuro e impetuoso.
Dimmi una cosa, domand Lee. Eri sincera ieri?
S. Oh, s. Erano cos vicine, ora, che Jenny poteva vedere i
singoli, elastici peli delle marcate sopracciglia barocche di Lee, la
lieve spruzzatina di lentiggini sul solido ponte del naso. E tu?
S. Lee si fece ancora pi vicina, e prima offr, poi ricevette,
un lungo, tenero bacio. Puoi fermarti a colazione, vero?
domand, scostandosi.
Oh, s, ripet Jenny.
Fantastico. Pu darsi che non ci sia molto da mangiare, per,
salvo pane e formaggio. Non ho avuto il tempo di fare la spesa.
Non importa. Adoro il pane e formaggio. Jenny sorrise, poi
sollev la mano per accarezzare i folti, neri capelli di Lee. Posso
toccarti, ora, pensava. Posso toccarti tutte le volte che voglio.
Potrebbe esserci qualche pomodoro. Andiamo a vedere.
Lee si avvi verso la cucina, poi torn indietro bruscamente, andando
quasi a sbattere contro Jenny.
Che c'?
Niente. Intendo solo mettere in funzione la segreteria telefonica.
Lee sorrise. Non vogliamo essere interrotte.
Non risponde nessuno, a nessuno dei due numeri, rifer
Barbie, entrando nella stanza d'ospedale dove giaceva Wilkie: non
pi in preda a dolori acuti ma frastornato, pesto e sfinito da tanta
sofferenza, e dalle molte iniezioni, analisi e procedure che aveva
sopportato nel corso delle ultime ore, compresa quella in cui aveva
dovuto bere un bicchierone di liquido gessoso, denso, dolciastro
e nauseante. Era la quarta o quinta volta che Barbie tentava
di telefonare a sua moglie, prima all'Artemis Lodge e poi a casa.
Non capisco, disse, come se parlasse dal fondo di un pozzo
gelido e nebbioso. Jenny sarebbe dovuta arrivare a casa ore fa.
Come si sente?
Meglio, riusc a rispondere. Fisicamente, era vero. Mentalmente,
tuttavia, Wilkie era frustrato e furente. Perch era ancora
vivo? Qual era lo scopo di una simile tortura, se non costituiva
il prologo a una rapida morte?
A me non sembra una crisi cardiaca, aveva detto il medico
di guardia (un giovane minuto, magrolino, probabilmente incompetente).
Ma preferirei tenerla in osservazione per adesso, fare
qualche altra analisi, d'accordo?
Va bene, aveva acconsentito Wilkie, confuso dalla sofferenza,
pensando: Scoprirai che ti sbagliavi. Che sei in errore. Se lui
non fosse morto quel giorno, avrebbe fatto meglio ad andarsene da
l nel pi breve tempo possibile, prima che lo trasformassero in uno
di quei semicadaveri che vengono tenuti in vita per settimane e mesi
nelle unit di cura intensiva, a tutto profitto per l'ospedale. Collegato
a una serie di tubi, e a una macchina per il cuore.
E quand'anche potessi uscire oggi stesso, rifletteva stancamente
Wilkie, sarebbe troppo tardi per andare a nuotare. Il che
significa trascinarsi per un'altra giornata intera prima che sia finita.
Di nuovo, come spesso in passato, vide la Morte allontanarsi
da lui lungo la spiaggia. Se la figurava come una classica figura
alla Ingmar Bergman: alta, pallida, volto severo, magrezza
scheletrica, vestita di un mantello nero con cappuccio e con in
mano una falce e una clessidra piena di sabbia nera. Ma no, 
sbagliato, pens. La Morte non stava pi ritirandosi, ma girandosi
a guardare, aspettando che Wilkie la raggiungesse.
C' niente che possa fare per lei? si inser Barbie.
No, mormor Wilkie. Grazie, aggiunse, non riuscendo
a sorridere a Barbie, pur essendole, o dovendole essere grato.
Una volta compreso quello che stava avvenendo, lei si era mostrata
tutto sommato competente. Aveva chiamato un taxi, si era
ricordata che lui avrebbe avuto bisogno del portafoglio e della
tessera sanitaria, l'aveva aiutato a salire nella macchina e l'aveva
accompagnato all'ospedale. E, una volta l, aveva insistito per
fargli avere cure immediate.
Questo  il professor Wilkie Walker, una persona famosa, importantissima.
Dovete prendervi cura di lui immediatamente, immediatamente!
aveva praticamente urlato al personale del pronto
soccorso, mentre Wilkie, sul punto di svenire per il dolore, quasi
nell'impossibilit di parlare, si accasciava su una sedia di plastica.
Se lo lasciate morire ne parleranno la TV e i giornali. E io dir
come  andata, e tutti quelli che in America hanno a cuore gli animali
vi odieranno per sempre. E quasi all'istante qualcuno aveva
fatto accorrere un medico.
Se non stessi per morire, pensava ora Wilkie, farei qualcosa
per lei, qualcosa per i trichechi.(Nella sua mente annebbiata dai
farmaci, Barbie e i trichechi formavano un tutt'uno.) Un articolo
commovente ma scientificamente esatto su Atlantic, diciamo.
Qualcosa che si contrapponesse all'indifferenza del pubblico per
le specie in pericolo non fotogeniche, che non ispirano tenerezza.
...O magari la signora Walker  andata a fare la spesa, disse
la voce di Barbie; evidentemente, stava parlando gi da un
po' di tempo.
Pu darsi, convenne debolmente Wilkie, riaprendo appena
un poco gli occhi. Di nuovo prov un senso di irritazione per lo
sciocco, disdicevole impiego di sua moglie. Era evidente che veniva
sfruttata, pagata poco pi della donna delle pulizie l a casa.
In circostanze normali avrebbe energicamente scoraggiato Jenny
dal lavorare in una qualsiasi pensione. Ma, desideroso che lei si
formasse qualche legame locale, aveva deciso di non interferire.
Riprover a chiamare la signora Walker fra un quarto d'ora,
va bene?
Grazie, ripet lui. Gli pass per la mente che vista dal basso e
di lato, come la vedeva ora, Barbie Mumpson, come il tricheco che
gli aveva rammentato, era quello che molti avrebbero definito tenera
o coccola, piuttosto che infantile o sovrappeso. Il tricheco no, non
era sovrappeso: lo sembrava, soltanto per la sua forma aerodinamica,
isolata dal grasso. Ma cos erano anche le foche e i pinguini, le
cui immagini erano dappertutto, nei musei di scienze naturali. Trattato
nel modo giusto, e con il giusto genere di illustrazioni - disegni,
non fotografie - probabilmente era possibile fare apparire carino anche
il tricheco, perfino capace di ispirare, tenerezza.
Apprezzo il suo aiuto, aggiunse, rendendosi conto che qualcosa
del genere si imponeva.
Oh, ma si figuri, disse con fare espansivo Barbie. E un privilegio.
Dico sul serio,  un vero miracolo per me essere d'aiuto a qualcuno,
specialmente a una persona come lei. Deglut, commossa.
Mm, mormor Wilkie, la cui attenzione ricominciava a vagare.
Un libro illustrato per bambini con una prefazione per i genitori;
quella poteva essere una buona idea, pensava. Probabilmente
poteva metter gi qualche appunto l'indomani mattina, lasciarlo
per Jenny. Manny il tricheco. O suonava un po' troppo lezioso?
E al giorno d'oggi bisognava ricordarsi di essere politicamente
corretti. Meglio una coppia, forse: Manny e Annie. Poteva
gi figurarseli, i peluche, sebbene, grazie al cielo, non sarebbe stato
presente per vederli. Jenny e il suo agente avrebbero trovato
l'artista giusto e l'editore adatto, e i profitti potevano andare alla
Campagna per salvare il tricheco.
...E suppongo che mio marito avesse delle ragioni, in un
certo senso, stava dicendo con voce monotona Barbie. Io
continuavo a dire cose sbagliate ai reporter, e non potevo nemmeno
dargli un bambino.
Irritato dall'interferenza nei suoi pensieri, Wilkie diede a Barbie
un'occhiata impaziente, che a lei sfugg perch stava fissando
il pavimento. Forse era lui che poteva non essere fertile; ci aveva
mai pensato? disse lui.
No, io... Lei si strinse nelle spalle, con un gesto di impotenza.
Dovevamo fare degli esami, ma poi  finito tutto di traverso
e io me ne sono andata. Ma probabilmente era colpa mia.
Intendo dire, di solito  cos. La voce le trem. Perci ero
proprio a terra quando sono arrivata qui. Ma mamma dice che
 perch sono egoista.
Egoista?
Be', s. Perch penso soltanto a me stessa, e non a Bob, che
ha bisogno che lo sostenga e gli stia vicino. Una moglie appartiene
al marito, dice mamma.
Bench in genere Wilkie fosse d'accordo con quell'affermazione,
non fece commenti. Perch Barbie stava dicendogli tutto
questo? Perch immaginava che a lui potesse interessare? Se l'avesse
lasciato solo, lui avrebbe forse riposato un po'.
A ogni modo, mamma diceva che se non tornassi potrei rovinarlo,
era questo che volevo? Non lo amavo ancora come avevo
promesso quando mi ero sposata? Barbie fece un sospiro tremulo.
Mm.
Cos ho detto che non sapevo se amavo Bob, ora, non pi.
Ma lei ha risposto che non aveva importanza, e che era mio dovere
di cristiana perdonare i suoi peccati e rimanergli fedele.
Ah-ah. Il cipiglio di Wilkie aument. Mal tollerava le frasi fatte
e le donne autoritarie, e nell'unico incontro che c'era stato tra loro
aveva subito provato un senso di avversione per Myra Mumpson,
che gli aveva domandato se era l'autore di quel vecchio libriccino
simpatico sul topo.
C' solo una cosa, ed  che, quando penso di tornare a Washington,
proprio non sopporto l'idea. Ma se non ci torno,  come
dire che non servo proprio a nessuno, e che perci farei meglio ad
andarmene gi alla spiaggia pubblica e annegarmi, capisce?
Per amor del cielo, protest Wilkie. Possibile che tutti, a
Key West, avessero in progetto di imitarlo in quel modo ridicolo?
Lanci a Barbie Mumpson un'occhiata di grande irritazione,
che lei non vide perch stava fissando il cielo torrido e pallido al
di l della finestra.
Sarebbe facile, continu Barbie, perch non ci sono bagnini.
Cos pensavo che potrei andarci una mattina molto presto,
verso le cinque o le sei, quando  ancora piuttosto buio e in giro
non c' nessuno.
Spero che abbia rinunciato a quella stupida idea, disse
Wilkie nel modo pi energico possibile. Lei  una donna giovane
e sana; ha tutta la vita davanti a s.
S, be', pu prendersela anche subito la mia vita. Non  altro
che un unico gran casino.
E con questo? Si pu cambiare. '
Non saprei, replic in modo vago Barbie, non volendo ammetterlo.
A ogni modo, sono contenta di non essere ancora annegata,
per ora, altrimenti oggi non sarei stata a casa sua.
Infatti, fu d'accordo Wilkie.
Voglio dire, mi ha fatto sentire, in un certo senso, che qualcosa
che potevo fare c'era, capisce? Di solito penso soltanto: sono
viva, ma a che scopo?
Wilkie gir la testa sul rigido cuscino d'ospedale per guardare
Barbie. I folti e scarmigliati capelli biondi, le spalle grassocce e accasciate
sotto la maglietta rosa, l'espressione di confuso scoraggiamento.
Sarebbe stato proprio da lei andare ad annegarsi alla Higgs
Beach prima che potesse farlo lui. Cos, una volta che lo avesse fatto,
lui avrebbe fatto parte di un andazzo.
Ce ne sono tante, di cose che potrebbe fare, mormor contrariato,
brancolando alla ricerca di qualche esempio.
Non saprei proprio, borbott Barbie, sollevando un poco
la testa.
Per esempio, potrebbe rimanere a Key West e cercarsi un
impiego utile.
Di che genere? Lei tir su le lacrime col naso e fiss speranzosa
Wilkie. Ma lui, esausto e incapace di ulteriori incoraggiamenti,
aveva chiuso gli occhi.
Forse dovrei riprovare con la signora Walker? disse finalmente
Barbie. Wilkie, fingendosi addormentato, non rispose, e
dopo un po' la sent lasciare la stanza.
Pi presto esco di qui, meglio sar, pensava Wilkie mentre giaceva
immobile. Aveva, inveterati, l'odio e la sfiducia nei confronti
degli ospedali. Con la scusa del servizio pubblico, il sistema era venale
e vessatorio. Quando eri debole, spaventato e troppo sofferente
per protestare, loro ti toglievano i vestiti e ti costringevano a indossare
un camicione che a lui ricordava i panni infantili che i suoi
bambini avevano indossato nei primi mesi di vita: indumenti di cotone
flosci e inconsistenti allacciati dietro con fettucce. E il vero interesse
dell'ospedale era il denaro. Sebbene in evidenti condizioni
disperate, al suo arrivo, e forse perfino morente, prima ancora di rivolgergli
la parola avevano voluto vedere la sua tessera sanitaria.
Be', be', professor Walker. Mezzo addormentato, Wilkie
torn ad aprire gli occhi con riluttanza. L'effeminato dottorino era
l e lo guardava. Come andiamo?
Meglio, ammise Wilkie.
Be', be'. Sa, avevo proprio ragione io. Non c' traccia di disturbo
cardiaco. Nessun segno di niente del genere. Anzi, il suo
cuore dovrebbe durare per altri vent'anni.
Ma pensa, disse lui, scettico.
Secondo la mia ipotesi, il suo  stato un fatto di calcoli biliari.
Ecco che cosa suggeriscono le analisi.
Davvero? Wilkie aggrottava la fronte, poco convinto.
Ma il dolore...
Ah, quello  normale. I calcoli biliari possono essere tremendi.
Sono famosi per questo. Il dottore sorrideva, mostrando
i denti piccoli, regolari, un po' giallastri. Ma nessuno  mai
morto per colpa loro.
Ah, no?
Non aveva mai avuto coliche del genere in precedenza?
No. Glielo avevo gi detto.
Be', be'. Se  fortunato, pu darsi che non ne abbia mai pi
un'altra. E tra parentesi, professor Walker, sar contento di sapere
che la radiografia col mezzo di contrasto mostra un apparato
digerente sanissimo.
Che cosa intende dire? Suo malgrado, Wilkie aveva parlato
pi forte.
Bello sgombro. Non c' traccia di qualche ostruzione. Il
dottore s'interruppe, studiando la faccia di Wilkie per cercarvi segni
di comprensione ed evidentemente non trovandoli. Nessun
indizio di tumori, per esempio, aggiunse, abbassando la voce nel
pronunciare la parola tanto temuta. Eravamo un po' preoccupati,
naturalmente, a causa del sanguinamento rettale.
Sanguinamento? ripet in un belato Wilkie. Sono stato scoperto,
pensava.
Non lo aveva notato?
No, ment. Ossia, mi sta dicendo, domand lentamente,
cercando di chiarirsi le idee, che c' del sanguinamento rettale,
ma che secondo lei, non ho, per esempio... fece un respiro .. .il
cancro all'intestino o al colon?
Precisamente. Il dottorino sorrideva compiaciuto, ora. Ma
non sarebbe male fare qualcosa per quelle emorroidi, quando torner
a casa, specialmente se vedr altro sangue nelle feci.  un
controllo che dovrebbe fare regolarmente, all'et sua.
Ah, mormor Wilkie, cercando di valutare l'informazione
che aveva appena ricevuto. Il Keys Memorial era un ospedale provinciale
di second'ordine, e quel dottore era solo un povero idiota.
Non era da escludere che fosse troppo ignorante per leggere correttamente
i risultati delle analisi e rendersi conto che Wilkie era un
malato terminale per problemi cardiaci o cancro all'intestino, o
magari entrambe le cose. Perci posso andarmene a casa, vero?
Be', be', no. Questo glielo sconsiglio. Far bene a rimanere
qui, invece, e a farsi una buona notte di sonno.
Hmph, mormor Wilkie, meravigliandosi ancora una volta
per la convinzione della classe medica che qualcuno potesse farsi
una buona notte di riposo in un ospedale. Ma non sprec parole su
quel paradosso. Quello su cui doveva riflettere era la possibilit che
non stesse per morire di mal di cuore, almeno non immediatamente.
Poteva portare avanti il suo programma di vita; o meglio, di
morte. Ma non quel giorno. Era gi tardo pomeriggio, e dopo quello che aveva passato dubitava d'avere la forza di andare sufficientemente
al largo a nuoto. Non c'era alcuna fretta, in fin dei conti.
Cos torner a vederla domani mattina, stava dicendo il dottorino.
Ah, prima che me ne dimentichi, professor Walker. Potrei
avere un autografo? La mia infermiera  una sua grande ammiratrice,
pare.
Come? S, certamente.
Fantastico. Il dottore ora gli porgeva una penna e un ricettario.
Si chiama Bessie.
Un po' a fatica, Wilkie si sollev su un gomito, procurandosi
un giramento di testa. Scarabocchi il suo nome come aveva gi
fatto tante altre volte, e ora forse per l'ultima, aggiungendo la solita
frase priva di significato, Con i migliori auguri, e la sua firma.
Grazie, disse il dottorino, riprendendosi ricettario e penna.
Ne sar entusiasta.
...
.
...
CAPITOLO 13.
...
.
...
All'Artemis Lodge, il giorno seguente, Lee Weiss sedeva alla scrivania
a cercare di appaiare ospiti e camere per i mesi di aprile e maggio.
Di solito era facile, dato che a quel punto gli arrivi di chi voleva
sottrarsi all'inverno cominciavano a diradare, e dopo met aprile erano
per lo pi soltanto canadesi quelle che ancora dovevano arrivare.
Ora, per, a Lee riusciva difficile concentrarsi. Sollevava la testa
dal lavoro per fissare la verde giungla al di l della finestra, e
pensava a Jenny. A volte, ricordandone la voce chiara e morbida,
la pelle fresca e morbida, e l'improvviso calore dell'ultimo bacio,
sorrideva. Poi si rabbuiava, rammentando il panico nella voce di
Jenny quando le aveva telefonato, un'ora prima.
Avrei dovuto essere con lui, aveva continuato a ripetere,
proprio come aveva fatto quando aveva telefonato dall'ospedale,
la sera prima, e non c'ero.
No, aveva detto Lee. Eri con me. Stai dicendo che questo
peggiora le cose? Sarebbe stato meglio se fossi stata dal droghiere?
No... s... non lo so. Jenny aveva riso nervosamente.
Magico modo di ragionare. Se continui cos, tra poco mi dirai
che quando hai detto di amarmi, questo ha dato a tuo marito
una fitta nel petto.
Lo so che  sciocco, aveva ammesso Jenny. Ma mi sento a
pezzi. Vorrei poterti vedere.
Allora vieni qui, perch non lo fai?
Non posso, non ancora, aveva mezzo piagnucolato, mezzo
bisbigliato Jenny. Devo rimanere qui, nel caso Wilkie si svegli
e mi voglia vedere.
Perch mai dovrebbe volerti, se non ti ha voluto per mesi?
aveva pensato Lee, ma senza dirlo.
Sapeva di dover essere paziente. A quanto sembrava, qualsiasi
cosa avesse Wilkie Walker, non era grave. Un calcolo biliare,
aveva detto Jenny, e la cosa aveva senso: da quello che lei aveva
sentito, quell'uomo era probabilmente pieno di bile. Era stato dimesso
dall'ospedale quel mattino, e in breve tempo sarebbe tornato
alla sua solita, sgradevole normalit.
Mettiamo che sia stata una cosa grave, pensava Lee. Mettiamo
che Wilkie Walker sia veramente ammalato; supponiamo che vada
via via peggiorando, supponiamo che muoia. Non sarebbe una gran
perdita, perch tanto a che cosa  mai servito, finora? Tutto quello
che ha fatto  stato di scrivere articoli pomposi, dare consigli velenosi
e rendere profondamente infelice la donna che lei amava.
Ma che fosse malato oppure no, tra poco Jenny sarebbe stata
l; Lee l'avrebbe abbracciata di nuovo, confortata, baciata, l'avrebbe
sentita ammorbidirsi e riscaldarsi.
Ora come ora, per, doveva smettere di fantasticare e ritornare
al suo programma per aprile e maggio. Lee torn a chinarsi sulla
scrivania, ma quasi immediatamente venne distratta, non da un
clamore interno, ora, ma da uno esterno: quello di Myra Mumpson
e di sua figlia che litigavano nel portico antistante, dove erano in attesa
di Jacko e della madre. Parte di quella lite non era afferrabile,
ma il tono suonava familiare: Lee lo aveva udito spesso in coppie
che venivano a soggiornare nella sua casa-albergo nel disperato
tentativo di riparare una relazione di antica data.
Stai facendo un grosso errore, diceva Myra, con voce che
aveva alcune delle caratteristiche di una trinciatrice. Se davvero
vuoi salvare i trichechi puoi farlo molto pi efficacemente da
Washington.
Non ci sono trichechi a Washington, risuon la debole ma
ostinata protesta di Barbie.
Non essere stupida, tesoro. Se sei sincera nel voler aiutare
quegli strani animali che tanto ti interessano, devi trovarti dove c'
il potere. A Washington. L, qualcosa potresti concludere, Dio volendo.
Potrebbero perfino diventare la tua specialit, le specie da
proteggere, perch no? Myra modul il tono da trinciatrice a tosaerba,
rendendolo meditabondo. Potrei procurarti l'aiuto di
esperti. Gente addestrata a esercitare pressioni politiche e un
buon propagandista. Bob potrebbe perfino sponsorizzare un piccolo
disegno di legge, eventualmente.
Vi fu una risposta di Barbie, incomprensibile salvo la parola
gufo.
Certo non sosterrebbe niente che possa interferire con la produttivit
e minacciare il lavoro. Ma devono esserci un sacco di altri
animali in via di estinzione. Potresti fare molto da Washington, con
le relazioni che hai. Ora la voce di Myra si poteva paragonare al
fare le fusa. Ma in questo posto fuori dal mondo, ragazza sola e
inesperta, che cosa potresti mai ottenere? Niente, in realt.
La figlia mormor alcune parole.'
A me sembrano solo una manica di pazzoidi dilettanti. Tra l'altro,
se tu rimanessi qui io non farei che preoccuparmi. Key West si
presenta come una graziosa cittadina di vacanze, ma sotto sotto  un
posto corrotto e senza Dio. Strade piene di vagabondi, di ubriaconi
e di pervertiti; chiunque pu vederlo. E come ti manterresti, hai
pensato a questo, cara? Sei abituata a una vita molto comoda, tu.
Non hai mai dovuto pensare al danaro nemmeno per un istante.
Di nuovo, la risposta di Barbie fu inafferrabile, ma il suo tono
cocciuto era ben chiaro.
Ma  ridicolo, dichiar Myra, riaccendendo la trinciatrice.
Non hai nessuna esperienza di vendita e non sai nemmeno battere
a macchina. Devi assolutamente rientrare in te, cara.
Un secondo di silenzio, poi Lee ud Barbie gridare: No, non
voglio! e il rumore di una delle sedie della veranda che veniva
spinta all'indietro e si rovesciava.
Dove credi di andare, in nome di Dio? Non vi fu risposta,
soltanto un risonare di passi che scendevano di corsa gli scalini.
Quella povera isterica di mia figlia  scappata via, annunci
pochi momenti dopo Myra, lasciando sbattere dietro di s la porta
a rete.  andata a non so che raduno, ieri sera, e ora si  messa improvvisamente
in testa questa stupida idea di rimanere a Key West.
Ah, s? disse Lee, neutrale.
Gi. Myra prese a passeggiare avanti e indietro. E allora io
dico, lasciamola provare. Non ci vorr molto per vederla tornare
a casa di corsa. Questa  una citt costosa. Barbie non sar in grado
di pagarsi il soggiorno qui per un'altra settimana. E non credo
che Perry se la sentir di pagare per lei.
Quanto a questo hai ragione, pens Lee, ma senza fare commenti.
Myra sedette proprio sull'orlo di una sedia a dondolo di vimini,
facendola oscillare e cigolare rumorosamente. Indossava un insieme
adatto per un viaggio aereo in prima classe: blazer e pantaloni
su misura di costoso poliestere verde limetta, scarpe con i lacci
in tinta, una camicetta di lucida seta e tante catene d'oro. Appariva
del tutto fuori posto tra i cuscini tessuti a mano, i dipinti
haitiani e le disordinate piante tropicali di Lee.
Viziata, disse a Lee, dondolandosi. E stato il padre a viziarla
in quel modo. Tutti e due li ha viziati, in realt. Non come
pap mio, lui era tutto l'opposto. Non riuscivi mai a compiacerlo,
qualsiasi cosa facessi.
Mh. Lee rialz solo brevemente la testa.
Lui invece era un debole, continu Myra, per niente scoraggiata.
Un credulone, con chiunque avesse una storia commovente
da raccontargli, non solo i suoi figli. Se in casa c'era qualcosa
che non era inchiodata bene, la dava via. Conosce il tipo.
Mh, mormor Lee, che era stata accusata di appartenere a
quella categoria lei per la prima.
Ho fatto un grande errore quando l'ho sposato. Dicevo a me
stessa che era destinato ad avere successo in politica, perch era intelligente
e tutti avevano simpatia per lui. Era il pi bell'uomo che
avessi mai visto, tra l'altro, e il pi dolce, sotto sotto. Troppo dolce
per la vita reale. Devi sembrare morbido ed essere duro, dico bene?
Mh, disse Lee. Se non guardava direttamente Myra e rispondeva
solo a monosillabi, chiss che l'altra non tacesse, una
buona volta, e non se ne andasse.
Il guaio era che lui non aveva l'ambizione data da Dio che
ci vuole in politica. Non ne aveva affatto, di ambizione, se vuole
sapere la verit. N di buon senso. Non vedeva a un palmo
dal suo naso. L'ultima cosa che fece in vita sua fu avventurarsi
in quel faticosissimo giro dell'Inghilterra alla ricerca dei suoi
antenati, e s che sapeva d'avere il cuore in pessimo stato. Senza
pensare neppure per un momento al suo dovere cristiano verso
la famiglia, e a cosa ne sarebbe stato di noi se fosse morto.
Era un egoista, in realt.
Mm. Lee aggrott la fronte. I suoi tentativi di scoraggiare
Myra ottenevano l'effetto opposto: i suoi borbottii monosillabici,
come i neutri mormorii della terapeuta che era stata un tempo, invitavano alle confidenze.
Certo, ci vuole un dono tutto speciale per farcela in politica,
continu Myra, quasi tra s. Devi avere personalit, e devi avere
abilit, diciamo cos. Ora mio figlio, Gary, piuttosto in gamba lo ,
ma la personalit gli manca. Non riesce simpatico. A volte nemmeno
io riesco a farmelo piacere. Si dondolava ancora pi in fretta,
scuotendo la testa a tempo con il dondolio.
Gary ci sa fare col danaro fino a un certo punto, aggiunse.
Ma non sa evitare i rischi. Un imbroglione di avvocato che aveva
conosciuto in palestra lo convinse a mettersi in quell'acquisto di
terreni non troppo chiaro. Gary avrebbe dovuto sentire puzza di
bruciato. Buon Dio, i segni c'erano tutti: l'odore di imbroglio si
sentiva lontano un miglio. Io avrei potuto metterlo sull'avviso, se
avesse avuto il buon senso di parlarmene. Ma il danaro da guadagnare
era tanto e lui si lasci prendere dall'avidit.
S? disse Lee, provando interesse suo malgrado. Allora, che cos'accadde?
Oh, niente di cos grave, alla fine, grazie al cielo. Molte delle
accuse vennero ritirate, e arrivarono a un accordo. Salvo che Gary
era finito, per quel che riguardava la vita pubblica. Io questo lo
avevo capito subito, anche se quasi mi si spezzava il cuore. Ma bisogna
essere realistici, dico bene?
Ho idea di s, convenne Lee, che si considerava tale.
Come il marito di Barbie, Bob Hickock. In potenza lui  un
vincente, ma ha un ramo di follia. E un impulsivo. Del danaro si
cura poco; non  tipo da andare a cacciarsi in quel genere di guai.
In compenso  un bastardo a sangue caldo, perdoni il linguaggio.
Fin da quando lavorava alla procura distrettuale mi ero resa conto
di quello che poteva combinare. E gli ho parlato fuori dai denti.
Sta' a sentire, ragazzo, gli ho detto, se ti viene voglia di prenderti
qualche altro spasso dietro le spalle di mia figlia, vai a farlo
in un altro Stato. E te lo paghi, come fanno tutti; niente pi scopate
con quelle che lavorano per il partito, che potrebbero innamorarsi
di te e fare uno scandalo, o rimanere incinte e spifferare
tutto ai media. Vai a Dallas, gli ho detto. Chiedi un numero di telefono
a qualcuno di cui puoi fidarti. Myra sospir.
Naturalmente Bob non ha ascoltato il mio consiglio, aggiunse.
E cos, ecco che quella stagionata ex showgirl di Las Vegas
riesce a incastrarlo davvero. Mi dicevo che la cosa avrebbe
fatto il suo corso, ma  ancora pazzo di lei. Pazzo e perduto. L'altro
ieri gli ho telefonato, dicendogli se per piacere voleva chiamare
la mia Barbie e chiederle, molto affettuosamente, di tornare
a casa. Sta solo aspettando di sentirti, gli ho detto. Dille che
hai rinunciato a quella come-si-chiama, Laverna. Gli ho detto:
Ascolta, amico, Laverna equivale a un suicidio professionale. Se
la sua storia e qualcuna delle sue vecchie foto finisce sui giornali,sarai politicamente morto.
E che cosa ha risposto?
Ah,  stato del tutto irragionevole. Ha detto che forse starebbe
meglio di ora. Mi ha detto che darebbe chiss che cosa per
essere rimasto a North Gulch, limitandosi a fare l'avvocato. Che
forse avrebbe dato le dimissioni e sarebbe tornato al paesello, ha
detto. Quella almeno era brava gente, a loro Laverna sarebbe
piaciuta, l'avrebbero accettata. S, domani! Myra diede in una
risata aspra. Le conosco, quelle piccole citt.
 chiaro che Bob stava solo bluffando, riprese. Tra un
po' si calmer, intender ragione. Se vuole rimanere nel Congresso,
alla fine dovr fare come dico io, perch sa che posso infangarlo
come voglio, altrimenti. Ma  inutile parlare di nuovo
con lui fino a che Barbie non torna in s.
Mh, si espresse Lee.
Dio buono, a volte tutta questa faccenda mi d il voltastomaco.
Myra smise di dondolarsi per fissare al di l della finestra
le palme verde pallido che si agitavano nel vento tiepido. Sa, ripenso
alla mia vita, e rivedo in modo ben chiaro tutto quello che
ho sbagliato. Tutto il tempo che ho sprecato a cercare di fare eleggere
qualche candidato. A stare alle spalle di qualche idiota che
non poteva imparare quello che avevamo da insegnargli, non apprezzava
il tempo e, Ges mio, il denaro che mettevamo nella sua
campagna elettorale. Se avessi visto chiaro prima, avrei potuto
candidarmi io per una carica, anni fa. Scommetto che sarei potuta
arrivare come minimo al Senato. Magari oltre.
Forse potrebbe ancora farcela, sugger Lee.
No-o. E troppo tardi. Pu darsi che non li dimostri, ma ne
ho sessantacinque suonati.
Davvero? Lee riesamin l'aspetto di Myra: il portamento
eretto, la mascella quadrata, la pelle ben tesa, il casco di capelli castano-rossicci.
Aveva calcolato che la zia di Jacko fosse di almeno
una decina d'anni pi giovane.
Avrei dovuto studiare legge, cosa che le brave ragazze cristiane
non facevano, negli anni Cinquanta. Le donne di casa
Fudd si sposavano quasi tutte subito dopo il college. A volte prima
ancora del diploma, come nel caso mio. Dopo di che non lavoravano
fuori casa, il concetto era quello, anche se mia zia
Sophie mandava avanti un ranch di duemila acri. Mi era stato
fatto il lavaggio del cervello, come dicono quelle matte delle
femministe. Non sono cos sceme, a volte.
No, convenne Lee. Provava di nuovo una certa comprensione,
anche se era sicura che se Myra Mumpson fosse entrata in
politica sarebbe stata contro tutto quello di cui lei era in favore.
Sarebbe stata antigay, antiaborto, antifemminista. Era una delle
cose che avevano indotto Lee a rinunciare alla professione di psicoterapeuta,
l'essersi resa conto che per met del tempo aiutava
gente che non le piaceva a diventare abbastanza forte e sicura di
s da fare cose che lei non approvava, come scrivere pubblicit ingannevole
e vendere preservativi fatti con materiale scadente.
Ora devo impostare il mio calendario per i prossimi due mesi,
annunci, convinta che Myra avrebbe colto quell'evidente allusione e avrebbe taciuto.
Ma era chiaro che l'allusione non era abbastanza evidente.
Mai un rallentamento nell'attivit alberghiera, osserv Myra.
Lo so. Ho un'amica, l a casa, dirige anche lei un hotel meubl.
Non pu immaginare quanti furti, danni, prenotazioni disdette all'ultimo
momento... Be', lei s, suppongo. Salvo che si  resa la vita
probabilmente pi facile. Un'idea davvero accorta, la sua, di affittare
solo a donne. Riduce il logorio, scommetto.
Mm, approv Lee, chinandosi sopra un'intera pagina di calendario
per la terza settimana di aprile.
Le capiteranno anche coppie omosessuali, immagino, continu Myra.
Gi, conferm Lee quasi in un ringhio. Dai l'impressione
sbagliata, si disse; sembri troppo normale. Ma cosa diavolo era tenuta
a fare, in proposito? Doveva indossare una tuta e pesanti
scarpe da uomo, tagliarsi i capelli a spazzola? Ma una tenuta del
genere sarebbe stata intollerabile, nel clima di Key West; inoltre,
le piaceva la sua chioma da zingara, cos lunga e folta, e piaceva
anche alle altre donne. Jenny, per esempio...
Non mi fraintenda, non sto dicendo che dovrebbe respingerle,
disse Myra, registrando evidentemente la reazione rabbiosa
di Lee. In fin dei conti, gli affari sono affari. E, detto fra
noi, non ci vedo niente di male. Si dondolava pi lentamente.
Non come con gli uomini. Le cose che arrivano a fare! Non voglio
neppure pensarci.  disgustoso. Accenn un lieve brivido.
Con le donne,  diverso, continu Myra. Mia zia Sophia
Fudd, quella di cui parlavo prima, non si spos mai. Visse per
quasi tutta la vita in un vasto bungalow l sul ranch con Rose, la
sua migliore amica, che faceva la maestra in paese. C'era ogni tanto
qualche chiacchiera, qualche battuta scherzosa sulle vecchie zitelle.
Ma erano rispettate da tutti. E da come la vedo io, se davvero
si coccolavano un po' e si rendevano felici a vicenda, non
c'era poi niente di male, ho ragione?
Certo, convenne Lee, riconoscendo quello che aveva inteso
dire Jacko quando nel descrivere la zia aveva accennato al rullo
compressore delle sue opinioni. Con la consapevole sensazione
di resistere a un pesante macchinario stradale, aveva aggiunto: In
verit, sono cos anch'io.
Ah, s? Myra aveva dato a Lee un lungo sguardo interessato
che aveva indotto quest'ultima a domandarsi se l'altra non stesse
per fare una dichiarazione analoga. Be', vivi e lascia vivere, 
quello che dico io. Si dondol ancora un poco, poi consult un
costoso orologio. Che fine hanno fatto Perry e mia sorella? Dovevano
essere qui gi da una mezz'ora. Lei mi ha sentita, vero, dirgli
che dovevamo prendere l'aereo delle cinque e trenta?
L'ho sentita, conferm Lee.
Myra smise di dondolarsi. Bene, non ho intenzione di ciondolare
in attesa pi a lungo, annunci. Me ne torno in albergo.
Dica a Perry, quando sar qui, che lo aspetto l per le quattro in
punto. E lo stesso vale per Barbie, se dovesse farsi viva.
Per una decina di minuti, Lee lavor indisturbata al suo calendario.
Poi, in modo ben pi tranquillo di come sua sorella se
n'era andata, Dorrie Jackson comparve su per gli scalini. Indossava
una camicia scolorita e troppo larga che era appartenuta a
Jacko, e il solito floscio cappello verde.
Perry  andato a consegnare delle orchidee, spieg. Sar di
ritorno presto. Dove sono Myra e Barbie?
Se ne sono andate. Lee decise di non entrare in particolari.
Myra si era stancata di aspettare.
Oh, poveri noi, squitt Dorrie, che evidentemente non si era
lasciata ingannare dall'avere Lee addolcito il messaggio. Era proprio
tanto contrariata, Myra?
No, non tanto. Ha raccomandato di ricordare a Perry che deve
andare a prenderle in albergo per le quattro.
Oh, Perry lo sa, questo. La disturbo, se lo aspetto qui?
Ma no, si figuri.
Come la sorella, Dorrie scelse la sedia a dondolo; ma vi si sistem
bene, appoggiata contro il purpureo cuscino tessuto a mano,
producendo un movimento e un cigolio appena avvertibili.
Lei  stata proprio una buona amica per Perry; lui me l'ha
detto, mormor di l a poco. Sono cos contenta di saperlo. E
naturalmente non gliene fa una colpa, di essere come .
No, certo che no, disse Lee, rendendosi conto che Dorrie
Jackson, a differenza della sorella, non pensava che lei fosse sessualmente normale.
 un buon ragazzo, continu Dorrie. Non credo affatto
che sia un castigo divino, la sua malattia, come pensa Myra. Dio
non  cos. L a casa, sa, ho smesso di andare alla Chiesa metodista
dopo che il pastore aveva detto tutte quelle cattiverie sui ragazzi
come Perry. Me la presi a morte. Gli dissi, Dio conosce i nostri
cuori, e sa che il cuore di Perry  buono.
Mm-hm, fu il commento di Lee. Stava pensando che, se c'era
un Dio, era presumibile che lo sapesse.
Si sa che tutti nascono buoni, disse Dorrie diversi momenti
pi tardi. Tutti veniamo al mondo innocenti; solo che siamo deboli,
cos poi sbagliamo. Persone e cose sbagliate d'ogni genere
entrano nella nostra vita, e noi non sappiamo tenerle a bada.
Gi. Lee pens ad alcune delle persone e delle cose sbagliate che aveva conosciuto lei.
Come il marito di Barbie, Bob Hickock. Lui era solo un
povero ragazzo di provincia con una laurea in legge, che lavorava
nell'ufficio della procura distrettuale. Ma Myra ne aveva intuito
il potenziale. Cominci a invitarlo alle riunioni e a farselo
venire per casa. Poi, dopo che lui e Barbie si erano fidanzati, cominci
a spingerlo in tutti i modi. E naturalmente ora lui ha
molto successo,  diventato famoso, perfino. Ma a me piaceva di
pi quando, al principio, era entrato a fare parte della famiglia.
Era proprio un caro ragazzo, allora, con dei modi cos timidi e cos gentili. Solo, gi si capiva che avrebbe sempre attratto le ragazze come il miele attira le mosche.
Dorrie si dondol tranquillamente per alcuni minuti. Poi domand: Barbie  tornata in albergo con la madre?
Eh, no, rispose Lee. Non credo.
No? E dov', allora?
Non lo so. Ma ho idea che, se non si fa viva presto, perder quell'aereo.
Oh, spero tanto che lo perda, disse Dorrie.
Sorpresa, Lee rialz lo sguardo. Ma sebbene la sedia stesse ancora dondolando lievemente, la madre di Jacko aveva chiuso gli occhi.
...
.
...
CAPITOLO 14.
...
.
...
Nell'ombroso salotto della casa di Hibiscus Street, Jenny sedeva
sul viscido sof di pelle arancione, lavorando nervosamente ai ferri
un maglione di ciniglia grigia per il marito, in attesa che lui si
svegliasse. Wilkie era di sopra, ora, a smaltire nel sonno gli eventi
delle ultime ventiquattr'ore. Quel mattino, durante il percorso in
macchina verso casa, era stato taciturno, salvo qualche irritato
commento sulla routine ospedaliera e la stupidit delle infermiere.
Sebbene pi in s di quanto fosse stato la sera prima, non sembrava
pi cordiale n pi comunicativo. Ma non lo era stato da
mesi, pensava Jenny: non aveva fatto che cambiare, respingerla,
pensare a qualcun'altra fin dal primo momento.
E anche lei era diversa, del resto. Specie dal giorno innanzi,
quando tutto nella sua vita si era improvvisamente capovolto. Si era
ritrovata a giacere tra le braccia di Lee e si era sentita dolcemente e
profondamente felice. Poi era rincasata e aveva trovato la casa stranamente
deserta, con un sandwich sbocconcellato in parte sul mobile
di cucina e due sgabelli di cucina rovesciati. Prima che potesse
immaginare che cosa questo volesse dire, c'era stata quell'orribile
telefonata da parte di Barbie Mumpson. Infine, aveva rivisto la persona
gelida e chiusa in se stessa che un tempo era Wilkie Walker, il
suo amorevole marito, nell'ospedale di Stock Island.
Come se nel suo inconscio sapesse che cosa l'aspettava, Jenny
si era sentita in apprensione nel percorrere i corridoi dell'ospedale,
serrandosi al petto una capace borsa di canapa. Nella borsa c'erano
il pigiama, l'accappatoio, lo spazzolino da denti di Wilkie e i
libri che lui le aveva fatto chiedere di portargli. Tre volumi, sebbene
il dottore le avesse assicurato per telefono che il marito stava rimettendosi
rapidamente e che l'indomani sarebbe tornato a casa.
La richiesta non l'aveva sorpresa: era tipico di Wilkie rinfrancarsi
con qualcosa da leggere perfino mentre andava dal dentista.
Quello che Jenny temeva mentre percorreva il corridoio non
era la vista sconvolgente di suo marito in un letto d'ospedale, ma
un interrogatorio. Perch non c'era, quando si era sentito male?
Perch era tornata a casa cos tardi?
Il tempo di arrivare alla stanza di Wilkie e Jenny respirava con
affanno e tremava leggermente. Fissava la porta metallica verde e
dietro quella immaginava il marito, seduto rigidamente in mezzo
al letto come sempre quando non dormiva, e intento a fissarla con
cipiglio, come se fosse stata un gran brutto esemplare. Jenny non
aveva quasi mai visto Wilkie fissarla in quel modo, ma l'aveva visto
dirigere ad altri quello sguardo. Nella sua mente, udiva le parole
che gli sarebbero uscite dalla bocca se avesse saputo che cosa
stava facendo mentre avrebbe dovuto essere a casa con lui; com'era
scoppiata in singhiozzi tra le braccia di Lee, accusandolo di
adulterio e rivelando cose che dovrebbero sempre rimanere tra
marito e moglie. Se soltanto lo sapesse, aveva pensato Jenny mentre
esitava nell'ampio corridoio, tra un forte odore di disinfettante,
Wilkie userebbe termini come sleale e isterica. Mi hai deluso,
avrebbe detto, come usava dire a volte ai figli.
Aveva spinto la pesante porta, aprendola. C'era un letto
d'ospedale nella stanza nuda, e qualcuno vi giaceva con il lenzuolo tirato
fin sopra la faccia, come se fosse morto. Il suo cuore aveva
avuto un sobbalzo. Poi, si era resa conto che la persona nel letto
respirava, con una sorta di lieve ronfare che lei riconosceva.
Wilkie? aveva azzardato.
La figura nel letto si era voltata pesantemente, aveva abbassato
il lenzuolo ed era divenuta un massiccio uomo anziano dai
lineamenti marcati, dai capelli radi e dall'espressione acre. L'aveva
guardata senza apparente entusiasmo, battendo le palpebre,
sempre in silenzio.
Come stai? gli aveva domandato in un mormorio.
Jenny, aveva detto l'uomo in una versione strascicata della
voce di Wilkie. Il tono era neutro, come di chi identifichi un oggetto
privo di particolare interesse o attrattiva.
Ti ho portato le cose che volevi, aveva detto lei.
Wilkie non aveva risposto.
Mi dispiace tanto di essere stata fuori proprio quando ti sei
sentito male, aveva continuato a farfugliare lei. Lee era tornata
in ritardo dal funerale, e poi avevo dovuto andare in macchina fino
a Searstown, al supermarket...
Non ha importanza, l'aveva interrotta Wilkie. Non era
niente di grave. Non sono mai stato seriamente malato, pensavo
soltanto...
Lo so, me l'ha detto Barbie Mumpson, pensavi che si trattasse
di una crisi cardiaca. Dev'essere stato orribile. Mossa dal dovere,
dall'abitudine e dalle buone maniere, Jenny si era avvicinata
al letto, si era chinata, e con le labbra aveva sfiorato la guancia
gonfia e arida dell'uomo che vi giaceva: un essere gelido e irritabile
che tradiva la moglie con giovani donne stupide.
S... No, in realt credevo... Wilkie aveva deglutito. Non
ha importanza, ormai. Sto bene, sono solo un po' frastornato da
tutti quei farmaci che mi hanno dato. Chiuse gli occhi, poi li riapr.
Hai portato i libri che avevo chiesto?
S, te li ho messi qui, sul tavolino.
Sei una brava donna.
Era una dichiarazione che Jenny aveva udito spesso da Wilkie,
sebbene non pi da molti mesi. Un tempo l'aveva accolta con un
sorriso segreto di piacere, e qualche volta con la risposta a tono:
E tu un brav'uomo. Ma ora quella risposta sarebbe stata una
bugia. C' altro che posso fare per te? aveva invece domandato.
No, grazie. Quell'idiota di dottore insiste che devo passare
qui la notte. Cos pu mettere in conto una giornata in pi alla
nostra assicurazione, immagino. Puoi venire a prendermi domani
mattina alle nove?
S, certo.
Bene. Vai pure a casa, ora, riposati. Tanto vale che io cerchi
di dormire ancora un po'. Devi cogliere tutte le occasioni che
puoi, in ospedale: ti svegliano ogni due ore per prenderti la temperatura
o per qualche altra maledetta idiozia.
Torner questa sera, dopo cena.
Non disturbarti. Wilkie rivolse alla moglie uno sguardo
stanco, neutro, poi si gir sull'altro lato, voltandole le spalle.
Se fosse stata davvero una brava donna, Jenny avrebbe fatto
quello che aveva detto Wilkie e sarebbe andata a casa. Invece, si
era diretta immediatamente verso l'Artemis Lodge.
Lee l'aveva accolta con gioia, l'aveva ascoltata, confortata; aveva
aperto una bottiglia di vino del Chianti, aveva preparato le fettuccine
con pomodoro e pesto e dei peperoni arrostiti, seguiti da
un sorbetto di limone.
Il senso di colpa di Jenny era del tutto irrazionale, aveva dichiarato
Lee quando l'amica aveva taciuto per riprendere fiato.
Non era certo colpa sua se. Barbie Mumpson si era trovata presente
e lei no. In fin dei conti, non aveva forse detto che Wilkie
aveva continuato a consigliarle di uscire di casa e di vedere gente?
Evidentemente non l'aveva voluta d'attorno.
S, l'impressione era quella, aveva convenuto Jenny, avvilita.
E mentre lei era fuori casa, aveva continuato Lee, c'era da
presumere che Wilkie Walker avesse fatto l'amore con Barbie
Mumpson. Poco gli importava di chi venisse a saperlo, tra l'altro, o
non l'avrebbe baciata l sul cancello dove tutti, Jenny compresa,
potevano vederlo. Era Wilkie quello che doveva sentirsi in colpa. E
poteva anche darsi che avesse gi avuto la sua punizione. Quel malore,
calcolo biliare, cuore o qualsiasi cosa fosse, poteva anche essere
il risultato di quello che a volte veniva definito sforzo eccessivo
con Barbie; spesso si leggeva sui giornali di fatti del genere.
Mentre Lee parlava, lacrime disperate, di rabbia, avevano gonfiato
gli occhi di Jenny, scorrendo e andando a cadere dentro la ciotola
del sorbetto. Lee allora si era alzata e aveva girato intorno al tavolo:
l'aveva stretta a s, l'aveva baciata dolcemente, accarezzandole
i capelli. Era una dura realt, quella, aveva detto, e lei lo sapeva.
Ma certe cose era sempre meglio affrontarle. Jenny doveva rassegnarsi
al fatto che il suo matrimonio era probabilmente finito.
Ma questo ... aveva singhiozzato Jenny. Ma ho sempre
fatto del mio meglio, io. Ho fatto tutto quello che dovevo, e per
tanti e tanti anni.
Ma certo che l'hai fatto, aveva confermato Lee. Non  tua
la colpa, in nessun modo. Su, bevi un altro po' di vino.
Ma ho sempre fatto tutto per lui. Non soltanto tenergli casa,
ma fare ricerche per i suoi libri, ribatterli al computer, e scriverne
alcune parti, e poi gli articoli e le conferenze... Intendo dire, quello  il mio lavoro. Jenny aveva continuato cos tra scoppi di singhiozzi.
Se non lavoro con Wilkie, cos'altro posso mai fare? Non
sapr pi che cosa fare. Non sapr nemmeno chi sono.
S che lo saprai, le aveva detto Lee, accarezzandole la schiena
e le spalle mentre lei ricominciava a piangere. Ci vuole solo
tempo.  dura, dopo tanti anni, dover rinunciare a queste vecchie
abitudini, affrancarsi da questi antichi sensi di colpa.
Alla fine, Jenny non era tornata a casa prima della mezzanotte,
e a quell'ora soltanto perch temeva che Wilkie o un dottore o
un'infermiera potessero telefonare. Quando si era proposta di andar
via dopo cena, Lee le aveva fatto notare, con ragione, che non
era in condizioni di guidare. Poi, chiss come, era finita, esausta e
rintronata dal vino e dalle lacrime, nella camera di Lee.
Nemmeno Wilkie aveva probabilmente dormito molto, la notte
scorsa, pensava ora Jenny, arrivando bene o male alla fine di un
ferro e cominciandone un altro. Ma mentre lui giaceva sveglio e a
disagio su uno scomodo e rigido letto d'ospedale, il sonno disturbato
da rumori e interruzioni, lei era stata su un altro letto pi ampio
e pi morbido, sotto un copriletto indiano arancione a grandi
fiori rosa e rossi, in un confuso susseguirsi di pianto e di sonnolenza,
lasciando che Lee la stringesse a s, l'accarezzasse e la baciasse.
Era stato tutto familiare e confortevole, ma anche strano, perch
le cose che Lee dopo un po' aveva cominciato a fare erano cose
che Wilkie non aveva mai fatto... o, se erano le stesse, fatte da
Lee erano tanto pi lente e pi tenere, al punto che lei, quando
non si sentiva scivolare in uno stato di incoscienza, aveva l'impressione
di stare sognando.
Ma non sempre stava sognando, diceva ora a se stessa. A volte,
di tanto in tanto, era stata consapevole di tutto: del modo in cui
il vento premeva le foglie contro la rete esterna della finestra di
Lee, ammassandole, e in veranda le luccicanti campanelline colorate
tintinnavano nel chiarore della lampada. La levigatezza della
pelle abbronzata di Lee, i suoi folti, soffici capelli neri sparsi sul
lenzuolo, come grezza seta aggrovigliata... Lei aveva desiderato
tutto quanto accadeva, perch Lee era cos cara, perch Lee l'amava,
e lei amava Lee. E perch Wilkie si era trasformato in un
uomo che forse non le piaceva pi, e al quale lei non piaceva.
Era vero quello che Lee aveva detto: doveva abituarsi all'idea
che il suo matrimonio fosse finito, cosa che probabilmente, appena
fosse stato bene di nuovo, Wilkie stesso le avrebbe detto. Doveva
abituarsi all'idea che. lui amasse Barbie Mumpson, per assurdo
che potesse sembrare, perch, come ci si poteva innamorare di
una scema come quella?
Ma quelle cose non erano logiche, come aveva detto Lee la sera
prima. In fin dei conti, aveva detto, a guardar bene e in modo
razionale,  improbabile che al mondo due persone qualsiasi
possano tenerci tanto l'una all'altra. Solo che a volte succede.
Ma a volte, aveva obiettato lei, non , come dire, quasi ridicolo?
Voglio dire, prendi noi. Due donne di mezz'et.
L'amore ha qualcosa di ridicolo, certo, aveva risposto Lee,
ma al tempo stesso ridicolo non . Da come la vedo io, chiunque
ha il diritto di innamorarsi.  solo una stupida convenzione che
debbano essere della stessa et, razza, religione e classe sociale, e
che non possano essere dello stesso sesso. Si  gi maledettamente
fortunati se amiamo qualcuno e se l'altro ci ricambia.
Jenny gir di nuovo il lavoro a maglia e vide che i punti delle
ultime decine di righe erano distorti e irregolari, come se lei avesse
alternativamente tirato troppo il filo o l'avesse lasciato troppo
lento. Ora il maglione si presentava proprio come si sentiva lei,
pieno di difetti e non pi utile a nessuno.
Jenny! chiam una voce dall'alto.
Eccomi. Lei lasci cadere a terra il lavoro e cominci a salire
le scale.
Wilkie non sorrise quando lei entr. Giaceva l con espressione
scialba e introversa, sotto un dipinto raffigurante un tramonto
attraversato da rosei fenicotteri in volo. Il Times l'avevi
preso? domand.
S,  qui.
Potresti leggermi qualcosa. Tu fai passare i titoli. Ti dir io
quello che voglio sentire.
D'accordo. Non era nuova, la richiesta. Wilkie l'aveva fatta
altre volte in passato, quando i suoi occhi erano stanchi... ma non
pi da diversi mesi. Prova di forza per i democratici, lesse con voce
atona. Crescono le divergenze commerciali fra Usa e Canada. Nuovo
piano per banche in difficolt. Corteggiamento tra delfini.
S, leggi quello.
Proprio come i cuccioli, i panda e perfino i bambini, lesse
Jenny, i delfini sono universalmente amati. Sembrano fare capriole
e ruzzare alla minima provocazione.  come quando i nostri
erano piccoli e lui stava lavorando cos intensamente a Bisbigli
nel buio, pensava intanto Jenny, rimanendo in piedi tutta la notte
per tante notti a osservare animali che non escono mai fino a che il
sole non scompare, sforzandosi la vista attraverso binocoli speciali.
All'alba tornava a casa e io gli facevo trovare la prima colazione
pronta, porridge con panna e zucchero grezzo, oppure bacon e uova
strapazzate, e dopo che lui mi aveva raccontato com'era andata
la notte io gli leggevo qualcosa dal Times. Eravamo felici, allora.
...Hanno la bocca fissa in quello che sembra una smorfia di
perpetua allegria, continu a leggere con voce monotona, non
cercando di cogliere alcun significato, ma notando che anche
Wilkie sorrideva appena. Stiamo facendo le stesse cose, pensava,
ma non siamo gli stessi. E finita tra noi: tutto quello che deve accadere
 che tu me lo dica. D'ora in avanti sar Barbie Mumpson
a leggerti il Times.
Wilkie ora aveva gli occhi semichiusi. Il loro comportamento
e il loro cervello enorme suggeriscono un'intelligenza che
si avvicina a quella dell'uomo... continu Jenny, abbassando
la voce a un mormorio, o che addirittura, potrebbe asserire
qualcuno, la sorpassa.
Le solite scempiaggini, borbott Wilkie. Grazie, basta cos.
Penso che ora cercher di dormire ancora un po'.
Mi sembra una buona idea. Ah, dimenticavo di dirtelo. 
passato di qui Gerry Grass, poco fa.
Mh, fece Wilkie, senza interesse.
Mi ha chiesto di dirti che  molto dispiaciuto che tu sia stato
male, e che ti augura di rimetterti al pi presto, disse Jenny,
riferendo le parole di Gerry ma non i suoi gesti o il senso nascosto
del messaggio.
Gerry le aveva tenuto la mano tra le sue, grandi e calde, l'aveva
fissata negli occhi con i suoi, grandi e teneri, e le aveva assicurato
che se avesse avuto bisogno di lui per qualsiasi cosa, lui era
l. Perfino preoccupata com'era, Jenny aveva compreso subito
che stava ripetendole la sua offerta. Bene, aveva pensato in modo
vago e con un certo sgomento, forse  questo che sono tenuta a
fare nella mia vita, in futuro.
Il guaio era che a lei Gerry Grass era simpatico, ma non poteva
amarlo. Prima di tutto, non era affatto convinta che fosse un
buon poeta. Spesso la vera poesia l'aveva commossa: quella di
Wordsworth, di Robert Frost e di Emily Dickinson, in particolare.
L'anima sceglie i propri simili... Aveva cominciato a citare
quei versi a Lee, il giorno prima, e Lee le aveva fatto eco, cos avevano
finito la poesia in un sommesso, intimo coro. Quelle di Gerry
non avevano n rime n ritmo, e la raccolta di saggi di cui aveva
corretto le bozze era anche peggio, dato che riguardava esclusivamente
lui e le sue impressioni e opinioni di altri poeti. Non era il
genere di libro che avrebbe lasciato un segno.
Quello che Lee faceva, per, aveva lasciato un segno e avrebbe
continuato a farlo. Lei dava ascolto per ore a donne che soggiornavano
nel suo albergo, da quella terapeuta che era stata, ma
non si faceva pagare per questo. E molto spesso, quando alcune di
loro erano in difficolt o non potevano spendere, lasciava che rimanessero
quasi per niente o perfino assolutamente gratis.
C' qualcos'altro che posso fare per te? domand a Wilkie
a voce bassa, in caso si fosse gi addormentato.
No, grazie. Aspetta... C' una cosa. Puoi tenere fuori di qui
quella sciocca ragazza.
Ragazza?
Ma s. La mia nuova ammiratrice. Mi ha telefonato in camera
due volte, questa mattina, prima che tu venissi a prendermi.
Jenny taceva, a bocca semiaperta.
Lo sai di chi parlo. E venuta all'ospedale con me. Quella che
vuole salvare i trichechi.
Barbie? Non vuoi vedere Barbie?
No. Certamente non ora.
Credevo che tu... Jenny ud la propria voce, una sorta di
gorgoglio isterico, e inghiott il resto della frase.
Che? mormor sonnacchioso il marito.
Credevo che ti piacesse.
Be', le sono grato, diciamo. O almeno dovrei esserlo. Ma mi
stanca da morire. Mi annoia. Non ho tempo da perdere con le
ammiratrici, ora.
Jenny torn a deglutire. Bugiardo, bugiardo, pensava. Barbie
non  una semplice ammiratrice, disse, con voce tremante. So
tutto, sai. Ho visto mentre la baciavi, domenica.
Che? ripet Wilkie, ma stavolta il monosillabo era un petardo.
Ti ho visto. Proprio sul cancello di casa. Il giorno di San
Valentino. Jenny espose i fatti in un tono che tremolava ma
faceva di ogni parola un'accusa, di adulterio, di gelida ipocrisia,
di sfacciata esibizione pubblica.
Ma quando mai! protest il marito, sollevandosi su un gomito,
la fronte aggrottata.
Ti ho visto, dalla finestra del soggiorno.
 ridicolo, non ho mai... Aspetta un secondo. Wilkie si tir
su a sedere in mezzo al letto. Era per caso il giorno che quel povero
diavolo sulla sedia a rotelle  annegato, gi alla spiaggia?
Credo di s. S.
Ora ricordo. Fissava oltre Jenny, mentre la ruga tra le cespugliose,
screziate sopracciglia si faceva sempre pi profonda.
S. Mi aveva fermato al cancello, cercando di rifilarmi degli opuscoli.
Io ero sfinito dopo tutta la confusione a causa dell'incidente.
Tremavo dal freddo. Non vedevo l'ora di entrare in casa per fare
una doccia calda. Cos ho preso quello che lei mi porgeva, convinto
che fosse la cosa pi rapida, e lei mi  saltata al collo e mi ha
dato un grosso bacio umido.
Io, ecco... balbett Jenny. Forse non mente, pensava. Oppure,
mente meravigliosamente bene.
Non avrai pensato, tesoro... Non dirmi che...
S, invece, disse Jenny. Per lo meno mi sono domandata...
voglio dire, eri stato cos strano, da mesi quasi non mi rivolgevi la
parola. Credevo che fossi in collera con me per qualche motivo.
Ma poi, da domenica mi sono detta che c'era probabilmente qualcosa
tra te e Barbie Mumpson.
Ma questa  pura follia, disse con forza Wilkie. Non avevo
idea che... Dovresti saperlo, Jenny, che non potrei mai interessarmi
davvero a un'altra donna. Avresti dovuto rendertene conto.
Dopo tutti questi anni... E di un'oca come quella, come si chiama,
quella Bobbie. Come hai potuto mai crederlo?
Barbie, corresse Jenny. Supponiamo che stia dicendo la verit,
pensava. Supponiamo che tenga ancora a me, in qualche modo. Ma
se  cos non  colpevole di adulterio. Non  colpevole di niente, salvo
di essere stato sgradevole per mesi. Sono io quella che  in colpa.
Bobbie, Barbie. Quello che . Mi dispiace davvero che tu abbia
avuto quell'impressione. Ammetto d'essere stato preoccupato.
Mi sembrava... sar stato... Accigliato, distolse lo sguardo per
fissare fuori della finestra, come se le parole che cercava potessero
passare al volo, come uccelli, poi torn a fissarla.
Strano, sugger Jenny, visto che lui non finiva la frase. Molto
strano, gelido e scostante.
Mi dispiace, disse per la seconda volta Wilkie, con fare
esitante, perch in genere non era sua abitudine chiedere scusa.
 vero, Jenny. Ho avuto certe cose per la mente. Non volevo
farne carico a te.
Quali cose? volle sapere lei.
Di vario genere. Come finire il libro, e poi ero convinto...
Wilkie tacque quasi per un minuto intero. Jenny, in attesa, non
parlava. Ero convinto di star male, concluse lui alla fine.
Sei stato male, ieri, disse Jenny, preoccupata, ora. Suo marito
stava forse perdendo il contatto con la realt? Aveva avuto un
leggero ictus, una perdita di memoria?
Quello non c'entra, disse con voce lenta e un po' stridula
Wilkie, come se stesse attingendo le parole da un vecchio pozzo,
con lunghe pause tra le frasi mentre il secchio tornava gi. Prima
di ieri, intendo dire. Pensavo di essere gravemente malato. Da un
bel pezzo. Fino dall'autunno passato. Pensavo d'avere... fece
una lunga pausa, deglut ...un cancro, in realt.
Oh, ma  orribile... Davvero credevo... Ma il dottor Felch
aveva detto...
S, lo so. Mi sbagliavo. Le rivolse un debole mezzo sorriso.
Almeno, lo spero. Il primario dell'ospedale che  venuto a trovarmi,
questa mattina, la pensa anche lui come il dottor Felch. Dice
che sono in ottima forma.
Ma per tutto questo tempo, fin da questo autunno, tu hai
pensato...?
Be', s. Probabilmente per questo sar sembrato... Come hai
detto? Strano. Scostante. Gli occhi di Wilkie cominciavano a
richiudersi, poi si riaprirono. Sar stato per questo, immagino, che
ti sei fatta venire quelle assurde idee su quella ragazza. Wilkie
mand un lieve, sibilante sospiro, e abbass le palpebre.
Sempre reggendo il Times, Jenny fissava il marito. Non era
da lui dire quello che aveva appena detto, scusarsi, preoccuparsi
della sua salute. Era un'altra persona, una persona completamente
diversa. E mentre lei pensava questo, e lo osservava, Wilkie cominci
a trasformarsi da un marito forte, bello e sano, ma gelido
e infedele, in una persona anziana, pesante e sfatta, con i capelli
grigi e con timori irrazionali.
Gli guard la mano, abbandonata sul lenzuolo rosa stampato
a fenicotteri di un rosa pi intenso: le unghie tagliate corte, la cicatrice
ormai scolorita a forma di quarto di luna, l'orologio da subacqueo.
Quello era l'orologio di Wilkie; e la ferita sulla mano venosa
era quella che lui si era fatto cercando di spegnere un incendio
tra i cespugli, in Canada, dove stava facendo ricerche per un
articolo sui lupi destinato allo Smithsonian. L'uomo nel letto era
suo marito, Wilkie Walker, ma al tempo stesso non era lui.
La stessa impressione l'aveva provata a Convers in autunno,
ma stavolta era peggio, perch quando lui dopo circa un minuto
socchiuse gli occhi e la guard, quell'impressione non svan. Lo
sguardo di Wilkie rimase debole, non bene a fuoco, confuso. E
nemmeno lei era la stessa, era a sua volta debole e confusa.
Jenny? disse Wilkie, aprendo di nuovo gli occhi. Vieni
qui. Ora le sorrideva e indicava un posto accanto a lui sul lucido
copriletto rosa.
Io... Lei esit, poi automaticamente si mosse per sedersi nel
punto indicato. Wilkie, sollevandosi dal cuscino, le mise un pesante
braccio intorno, dandole una mezza stretta.
Va meglio, vero, tesoro? disse.
Mm, ment Jenny. Lentamente, perch era chiaro che
questo lui si aspettava da parte sua, si chin fino a sfiorargli la
spalla e baci la guancia arida e ruvida della persona che un
tempo era Wilkie Walker.
Tutto a posto, ora? domand lui.
Tutto a posto, ripet lei. Ma non  a posto affatto, pensava.
 tutto cambiato.
Perch non cerchi di dormire ancora un po'? gli sugger nel
tono di voce dolce, pacato, che avrebbe usato con un bambino irrequieto.
Io vado fuori, ora, ho qualche commissione da fare.
S. Potrei tentare, acconsent Wilkie, riadagiandosi contro i
cuscini a fenicotteri rosa carico.
Torner presto, ment lei.
Questa volta non vi fu risposta. Jenny lasci la stanza, scese le
scale, sal in macchina, e and dritto all'Artemis Lodge.
Solo nella casa, Wilkie Walker non dorm, ma scivol piuttosto
dentro e fuori un inquieto torpore. Dolori non ne avvertiva
pi, ma si sentiva pesante e impregnato d'acqua, come qualcosa
portato a riva dalla risacca. La sera prima, ancora dolorante nonostante
i farmaci, aveva respinto la diagnosi del dottorino. Quel
mattino, per, dopo avere parlato con il primario, era stato costretto
a ritenere che potessero avere entrambi ragione. In tal caso,
lui non aveva avuto un attacco cardiaco, ma aveva eliminato un
semplice calcolo biliare, doloroso, s, ma niente affatto letale. Inoltre,
se i dottori avevano ragione, non aveva un cancro al colon e di
conseguenza non sarebbe morto in modo umiliante e doloroso nel
giro di pochi mesi, a meno che non si fosse suicidato prima.
Dopo che il primario se n'era andato, un'onda gelida di rabbia
e di depressione si era abbattuta su di lui. Per anni ancora, se
quell'uomo aveva ragione, non soltanto sarebbe vissuto, avrebbe
dovuto continuare a recitare la logora parte di Wilkie Walker, naturalista
e ambientalista un tempo famoso. Avrebbe dovuto continuare
a scrivere e a parlare: a imperversare su tutto quello che stava
andando a rotoli nel mondo. Avidit, stupidit, spreco, sfruttamento
e sterminio delle specie, distruzione dell'ambiente: sta gi
accadendo, dovete fare qualcosa in proposito! aveva gridato per
quasi cinquant'anni, con voce che diveniva ogni anno pi fievole.
Alla maggior parte di quelli che lo udivano non importava un corno
di tutto ci. I pochi che sembravano curarsene erano in gran
parte degli ipocriti, oppure degli incompetenti. Ora poteva continuare
a lanciare il suo grido per anni ancora, mentre il mondo
continuava nella sua spirale all'ingi, verso il fango e le tenebre.
Ma non sono tenuto a continuare, pensava. Conosco la via
d'uscita: si trova al largo della Higgs Beach. Posso ancora allontanarmi
a nuoto dalla vita qualora lo voglia, e nessuno verr mai
a sapere che non si  trattato di una disgrazia. O magari penseranno
che ho avuto un attacco di cuore, a dimostrazione che i
dottori si sbagliavano. E potrebbero anche sbagliarsi, in fin dei
conti. Lui non aveva la forza per farlo quel giorno, ma l'indomani,
o il giorno successivo...
Non sarebbe la stessa cosa, per. Se sei un malato terminale,
ucciderti  un atto di coraggio e di generosit verso i tuoi cari; se
sei sano,  codardia. Naturalmente, se fosse riuscito nel suo intento
nessuno lo avrebbe saputo. Ma l'avrebbe saputo lui, sia pure
non per molto. Disteso nel letto, con il vento caldo che agitava
le eleganti ombre delle foglie di palma sulla parete rosa di
fronte alla finestra, Wilkie udiva il suo stesso respiro farsi breve
e rapido; la testa gli girava.
Se non sono un malato terminale, pensava, probabilmente dovrei
tirare avanti ancora per un po', cos da dare al Faggio rosso la
sua stesura definitiva, e tutte le illustrazioni, le tavole e i grafici
adatti. Questo poteva richiedere un mese, forse due...
Con sua sorpresa, a quell'idea Wilkie non si sent investire
da un'ondata ancor pi nera di depressione, ma piuttosto stordire
da una sorta di euforia, come un prigioniero cui venga temporaneamente
rinviata l'esecuzione. Sarebbe vissuto, sopravvivendo
ancora per un poco, almeno: sarebbe stato l l'indomani
e il giorno dopo ancora, e la settimana prossima, e il mese successivo,
probabilmente. Gett un'occhiata fuori della finestra,
dove due palme di un verde vivido si agitavano contro un cielo
di un azzurro intenso. Erano vive, e cos era lui.
Forse  come nelle fasi del morire di Elizabeth Kiibler-Ross, pens.
Se la morte era quello che avevi aspettato e cercato per mesi, la
notizia che non eri pi tenuto a morire presto produceva la stessa serie
di emozioni: dapprima rifiuto, poi rabbia, infine compromesso.
Dopo di che non rimaneva che la fase quattro, accettazione.
Se non fosse annegato avrebbe dovuto continuare a vivere,
con tutto quello che comportava. In effetti, per un mese o forse
due, la vita sarebbe stata un inferno, a causa di tutti gli stupidi e
inutili incarichi che aveva accettato nella convinzione che non li
avrebbe mai portati a termine: le conferenze, gli incontri, gli articoli,
le lettere di raccomandazione e le presentazioni di libri che
aveva promesso di scrivere, le conferenze cui si era impegnato a
essere presente. Alcuni di quegli incarichi Jenny poteva annullarli,
adducendo una scusa (quale?), ma ciascuna scusa, ciascuna rinuncia,
avrebbe creato risentimento e malanimo in qualche parte
d'America o, in un paio di casi, all'estero.
E c'erano impegni troppo immediati per poterli annullare.
Aveva promesso, per esempio, di far parte di un gruppo di
esperti in un simposio da tenersi tra poche settimane l a Key
West su Lo scrittore e la natura. Un naturalista pi giovane e
pi alla moda aveva deciso di non partecipare, e Wilkie aveva
acconsentito a riempire quel vuoto, pensando che, quando fosse
arrivato il momento, il solo vuoto che lui avrebbe riempito
sarebbe stato una tomba d'acqua.
C'era anche Jenny da considerare: sua moglie, il suo unico, vero
amore. Per mesi aveva cercato di nasconderle la sua malattia, e
relativa rabbia e disperazione, e quello che aveva in progetto di fare
in proposito. Con grande difficolt, non aveva fatto che evitarla,
per non perdersi d'animo di fronte a lei. Come risultato, le era
parso - come si era espressa lei, con il suo solito gentile tatto? -
molto strano e scostante. E, sempre come risultato - Wilkie
mand un gemito e si rivolt nel letto caldo e in disordine - Jenny
aveva finito per credere che lui non l'amasse pi e stesse scopandosi
quell'oca di Barbie Vattelapesca.
E non era del tutto irrazionale, Wilkie se ne rendeva conto,
che a Jenny fosse venuto un sospetto del genere, considerato il
modo in cui lui aveva continuato a comportarsi. E considerato il
modo come andava il mondo al giorno d'oggi. Era consapevole
che, statisticamente, geneticamente, si riteneva che un uomo della
sua et desiderasse liberarsi della moglie ormai matura e impregnare
femmine pi giovani e presumibilmente pi fertili; che i suoi
egoistici geni lo esortassero costantemente a produrre sempre pi
figli, affinch essi, i geni, potessero essere sicuri di sopravvivere.
Degli esiti che si avevano su matrimoni consolidati c'erano continuamente
notizie da parte dei media, e a sua volta lui li aveva osservati
spesso tra i suoi conoscenti. Se un uomo era noto, facoltoso
e di successo, quasi ci si aspettava che si comportasse cos.
Ma Wilkie Walker non era interessato alla sopravvivenza dei
suoi geni. Era la sopravvivenza del suo lavoro che gli stava a cuore,
non qualche casuale, alquanto insoddisfacente collezione di DNA
come i due che lui e Jenny avevano gi prodotto. Inoltre, era sua
opinione che di esseri umani sul pianeta ce ne fossero gi troppi.
Jenny non credeva pi, naturalmente, che lui avesse qualche intrallazzo
con Barbie. Lo avrebbe perdonato per essere stato difficile
e distante, avrebbe compreso perch si era comportato in quel
modo. No, lo aveva gi compreso. Era tutto a posto, ora, gli aveva
confermato, con la sua solita, meravigliosa generosit e gentilezza.
Si sarebbe convinta di quanto fosse stato irrazionale sospettare di
lui; probabilmente, non ne avrebbe fatto parola mai pi.
Ma lui aveva corso proprio un brutto rischio, e se ne rendeva
conto. Se il pomeriggio precedente non fosse stato tanto male,
avrebbe indossato calzoncini da bagno, accappatoio e sandali, si
sarebbe diretto alla spiaggia e avrebbe fatto del suo meglio per annegarsi.
Probabilmente, ci sarebbe riuscito. E Jenny avrebbe continuato
a pensare che lui, non l'amava pi e che aveva intrecciato
rapporti sessuali con un'insipida bambolotta di ammiratrice.
Per il resto della sua vita, forse per trenta o quarant'anni, la
sua adorata moglie avrebbe creduto a quella frottola. Forse, se il
dolore fosse stato abbastanza grande, avrebbe finito per dirlo a
qualcuno; magari a pi di una persona. A poco a poco, chiacchiere
bisbigliate da chi se la rideva sotto i baffi sarebbero cominciate
a circolare; la storia sarebbe arrivata alle orecchie di uno o pi dei
suoi biografi. Alla fine quella frottola plausibile sarebbe stata registrata
come verit: una sordida, vergognosa macchia sulla sua vita
per il resto ragionevolmente degna di elogio.
Oh, Cristo, disse a voce alta Wilkie, contemplando quella
possibilit; ma non ud se stesso dirlo. Nella sua mente, risuonava
invece un'altra voce, quella del suo adorato nonno, morto ormai
da una sessantina d'anni. Willie-boy, diceva, con un marcato accento del Kentucky, sei stato proprio un maledetto idiota.
...
.
...
CAPITOLO 15.
...
.
...
All'Arts Center di Stock Island, una tavola rotonda sul tema Il
mondo naturale stava arrivando ormai alla conclusione. Sul palco,
a un lungo tavolo sotto vivide luci dall'alto, i quattro oratori
(tra cui Wilkie Walker e Gery Grass) stavano pi o meno pazientemente
rispondendo alle domande da parte del pubblico.
Gerry aveva aperto la seduta con la sua nuova lirica, Donna gru
bianca, che faceva un paragone drammatico e commovente, ma
per fortuna oscuro, tra il suo vano amore per Jenny Walker, e il
declino di varie specie, tutte ugualmente pittoresche, di uccelli
della Florida. Pur non avendo n rima n ritmo, la poesia prendeva
forma e cadenza dall'alternarsi di due refrain:
La gru va, la gru ormai se n' andata e
Ella va, ella ormai se n' andata.
Wilkie, come la maggior parte delle persone presenti non aveva
afferrato l'accostamento. Aveva parlato con cortese apprezzamento
dell'opera di Gerry, e aveva continuato col raccomandare
la conservazione non soltanto degli uccelli della Florida, ma dei
suoi mammiferi acquatici; pagando in tal modo, si augurava, il
suo debito verso Barbie Mumpson una volta e per sempre. Non
che le dovesse poi molto: d'accordo, lo aveva accompagnato all'ospedale
al momento della sua colica renale, ma gli si era anche
gettata al collo in pubblico in un modo che aveva procurato a sua
moglie giorni di sospetto e di infelicit.
Per Jenny, per, il riferimento della poesia di Gerry era stato
fin troppo evidente, tanto pi che durante la lettura lui aveva
lanciato pi di uno sguardo ardente nella sua direzione. Aveva
anche ritenuto molto probabile che molti tra il pubblico - se non
altro quelli che la conoscevano - avessero indovinato il nesso.
Ma non poteva preoccuparsi di questo, ora: cose ben pi gravi le
giravano in mente.
Quel mattino durante la prima colazione, interrompendo
una tranquilla discussione sui relativi meriti di due diversi tipi di
marmellata, Wilkie aveva improvvisamente messo in campo l'argomento
Lee Weiss.
Quella donna per cui hai lavorato, quella che ho conosciuto
ieri sera al ricevimento, aveva esordito, posando un pezzo di
focaccina.
S? aveva detto Jenny, con voce quasi tremante. Dal tono,
le era stato immediatamente chiaro che Lee non gli era andata a
genio: e, in effetti, al momento della presentazione lei lo aveva
sospettato. Lee non era il tipo di donna che di solito a Wilkie
piaceva: era troppo franca, troppo brusca. Era senza dubbio
molto bella la sera prima, ma troppo vistosa, Jenny lo sapeva,
per i gusti di suo marito. Il party era stato una cosa in grande
stile, all'aperto sotto le palme di uno dei grandi motel, e Lee indossava
una specie di costume zingaresco, tutto seta frusciante
adorna di lustrini e perline dorate. Inoltre, sebbene i suoi modi
fossero stati cordiali, Lee non aveva mostrato alcuna particolare
soggezione nei confronti di Wilkie n espresso alcuna ammirazione
per i suoi libri.
Non direi che mi sia molto simpatica. So che ti  stata utile
mentre io ero cos preoccupato. Quello era il termine che Wilkie
aveva adottato per descrivere le settimane e i mesi della sua paura
di morire, con conseguente condotta gelida e scortese verso sua
moglie. Ma penso che sarebbe meglio se tu, ora, lasciassi raffreddare
il rapporto.
Non posso farlo, questo, aveva detto Jenny. Sebbene in
preda al panico, era riuscita a eguagliare il tono casuale e affettuoso
di lui. Lee  mia amica.
Ma cara, devi pur capire che non  l'amica pi indicata per
te. Sorridente, Wilkie aveva dato un altro morso alla focaccina
abbondantemente cosparsa di marmellata inglese. Nelle ultime
due settimane, da quando aveva lasciato l'ospedale, Wilkie era
stato sorprendentemente riguardoso e amabile verso Jenny. Le
aveva chiesto costantemente consiglio riguardo al manoscritto del
Faggio rosso, e aveva accettato il suggerimento di lei (suggerimento
di Lee, in origine) che ciascun capitolo dovesse aprirsi con
un disegno di Molly Hopkins. Si era attenuto ai desideri di lei sull'orario
e i men per i pasti; le aveva dato frequenti assicurazioni
del suo affetto, e glielo aveva anche dimostrato, sebbene mai appassionatamente.
Quanto  successo, sembrava voler sottintendere,
appartiene al passato, ormai.
No, non sono affatto d'accordo, aveva dichiarato Jenny in modo
tremante ma energico. Mi ha praticamente salvato la vita, quella
volta che ero stata sfiorata dalla medusa. Voglio dire, poteva finire
male... potevo riportare uno shock, rischiare perfino di annegare...
Questo lo apprezzo, tesoro. Ma devi ammettere che Lee Weiss
non  il genere di persona che normalmente frequentiamo. Wilkie
sorrideva con fare conciliante. La padrona di una pensione, via!
Non fidandosi di riuscire a parlare con calma, Jenny era rimasta
in silenzio.
E, cosa che pi mi preoccupa, so che affitta stanze soltanto a
donne, molte delle quali lesbiche.
Ti ho detto che era una casa albergo solo per signore, aveva
replicato lei. E pu darsi che alcune delle ospiti che alloggiano
l... Ma che differenza fa, questo?
Ho sentito da fonte sicura che la tua amica potrebbe essere
lei stessa omosessuale, pur essendo stata sposata. O almeno, che
ha avuto qualche relazione omosessuale. Wilkie aveva porto la
tazza per farsela riempire.
Non ne so niente, aveva mentito Jenny, ansando un po' ma
riuscendo a mantenere ferma la mano mentre versava il caff.
Ma quand'anche fosse vero, sarebbe cos terribile?
Non ho detto che  terribile, tesoro. Ma mi conferma che
non  il genere di persona di cui mi piaccia pensare che sia un'intima
amica tua. Sempre sorridendo, Wilkie aveva messo per un
attimo la sua mano su quella di Jenny, poi l'aveva ritirata per riprendere
la tazza.
Io non... non capisco, francamente, aveva detto lei, cercando
di aggirare l'argomento, di evitare il confronto diretto.
Voglio dire, se l'omosessualit  contro natura, perch ce ne sono
tante, di persone cos? Perch la cosa non si esaurisce da s,
per selezione naturale?
Wilkie sorrideva. Be', s'intende che  un'anomalia genetica,
amore mio, aveva detto. Ma probabilmente aveva un valore di
sopravvivenza in passato, tra le popolazioni primitive. Si era appoggiato
alla spalliera della sedia e aveva assunto il tono da docente,
pi profondo, pi lento e pi autorevole. Una trib, o una
famiglia, che includesse uomini adulti extra, uomini che non si riproducevano,
aveva un vantaggio competitivo. Vi sarebbero stati
meno bambini di cui avere cura, e pi maschi adulti che cacciassero
e combattessero per loro. Se alcuni di quei maschi erano sessualmente
attratti l'uno verso l'altro, vi sarebbe stata minore probabilit
che si azzuffassero per le donne, o che lasciassero il gruppo
per formare una famiglia loro.
S, questo lo capisco, aveva mormorato Jenny, ricadendo
nella sua consueta parte di allieva. Pensava a Jacko, che sembrava
non avere fatto alcuno sforzo, cacciando o lottando per la sua
famiglia. Ma aveva in progetto di creare un fondo fiduciario per
sua madre; c'era nel testamento che lei e Wilkie avevano controfirmato
come testimoni.
Lo stesso poteva valere per le femmine, naturalmente, aveva
continuato Wilkie. Se alcune di loro erano geneticamente
programmate per essere sessualmente attratte fra loro, sarebbero
rimaste disponibili per prendersi cura dei figli di fratelli e sorelle.
Naturalmente questo avrebbe dato alla famiglia, o alla
trib, una migliore possibilit di sopravvivenza. Mentre una famiglia,
o una trib, senza adulti in eccesso sarebbe stata meno in
grado di proteggere e sfamare i suoi piccoli.
S, capisco, aveva ripetuto Jenny.
Perfino oggi, in alcune societ, questo schema lo ritrovi. Pu
verificarsi indipendentemente dall'omosessualit, naturalmente.
Matrimoni in et avanzata, la responsabilit economica di fratelli
e sorelle non sposati verso i nipoti. Ma nella nostra societ  insolito.
Oggi, in America, la maggior parte degli omosessuali  praticamente
inutile. Non si assumono alcuna responsabilit verso le
loro famiglie, anzi: molti di loro rompono addirittura i rapporti
con la famiglia. Dedicano le loro risorse a spese voluttuarie e improduttive
unicamente per se stessi, e sono spesso portati a una
sorta di depravata prodigalit. Guarda questa casa, per esempio.
Rubinetti d'oro a forma di pesci che non sono mai esistiti, e quel
tavolo che tu tanto detesti. Wilkie, con un gran sorriso, aveva accennato
al tavolino di cristallo nella stanza attigua, con le sue scimmie
di stucco di sostegno, e Jenny si era sforzata di sorridere in
modo analogo, bench pi debolmente.
L'omosessualit non  pi utile alla specie come lo era un
tempo, aveva continuato il marito. Potrebbe perfino esaurirsi, a
lungo andare, ma il cambiamento genetico  lento. Tuttavia, il numero
sta gi declinando, in parte come risultato dell'AIDS e di altre
malattie, naturalmente. La natura pu sembrare crudele, ma sa
come pareggiare i suoi conti. Gettata la testa un po' all'indietro,
Wilkie aveva concluso la lezione.
Ma Lee Weiss  in perfetta salute, era esplosa Jenny, dimenticando
ogni sua risoluzione. E non  n inutile n egoista.
 molto vicina a sua figlia, e al momento sta facendole fare il
corso di perfezionamento dopo la laurea, a Boston. E fa un sacco
di altre buone azioni, come permettere a donne che ne hanno
bisogno e che non possono pagare di alloggiare gratis nella
sua casa-albergo.
Tesoro, aveva detto Wilkie, protendendosi verso di lei e mettendole
una mano sul braccio, non era mia intenzione sconvolgerti;
parlavo in termini generali. So che pensi a quella donna come a
un'amica, e sono certo che, a modo suo,  una persona ammirevole.
Lo , ammirevole, aveva insistito Jenny. Stupita della sua
stessa audacia, aveva fissato direttamente Wilkie. In passato, a
quel punto lui sarebbe apparso visibilmente spazientito o addirittura
in collera; ma quel mattino si era limitato a un lieve sospiro.
Forse sarebbe pi facile se tu non tentassi di troncare i rapporti
subito, aveva concesso. Lascia semplicemente che si diradino
mentre saremo via, e cos se davvero torneremo a Key West
l'inverno prossimo, non sarai tenuta a riallacciarli.
Oh, s, invece, aveva pensato Jenny.
Ma potrebbe essere meglio se tu ora smettessi di lavorare
nella sua pensione. Tutto quello che devi dire  che d'ora in poi
sarai occupata con il mio libro. Sono sicuro che potr trovare
qualcun altro.
Non pu, no, aveva replicato Jenny, sorprendendo di nuovo
se stessa. E non posso certo abbandonarla ora. Tra l'altro, sono
soltanto tre mattine la settimana.
Be', Wilkie aveva mandato un altro sospiro. Se proprio devi.
Devo, s, aveva risposto lei.
Mentre, nell'Auditorium di Stock Island, richiamava alla mente
quella conversazione, Jenny si sentiva invadere da un sentimento
tutto particolare. Era come se per la maggior parte della sua vita
da adulta si fosse appoggiata a un pesante muro di pietra che a
un tempo la imprigionava e la sosteneva. D'improvviso, quasi per
caso, aveva dato al muro una spinta, al che le pietre si erano sbriciolate
ed erano cadute, lasciando un varco vastissimo. Fin dal
principio era stato cos debole quel muro? Oppure soltanto di recente
era diventato vulnerabile... soltanto da quando Wilkie era
tornato dall'ospedale come una persona diversa, pi fragile?
Forse era vero quello che Lee aveva detto, quando lei le aveva
spiegato come si sentiva strana, spaventata perfino, dal modo in
cui Wilkie aveva smesso d'essere al comando e di sapere che cosa
era bene. Mi preoccupo, aveva detto Jenny. Voglio dire, metti
che stia male di nuovo, e non possa pi prendere decisioni su
niente, o cominci a dimenticare le cose, io che cosa far?
Ti prenderai cura di lui, aveva risposto Lee. E quello che
hai sempre fatto fin dal primo momento, s o no?
Dopo una parola conclusiva da parte del moderatore, le quattrocento
persone del pubblico scoppiarono in un applauso; alcune
si alzarono, perfino, sempre applaudendo. Poi, piuttosto lentamente,
perch molte erano oltre l'et della pensione, cominciarono
ad avviarsi verso l'uscita.
Una delle prime a emergere nel vasto atrio soleggiato fu Barbie
Mumpson, con un nuovo paio di jeans di tela rosa e una T-shirt con
stampigliata l'immagine stilizzata di un sorridente tricheco. Schivando
altre persone del pubblico, si precipit verso un tavolo sul
quale si ammucchiavano identiche magliette e altra mercanzia e
relativa propaganda pr trichechi e pr delfini.
Tutto bene, Liz? domand a una donna al vicino banchetto
di libri.
Certo. Qui c' la tua scatola con gli incassi.
Ah, grazie. Sei stata un tesoro a tenere d'occhio anche la mia
roba. Sarei morta dal dispiacere se non avessi potuto seguire questa
discussione.
Com' andata?
Oh, sono stati meravigliosi. Barbie ebbe un ansito di entusiasmo,
facendo s che il tricheco sulla sua maglietta si sollevasse e
ricadesse come se stesse lentamente nuotando attraverso il suo seno.
Specialmente il professor Walker.
L'atrio andava riempiendosi rapidamente; clienti cominciavano
ad avvicinarsi al tavolo di Barbie, informandosi sulle misure
e sui prezzi. Nel frattempo gli oratori stavano prendendo posto
a un altro tavolo, preparandosi a firmare copie di libri acquistati
al banco di Liz. Gi si stavano formando delle file, la pi
lunga davanti a Wilkie Walker.
Tra la folla che premeva verso l'uscita, Molly Hopkins spiccava
a causa della sua figura alta e scarna e di un nuovo cappello 
di paglia bianca guarnito di candide  gardenie di seta. Zoppicando
leggermente, si muoveva verso la porta, salutando e venendo
salutata da amici e conoscenti. Una tra questi era la zia di
Barbie, Dorrie, alla quale Molly offr un passaggio in macchina
fino a Key West.
No, grazie, Dorrie sorrise. Perry viene a prendermi.
Battendo le palpebre, mentre emergevano nel sole di mezzogiorno,
si calc in testa il suo cappello nuovo. Era verde come quello 
vecchio, ma rigido invece che  floscio, essendo stato creato con
foglie di palma da un venditore ambulante. Ma forse Barbie
gradirebbe uno strappo.
No; lei e quegli altri dei trichechi staranno qui tutto il giorno,
disse Molly. Credo che si stiano facendo portare dei sandwich.
Ah, che buona idea.
E lei si trova sempre bene a Key West?
Oh, s. E un posto talmente bello. E mi sento cos bene, qui,
cos piena di energia. Non sento neppure il bisogno di fare un pisolino.
Sono cos felice, davvero, che quasi non riesco a crederci.
Pi felice di quanto avrei mai pensato di poter essere ancora a
questo mondo, grazie a Dio. Dorrie lev con gratitudine lo sguardo
al cielo pallido e assolato.
Ho trovato una chiesa meravigliosa, continu. Sono cos
comprensivi e disposti ad accettare, non come l da noi. Sa che
cos'ha detto il pastore, domenica? Ha detto che a volte sembra
che Dio non si prenda molta cura dei ragazzi come Perry, a questo
mondo, ma che veglia sempre su di loro e, quando  l'ora, li
accoglie in cielo. Bello, vero?
Molto, approv Molly, aggiungendo in cuor suo: se ci credi.
E cos pensa di fermarsi ancora per un po'?
Oh, s, disse Dorrie. Fin tanto che Perry ha bisogno di me.
Anche se stiamo pensando di andare in Europa, in maggio o in giugno;
sa, non ci sono mai stata. Potremmo iscriverci a quel tour di
giardini inglesi di cui ha letto Perry; sembra davvero entusiasmante.
Oh, eccolo,  arrivato. Dorrie agit la mano in un saluto, poi trotterell
verso il camioncino Greenfire.
Molto pi lentamente, perch nonostante il tempo caldo il suo
ginocchio era rigido e dolorante, quel giorno, Molly zoppic verso
la sua auto. Sarebbe andata dritta a casa, decise. Poi avrebbe
preso un paio di compresse calmanti, si sarebbe distesa, e avrebbe
saltato la conferenza del pomeriggio Ecologia ed economia, che
non pareva molto divertente, in ogni caso.
Se poi se la fosse sentita, una volta svegliatasi dal suo sonnellino,
sarebbe tornata al disegno dei due scoiattoli che aveva iniziato
il giorno prima: uno di quelli che aveva promesso di fare
per il nuovo libro di Wilkie Walker. Era esattamente il genere
di lavoro che a Molly piaceva; l'unico problema era che non sapeva
mai per quanto tempo sarebbe stata in grado di lavorare, prima
che la mano e il braccio cominciassero a dolerle troppo, o la testa
a ronzarle a causa dello sforzo per la vista.
Il vero problema era: sarebbe stata in grado di portare a termine
l'incarico e nel modo migliore, o era troppo vecchia, troppo
malata, troppo vicina alla morte? Ripens a quello che aveva detto
Jacko in un torrido pomeriggio della settimana passata quando,
insieme, avevano estirpato una buganvillea malaticcia perch cresciuta
troppo in ombra e l'avevano trapiantata in un punto pi soleggiato.
Dopo, si erano ritrovati tutti e due sudati ed esausti. Era
terribile, l al sole, aveva commentato lei mentre bevevano una
gassosa all'ombra del suo gombo. Mi sentivo talmente stordita e
debole, come se stessi per morire. Be', in un certo senso io sto per
morire. E aveva riso, senza allegria.
S, aveva detto improvvisamente Jacko. A ben vedere, tu
stai per morire e anch'io sto per morire. Ma, al momento, siamo vivi.
Perci stiamo morendo, stiamo vivendo, o tutt'e due le cose?
Non lo so, aveva confessato lei.
Da come la vedo io, stanno tutti vivendo, e stanno tutti per
morire.
 vero, aveva pensato lei. Ma se non altro avevano trapiantato
la buganvillea. Avrebbe prosperato e sarebbe fiorita meravigliosamente,
quell'anno, e per molti anni a venire, molto tempo
dopo che lei e Jacko fossero scomparsi.
In verit, Molly si sentiva meno esausta ora, perch due settimane
prima Barbie Mumpson si era trasferita nella sua camera degli
ospiti, e in cambio di vitto e alloggio stava sbrigando lei gran
parte delle pulizie di casa, del bucato e della spesa. Barbie aveva
inoltre aggiustato due zanzariere rotte, eseguito riparazioni nel bagno
del piano terreno e cambiato due lampadine fulminate nella
veranda. Molly, osservandola trasportare la scala da un punto all'altro,
ripensava a come un tempo cose di quel genere fossero state
facili anche per lei, e all'essersi domandata, allora, perch le
persone anziane fossero cos lente.
Quando aveva acconsentito a prendersi in casa Barbie, Molly
era convinta di doversi sorbire i discorsi di lei sul suo matrimonio
infelice e i dubbi sulla propria incapacit. Ma in effetti sembrava
che ad assumersi gran parte di quel compito fossero stati Glory
Green e gli altri difensori dei delfini e dei trichechi. Avevano anche
scovato un legale che si occupasse del divorzio di Barbie dal
marito, Bob Hickock.
Da principio, il pensiero mi atterriva, aveva dichiarato Barbie.
Ma Glory e Stewart, che  il mio legale, pensano che sia per
il meglio. Voglio dire, Bob e io non eravamo fatti esattamente l'uno
per l'altro. Per esempio, a lui non sono mai piaciuti gli animali,
a parte i suoi cani.
Come ci sarebbe stato da aspettarsi, la madre di Barbie si
opponeva con veemenza al divorzio. Per diversi giorni aveva
tempestato la casa di Molly di telefonate, alcune delle quali avevano
ridotto la figlia in lacrime e singhiozzi. Ma alla fine, per
consiglio degli amanti dei trichechi, Barbie si era rifiutata di
parlare con Myra Mumpson.
Glory dice che dovrei chiederle, quando mamma chiama,
di rispondere per favore che non ci sono. Dice che parlare con
persone arrabbiate  controproducente e fa male all'anima. E
l'hanno notato tutti, dice, che dopo essere stata al telefono con
mamma io, per ore, sono troppo sconvolta per essere d'aiuto a
qualcuno o a qualcosa.
Risultato di quella politica, nei giorni successivi Molly si era
ritrovata ad avere conversazioni quotidiane con Myra Mumpson.
Dapprima quelle conversazioni erano state molto spiacevoli. Myra
l'aveva accusata (qualche volta con ragione) di mentire sull'assenza
di Barbie. Si era soffermata sull'ingratitudine di tutti i suoi
familiari, sull'insipienza di sua sorella Dorrie, e sull'immaturit e
incapacit di Barbie di avere successo in quello che Myra definiva
il mondo reale.
L'ultima volta che aveva telefonato, per, Myra era parsa ancora
pi preoccupata della sua situazione personale. Aveva confidato
a Molly d'essersi decisa a candidarsi come rappresentante dello
Stato nelle primarie repubblicane. Alla mia et, lo crederebbe
mai? E aveva fatto una risatina rauca. Ma l'altro candidato  una
vera frana come oratore, in pi  abortista. Non ha nemmeno una
probabilit di vittoria in questo distretto. Cos ho pensato: perch
no? Sento che  quello che Dio mi sta indicando di fare, ora. E
inoltre mi aiuta a distogliere la mente dal disastro che quella povera
sciocca di mia figlia sta facendo della sua vita, dico bene?
Disastro? Ti sbagli, aveva pensato Molly, senza per dirlo.
Da quel che posso dire io, la sua vita  molto meno disastrosa,
ora, e cos la mia.
Recentemente, ora che Barbie sembrava avere in animo di rimanere
a tempo indeterminato a Key West, Molly aveva cominciato
a pensare seriamente di fermarvisi a sua volta pi a lungo: fino
a giugno, e forse addirittura fino a luglio. Forse si sarebbe sentita
sola una volta partiti gli altri residenti invernali; ma ormai si
sentiva sola dappertutto. Ovunque, a poco a poco, la morte si era
portata via tutti i suoi amici. E un giorno, forse prestissimo, si
sarebbe portata via anche lei. Ma perfino la morte, immaginava Molly,
l sarebbe stata diversa, pi facile: una sorta di lento dissolversi
nel calore e nell'umidit quasi perpetua di Key West.
Con un sorriso alquanto fisso, ma essenzialmente soddisfatto,
Wilkie Walker firm l'ultimo dei molti libri che gli erano stati presentati
e si alz. Un piccolo gruppo di ammiratori ancora indugiava,
sperando in un breve scambio di commenti personali, ripetendo
lodi per quello che lui aveva detto o scritto, e offrendosi di invitarlo
a pranzo. Ma Wilkie declin gli inviti, dicendo sinceramente
che aveva promesso di pranzare con gli altri partecipanti al
seminario, e che ora doveva proprio allontanarsi (accennando con
gesto vago verso la toilette). I suoi fan, molti dei quali avevano
problemi di prostata, o erano imparentati con qualcuno che ne
soffriva, si affrettarono a lasciarlo passare, scusandosi.
Sebbene avesse acconsentito a partecipare a quella conferenza
solo nella convinzione che prima di allora sarebbe morto, tutto
sommato non era stato cos spiacevole, pensava Wilkie nell'attraversare
l'atrio. Gli oratori pi giovani, a differenza di alcuni di
quelli che aveva incontrato in passato, erano stati cordiali e perfino
deferenti. Wilkie comprendeva che cosa questo volesse dire: significava
che aveva cessato d'essere un concorrente, ed era diventato
una sorta di anziano statista. L'essere rimasto per un periodo
fuori circolazione era stato un vantaggio. Lui e i suoi libri erano
troppo superati, ormai, per venire attaccati; venivano invece sostenuti
o perfino acclamati come documenti storici.
Risultato, stava sperimentando, e per la prima volta da anni,
ormai, l'impetuoso assalto della popolarit, le lunghe file, il dolore
al polso per avere firmato libri: tutti i fenomeni della celebrit
che l'avevano circondato un tempo. Che cosa aveva provocato
tutto questo, si domandava Wilkie mentre era in piedi
nella toilette: qualcosa in particolare che lui aveva detto? Era
stato un buon intervento, ma non migliore di molti altri che aveva
tenuto in passato.
O era per caso una caratteristica del pubblico? Per definizione,
i partecipanti alla conferenza erano persone che avevano la volont,
e la disponibilit, di pagare diverse centinaia di dollari allo
scopo di starsene sedute al chiuso, ad ascoltare altre persone parlare
per due giorni, durante un soleggiato weekend della Florida.
Non turisti qualsiasi, di conseguenza; non studenti o lavoratori e
donne in vacanza. Quel pubblico doveva essere abbiente, e di
mezz'et o anche pi anziano; in gran parte di pensionati. Anzi,
era composto in gran parte di vecchi, che avevano conservato i loro
entusiasmi, tra i quali c'erano Wilkie Walker e i suoi libri.
E persone cos, naturalmente, erano a loro volta una specie minacciata
- minacciata dall'et, dalle malattie e dall'irrilevanza - ma
soprattutto in modo ovvio e immediato dalla morte. Quando Wilkie
aveva dichiarato che un mammifero acquatico, sebbene non produttivo
o attraente o bene adattato all'ambiente attuale, era ancora
molto prezioso, interessante e degno d'essere preservato, quelle persone
si erano sentite meglio. Perch tali, per analogia, erano loro.
Come pensionati, la maggior parte dei presenti tra il suo pubblico
erano, per definizione, non pi attraenti e niente affatto produttivi.
Ma potevano essere in effetti non del tutto inutili, pensava
Wilkie nel richiudere la lampo dei calzoni. Molti di loro erano
ricchi, e quasi tutti pieni di buone intenzioni. Se qualcosa si poteva
fare per i trichechi, i delfini e le altre specie in declino della Florida,
era possibile farlo anche l.
Non sarebbe stato facile, perch i becchi danarosi, come
Wilkie sapeva dall'osservazione di s e di altri, erano riluttanti a
separarsi dal loro denaro. In modo consapevole o inconsapevole,
spesso si rendevano conto che soltanto quella ricchezza rendeva
attraente la maggior parte di essi: anche se alcuni, come lui, potevano
avere conservato una certa dose di potere e di autorit. Ed
erano talmente tante le cause in gara: altri animali, uccelli e piante,
le arti, la ricerca sulle malattie, le universit... Per non parlare,
naturalmente, delle forze dell'agri-industria e della pesca sportiva
e commerciale. Sarebbe stata una lotta molto dura.
Ma a Wilkie era sempre piaciuto lottare. Alcuni dei suoi ricordi
pi gradevoli riguardavano l'avere messo a tacere tronfi rappresentanti
di interessi commerciali, oppure (all'altra estremit
dello spettro politico) chiassosi luddisti e vegetariani. Se era rapido
a intervenire, poteva spesso far s che quei concorrenti fanatici
si rivolgessero l'uno contro l'altro, mentre lui se ne stava calmo
calmo tra loro, a rappresentare la voce della ragione.
Sarebbe stato interessante vedere come se la sarebbero cavata
Barbie Mumpson e i suoi nuovi amici nella loro campagna. Avrebbe
potuto dar loro i nomi di alcuni dei suoi facoltosi ammiratori
locali che poco prima gli si erano affollati intorno, per indurlo ad
accettare biglietti da visita e numeri di telefono. Stava anche rimuginando
mentalmente su un possibile articolo per la rivista
Atlantic sui trichechi; forse, alla fine, perfino un libro.
Se avesse deciso di non partire di l a due settimane, se si fosse
trattenuto per tutto marzo, o forse anche pi a lungo, Jenny
avrebbe potuto cominciare subito le ricerche. E perch non sarebbero
dovuti restare, in fin dei conti? La casa era disponibile, e
a sentire i resoconti il tempo l a Convers era ancora freddo, grigio
e umido. E da quando era stato dimesso dall'ospedale lui dormiva
bene la notte, perfino troppo; nove o dieci ore, a volte.
A Jenny avrebbe fatto piacere fermarsi, l'aveva detto appena il
giorno innanzi. Detestava il freddo, lei, e si era fatta delle amicizie,
l, sia pure in modo non sempre saggio. E con la moderna tecnologia
- fax, e-mail e Internet - poteva fare quasi tutti i controlli e l'editing
per Il faggio rosso l da Key West. Inoltre, questo l'avrebbe
ricompensata per quello stupido malinteso su Barbie Mumpson.
Non era escluso che d'ora in avanti potessero ritornare a Key
West ogni inverno, decise Wilkie. Anche a Jenny sarebbe piaciuto.
Con sufficiente anticipo, le sarebbe stato possibile trovare una
casa da preferire a quella che occupavano. O potevano anche
comprarla, una casa, come avevano fatto molti dei loro conoscenti.
Era un buon investimento, lo dicevano tutti. Potevano perfino
diventare residenti della Florida come avevano fatto Howard e
Molly Hopkins e i Foster, fermandosi almeno sei mesi e un giorno
ogni anno in uno Stato dove non si pagava la tassa sul reddito.
Perch no, in fin dei conti? Il suo editore era addirittura fanatico
riguardo al Faggio rosso, e l'importo del suo anticipo poteva coprire
una sostanziosa caparra per una bella casa per le vacanze. Se
la trattativa per i diritti d'autore che il suo agente stava ora contrattando
fosse andata in porto, probabilmente non sarebbe stato
nemmeno necessario accendere un mutuo.
La conclusione del libro era migliore, ora, pensava Wilkie. Invece
di descrivere la morte melodrammatica del faggio rosso durante
una tremenda tempesta, aveva tenuto l'ultimo capitolo tutto
al condizionale, e ipotizzato diversi futuri possibili. Grazie a questo,
gli era stato possibile includere tanti buoni passaggi di scrittura
che, altrimenti, sarebbe stato costretto con rimpianto a scartare.
I faggi vivono a lungo, aveva scritto: ne esistono alcuni esemplari
noti per avere ben pi di trecento anni. Un giorno, tuttavia,
anche il faggio rosso, come tutti gli alberi e tutti gli uomini, sarebbe
morto. Avrebbe potuto fare una fine prematura: colpito da una
malattia, abbattuto dalla stupidit umana, o sradicato da una tremenda
tempesta. Ma se ne avessimo avuto cura, se avessimo vigilato,
il faggio rosso avrebbe potuto adornare e arricchire il mondo
e noi per molti anni ancora... e cos tutta l'altra flora e fauna messe
in pericolo sulla terra. Era probabilmente una conclusione
troppo ottimistica; ma se non eri ottimista, lo sapeva per esperienza,
non c'era modo di indurre la gente a fare qualcosa.
Sebbene fossero passate soltanto poche settimane, riusciva
difficile ora a Wilkie ricordare pienamente lo stato depresso, disperato,
quasi demente in cui era precipitato prima di quella colica
renale: uno stato in cui era apparso chiaro che la sola via d'uscita
era quella che avrebbe distrutto non soltanto la sua vita, ma
quella di Jenny e, forse forse, quella dei suoi figli.
Tre volte Wilkie aveva fatto del suo meglio per compiere
quella distruzione, e ogni volta la Sorte lo aveva ostacolato. Continuava
a figurarsela come aveva fatto nel suo squilibrato stato
mentale: come una brutta, anziana versione della Giustizia. Ma
ora, invece di sghignazzare con disprezzo del suo fallimento nel
tentare di togliersi la vita, la Sorte sorrideva, forse perfino con un
certo compiacimento.
Qualche ora dopo, in quella stessa torrida giornata, L. D.
Zimmern, professore e critico letterario di New York, si sistem
su una cigolante poltroncina di vimini nella veranda dell'Artemis
Lodge e stese le sue lunghe, magre gambe. Come al solito,
indossava una vecchia camicia di tela e aveva un'espressione
scettica e acuta.
Bene, cugina Lelia, disse. Mi fa piacere rivederti. Quanto
tempo  passato, cinque anni?
Direi di s, conferm Lee.
Hai l'aria di una che sia nata e cresciuta a Key West. Una...
come li chiamano gli abitanti di qui? Un nome come di vongola.
Lee non rispondeva. Tanti anni prima, quando era ancora
un'adolescente, aveva giurato a se stessa che Lennie Zimmern non
sarebbe riuscito mai pi a ottenere una reazione da lei. Si assest
meglio il moumou cremisi ricamato, deplorando nel farlo di non
avere seguito il suo primo impulso di cambiarsi, indossando jeans
e T-shirt prima dell'arrivo di lui.
Ah s, una patella. Gi. Lui si protese a prendere la bottiglia
di birra d'importazione che aveva portato con s. Un bel cambiamento
rispetto alla dottoressa Weiss, con tanto di specializzazione,
cartella e scatola di Kleenex per clienti in lacrime.
Lee di nuovo non disse niente, pur pensando che Lennie, in
compenso, non era cambiato affatto: sempre scarno, olivastro, intelligente
e acre. I folti capelli e la corta barba erano pi brizzolati,
la faccia resa pi sardonica dalle rughe; ma era tutto.
Cos, il posto ti piace?
Molto, ammise lei, raccogliendo le forze. Mai pi mi aspettavo
di vederti qui, per.
E perch no? Avevo due ottimi motivi: curiosit e soldi da
spendere. Inoltre, era un'occasione per fare visita alla mia cuginetta
preferita Merilee nel suo nuovo habitat.
Nonostante la sua risoluzione, Lee trasal visibilmente nell'udire
dopo tanti anni il suo sciocco soprannome di adolescente.
Chiedo scusa, avrei dovuto dire Lelia Weiss/ra Lennie
sogghignava nel ripetere la sua antica battuta, che risaliva al tempo
in cui Lee, nel divenire una femminista, aveva alterato il suo cognome
originale da Weissmann in Weiss. A fatica lei non reag.
Scherzi a parte, riprese lui, quando arrivi all'et mia, cominci
a pensare alla tua famiglia. Come quel pittore, Gauguin.
Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo? A volte ho perfino
impulsi imbarazzanti come mostrare al prossimo le fotografie dei
miei nipotini.
Ah, s? E le hai con te?
Devo confessare di s. Di tutti e tre.
Bene. Dai qua, allora.
Per i dieci minuti che seguirono, Lennie e Lee scambiarono
fotografie e notizie di famiglia. Fu in modo assai pi rilassato che,
mentre il cugino metteva via le foto, lei osserv: Sai, mi sorprende
che tu prenda parte a un simposio su Lo scrittore e la natura.
Pensavo che della natura poco ti importasse.
Hai ragione, non ne sono mai stato un grande ammiratore.
Ho l'impressione che la civilt sia stata inventata proprio per allontanarsene.
Ma in effetti non ne vedo poi molta, qua intorno.
Andiamo. Lee accenn al suo rampicante, ancora carico
di fiori rossi e oro, e alla frondosa strada al di l. Questa come
me la chiami?
Ah, questo  soltanto un grazioso scenario. Non ho niente
contro lo scenario, purch se ne resti al suo posto. Lennie lev il
bicchiere al rampicante e bevve.
E quello che realmente mi sorprende  che ti abbiano invitato.
Ma  chiaro. Sono qui come avvocato del diavolo. Pos il
bicchiere, si raccolse i ruvidi e ancora folti capelli grigi in due corni
e rivolse alla cugina un sorriso diabolico. Hanno bisogno di
qualcuno come me per provocarli, per farli accorrere in difesa del
loro inutile animale o vegetale preferito, per far salire il livello della
loro energia. Altrimenti  tutto troppo zucchero e miele. Ecco
perch hanno chiamato l'intervento di cui far parte Natura e
Antinatura. Io sono l'Antinatura. Quando toccher a me, domani,
le cose si animeranno, vedrai.
E che cosa hai intenzione di dire?
Lennie alz le spalle. Ancora non ho deciso. Forse comincer
con l'attaccare uno dei loro eroi, diciamo per esempio Thoreau.
Sai che era un cocco di mamma, come molti naturalisti?
Mandava a casa la biancheria da lavare da Walden, come uno
scolaretto in campeggio.
Davvero?
Dio mi  testimone. O dovrei dire, Dea mi  testimone? Lee
non raccolse. La pensi ancora cos?
La risposta era: S, in un certo senso, ma Lee prefer non finirla.
Ma sarete tre contro uno, disse invece.
E con ci? Lui torn ad alzare le spalle. Sar un gioco da
bambini contro quelle famose teste di cavolo. Quasi uno spasso,
in realt. Non ci saranno sorprese; li conosco gi tutti, o quasi,
Lennie sorrise. Nel complesso, erano quindici gli oratori invitati
alla conferenza, e non era esagerato dire che, in passato, lui li aveva
insultati o irritati in qualche modo dal primo all'ultimo o di
persona o sulla stampa: sebbene in molti casi Lennie (a differenza
delle sue vittime) se ne fosse dimenticato.
Ma pensa!
Ascolta, conosco Gerry Grass fin da quando eravamo entrambi
in una colonia di artisti, trent'anni fa. E un buon diavolo,
ma  ancora impantanato negli anni Sessanta, sempre a cercare di
mettersi in contatto con la Natura. Vagando per il mondo alla ricerca,
come se avesse smarrito la pietra filosofale.
Credevo che fosse un famoso poeta americano.
Certo, perch no? Non occorre un intelletto particolarmente
brillante, per essere un famoso poeta americano. E un handicap,
in certi casi. Egotismo innocente, bell'aspetto, sensibilit romantica,
una voce capace di emozionare e un piccolo, gradevole
talento per la poesia, ed  tutto quello che occorre, per i recensori
e per il pubblico. Lo hai gi conosciuto?
Soltanto ieri, all'inaugurazione.
Ho sentito che si  lasciato con la sua ragazza, come si chiama,
Huff, Tiff o Spat, qualcosa del genere. Poveraccio. Avrebbero
dovuto avvertirlo al momento della presentazione; e s che lui dovrebbe
essere sensibile al linguaggio.
Lee rise. E poi, chi altro c' nel tuo gruppo?
Be', c' Wilkie Walker, l'amico del topo delle paludi d'acqua salata,
e di tutti gli altri animaletti pelosi. (Lee apr la bocca per fare
qualche commento altrettanto negativo, poi la richiuse.) E Dilly
Acker, naturalmente, l'autrice di Musica delle balene, la pi famosa
scrittrice di ecologia della sua generazione, secondo l'opuscolo.
Lo dici come se non la tenessi in gran conto, osserv Lee.
Non molto, no. Non amo le belle donne che preferiscono i
pesci a me. Con un po' di fortuna, potr farla piangere. Non vedo
l'ora di riuscirci.
Lee rise di nuovo. Se fai piangere Dilly Acker, quel pubblico
ti lincer.
Dici? Lennie inarc le sue folte sopracciglia. Ma tu mi
proteggerai, vero, Lelia? Ti lancerai alla carica sul palco e lotterai
contro gli assalitori con l'ombrello, come facevi quando tu e
nostro cugino Roger giocavate a Robin Hood e i draghi, o cos'altro
era.
Al di sotto della veranda un'auto venne a fermarsi sul viale.
Jenny Walker ne scese, sbatt alla meglio la portiera e corse su per
gli scalini. I lunghi capelli chiari erano sciolti sopra un abito di cotone
grigio stampato a foglie di bamb di un grigio pi pallido, e
lei appariva accaldata, in ansia e molto graziosa.
Oh, Lee! grid con voce affannosa e tremula. Come sono
contenta che ci sei. Proprio non posso farcela per stasera. Wilkie
ha cambiato idea, dice che dobbiamo andare all'inaugurazione
della mostra e anche alla cena di domani sera. Non mi sar possibile
vederti fino a domenica. Lo so che  orribile. Ma ho anche
delle buone notizie: ci fermeremo qui fino alla fine di aprile, e probabilmente
in ottobre torneremo. Perci mi perdonerai, vero?
Non preoccuparti, disse a disagio Lee. Jenny, questo  mio
cugino Lennie Zimmern, di cui ti avevo parlato. Jenny Walker.
Come? ansim Jenny. Oh, salve, non l'avevo vista. Fece
un respiro e assunse con evidente sforzo modi pi cerimoniosi.
Voglio dire, sapevo naturalmente che sarebbe venuto, ho
visto il suo nome nel programma. Ma oggi a pranzo non c'era,
al Rusty Anchor.
No, conferm Lennie. Mi faccio un dovere di non mangiare
mai in ristoranti dai nomi originali.
E si trova bene a Key West?
Ancora non posso dirlo.
Oh, le piacer, ne sono certa. Piace a tutti. Be', ora debbo
scappare. Con una breve occhiata impotente a Lee, Jenny scese
di corsa gli scalini.
Bene, disse Lennie, mentre la macchina di Jenny usciva dal
viale. Di che cosa mai si trattava? No, a pensarci meglio, non dirmelo,
lasciami indovinare. Siete innamorate.
Non dire sciocchezze, neg Lee, piuttosto tesa. Jenny  solo 
un po' affannata e in agitazione ora, a causa della conferenza. Si
riduce cos, qualche volta.
Andiamo, Lelia. Ho incontrato Jenny Walker per anni alle
cene dell'Accademia, e non l'avevo mai vista cos. E sempre stata
l'immagine della perfetta signora, calma, posata e padrona di s.
Questo non prova... Lee, che detestava mentire, ment con
difficolt. Non  quello che pensi.
Lennie la guard, accigliandosi un poco, poi sorrise. Andiamo,
Lelia, ripet. Dovresti renderti conto, ormai, che non andr
a raccontarlo. Per la miseria, sono passati quasi cinquant'anni, e io
sono ancora l'unico a sapere chi ruppe la finestra del bagno in casa
di tua zia, nel Queens.
Dovrei complimentarmi con te, aggiunse, poich Lee taceva.
 una donna molto attraente. Bella, perfino. Forse un
tantino insipida, per i miei gusti.
Jenny non  insipida, si ud protestare Lee suo malgrado, e
in un tono che, se ne rese conto troppo tardi, rivelava ogni cosa.
No? Be', se lo dici tu. Lennie si permise un sorriso irritante.
Personalmente, non l'ho mai assaggiata.
E troppo buona, ecco la verit, disse Lee, ignorando quel
sorriso e cercando di parlare con indifferenza. Il guaio  che vuole
fare felici tutti, compreso suo marito, che  un completo egoista
e un porco maschio sciovinista.
Ma no!
Pensa di amarla, ma non ha nessuna considerazione per lei.
La tratta come se fosse la sua segretaria, anche se senza di lei non
potrebbe scriverli, i suoi libri. Ma lei non vuole lasciarlo.
No, e questo lo capisco. In fin dei conti, chi sarebbe mai, se non fosse la moglie di Wilkie Walker?
Lee sospir, ma riusc a non dire niente, bench non potesse
fare a meno di ricordare quello che Jenny le aveva bisbigliato
non pi tardi del giorno prima: S, certo che amo te. Ma il lavoro
di Wilkie  la mia vita. A ogni modo,  quello che posso fare per il mondo, capisci?
Sembra che sia piuttosto richiesta, comment Lennie. Ho
l'impressione che anche Gerry Grass abbia una cotta per lei. Al
simposio, questa mattina, mentre stava leggendo quella sua lirica
piuttosto ovvia sulla perdita di bianchi uccelli e quella di donne
dalla pelle candida, non faceva che rimirarsela.
Non ha una speranza al mondo, disse Lee.
Lieto di saperlo. Lennie sorrise. Ma sai, Wilkie Walker potrebbe
anche non vivere in eterno. Sentivo da Gerry, ieri sera, che era stato in ospedale, qui, due settimane fa.
S. ma non era niente. Aveva avuto non so pi che attacco intestinale. Nervi, secondo me.
Pu darsi. Devo dire che fa ancora la sua figura in pubblico,
per. Padre Natura, tutto saggezza e bonomia. Dovresti andare a
sentirlo, questo weekend, e vedere contro chi ti sei messa.
No, grazie, disse Lee. La sera prima, al ricevimento di inaugurazione
del simposio, aveva incontrato Wilkie Walker per la prima
e, si augurava, per l'ultima volta. Come si era aspettata, lui era
stato a un tempo compito e condiscendente, riconoscendo in lei
un'amica di Jenny, ma senza mostrare alcun desiderio di conoscerla meglio.
Quello che l'aveva sorpresa era stato l'aspetto di Wilkie.
Niente di quanto Jenny aveva detto, e nessuna fotografia pubblicata
su una rivista o una sopraccoperta di libro, l'avevano preparata
al fatto che fosse cos pesante, grigio, logoro e lento. Ma 
proprio un vecchio, aveva pensato, e uno scomodo flusso di compassione
si era riversato su di lei. Non c'era da meravigliarsi se aveva creduto d'essere malato, perfino morente.
Lennie ha ragione, pensava ora. Wilkie non sarebbe vissuto
per molto. Ma, fosse o non fosse vissuto, Jenny era decisa a mettere
il libro di lui in condizione d'essere pubblicato. Sarebbe stato
inutile cercare di opporvisi, perch per Jenny quel libro era anche
suo. Quando lui e il manoscritto sarebbero tornati al Nord, lei
sarebbe andata con loro. E sebbene loro due potessero trovare un
modo per rivedersi da qualche parte, quell'estate, per sei mesi almeno Jenny sarebbe stata lontana.
Ma questo non sarebbe ancora accaduto, per il momento. Lee
ramment qualcosa che aveva letto una volta; via via che si invecchia
e il futuro si accorcia, le scelte che restano sono solo due: puoi
vivere nel passato che va sbiadendo, o, come i bambini, nella vivida pienezza del presente.
Jenny sarebbe rimasta a Key West per altri due mesi: il resto
di marzo e aprile. La primavera era la stagione preferita di Lee,
a Key West: per i primi di aprile la maggior parte dei turisti sarebbe
partita, e cos gli studenti universitari che avevano reso la
citt rumorosa e pericolosa con i loro ciclomotori a noleggio e i loro chiassosi stati di ebbrezza.
Il tempo sarebbe stato perfetto: le notti calde e romantiche.
Quasi ogni giorno, appena terminato il ciclo di conferenze,
Jenny sarebbe venuta alla casa-albergo, e qualche volta anche a
tarda sera, dopo che Wilkie si era addormentato... come aveva gi fatto diverse volte.
Sarebbero state insieme spesso, via via che l'isola diventava
sempre pi tranquilla, pi bella e pi ricca di fiori. Insieme avrebbero
osservato schiudersi le orchidee bianche e viola; avrebbero
visto le tozze dita allargate del frangipani mettere fuori le loro volute
di vellutati petali bianchi, rosa e oro, e la poinciana esplodere in alto in cascate di rossi coriandoli.
...
.
...
FINE.